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La vita, altrove
Libri Moderni

Kristeva, Julia <1941->

La vita, altrove : autobiografia come un viaggio : conversazione con Samuel Dock / Julia Kristeva ; traduzione di Elisa Donzelli

Donzelli, 2017

Abstract: Per la prima volta Julia Kristeva, linguista, psicoanalista e scrittrice considerata tra i massimi intellettuali del nostro tempo, svela in questa conversazione, che di fatto si traduce in un'autobiografia, i risvolti più intimi della sua vita. Tre quarti di secolo, vissuti sempre sulla breccia, in un continuo corpo a corpo con le vertigini identitarie dell'esilio e dell'amore. L'infanzia in Bulgaria; la guerra, il comunismo e il suo crollo; poi, da ragazza, l'arrivo a Parigi con una borsa di studio, i contatti subito intensi con gli ambienti intellettuali francesi più innovativi; gli anni sessanta e le effervescenze di Saint-Germain-des-Prés; la giovane bellezza accentuata dai tratti slavi; gli zigomi alti, lo sguardo penetrante, il sorriso largo, l'eleganza innata di ogni movenza. Tutti caratteri che, trascolorando, accompagneranno le sue esperienze di donna, di amante, di sposa, di madre. Il libro ci invita a seguirla nel cuore profondo delle parole che scandiscono la sua vicenda biografica e, insieme ad essa, quella di un intero continente alle prese con i suoi passaggi storici cruciali.

Bice speciale. In viaggio col vento
Libri Moderni

Koch, Miriam <1980->

Bice speciale. In viaggio col vento / Miriam Koch

Donzelli, 2013

Abstract: Età di lettura: da 3 anni.

Carlo Rosselli, socialista e liberale
Libri Moderni

Pecora, Gaetano <1960->

Carlo Rosselli, socialista e liberale : bilancio critico di un grande italiano / Gaetano Pecora

Donzelli, 2017

Abstract: «Non è più tempo né di anatemi né di apologie». Così scriveva Norberto Bobbio nella sua introduzione a Socialismo liberale, l’opera più nota di Carlo Rosselli (1899-1937). Gaetano Pecora ha raccolto questo monito e, senza preconcette avversioni (ma anche senza monumentalità celebrative), ha voluto fare le giuste parti sul conto di Rosselli, di cui proprio nel 2017 cade l’ottantesimo della morte, avvenuta in Francia per mano di sicari fascisti. E così, con il piglio di una conversazione diretta, immediata – leale, si potrebbe dire – ne ha registrato gli attivi ma non ne ha dimenticato i passivi. Dove per «attivi» s’intende anzitutto l’idea – carissima alla sensibilità di Rosselli – secondo cui o il socialismo è la prosecuzione del liberalismo, o non è (e si riduce allora a malinconico sogno di burocrati). E per «passivi», invece, vanno intesi tutti gli scompensi e tutte le ombre che Rosselli fece cadere proprio sul guizzo di questa sua felice intuizione. Con la conseguenza che, talvolta, il lettore è costretto a bilanciarsi su pagine che non fanno centro tra loro e che qualche volta si sciupano l’una sull’altra. Il tutto però accompagnato dalla convinzione che Rosselli poté toccare il segno o mancarlo. Ma che anche quando lo mancò e lasciava una mezz’ombra ambigua dietro di sé, anche allora egli saliva sempre in un’atmosfera superiore dove respirava un’aria più pura e meglio ossigenata. Fosse solo per questo, il suo nome non deve cadere dalla nostra memoria. Il libro di Pecora aiuta a mantenercelo.

La lingua dei lager
Libri Moderni

Marzulli, Rocco <1974->

La lingua dei lager : parole e memoria dei deportati italiani / Rocco Marzulli ; introduzione di Massimo Castoldi ; con tre saggi di Giovanna Massariello Merzagora

Donzelli, 2017

Abstract: «La composizione umana stratificata del lager porta con sé la confusione delle lingue», scriveva Primo Levi, una Babele che riveste un ruolo centrale nei ricordi dei deportati italiani: spesso compaiono la difficoltà di capire gli ordini, il divieto di usare una lingua diversa dal tedesco, il ricordo ossessivo di parole che continuano a tornare alla mente, anche a tanti anni di distanza. Proprio per la centralità di questo elemento, per comprendere appieno i campi di concentramento nazisti, diventa indispensabile conoscere la lingua che essi hanno prodotto. Da una parte c'è la lingua tedesca dei sorveglianti, ridotta a un frasario che riassume comandi, gerarchie e luoghi e che si avvale di un linguaggio in codice che occulta ciò che sta avvenendo; dall'altra c'è la lingua franca dei prigionieri, costituita da lingue diverse tra cui tedesco, russo, polacco, francese, spagnolo e italiano. A Mauthausen, Auschwitz, Ravensbriick, Dachau e in altri campi, la lingua del lager, Lagersprache, è per le deportate e i deportati un mezzo imprescindibile per comprendere gli ordini espressi solo in tedesco, per comunicare tra loro, per interpretare la realtà che li circonda, per evitare i pericoli, e per resistere. Colmando un vuoto della ricerca linguistica, Rocco Marzulli ha elaborato un repertorio della lingua del lager, fondato su un'ampia ricognizione delle memorie dei deportati italiani, non solo per offrire uno strumento per leggere e interpretare le loro testimonianze scritte e orali, ma anche per introdurre il lettore meno esperto nella realtà quotidiana dei campi di concentramento nazisti.

La villa Savoye
Libri Moderni

Caccia Gherardini, Susanna - Olmo, Carlo <1944->

La villa Savoye : icona, rovina e restauro (1948-1968) / Susanna Caccia e Carlo Olmo

Donzelli, 2017

Abstract: La villa Savoye progettata da Le Corbusier è, quasi per antonomasia, l'icona della modernità architettonica. Non vi è forse altro manufatto che racchiuda la quintessenza di un canone estetico che ha contraddistinto il Novecento. Il fatto è, però, che una tale icona è destinata a mettersi continuamente in discussione e a contraddirsi. Ecco perché, nel corso di più di ottanta anni, la sua storia ha oscillato sistematicamente tra paradigma e rovina. Realizzata tra il 1928 e il 1931 alle porte di Parigi per i coniugi Savoye, questa vera e propria accademia invisibile della modernità negli anni successivi alla guerra cade velocemente in rovina. Utilizzando materiali d'archivio, disegni, epistolari, diari, schizzi, fotografie - in larga parte inediti e riprodotti negli apparati iconografici del volume - gli autori raccontano una vicenda appassionante in cui Le Corbusier prima, Jean Dubuisson e chi lavorerà sulla villa poi, faranno di questa architettura il terreno di un lento slittamento verso un restauro che ha nell'autenticità e nell'autorialità i suoi presupposti fondamentali.

Le mafie di mezzo
Libri Moderni

Martone, Vittorio <1979->

Le mafie di mezzo : mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio / Vittorio Martone ; prefazione di Rocco Sciarrone

Donzelli, 2017

Abstract: Da diversi decenni operano nel Lazio numerosi gruppi di criminalità organizzata, con una varietà di forme di coabitazione che spaziano tra cooperazione e conflitto, strategie egemoniche e accordi per la spartizione di settori e campi di attività, illegali e legali. La capitale è diventata una sorta di laboratorio a cielo aperto, che consente di osservare sia le trasformazioni in corso nelle mafie storiche e il loro radicamento in aree esterne a quelle di origine, sia i contesti in cui prendono corpo e si sviluppano forme criminali nuove e autoctone. Il volume presenta i risultati di una ricerca inedita, che oltre alle fonti documentarie (indagini dell'antimafia giudiziaria e civile, statistiche ufficiali, letteratura) approfondisce tre casi di studio in altrettanti territori della regione: Ostia e il litorale romano, il basso Lazio e la capitale. La scala di osservazione ravvicinata consente di decifrare con maggior precisione la dimensione economica del fenomeno, in particolare l'operatività mafiosa nei mercati legali. L'indagine si estende all'imprenditoria, alla politica e alla società locale, mettendo in luce l'esistenza di reti di relazioni tra legale e illegale, assetti istituzionali e sistemi di governance in grado di condizionare profondamente le traiettorie dello sviluppo socio-economico di interi territori. È in queste reti che si insinuano le «mafie di mezzo», strutture criminali nuove e originali, a cui gli attori che tradizionalmente definiamo «mafiosi» possono aderire senza tuttavia esserne necessariamente la componente essenziale, né quella trainante.

Gli abitanti del mare / [illustrazioni di Ruth Wickings]
Libri Moderni

Wickings, Ruth

Gli abitanti del mare / [illustrazioni di Ruth Wickings]

Legnano : Crealibri, c2001

Gioca & conosci...

Abstract: Colori vivaci e allegri pop-up guidano i piccoli lettori tra i segreti del mare profondo: in ogni pagine vi sono incredibili creature, dalle più belle alle più temute. Età di lettura: da 3 anni.

Le storie del piccolo Nicolas
Libri Moderni

Goscinny, René <1926-1977> - Sempé, Jean Jacques <1932-2022>

Le storie del piccolo Nicolas / René Goscinny & Jean-Jacques Sempé ; traduzione di Gaia Panfili

Donzelli, 2016

Abstract: Quanti guai combina Nicolas! Ad accompagnarlo nelle sue avventure è una banda di amici formidabili: Alceste, che si rimpinza tutto il tempo di brioche e panini, Eudes, che molla sberle e pugni a chiunque gli capiti sotto tiro, Clotaire, il somaro della classe, Maixent, l’atleta della compagnia che corre come un fulmine, Rufus che va in giro col fischietto perché vuole fare il poliziotto come il papà, e poi Agnan, il cocco della maestra, e Geoffroy, che dai genitori ottiene sempre tutto; ma anche Marie-Edwige e Louisette, che saranno pure due «femmine» ma a Nicolas fanno perdere la testa… Il fatto è che, incapaci come sono di fingere e nascondere paure e desideri, il piccolo monello e i suoi compagni quasi senza volerlo combinano una serie di innocenti malefatte; alle prese con loro, genitori e insegnanti non sanno proprio che pesci prendere, e spesso capitolano, senza riuscire a opporre resistenza. Nate dall’incontro di due mostri sacri dell’umorismo, René Goscinny e Jean-Jacques Sempé, le storie di questo ragazzino terribile e dei suoi amici hanno fatto il giro del mondo in centinaia di edizioni fino a diventare un classico, non solo per i lettori più piccoli. Rivolte non a caso, in prima destinazione, al pubblico dei giornali, le peripezie di Nicolas e della sua allegra brigata sollecitano l’ironia, la cattiveria, lo spirito dei lettori grandi più smaliziati. Quantomeno, di tutti quelli che sono stati bambini.

La nostra Bloomsbury
Libri Moderni

Bell, Vanessa <1879-1961>

La nostra Bloomsbury : io, mia sorella Virginia e gli altri / Vanessa Bell ; a cura di Lia Giachero ; prologo di Angelica Garnett

Donzelli, 2017

Abstract: Vanessa Bell è una delle figure più moderne e affascinanti del Circolo di Bloomsbury: libera e anticonformista, artista ribelle, decide insieme alla sorella Virginia Woolf di sfidare il mondo borghese in cui era nata, quell'Inghilterra vittoriana che voleva le donne madri, mogli e angeli del focolare. Come ci raccontano queste pagine autobiografiche, proposte per la prima volta al lettore italiano, Vanessa e Virginia scelgono molto presto quale sarà la loro strada: Vanessa, la più grande, diventerà una pittrice, mentre Virginia farà della penna il suo strumento di emancipazione. Alla morte dei genitori, le due ragazze lasciano la casa di Hyde Park Gate per trasferirsi in un quartiere bohémien di Londra, dove daranno vita, insieme all'amato fratello Thoby, al Circolo di Bloomsbury: un gruppo di giovani che avrebbe influenzato profondamente la cultura del Novecento. John Maynard Keynes, Morgan Forster, Roger Fry, Lytton Strachey, Clive Bell e Duncan Grant sono solo alcuni dei personaggi che frequentano le riunioni del giovedì sera, dove si parla di arte, politica, letteratura e di libero amore.

Tutto il teatro
Libri Moderni

Ziccarelli, Vincenzo <1935-2014>

Tutto il teatro / Vincenzo Ziccarelli ; a cura di Natale Filice ; presentazione di Mario Bozzo

Donzelli, 2017

Abstract: La complessità dei testi teatrali di Vincenzo Ziccarelli fa il pari con la complessità delle relazioni che essi hanno instaurato e continuano a instaurare tanto con i fenomeni teatrali nati e sviluppatisi negli ultimi quarant'anni, quanto con le tensioni vibranti all'interno della società e del dibattito pubblico. Ziccarelli ha creato un modello drammaturgico in grado di dialogare impetuosamente e ad ampio raggio con la realtà del suo tempo. La Calabria evocata nei suoi testi non rappresenta esclusivamente la matrice della sua ispirazione, ma anche una sorta di lente attraverso cui l'autore tenta di studiare il mondo e le relazioni tra gli uomini, anche al di là dei confini della sua «piccola patria». L'opera di Ziccarelli è infatti un ricco mosaico pluri-tematico e pluri-stilistico, in cui il territorio d'origine si presenta come condizione spirituale e memoria, tese alla ricerca di una parola poetica universale in grado di esprimerle. Attraverso questa universalità, l'autore ha coltivato la sua non del tutto celata ambizione di essere considerato un classico. Diffondere il teatro di Ziccarelli significa essenzialmente dotare il pubblico e la critica di uno strumento utile alla lettura di una parte dell'evoluzione del teatro italiano degli ultimi quarant'anni e delle sue articolate relazioni con la sfera della pubblica intellettualità e con la categoria dell'impegno civile.

Il lettore di impronte digitali e altre poesie
Libri Moderni

Lipska, Ewa <1945->

Il lettore di impronte digitali e altre poesie / Ewa Lipska ; a cura di Marina Ciccarini

Donzelli, 2017

Abstract: Raccolta di poesie

Erranti senza ali
Libri Moderni

Schultz, Philip <1945->

Erranti senza ali / Philip Schultz ; a cura Paola Splendore ; traduzione di Maria Adelaide Basile ... [et al.]

Donzelli, 2016

Abstract: I cani sono al centro di questo poemetto, «maestri» a quattro zampe infinitamente superiori agli esseri umani. L'io narrante e protagonista - un uomo che si guadagna da vivere portandoli a spasso nei parchi di New York - esce sminuito dal confronto, come «eclissato / da una forza superiore», ma non per questo umiliato. Gli piace nascondersi dietro i cani, non attirare su di sé l’attenzione degli altri, mentre una ridda di ricordi ossessivi si rincorre senza tregua nella sua mente ferita, immagini e fantasmi del passato, il padre che si ammazza di lavoro, la depressione, un tentativo di suicidio a vent’anni, l’elettroshock e, sopra a tutto questo, l’attacco alle Twin Towers. Spezzoni narrativi, frammenti di una vita in cui si intersecano ironia e pathos che lasciano emergere qua e là, a ritmo di jazz, squarci inquietanti sull’America prima e dopo l’11 settembre. Erranti senza ali rappresenta il culmine della raccolta Failure, con cui Philip Schultz vince il premio Pulitzer nel 2008: un esito ironico per un volume beckettianamente intitolato al fallimento, inteso come l’altra faccia del sogno americano. La forza di Schultz è nel linguaggio intimo e diretto con cui tratta i suoi temi: l’appartenenza a una famiglia di ebrei immigrati nell’America del XX secolo; la riflessione sulla fragilità dell’essere umano; l’affinità con il mondo marginale; il conflitto tra aspettative e realtà. Il termine erranti del titolo rinvia immancabilmente alla diaspora ebraica, ma nel corso del poemetto gli «erranti senza ali» sembrano potersi identificare con l’umanità intera, «lo spettacolo di Dio da sempre in scena», un’umanità rappresentata da insetti insignificanti, esseri che vagano senza meta come a scontare una condanna originaria, ossessivamente ripiegati su se stessi, destinati a ripetere errori, accumulare frustrazioni. Il dog-walker di New York, alter ego dell’autore, esprime una filosofia minima di vita, una visione dal basso, ad altezza di cane si direbbe. Un mondo senza ali, privo di trascendenza.I cani sono al centro di questo poemetto, «maestri» a quattro zampe infinitamente superiori agli esseri umani. L'io narrante e protagonista - un uomo che si guadagna da vivere portandoli a spasso nei parchi di New York - esce sminuito dal confronto, come «eclissato / da una forza superiore», ma non per questo umiliato. Gli piace nascondersi dietro i cani, non attirare su di sé l’attenzione degli altri, mentre una ridda di ricordi ossessivi si rincorre senza tregua nella sua mente ferita, immagini e fantasmi del passato, il padre che si ammazza di lavoro, la depressione, un tentativo di suicidio a vent’anni, l’elettroshock e, sopra a tutto questo, l’attacco alle Twin Towers. Spezzoni narrativi, frammenti di una vita in cui si intersecano ironia e pathos che lasciano emergere qua e là, a ritmo di jazz, squarci inquietanti sull’America prima e dopo l’11 settembre. Erranti senza ali rappresenta il culmine della raccolta Failure, con cui Philip Schultz vince il premio Pulitzer nel 2008: un esito ironico per un volume beckettianamente intitolato al fallimento, inteso come l’altra faccia del sogno americano. La forza di Schultz è nel linguaggio intimo e diretto con cui tratta i suoi temi: l’appartenenza a una famiglia di ebrei immigrati nell’America del XX secolo; la riflessione sulla fragilità dell’essere umano; l’affinità con il mondo marginale; il conflitto tra aspettative e realtà. Il termine erranti del titolo rinvia immancabilmente alla diaspora ebraica, ma nel corso del poemetto gli «erranti senza ali» sembrano potersi identificare con l’umanità intera, «lo spettacolo di Dio da sempre in scena», un’umanità rappresentata da insetti insignificanti, esseri che vagano senza meta come a scontare una condanna originaria, ossessivamente ripiegati su se stessi, destinati a ripetere errori, accumulare frustrazioni. Il dog-walker di New York, alter ego dell’autore, esprime una filosofia minima di vita, una visione dal basso, ad altezza di cane si direbbe. Un mondo senza ali, privo di trascendenza.

Quel che resta
Libri Moderni

Teti, Vito <1950->

Quel che resta : l'Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni / Vittorio Teti ; prefazione di Claudio Magris

Donzelli, 2017

Abstract: «Mentre scrivo queste righe, il campanile di Amatrice cade sotto la forza del terzo terremoto che ha colpito, in meno di sei mesi, i paesi dell’Italia centrale. L’immagine del campanile viene riproposta ossessivamente. È una sequenza che angoscia e che però chiede di essere guardata e riguardata. Le immagini delle rovine, le visioni dei vuoti, delle assenze, dei luoghi a cui è stata sottratta la vita sono immagini perturbanti di cui abbiamo bisogno». Scrive così Vito Teti, nell’incipit di questo libro che riannoda il filo di una riflessione iniziata quindici anni fa con Il senso dei luoghi, un saggio che ha dato vita a un vero e proprio filone a cavallo tra antropologia, reportage, letteratura e fotografia. Nell’immagine del campanile di Amatrice, Teti scorge un mondo ben più vasto, che va anch’esso inesorabilmente franando. Mentre i grandi agglomerati urbani si preparano a ospitare la gran parte della popolazione mondiale, interi territori si spopolano. E lo spopolamento è la cifra delle aree interne di numerose regioni d’Italia e d’Europa. Di fronte a questo scenario, l’antropologo coglie l’abbandono come la forma culturale dello spopolamento e si chiede: cosa fare dei segni del passato, delle schegge di un universo esploso? Nella prospettiva di Teti, il passato può e deve essere riscattato come un mondo sommerso di potenzialità suscettibili di future realizzazioni. In agguato, certo, c’è il rischio che la retorica e la nostalgia restaurativa seppelliscano quel poco che, del paese, resta. Viceversa, la nostalgia positiva, costruttiva può essere sostegno a innovazione, inclusione e mutamento. Se la nostalgia diventa una strategia per inventare il paese, allora quel che resta è ancora moltissimo. L’antropologia dell’abbandono e del ritorno, di cui Teti definisce in queste pagine i tratti essenziali, è un tentativo d’interpretazione dei luoghi a partire da quel che resta, e che occorre ascoltare, prendendosene cura. Come scrive Claudio Magris nella prefazione: «In questo libro di scienza e di poesia c’è una profonda partecipazione al destino nomade e ramingo non solo degli emigranti partiti con le loro povere cose, ma di ognuno, delle stesse civiltà, del loro nascere e passare, ma forse mai definitivamente».

Guerre civili
Libri Moderni

Armitage, David <1965->

Guerre civili : una storia attraverso le idee : [dall'antica Roma alla Siria contemporanea] / David Armitage ; traduzione di David Scaffei

Donzelli, 2017

Abstract: Che cos’è una guerra civile? Tutti noi pensiamo di saperlo, quando ce ne troviamo una di fronte. In realtà, le idee a proposito di cosa essa sia, e cosa non sia, hanno una storia lunga e dibattuta. Quando si parla di guerre le parole stesse vengono brandite come armi, e nessuna forma di guerra è più controversa, anche sul piano linguistico, della guerra civile. In questo campo infatti ogni definizione comporta un atto eminentemente politico: l’applicazione dell’espressione «guerra civile» a un conflitto spesso dipende dal fatto di essere un governante o un ribelle, il vincitore o il vinto, un nativo o uno straniero. L’uso stesso del termine «civile», dunque, fa parte del conflitto: può determinarne l’esito, a seconda che altre nazioni scelgano di intervenire o decidano di starne fuori. In questo libro originalissimo, David Armitage, uno dei più eminenti storici americani, ripercorre la forma meno compresa e più controversa di violenza umana organizzata dall’antica Roma fino ai giorni nostri, passando per il Rinascimento, le rivoluzioni settecentesche, la guerra civile americana e i drammatici conflitti che hanno scandito il Novecento. Dai Balcani al Ruanda, dall’Afghanistan all’Iraq, fino al recente drammatico caso della Siria, il conflitto civile sembra essere oggi più che mai tornato alla ribalta del nostro tempo. E all’interno dell’Occidente perfino la lotta politica «sembra sempre più una guerra civile condotta con altri mezzi». La prospettiva unitaria con cui questo libro guarda al fenomeno, indagandone le origini e le dinamiche nel lungo periodo, si rivela indispensabile, se si vuole provare a fare i conti con quello che appare un problema tragicamente attuale.

Piccole Italie
Libri Moderni

Borghi, Enrico <1967->

Piccole Italie : le aree interne e la questione territoriale / Enrico Borghi

Donzelli, 2017

Abstract: Se si guarda alle dinamiche territoriali che hanno interessato il nostro paese negli ultimi cinquant'anni, non si possono non considerare le profonde mutazioni di scenario che si sono succedute. Agli anni sessanta, caratterizzati dalla programmazione statale e dalla pianificazione territoriale, sono seguite le stagioni del regionalismo e del federalismo, fino ai più recenti tentativi di riassetto istituzionale, culminati nella mancata revisione costituzionale. In questo percorso poco si è insistito sul ruolo dei territori, e soprattutto delle comunità, che nel dibattito pubblico sono state relegate in una posizione marginale. Questo libro è una riflessione su cosa sia la politica territoriale, dopo la fine dell'interventismo statale e la crisi del regionalismo, e su cosa possano rappresentare i territori nella sfida della modernizzazione italiana. Le statistiche e gli indicatori parlano dell'emergere in Italia di una vera e propria «questione territoriale», con una marcata polarizzazione tra territori nei quali si concentrano opportunità, risorse, servizi e investimenti e aree in cui si acuiscono l'invecchiamento, la povertà e la desertificazione.

La questione meridionale in breve
Libri Moderni

Pescosolido, Guido <1947->

La questione meridionale in breve : centocinquant'anni di storia / Guido Pescosolido

Donzelli, 2017

Abstract: Evocata, brandita, rivendicata, vituperata... si sprecano gli aggettivi per la questione più discussa e irrisolta della nostra storia contemporanea, la questione per antonomasia: quella meridionale; vale a dire la problematica di natura economica, sociale, antropologica e politica che corrisponde a una delle principali manifestazioni d'incompiutezza dell'Italia unita. Quella che qui si propone, in un numero limitato di pagine, è una sintesi essenziale ma completa delle sue principali tappe. Muovendo da una ricognizione delle origini preunitarie delle differenze Nord-Sud, il libro ricostruisce l'evolversi delle condizioni del Mezzogiorno e del ruolo da esso svolto nello sviluppo economico e sociale del paese. Alla luce dell'imponente bibliografia accumulatasi sul tema, si individuano alcune scansioni fondamentali. A una prima fase, dal 1861 al 1887, in cui la condizione economica del Sud migliora e non perde terreno rispetto al Nord, anzi, il Sud è fattore propulsivo dello sviluppo capitalistico del paese, segue una seconda, dal 1887 alla fine della seconda guerra mondiale, in cui, se la situazione del Mezzogiorno migliora sensibilmente, la sua economia resta eminentemente agricola, mentre al Nord parte un'industrializzazione diffusa e superiore.

Soglie del Medioevo
Libri Moderni

Sergi, Giuseppe <1946->

Soglie del Medioevo : le grandi questioni, i grandi maestri / Giuseppe Sergi

Donzelli, 2016

Abstract: Il medioevo è forse il periodo più frainteso della storia. Su di esso pesano la vastità degli spazi e la lunga gittata delle periodizzazioni, come pure le difficoltà interpretative delle fonti: tutti fattori che spesso espongono al rischio di indebiti schematismi e di forzate generalizzazioni. Per questi motivi, quella che – per sottrazione – è definita «l’età di mezzo» ha bisogno più di altre di essere sottoposta a un insieme di «spiegazioni». In effetti, per addentrarsi nel medioevo, per poterne dominare i nodi cruciali, occorre saperne varcare le soglie: ed è a questa vera e propria iniziazione alle grandi questioni della storia medievale che qui ci conduce Giuseppe Sergi, uno dei nostri medievisti più rigorosi e autorevoli. Sulla scorta del richiamo al famoso saggio Soglie di Gérard Genette, in cui il critico letterario conferisce valore agli elementi ausiliari dei libri (il «paratesto»), questi magistrali saggi brevi – nati come prefazioni o postfazioni, e dunque originati dall’esigenza di introdurre il lettore in un testo o di tracciarne il bilancio conclusivo – affrontano gli interrogativi aperti da libri e convegni incontrati o promossi da Sergi nel suo lungo lavoro di ricerca, mettendo a confronto gli stereotipi delle conoscenze diffuse con i saperi consolidati della storiografia. Sono così rivisitati i grandi temi (dallo spazio europeo carolingio al rapporto tra signoria e feudalesimo, dalle strategie dinastiche ai rapporti patrimoniali, dall’alimentazione alla riforma ecclesiastica); è analizzato il contributo fondamentale dei maestri della storiografia più recente (da Tabacco a Fossier, da Capitani a Fumagalli, da Hobsbawm a Le Goff); sono studiate le grandi questioni di metodo (il rapporto tra geografia e intervento umano, la mobilità dei popoli, le strade, i pellegrinaggi, le reti monastiche); sono inseriti nei loro contesti relazionali i luoghi (in particolare le abbazie e le certose, con la corrispondenza fra istanze spirituali del monachesimo e organizzazione materiale della signoria monastica). Ne scaturisce una utilissima guida di metodo, anche per il lettore non specialista. Fuori dagli stereotipi, la storia medievale acquista dimensione e spessore, e assume i connotati di una vicenda in grado – ancora – di interloquire con il nostro presente.

Cambiamenti dell'urbanistica
Libri Moderni

Cambiamenti dell'urbanistica : responsabilità e strumenti al servizio del Paese / a cura di Maurizio Carta e Paolo La Greca

Donzelli, 2017

Abstract: Clima, Paesaggio, Città, Società, Energia, Economia cambiano con velocità e intensità fortemente variabili e con questi mutamenti si confrontano il sapere e la pratica degli urbanisti e dei pianificatori territoriali. La Società italiana degli urbanisti afferma la centralità della dimensione militante degli urbanisti e dei pianificatori, rafforzando le responsabilità, le competenze e gli strumenti attraverso cui traguardare la formazione, la ricerca e la pratica di una disciplina che, sempre più affrancata da specialismi, è protesa a esplorare e utilizzare un nuovo lessico, nuove forme di conoscenza, di interpretazione e azione derivate dal sapere scientifico disciplinare, ma anche da altri saperi, in una rinnovata alleanza di culture, punti di vista e linguaggi. Il libro discute, mettendo a confronto teorie e pratiche, visioni e approcci, sulle potenzialità dell'urbanistica e della pianificazione territoriale e sul loro ruolo per tornare ad essere rilevanti per lo sviluppo dell'Italia. Quali sono le competenze più adeguate e i metodi più efficaci per affrontare le rapide mutazioni e come esse incidono sulla razionalità urbanistica} In queste pagine vengono analizzati aspetti generali e metodologici, confronti internazionali ed esperienze pratiche di innovazione nell'ambito della sperimentazione, da leggere come occasioni per ragionare criticamente sul futuro e per dispiegare appieno le potenzialità della disciplina in tempi che cambiano.

I miei quadri raccontati da me
Libri Moderni

Gogh, Vincent van <1853-1890>

I miei quadri raccontati da me / Vincent Van Gogh ; a cura di Piergiorgio Dragone

Donzelli, 2017

Abstract: Guidato dalle preziose introduzioni ai dipinti scritte dal curatore, in un percorso che segue l’intera vicenda biografica di Van Gogh, il lettore scoprirà – attraverso le parole stesse dell’artista, con le sue lettere, gli schizzi e i disegni preparatori – aspetti ignoti, se non a pochi specialisti, circa l’avventura artistica e umana di un vero gigante dell’arte contemporanea.

Dopo Warhol
Libri Moderni

Mecacci, Andrea <1972->

Dopo Warhol : il pop, il postmoderno, l'estetica diffusa / Andrea Mecacci

Donzelli, 2017

Abstract: La contemporaneità - ovvero l'epoca che viene «dopo Warhol» - ha conosciuto tre grandi processi di estetizzazione: il pop (dalla metà degli anni cinquanta agli inizi degli anni settanta), il postmoderno (dagli anni settanta alla fine degli anni ottanta) e l'estetica diffusa (dagli anni novanta fino a oggi). Questo studio individua alcuni momenti decisivi di questi passaggi in cui la realtà è stata concepita e vissuta essenzialmente come una costruzione estetica. La cultura pop, che trova in Warhol la sua figura paradigmatica, ha rappresentato la massima espressione estetica della tarda civiltà industriale dando una forma definitiva a ciò che oggi chiamiamo «secondo Novecento»: l'estetico inteso come consumo simbolico. Questo approdo estremo della modernità confluisce nella fase successiva del postmoderno, nel quale le pratiche più diverse rientrano in un'immensa strategia della simulazione e dell'ibridazione: kitsch, estetica del fake, citazionismo, culto dell'apparenza, finzione. Elaborando una continua erosione di ogni gerarchia culturale, il postmoderno ha aperto le porte a una fase post-storica dell'estetico, sempre meno rintracciabile nell'arte e sempre più presente nelle esperienze della quotidianità. Si giunge così al terzo momento, l'estetica diffusa o estetizzazione diffusa, che rappresenta la dimensione estetica della globalizzazione, dove estetizzazione significa fondamentalmente che anche il non estetico è pensato ed esperito come estetico. Quella che emerge è una radiografia di un passato prossimo che è la chiave per comprendere dinamiche ormai tanto autoevidenti da non essere più interrogate.