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Il matrimonio d'amore ha fallito?
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Bruckner, Pascal

Il matrimonio d'amore ha fallito?

Guanda, 09/06/2011

Abstract: In Occidente il matrimonio è in crisi: aumentano i divorzi, sempre più persone scelgono di vivere da sole e le famiglie sono spesso monoparentali. Ma qual è il motivo? Al riguardo Pascal Bruckner ha un'opinione ben precisa: non sarà proprio l'amore, eletto a ideale assoluto e totalizzante, e commercializzato come modello massimo di realizzazione personale, a minare dal di dentro la stabilità della coppia? Nella seconda metà del Novecento il matrimonio ha subito una grande trasformazione, da istituzione borghese che condannava le passioni e privilegiava gli interessi famigliari è diventato un simbolo di emancipazione degli affetti, che devono essere posti al di sopra di ogni cosa. Non ci si sposa più per calcolo o perché la famiglia lo impone, ma "semplicemente" perché si è innamorati e si può scegliere in piena autonomia la persona con cui si vuole passare il resto della vita. Conquistata a caro prezzo, questa libertà non ha però portato più armonia, ma più discordia all'interno della coppia, proprio perché l'amore idealizzato finisce presto per metterci davanti ai nostri e agli altrui limiti. Da qui la tesi provocatoria e politicamente scorretta di Bruckner: siamo sicuri che il tanto vituperato matrimonio d'interesse non debba essere rivalutato? Che un'unione in cui la razionalità abbia una parte più importante rispetto ai sentimenti sia davvero da buttare? Forse è proprio questa la strada: cercare un equilibrio tra gratificazione personale e rispetto dell'altro, tra accoglienza e passionalità, provare a superare con la ragione i limiti dell'amore, per renderlo meno volubile e più resistente alle difficoltà che sono parte inevitabile della vita di ogni coppia.

Bullfighting
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Doyle, Roddy

Bullfighting

Guanda, 09/06/2011

Abstract: "Roddy Doyle è una sorta di eroe nazionale. È colui che ha fatto conoscere al mondo la realtà dell'Irlanda d'oggi."Irish Independent"Roddy Doyle è un genio."J.K. Rowling"Roddy Doyle ha ridefinito da solo, almeno su questa sponda dell'Atlantico, cosa debba intendersi per narrativa letteraria."Nick Hornby"Roddy Doyle è un indagatore delle profondità più nascoste del cuore: dell'amore, della sofferenza e della sconfitta."Joseph O'ConnorTredici affreschi dell'Irlanda di oggi. Tredici racconti che compongono una sorta di "romanzo corale", variazioni sul tema dell'inesorabile passare del tempo e della precarietà degli equilibri famigliari. Sullo sfondo, la crisi mondiale, la disoccupazione, l'incertezza per il futuro. Sono storie comuni, di persone comuni, nelle quali ciascuno si può rispecchiare. Roddy Doyle racconta le piccole delusioni quotidiane, il logorio della vita condivisa, uno scenario a tratti desolante, dove però c'è ancora spazio per ridere delle proprie debolezze, per sentirsi parte di qualcosa di speciale. C'è la storia di una coppia sposata da tempo, che sembra trovare in un cane l'ultimo motivo per stare insieme, finché anche quello non sparisce improvvisamente rimettendo tutto in discussione. E c'è un gruppo di amici dublinesi che durante una vacanza in Spagna continua a vivere come se fosse a casa, a parlare, ubriacarsi, fino al momento di epifania nell'arena, durante una corrida... Lo sguardo del narratore è pacato, disincantato ma compassionevole, nel comporre ritratti teneri e sconsolati, in cui la quotidianità e i sentimenti che appassiscono sono filtrati dall'inconfondibile senso dell'umorismo di Doyle, quel sorriso amaro ma autentico che è forse l'unico rimedio allo smarrimento."Roddy Doyle lascia ogni volta i suoi lettori senza fiato."The Sunday Times"Uno dei maggiori scrittori irlandesi viventi."la Repubblica"Roddy Doyle è una specie di eroe nazionale. È colui che ha fatto conoscere al mondo la realtà dell'Irlanda d'oggi."Irish Independent

Azazel
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Ziedan, Youssef - Declich, Lorenzo - Mascitelli, Daniele

Azazel

Neri Pozza, 07/06/2011

Abstract: Una cella di due metri per lato. Una fragile porta di legno sconnessa. Una tavola, con sopra tre pezze di lana e lino, e un tavolino con un calamaio e una vecchia lampada con lo stoppino logoro e la fiamma danzante. A Ipa, il monaco egiziano, non serve altro per vivere nel monastero sulla vecchia strada che collega Aleppo e Antiochia, due città la cui storia ha inizio nella notte dei tempi.È il V secolo, un momento decisivo nella storia della Cristianità. Sono anni di violenza religiosa, di lotte e contrasti feroci, e la fede nel Cristo vuol dire scegliere una fazione, abbattere i propri nemici, e così decidere del proprio stesso destino.Nestorio, l'abba che ha preso Ipa sotto la sua protezione, il venerabile padre con cui a Gerusalemme e Antiochia il monaco ha discusso liberamente dei libri proibiti di Plotino, Ario e degli gnostici, è nella tempesta. Nel 428 d.C. è stato ordinato Vescovo di Costantinopoli e ora, due anni dopo, è accusato di apostasia, la più terribile delle accuse, l'abbandono e il tradimento della fede nel Cristo. Il Patriarca Cirillo, l'Arcivescovo di Alessandria, ha scritto dodici anatemi contro l'"apostata", colpevole ai suoi occhi di non riconoscere che "il Cristo è Dio nella sostanza e che la Vergine è Madre di Dio".Che Chiesa è mai quella che scomunica un saggio dal volto radioso, un uomo santo e illuminato che ha il solo torto di ritenere assurdo che "Dio sia stato generato da una donna"? Che Chiesa è quella rappresentata dal Patriarca Cirillo, capo di una diocesi dove i cristiani al grido di "Gloria a Gesù Cristo, morte ai nemici del Signore!" hanno scorticata la pelle e lacerate le membra della filosofa Ipazia, "la maestra di tutti i tempi"?È un tempo infausto per il monaco Ipa, poiché a tremare non sono soltanto i pilastri della religione, ma anche quelli del suo cuore. Da quando il sole cocente della bella Marta è spuntato per lui ad Aleppo, Ipa ha conosciuto i sussulti dell'angoscia e i fremiti della passione. E gli orrori si sono impadroniti a tal punto della sua anima che gli sembra a volte di parlare con Azazel, il diavolo in persona.Affascinante racconto delle peripezie umane, sentimentali e religiose di un monaco, sullo sfondo degli appassionanti conflitti dottrinali tra i Padri della Chiesa e dello scontro tra i nuovi credenti e i tradizionali sostenitori del paganesimo, Azazel è una di quelle rare opere letterarie capaci di gettare uno sguardo profondo e originale sulla Cristianità e l'Occidente, e di raccontare un'epoca in cui le pagine della storia avrebbero potuto essere scritte diversamente.

100 colpi di spazzola prima di andare a dormire
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Melissa P.

100 colpi di spazzola prima di andare a dormire

Bompiani, 08/06/2011

Abstract: Lirico e sconvolgente, duro e romantico, Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire è uno dei debutti italiani più sorprendenti degli ultimi anni. La storia si apre a Catania, dove la protagonista, Melissa, sta per compiere sedici anni e confida al diario il suo disagio interiore che riesce a trovare sfogo soltanto nell'amore per il proprio corpo di adolescente. Una sera, Melissa conosce Daniele, un ragazzo di 18 anni, con il quale ha la prima esperienza sessuale, la cui magia viene però distrutta dal comportamento rude di lui che l'allontana non appena sospetta che non sia vergine come gli aveva detto. I due si incontrano spesso e hanno rapporti sempre freddi e quasi meccanici che finiscono per convincerla a donare il proprio corpo a chiunque lo chieda, addirittura in maniera violenta, purché prima o poi qualcuno possa vedere la sete d'amore che c'è in lei.

L'eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova
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Agnoletto, Vittorio - Guadagnucci, Lorenzo

L'eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova

Feltrinelli Editore, 18/10/2010

Abstract: "Un governo apparentemente democratico e civilizzato mostrava la sua forza bruta, dando credito all'osservazione di Nietzsche secondo cui lo stato è 'il più gelido dei gelidi mostri'." Susan George (dalla Prefazione).Genova, luglio 2001: un ragazzo di 23 anni ucciso dai carabinieri; 93 persone pestate e arrestate sulla base di prove false alla scuola Diaz; decine di fermati torturati nella caserma di Bolzaneto; in una vera e propria eclisse dei diritti costituzionali democratici, di fatto sospesi.Vittorio Agnoletto, all'epoca portavoce del Genoa social forum, e Lorenzo Guadagnucci, testimone e vittima del blitz alla Diaz, raccontano tutte le verità sul G8 di Genova e sui tentativi di fermare e condizionare i processi. Enrico Zucca, pm al processo Diaz, per la prima volta svela agli autori i retroscena dell'inchiesta genovese. I massimi vertici della polizia e dei servizi segreti, oltre a decine di agenti, sono stati condannati in secondo grado. Sono giudizi clamorosi, senza precedenti. Eppure tutti sono rimasti al loro posto e molti sono stati addirittura promossi, con l'avallo dell'intero arco politico parlamentare. La ferita aperta nel luglio 2001 non è stata ancora rimarginata.Nel 2001 un grande movimento nella sua fase nascente è stato criminalizzato, ma le sue idee non erano sbagliate: a Genova si parlava di un prossimo crac della finanza globale, del collasso climatico del pianeta, delle guerre come frutto naturale del sistema neoliberista. Scenari che si sono puntualmente avverati. In questo libro si racconta il volto autentico del G8 di Genova: un tracollo dei valori democratici, ma anche una proposta culturale e politica che resta vitale.

Ogni giorno, ogni ora
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Dragnić, Nataša

Ogni giorno, ogni ora

Feltrinelli Editore, 01/01/2010

Abstract: Primi anni sessanta a Makarska, piccola cittadina di mare in Croazia. Luka, cinque anni, vede arrivare la nuova compagna di scuola. I capelli neri, lunghi e ondulati. Una borsa a righe bianche e blu. Il sorriso aperto. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Intanto Dora varca speranzosa la soglia della classe e si guarda attorno. Un bimbo grande la osserva: è il suo principe, ne è sicura. Da quel momento Dora e Luka diventano inseparabili. Non esistono altri bambini, amici, passatempi. Solo una distesa infinita di giorni trascorsi insieme sul loro scoglio a osservare le nuvole, a parlare e sognare. Finché, un settembre, la famiglia di Dora si trasferisce in Francia e l'idillio si spezza. Sedici anni dopo, il destino regala a Dora e Luka un'altra chance: inaspettatamente si incontrano a Parigi. Sono cresciuti, ma nulla è cambiato e il loro amore ora diventa adulto, carnale, assoluto. Eppure qualcosa spinge Luka a fuggire…Dalla Croazia alla Francia, dal porto di Makarska ai teatri di Parigi, con una scrittura ipnotica e potente Nataša Dragnic´ racconta la storia d'amore fuori dal tempo di due anime indissolubilmente legate. Una passione fatta di baci che sanno di acqua salata. Di respiri, luci, colori. Di addii e ricongiungimenti. Una storia unica eppure universale, semplice e travolgente come le parole con cui è narrata.Video, anteprime, gadget e tanto altro su www.ognigiornoogniora.it

Oggi avrei preferito non incontrarmi
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Müller, Herta

Oggi avrei preferito non incontrarmi

Feltrinelli Editore, 18/10/2010

Abstract: "Sono convocata. Giovedì alle dieci in punto." Una giovane donna senza nome, in una città rumena, un appuntamento obbligato e temuto con i servizi segreti del regime di Nicolae Ceausescu. Durante il tragitto in tram per presentarsi all'interrogatorio, immagini e figure della vita attraversano la mente della protagonista: l'infanzia in una cittadina di provincia e il desiderio semierotico da lei provato per il padre, il primo matrimonio con un uomo che "non era capace di picchiarmi e perciò si disprezzava", i racconti strazianti del nonno sulla deportazione. E poi la giovane amica Lilli, uccisa da una sentinella alla frontiera con l'Ungheria mentre tentava di fuggire dal paese; e Paul, le sue giornate e le sue notti trascorse fin troppo spesso nell'alcol, ma anche i momenti di felicità vissuti insieme a lui, come bagliori fuggevolmente accesi. Tutto si affaccia alla memoria e si intreccia al presente, agli interrogatori e alle vessazioni, all'angoscia quotidiana e agli stratagemmi con cui il pensiero cerca tenacemente di non soccombere. Con questo importante romanzo Herta Müller ci offre un'esplorazione toccante e magistrale su come la dittatura arrivi a impadronirsi di ogni fibra dell'umano..

La seconda vita di Francesco d'Assisi
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Saramago, José - Lanciani, Giulia - Desti, Rita

La seconda vita di Francesco d'Assisi

Feltrinelli Editore, 26/05/2013

Abstract: Il volume include:La notteCosa ne farò di questo libro?La seconda vita di Francesco d'AssisiIn Nomine DeiLa produzione teatrale di José Saramago è animata dallo stesso intreccio di poesia, lucidità e potenza che ha reso inconfondibileil suo profilo di narratore. Il gioco continuo di due piani temporali, quello della Storia e quello dell'Invenzione, crea un'infrastrutturache permette ai personaggi di spaziare agilmente di secolo in secolo,di paese in paese. E tanti e diversi sono gli ambienti storici che Saramago esplora con queste quattro pièces. La notte segue una redazione di giornale messa in subbuglio, nel Portogallo del 1974,da quella Rivoluzione dei Garofani che fu centrale nella vita stessa dell'autore. Cosa ne farò di questo libro? ci fa fare un salto all'indietro di quattro secoli per ritrovarci nel Portogallo del Cinquecento e seguire le peripezie di Luís Vaz de Camões, il più grande poeta lusitano, nel tentativo di dare alle stampe il suo capolavoro I Lusiadi. La seconda vita di Francesco d'Assisi fa tornare il grande santo frai vivi (e nel mondo contemporaneo) per mostrarcelo alle prese con grosse incomprensioni con lo stesso ordine da lui fondato. In Nomine Dei vede ancora la religione come protagonista ma si sposta nella Münster del xvi secolo, dove protestanti e cattolici lavano nel sangue degli auto da fé le loro divergenze dottrinali.

Teoria degli infiniti
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Banville, John

Teoria degli infiniti

Guanda, 31/05/2011

Abstract: John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni" per "la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. Una giornata d'estate nella casa di campagna dei Godley. Una villa nobiliare in declino con una fonte considerata sacra, la stazione dei treni poco lontana e la verde Irlanda tutt'intorno. E un uomo che muore, forse. È Adam, il capofamiglia, che ha passato la vita a studiare l'infinito, e ora sta facendo i conti con la propria finitezza. Colpito da un ictus, è concentrato sui ricordi in una stanza in penombra al piano alto. E davanti gli sfilano famigliari e conoscenti. Ursula, sposata in seconde nozze, con la passione per la bottiglia. Il figlio Adam, grosso e goffo, come fosse incompiuto. La bella nuora Helen, attrice di teatro. Petra, la secondogenita, in uno stato di quasi permanente incomunicabilità. E il fidanzato di lei, Roddy, un dandy più attratto dalla fama dello studioso che dalla stravaganza della figlia. Eppure queste povere creature, con le loro banali vicende, in qualcuno suscitano invidia. Dall'infinità dei mondi a casa Godley sono giunti infatti gli antichi dèi greci, le più litigiose tra le divinità, stanchi di osservarli dall'alto, affascinati dal grande enigma che avvolge chi non è eterno e in cui vedono un possibile antidoto alla noia. Proprio a uno di loro, Ermes, John Banville affida il ruolo di voce narrante di questo pallido scorcio di storia terrena dove si incontrano uomini e numi spogliati del sacro, faceti e malandrini, a immagine degli esseri umani, di cui in parte sono costrutti. Con beffarda ironia, con uno stile raffinato e pittorico, lo scrittore porta in scena l'eterno dilemma sul senso della vita e della morte, in cui tutti, personaggi e lettori, siamo comparse."Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico."Martin Amis"Banville è capace di una scrittura limpida e scorrevolmente pericolosa, come una lama, e possiede un talento quasi feroce nel leggere l'anima degli uomini."Don DeLillo

Le case degli altri
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Picoult, Jodi

Le case degli altri

Corbaccio, 31/05/2011

Abstract: Jacob Hunt è un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto - spesso risolutivo - alla polizia. Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè... normale. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli sembra una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l'insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata morta e con segni di violenza sul corpo. Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutte le manifestazioni della sua sindrome - l'incapacità di guardare negli occhi, i tic, i gesti compulsivi - vengono interpretate come prove di colpevolezza. Ma che cosa è successo davvero quel giorno?

Cattive compagnie
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Newman, Ruth

Cattive compagnie

Garzanti, 31/05/2011

Abstract: Londra. Quella che Kate tiene stasera fra le mani sembra una banale foto delle vacanze, l'ennesimo ritratto degli amici che l'hanno invitata a cena. Ma sullo sfondo, dietro le colonne ricoperte di gelsomino del ristorante... proprio lui, Charlie. Kate non ha dubbi, quello è suo marito. Gli stessi capelli neri, gli occhi azzurri, il modo di tenere il bicchiere in mano. Eppure questo non è assolutamente possibile. Perché Charlie è morto durante una vacanza in Sicilia, esattamente un anno fa. Kate è sconvolta, ma nessuno le crede, nemmeno Luke, il migliore amico di Charlie. Tutti continuano a ripeterle che deve togliersi dalla testa questa ossessione per il marito scomparso e rifarsi una vita. Per loro l'uomo della foto è un perfetto sconosciuto. Ma Kate è sicura, anche se ormai gli amici la credono pazza: quell'uomo è Charlie. E se c'è anche solo una tenue speranza che lui possa essere ancora vivo, lei deve ritrovarlo. Ecco perché si butta a capofitto in un'indagine privata contro tutto e tutti. Un'indagine che la porta a Miami e poi in Sicilia. Giorno dopo giorno, indizio dopo indizio, le discrepanze nella scomparsa del marito diventano sempre più numerose e molto, troppo sospette. Forse Charlie è stato ucciso? E il suo matrimonio era davvero perfetto come lei lo ricorda? Ma soprattutto, Kate può fidarsi davvero degli amici di Charlie, quelli che le sono stati vicini durante tutto questo tempo?

La ricerca della terra felice
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Orlev, Uri

La ricerca della terra felice

Salani Editore, 30/05/2011

Abstract: Questa è la storia di Eliusha, cinque anni, che all'inizio della Seconda guerra mondiale si trasferisce con la sua famiglia dalla cittadina in cui vive nell'Unione Sovietica in una zona desolata del Kazakistan. Mentre suo padre raggiunge l'esercito russo per combattere contro i nazisti, Eliusha e la sua famiglia devono affrontare la nuova vita in un villaggio sperduto, dove gli abitanti hanno abitudini completamente diverse dalle loro. Gli inizi sono duri, ma Eliusha lentamente conquista l'amicizia dei coetanei. Quando finisce la guerra, la madre decide di intraprendere un lungo e pericoloso viaggio, e di trasferirsi in Israele, la terra che molti chiamano 'casa'. Così il piccolo è catapultato nella vita di uno dei primi kibbutz, simbolo della nascita dello Stato di Israele. Ispirato a una vicenda vera come Corri ragazzo, corri, il nuovo romanzo di Uri Orlev è un'avventura densa di emozioni, ma anche una fonte preziosa per conoscere la Storia più recente e l'impatto che ogni guerra produce sulla vita di adulti e bambini innocenti.

La teoria del caos
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Boero, Sara

La teoria del caos

Salani Editore, 30/05/2011

Abstract: Miriam e Evan hanno bisogno l'uno dell'altra. Di certo lui non è come gli altri: talvolta è insolente e arrogante, al punto da trattarla male senza motivo; altre volte l'intensità del suo amore è più di qualunque cosa Miriam desideri al mondo. E di certo è un tipo strano: vive rinchiuso nel suo appartamento, e forse nella sua testa, senza il minimo desiderio di uscirne, mentre Miriam ha una vita sua, un suo lavoro, è intelligente e affabile, e non rinuncia mai alla propria dolceamara ironia. Eppure, anche lei in qualche modo è aliena al mondo reale: vive con leggerezza, quasi che niente riesca davvero a toccarla. Evan si protegge dalla realtà perché non ha filtri, Miriam si protegge perché ne ha troppi... Una storia d'amore tra un giovane uomo e una giovane donna a cui l'amore non basta mai; due vite incomunicabili, due caratteri incompatibili, uniti da un lato oscuro che cambierà le loro vite per sempre. Uno stile abile e disinvolto per un romanzo vero, originale e sincero, che parla di una generazione nuova come solo una scrittrice ventenne può fare.

Mamma acrobata cercasi
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Wilson, Jacqueline - Paggi, Dida

Mamma acrobata cercasi

Salani Editore, 31/05/2011

Abstract: Londra, 1876: la piccola Hetty Feather viene abbandonata dalla madre nell'Ospizio dei Trovatelli. Prima di essere rinchiusa tra quelle tristi mura, Hetty viene data in affidamento a una numerosa famiglia di campagna, con la quale potrà rimanere finché non inizia ad andare a scuola. La vita nei campi è dura, ma Hetty è contenta di aiutare il patrigno nel lavoro, e s'inventa giochi infiniti con i fratellastri Jem e Gideon. Un giorno la ragazza scappa insieme ai fratelli per andare a vedere il Grande Circo Itinerante Tanglefield's e resta affascinata dallo spettacolo, specialmente da Madame Adeline e dai suoi cavalli ammaestrati. Hetty è sicura che prima o poi riuscirà a trovare sua madre e crede che la cavallerizza sia una potenziale candidata... Dopo Kiss e Girls in Love, Jacqueline Wilson porta il lettore ai tempi della regina Vittoria, in atmosfere dickensiane, tra personaggi dolci, gentili, meschini e crudeli, nella vita di una ragazza coraggiosa che ricorda Jane Eyre.

L'uomo che non poteva morire
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Findley, Timothy - Birattari, Massimo

L'uomo che non poteva morire

Neri Pozza, 06/06/2011

Abstract: Sono le prime ore del mattino del 17 aprile 1912 nel giardino della casa al numero 18 di Cheyne Walk, a Londra, quando il dottor Greene accerta che l'uomo in pigiama bianco e vestaglia di seta blu, che giace riverso sull'erba ancora fredda e umida, è tecnicamente morto. L'uomo si chiama Pilgrim e qualche ora prima, dopo aver attraversato il giardino con in una mano il cordone di seta della sua veste da camera e, nell'altra, una robusta sedia Sheraton, si è impiccato all'acero più alto del parco.Prima di apporre la propria firma al certificato di morte, Greene decide, tuttavia, di rivolgersi all'illustre collega Hammond, che prontamente accorre e, dopo un rapido esame del corpo, non può che convenire che Pilgrim è "morto come può essere morto un uomo".Mezz'ora dopo, però, il cuore dell'uomo riprende a battere, e poco più tardi ritorna anche il respiro…Deciso, con ogni evidenza, a morire e, con altrettanta evidenza, incapace di farlo, Pilgrim si rifugia nel più assoluto mutismo, al punto che alla bella ed enigmatica Lady Sybil Quartermaine, la sua più cara amica, non resta che condurlo alla clinica psichiatrica Burghölzli di Zurigo, dove conduce le sue originali ricerche Carl Gustav Jung."Ho vissuto molte vite, dottor Jung… Vidi la prima rappresentazione di Amleto e l'ultima recita dell'attore Molière. Fui amico di Oscar Wilde e nemico di Leonardo…" Le confessioni del suo singolare paziente penetrano a fondo nell'animo e nella mente di Jung. Chi è Pilgrim? Un mitomane profondamente malato, un geniale millantatore oppure la vittima di una strana maledizione? E chi è, a sua volta, lui, Carl Gustav Jung, con quella sua personalità piena d'arroganza e d'intuizione, di compassione e di disumanità?Romanzo ambizioso, fantastico, metafisico, nel quale fanno la loro apparizione personaggi come Henry James, Oscar Wilde e Monna Lisa, L'uomo che non poteva morire può essere letto come uno straordinario racconto sulla nascita dell'Europa del XX secolo, oppure come un romanzo sull'eterno conflitto tra distruzione e creazione, o, infine, come una magnifica storia sugli abissi insondabili dell'identità umana.

L'universo nel Terzo millennio. ?Le meraviglie che conosciamo e i misteri ancora insoluti del cosmo
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Hack, Margherita

L'universo nel Terzo millennio. ?Le meraviglie che conosciamo e i misteri ancora insoluti del cosmo

BUR, 29/11/2012

Abstract: L'era moderna dell'astronomia incomincia nel XVII secolo con Galileo.Grazie alle sue concezioni scientifiche, basate sull'esperimento e la sua ripetibilità e non più su astratte teorie filosofiche o religiose, è nata la cosmologia che si fonda sulla conoscenza delle stelle, delle galassie e delle famiglie di galassie: le cellule che costituiscono l'universo. Oggi, con i telescopi da terra e dallo spazio, si cerca di ricostruire quello che era alle origini l'universo, un acceleratore di enorme potenza ed estremamente semplice: riempito di quark, elettroni e fotoni che si suppone siano governati da un'unica forza fondamentale. Seguendo l'espansione di questo nucleo primordiale, la nuova astronomia ne ripercorre le varie fasi, cercando conferme a teorie e risposte a interrogativi rimasti insoluti. Questo libro vuole accompagnare il lettore in un viaggio e in un'avventura nello spazio e nel tempo: dalle stelle a noi vicine alle più lontane galassie, dalla struttura complessa di oggi all'uniformità dell'universo primordiale, fino alla sua possibile evoluzione.

Politiche dell'irrealtà
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Mazzarella, Arturo

Politiche dell'irrealtà

Bollati Boringhieri, 26/05/2011

Abstract: L'irrealtà si fa largo, ma ciò non avviene a scapito della presunta realtà: quell'insieme di evidenze che - secondo una percezione difficile da scalzare - starebbero lì, davanti ai nostri occhi di testimoni pronti a registrarle. L'irrealtà non sottrae, semmai aggiunge e potenzia, sovvertendo un modo inerte di concepire l'immagine. È questo l'innovativo punto di vista di Arturo Mazzarella, che per illustrarlo chiama a raccolta romanzi-inchiesta, crude sequenze documentali, film di punta. Il suo saggio è un percorso illuminante lungo forme e generi diversi, e tuttavia concordi nel mostrare, attraverso la pratica della contaminazione tra indagine e narrazione o il ricorso a dispositivi fotografici e cinematografici, quanto la finzione abbia ormai innervato i nudi fatti, fino a svelarne la dipendenza costitutiva dall'artificio. Al di là delle intenzioni realiste in cui rimangono impigliati gli scrittori di denuncia alla Saviano, sono proprio i "fantasmi dei fatti" a disancorare la rappresentazione del reale da confini troppo angusti e a rendere credibili letteratura, fotografia e cinema. Solo dove i fatti convivono con i loro fantasmi, ossia con congetture, deformazioni immaginative, miraggi, manipolazioni visionarie, si apre lo spazio in cui è possibile oggi fare esperienza. Il nuovo regime dell'immagine ha finalmente uno statuto riconoscibile.

La conoscenza accidentale
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Didi-Huberman, Georges

La conoscenza accidentale

Bollati Boringhieri, 26/05/2011

Abstract: Alla strada maestra del metodo, si sa, convengono ordine, precisione e principi distintivi. Ma producono conoscenza, e non di rango inferiore, anche gli sviamenti, gli attimi di pura fascinazione per ciò che non stavamo cercando e che ci viene incontro con la felice impertinenza della casualità, interpellandoci come un enigma esigente. Georges Didi-Huberman sperimenta in ogni suo saggio quanto sia proficuo inoltrarsi nei sentieri laterali, indugiare sulle irregolarità, prestare attenzione agli scarti. Il suo modo di studiare le immagini non potrebbe essere più lontano da una storia dell'arte che si concentra perlopiù su capolavori, supreme espressioni di personalità d'eccezione a cui si piegano forme e tecniche. Se gli oggetti che predilige Didi-Huberman sono accidentali e spuri, questo libro vuole saldare il debito con la loro generosità di cose apparenti, minime, e tuttavia insostituibili nel chiamare in causa interi mondi. Hanno l'aspetto di ramoscello e di foglia secca degli insetti-stecco, esseri senza capo né coda che sfidano lo stesso mimetismo. O ritornano, alla maniera dei fantasmi, grazie all'arte d'occasione di un mercato popolare, dove è in vendita un pezzo da presepe incredibilmente simile a un ex voto etrusco di ventitré secoli fa. O trapelano dal particolare informe di un dipinto, i fili rossi che scendono a rivolo nella Merlettaia di Vermeer. O capovolgono il rapporto luce/tenebre, come avviene nel sarcofago romano di Leida, scolpito all'interno per far sentire a casa la donna morta a cui fu destinato. Non è il gusto del dettaglio - quasi indistinguibile dal feticcio - a ispirare l'accostamento di questi oggetti a prima vista eterogenei, bensì la consapevolezza che la forza del visibile vive di apparizioni e di evanescenze, di affioramenti e di sparizioni. Un pensiero all'altezza delle immagini deve avere la modestia di adattarsi al loro regime incostante. Forse solo così ritroverà la pregnanza che inseguiva.

Straniero a me stesso
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Augé, Marc

Straniero a me stesso

Bollati Boringhieri, 26/05/2011

Abstract: Badate, non è un'autobiografia, avverte Marc Augé in apertura del libro. Almeno non nel senso tradizionale. Ci si aspetterebbe invano di trovare abbandoni intimistici, rivelazioni su vicende private o il dispiegamento compiaciuto della soggettività che fa il bilancio di una vita. Perché non è indifferente che qui a prendere la parola sia un etnologo, ossia chi per mestiere coltiva con il proprio io un rapporto di relativa estraneità, ponendosi a metà strada tra se stesso e gli altri: una collocazione intermedia particolarmente felice, che impone un autoritratto in larga misura impersonale. In effetti, queste pagine gremite di immagini che riaffiorano, di incontri decisivi, di paesaggi perduti, di eventi della Grande Storia spesso colti di scorcio, affidano il loro ritmo sottotraccia a una incalzante variazione sull'idea di luogo. Quello dell'etnologo Augé, innanzi tutto, che si identifica con lo sradicamento, col non essere mai al proprio posto. La sua itineranza si consuma perlopiù in Africa - nella regione lagunare della Costa d'Avorio e nel Togo del Sud - e in America Latina, là dove i luoghi forniscono la materia prima allo studio sul terreno. "Luoghi" significano relazioni sociali, forme simboliche di un'esistenza condotta sotto gli occhi altrui, persistere del legame tra vivi e morti. Solo dopo aver decifrato per decenni il senso dei luoghi, Augé ha potuto, con uguale penetrazione, interpretare come "nonluoghi" gli spazi collettivi a bassa intensità che caratterizzano il nostro presente globalizzato. Ancora un esercizio di migrazione, il suo, dall'etnologia a un'antropologia che allarga lo sguardo al mondo e non smette di interrogarsi anche sulle parole con cui raccontare ciò che vede. Così il viaggiatore dei luoghi e dei nonluoghi è anche colui che attraversa, in compagnia dei suoi doppi, il territorio della narrazione, verificando quanto memoria, scrittura e viaggio siano indissociabili.

Cattedrali
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Doninelli, Luca

Cattedrali

Garzanti, 26/05/2011

Abstract: Il Muro del Pianto a Gerusalemme e Harrods a Londra, la Città Proibita a Pechino e il Grand Central Terminal di New York, Les Halles a Parigi e la Sagrada Família a Barcellona... Tutti edifici in cui si condensa lo spirito di una città: quando siamo lì, noi e quel luogo ci sentiamo una cosa sola. Perché in quei luoghi avvertiamo - o ci pare di avvertire - qualcosa che va al di là di noi, e che in qualche misura ci trascende. Non importa se tra quelle pareti si onora un dio. L'importante è che questi luoghi ci impongono un diverso punto d'equilibrio nel rapporto tra noi e lo spazio circostante: perché lì vibra la vita, con le strade e le case intorno. Perché lì sono arrivati, per secoli o millenni, i pellegrini, e ora arrivano i turisti, la loro incarnazione moderna. Perché lì s'incontrano e si scontrano la terra su cui camminiamo e l'azzurro del cielo: un cielo che a volte incombe su di noi e ci schiaccia, mentre altrove sembra attrarre a sé quegli edifici, e noi con loro. Quella che conduce Luca Doninelli è una straordinaria riflessione sul paesaggio: il paesaggio urbano, innanzitutto, ancora più cruciale ora che oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle città. Ma ci insegna a fotografare anche il paesaggio umano, e l'orizzonte culturale in cui viviamo oggi, disorientati e curiosi. Cattedrali è dunque anche un'educazione allo sguardo, che allarga la prospettiva: per farci cogliere meglio, raccontando questi luoghi e le loro storie, il rapporto che lega la storia dell'umanità al senso più profondo dell'esistenza per ciascuno di noi.