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Le regole del gioco
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Malvaldi, Marco

Le regole del gioco

Rizzoli, 16/04/2015

Abstract: Nella calma dello spogliatoio, poco prima dell'inizio del torneo olimpico di tennistavolo, l'inglese Matthew Syed si concentra su quello che sente come l'incontro più importante della sua carriera: ripassa la tecnica dei colpi, pensa al movimento delle gambe, al dettaglio dei gesti per recuperare la posizione d'equilibrio subito dopo il servizio. Poi, glaciale, si presenta al tavolo per affrontare il suo primo avversario, il tedesco Peter Franz. Sotto gli occhi di un palazzetto incredulo e di un numero non trascurabile di spettatori televisivi (è tennistavolo, ma è pur sempre un'Olimpiade), il povero Matthew viene battuto dal suo ancora più incredulo avversario per 21-4, 21-8, 21-4. Matthew Syed non è un giocatore qualsiasi, è campione del Commonwealth ed è universalmente riconosciuto tra i più spettacolari del mondo. Cos'è successo?Tenderemmo a pensare che sia l'eccessiva pressione la causa della débâcle, e in parte c'entra, ma la risposta è un'altra. E arriva dalla psicologia cognitiva.In un saggio sempre in bilico tra umorismo e suspense come le pagine migliori dei suoi romanzi, Marco Malvaldi scioglie questo e molti altri enigmi, ripercorrendo la storia dello sport sulle tracce di lanci, tiri e salti impossibili, con lo spirito di scoperta del vero uomo di scienza. "Cercare di capire il motivo per cui una punizione può seguire una traiettoria inspiegabile a livello intuitivo, o ragionare sul perché un tuffatore tenga le mani intrecciate e parallele all'acqua, o un saltatore in alto trovi conveniente aggirare l'asticella di schiena dà al nostro ruolo di spettatori una dimensione ulteriore." E nobilita il divano sul quale siamo spaparanzati.

Possa il mio sangue servire
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Cazzullo, Aldo

Possa il mio sangue servire

Rizzoli, 16/04/2015

Abstract: La Resistenza a lungo è stata considerata solo una "cosa di sinistra": fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i "ragazzi di Salò". Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione.Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo "vi accompagno io davanti al Signore"; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché "le nostre montagne sono nostre"; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani.La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti come Cino Moscatelli, ma anche da quelli cattolici come Paola Del Din, monarchici come Edgardo Sogno, autonomi come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro, da Porzûs a Codevigo; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti: Boves e Marzabotto, le torture della X Mas e della banda Koch. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, che spesso chiedono la riconciliazione nazionale e si dicono certi che dal loro sacrificio nascerà un'Italia migliore. A 70 anni dalla liberazione, mentre i testimoni se ne stanno andando, è giusto salvarne la memoria e raccontare ai giovani cos'è stata davvero la Resistenza, e di quale forza morale sono stati capaci i nostri padri.

Il tempo migliore della nostra vita
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Scurati, Antonio

Il tempo migliore della nostra vita

Bompiani, 16/04/2015

Abstract: ROMANZO FINALISTA AL PREMIO CAMPIELLO 2015Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l'8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo "no", imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente mite, integerrimo e irriducibile che non imbraccerà mai le armi. Mentre l'Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale formidabile prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia vera dal giorno della sua cacciata dall'università fino a quello in cui è ucciso in carcere. Nel racconto rigoroso e appassionato con il quale Scurati le rievoca, accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg, scorrono però anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell'autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano convertiti all'industria ai vicoli miserabili del "corpo di Napoli", di fronte ai fucili spianati, le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri. Accostando i singoli ai grandi eventi, attraverso documenti, fotografie e lettere, ricordi famigliari e memoria collettiva, Antonio Scurati resuscita il nostro passato. È un racconto avvincente e insieme commovente in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e trascurabili e in cui la "grande storia" incontra le storie di noi tutti.

La ricreazione è finita
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Abravanel, Roger - D'Agnese, Luca

La ricreazione è finita

Rizzoli, 16/04/2015

Abstract: EDIZIONE SPECIALE DIGITALE CON UNA NUOVA INTRODUZIONELa disoccupazione giovanile nel nostro Paese ha cause ben più profonde e lontane della crisi economica.Il problema è che i ragazzi italiani non sono preparati al lavoro del Ventunesimo secolo. E le famiglie, con i loro pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni, sono spesso le prime fabbriche di disoccupati.Quello che i datori di lavoro cercano oggi nei giovani è molto diverso da ciò che volevano cinquant'anni fa: meno "mestiere" e più senso di responsabilità, spirito critico e capacità di comunicare con gli altri. Per questo i genitori non riescono a capirlo.E per questo la scuola e l'università, a parte poche eccezioni, non riescono a insegnarlo. Ma i giovani italiani e le loro famiglie non possono aspettare la riforma epocale di cui l'istruzione italiana avrebbe bisogno. Hanno domande alle quali è urgente dare una risposta. Quale percorso scolastico scegliere?Perché la laurea non basta più? Quali esperienze extrascolastiche sono più utili? Come trovare il lavoro giusto? Come si può correggere il tiro quando il percorso scelto non porta i risultati sperati?Roger Abravanel e Luca D'Agnese, attraverso l'analisi dei dati più significativi sull'istruzione e sull'occupazione, interviste a imprenditori e responsabili delle risorse umane e racconti in presa diretta di tanti ragazzi che "ce l'hanno fatta", mostrano come questo sia possibile. Si deve provare da soli a costruire il percorso migliore per sé, perché disegnare il proprio futuro si può.

Runner si diventa
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Barbone, Daniele

Runner si diventa

Corbaccio, 16/04/2015

Abstract: PER RAGGIUNGERE TRAGUARDI IN OGNI CAMPO, DALL'UFFICIO AL DESERTO. Chi, un bel giorno, decide di alzarsi dalla sedia e di mettersi a correre non inizia solo a praticare uno sport entusiasmante, ma cambia anche la sua vita. Questo è il messaggio che Daniele Barbone, imprenditore e runner, trasmette nel suo libro. Per correre non bisogna acquistare un'attrezzatura costosa, bisogna solo abbandonare la pigrizia e muovere il primo passo. Dall'isolato di casa e dai parchi cittadini alle mezze maratone e alle maratone, Daniele racconta come è approdato alle Five Major Marathons e alla 100km del Sahara, la corsa nel deserto che si avvicina al mondo estremo dell'Ultra-Trail. Ci vogliono volontà, motivazione, resilienza, capacità di porsi obiettivi realistici ma sempre più ambiziosi, non per ottenere riconoscimenti esterni ma per provare soddisfazione in se stessi. Oggi Daniele Barbone non è solo un runner, è anche un "pace-maker", un motivatore che affianca, sprona e consiglia chi sta correndo. E in "Runner si diventa" Daniele condivide con il lettore la sua "cassetta degli attrezzi", utile a chiunque voglia avvicinarsi al running, a chi già lo pratica e a chi lo vede come metafora che insegna a realizzare i propri traguardi in ogni campo, dallo sport allo studio al lavoro: a individuarli, a sviluppare la resilienza necessaria, a soffrire un po', a trovare buoni compagni di viaggio e, infine, a raggiungerli.

Il negoziato perfetto. L'arte della trattativa e della mediazione per ottenere ciò che si vuole, nel lavoro e nella vita
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Ury, William

Il negoziato perfetto. L'arte della trattativa e della mediazione per ottenere ciò che si vuole, nel lavoro e nella vita

Corbaccio, 16/04/2015

Abstract: COME ELIMINARE GLI OSTACOLI INTERIORI PER IMPARARE A CONDURRE UNA TRATTATIVA DI SUCCESSO IN OGNI CAMPO. Il maggiore ostacolo a un buon accordo e a un rapporto soddisfacente non risiede quasi mai nella nostra controparte. Il maggior ostacolo siamo noi stessi, con la nostra tendenza a reagire in modi non conformi al nostro autentico interesse. Ma questo ostacolo può tramutarsi nella nostra migliore opportunità. Se impariamo a conoscerci e a capire ciò che ci condiziona, riusciremo anche a conoscere meglio gli altri e ad avere influenza su di loro. In questo libro William Ury, uno dei maggiori esperti mondiali di mediazione in ambito politico, internazionale e aziendale, propone un programma pratico per gestire i conflitti con noi stessi e aumentare in modo straordinario la nostra capacità di negoziare con gli altri, in ogni situazione, professionale e personale.

Piccole grandi idee
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Cialdini, Robert B. - Goldstein, Noah J. - Martin, Steve J.

Piccole grandi idee

TEA, 16/04/2015

Abstract: Tutti noi abbiamo qualcuno da persuadere: il capo, un collega, un cliente, il nostro compagno, i nostri figli o un amico. A prescindere da chi dobbiamo convincere, quando si tratta di influenzare il comportamento altrui, spesso a fare le differenze maggiori sono i cambiamenti più piccoli adottati nell'approccio. Quale piccola grande idea può far sì che la nostra strategia ottenga il risultato sperato? Steve Martin, Noah Goldstein e Robert Cialdini, massimi esperti nell'ambito della persuasione, ci spiegano come catturare l'attenzione di un potenziale datore di lavoro, instillare la fiducia in un cliente, uscire vittoriosi da una negoziazione e come raggiungere molti altri obiettivi con piccole idee che portano a una grande differenza nel risultato.

Design
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Trabucco, Francesco

Design

Bollati Boringhieri, 16/04/2015

Abstract: Se ci mostrassero una serie di immagini di prodotti industriali – automobili, elettrodomestici, computer, cellulari – e ci chiedessero di metterle in sequenza cronologica, è probabile che non sbaglieremmo, anche se ignorassimo i requisiti tecnici e prestazionali di quegli oggetti. A guidarci basterebbe la loro forma, segnale inequivocabile di maggiore o minore attualità. L'alleanza tra la forma e il tempo di cui diventa espressione è insieme ragion d'essere e principio regolatore del design. Discendente dalla nobile schiatta dell'architettura e dalla meno titolata arte manifatturiera, il design ha dato corso alla sua natura di figlio ribelle, febbrilmente votato all'innovazione, tra guizzi autoriali e consapevolezza dei vincoli tecno-economici posti alla sua peripezia intellettuale, e sempre in fuga dall'etichettatura metodologica e disciplinare. Francesco Trabucco, che lo pratica e lo insegna, ed è in materia un'autorità internazionale, proprio dal carattere sfuggente del design riesce a ricavare il suo identikit. Per tracciarlo occorre sfogliare l'intero vocabolario del nuovo fiammante. Il lavoro di design infatti attribuisce nuove qualità estetiche ad artefatti materiali o digitali già esistenti, ne inventa di nuovi, allestisce nuovi scenari d'uso per le merci, compila nuovi prontuari di senso per comportamenti inediti, si avventura a progettare addirittura l'esperienza nei nuovissimi territori virtuali. Un po' artigiano, un po' artista, ma soprattutto soggetto collettivo che risponde alle logiche e alle strategie di impresa, il designer oggi si riconoscerebbe a stento nel creativo puro celebrato dalla mitologia della modernità. Assomiglia molto di più all'ultimo approdo della progettazione, la "piattaforma di prodotto": un palinsesto aperto, in continuo aggiornamento, che anticipa e integra le sollecitazioni del mercato.

Soltra. L'incantatrice di pietra
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Blade, Adam

Soltra. L'incantatrice di pietra

Salani Editore, 16/04/2015

Abstract: Il più grande fenomeno mondiale per ragazzi è arrivato in Italia in una serie grandiosa. "Un perfetto mix tra Le cronache di Narnia, i Pokémon e Harry Potter. Scritta in modo semplice ma efficace, questa serie ricca di avventura e storie ha lo straordinario pregio di avvicinare anche i ragazzini più refrattari alla lettura"The Observer "Libri d'avventura eccezionali" The Guardian Tom torna a Errinel, guidato dalla mappa magica del mago Aduro, alla ricerca dei pezzi dell'armatura d'oro. Scopre così che il suo villaggio vive nel terrore a causa di Soltra, l'Incantatrice di Pietra, che trasforma in pietre le sue vittime. Riuscirà a difendere i suoi cari dalla perfida creatura?

Arachnid. Il Re dei Ragni
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Blade, Adam

Arachnid. Il Re dei Ragni

Salani Editore, 16/04/2015

Abstract: Il più grande fenomeno mondiale per ragazzi è arrivato in Italia in una serie grandiosa. "Un perfetto mix tra Le cronache di Narnia, i Pokémon e Harry Potter. Scritta in modo semplice ma efficace, questa serie ricca di avventura e storie ha lo straordinario pregio di avvicinare anche i ragazzini più refrattari alla lettura"The Observer "Libri d'avventura eccezionali" The Guardian Nelle caverne di Avantia si nasconde Arachnid, il Re dei Ragni, una creatura spaventosa e gigantesca che minaccia gli abitanti del Regno e custodisce un pezzo dell'armatura d'oro. Riuscirà Tom a sconfiggere questa Bestia e a salvare il Regno dai sortilegi del mago Malvel?

Trillion. Il Leone Tricefalo
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Blade, Adam

Trillion. Il Leone Tricefalo

Salani Editore, 16/04/2015

Abstract: Il più grande fenomeno mondiale per ragazzi è arrivato in Italia in una serie grandiosa. "Un perfetto mix tra Le cronache di Narnia, i Pokémon e Harry Potter. Scritta in modo semplice ma efficace, questa serie ricca di avventura e storie ha lo straordinario pregio di avvicinare anche i ragazzini più refrattari alla lettura"The Observer "Libri d'avventura eccezionali" The Guardian Una nuova Bestia minaccia la pace di Avantia: Trillion, il Leone Tricefalo. Se vuole salvare il Regno, Tom deve lottare contro la mostruosa creatura per ritrovare tutti i pezzi dell'armatura d'oro e sottrarre il mago Aduro alle grinfie del perfido Malvel. Riuscirà Tom a portare a termine la sua missione?

Una casa in Sicilia
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Phelps, Daphne - Lovisolo, Anna

Una casa in Sicilia

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Nel 1900 Robert Hawthorn Kitson aveva ventisette anni e l'aspetto tipico dell'inglese upper class del tempo: alto, occhi azzurri e penetranti, pelle bianchissima e baffi folti, in stile edoardiano. Robert amava dipingere e detestava la sola idea di dover trascorrere il resto della sua vita nell'azienda di progettazione di locomotori dei Kitson. Sicché quando i medici, in seguito a due febbri reumatiche consecutive, gli ordinarono di lasciare l'Inghilterra, partì molto volentieri e, come allora era buona regola nella società britannica, raggiunse le soleggiate sponde del Mediterraneo.Quando giunse a Taormina, rimase così incantato dalla magica bellezza del paesaggio – un luogo allora incontaminato e molto simile a quello che Goethe, più di cent'anni prima, aveva descritto come "uno stupendo lavoro dell'Arte e della Natura" – che decise di fermarsi e acquistare un appezzamento di dodicimila metri quadri sulla collina. Su quel terreno, in capo a qualche anno, "il pazzo inglese" che, secondo più di un abitante di Taormina, voleva vivere dove non c'era "niente se non maiali e contadini", costruì una delle case più belle della Sicilia. Una casa con un giardino che arrivava quasi alla Madonna della Rocca, e dalla cui terrazza si poteva scorgere in basso la città coi suoi tetti rossi; sotto, il mare e la stretta penisola di Naxos; più in là, la piana di Catania; e oltre ancora, "torreggiante sul vasto paesaggio che si apre all'improvviso", la massa enorme dell'Etna, la cui cima innevata, quando in giardino sia la piscina sia la luna erano piene, si rifletteva sull'acqua tra le colonne rosa coperte di glicine.Nel 1947, Robert Kitson morì e sua nipote Daphne ereditò "casa Cuseni".La storia che Daphne Phelps narra in questo libro è la storia di questa casa: dalle origini, quando fu eretta con i massi tolti alla collina, e con il marmo, il legno e la terracotta, trattati secondo un'arte tramandata da secoli, fino al suo periodo aureo, quando tra le sue pareti imbiancate a calce e i suoi antichi mobili dalle stupende venature si aggiravano personaggi come Bertrand Russell e Tennessee Williams, Caitlin Thomas e Roald Dahl, Jocelyn Brooke e Greta Garbo."Schegge, illuminazioni, ritratti in punta di penna… per raccontare la storia di una casa amata e, più ancora, di una terra magicamente sospesa tra mare e cielo".La Stampa"Il filosofo "Bertie" Russell e l'energica e viriloide terza moglie, il drammaturgo Tennessee Williams e il pittore Henry Faulkner… tutti colti nel loro privato con stile chiacchierino ma non pettegolo".Il Foglio"La Sicilia ormai sparita, con superstizione, tradizioni gelose, sospetti, rancori, ma anche magia, generosità, e bellezza incomparabile".Masolino d'Amico"La storia di una casa che è stata per più di mezzo secolo il paradiso di personaggi come Tennesse Williams, Henry Faulkner, Bertrand Russell".The Mail on Sunday"Un libro rivolto a tutti quelli che amano quel paese incantato che è la Sicilia".Denis Mack Smith

L'era dello sviluppo sostenibile
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Sachs, Jeffrey D.

L'era dello sviluppo sostenibile

Egea, 16/04/2015

Abstract: La società globale è interconnessa come mai prima d'ora. Business, idee, tecnologie, persone, ma purtroppo anche malattie epidemiche attraversano i confini con una velocità e un'intensità senza precedenti. Condividiamo l'euforia per la nuova era dell'informazione, ma anche le paure per possibili sconvolgimenti ambientali su scala planetaria. Stanno rapidamente cambiando le pratiche di business e le tecnologie nonché le dimensioni e la struttura per età delle popolazioni. Ci sono nuove opportunità, ma anche nuovi rischi. Per questi motivi si può ipotizzare di essere entrati nell'era dello sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile è una modalità di guardare al mondo, con un focus sulle interazioni tra cambiamenti economici, sociali e ambientali; ma è anche una modalità di descrizione delle nostre aspirazioni condivise per una vita decorosa, in cui si combinino sviluppo economico, inclusione sociale e sostenibilità ambientale. In sintesi è una teoria e una cornice normativa e etica.

Educazione non sentimentale
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Bedford, Sybille - Cillario, Graziella

Educazione non sentimentale

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: "I Kisling e gli Huxley sono i veri Kisling e Huxley… Mia madre e io siamo in parte noi stesse": così scrive Sybille Bedford nell'avvertenza a queste pagine in cui ripercorre la sua "educazione non sentimentale". Poiché ciò che preme a ogni grande scrittore non è semplicemente la vita reale, ma quella narrata e reinventata dalla parola, la vita solo "in parte" realmente vissuta, quest'avvertenza svela al lettore il vero cuore di questo libro: il rapporto tra una delle più raffinate scrittrici del Novecento, ammirata da autori come Bruce Chatwin e Stephen Spender, e sua madre.Nata in un angolo della Germania del Sud, nel granducato del Baden, da Maximilian von Schoenebeck, aristocratico tedesco amante della Francia, e la sua seconda moglie inglese, Sybille Bedford trascorre gli anni dell'infanzia nello Schloss, il piccolo castello di famiglia, un'interminabile fuga di stanze colme di mobili e oggetti d'arte.Il padre, un uomo avanti con l'età, vive nel ricordo di quando era "le beau Max", il giovane, attraente barone tedesco che progettava di far saltare il banco a Montecarlo e, nella sua residenza estiva, teneva una coppia di scimpanzé che ogni mattina si precipitavano a banchettare sugli alberi di pesche dei vicini.Mossa dall'arroganza tipica dell'infanzia, la piccola "Billi" Bedford si mostra incapace di penetrare nella sua solitudine, di accostarsi al cuore di un uomo di un'altra epoca e d'altri pensieri. Sicché quando il padre muore e la madre la porta con sé nelle sue peregrinazioni attraverso l'Europa nel limbo tra le due guerre, Billi pensa di poter finalmente "contemplare con entusiasmo " il mondo.In ogni angolo di questo mondo, però, nell'Italia incantata degli anni Venti, nella Londra nebbiosa dei Quaranta, nella Francia del Sud appena scoperta dalla cosiddetta generazione perduta, è il rapporto con la madre a occupare le sue ore e la sua mente. Bellissima, sempre divertita, lusingata, euforica e insieme disarmata e fragile dinanzi alle mere necessità della vita, sua madre conquista il prossimo con il suo aspetto e la sua conversazione, capace di attirare a sé giovani amanti e grandi scrittori, i soli uomini degni, per lei, di un "linguaggio e pensiero sofisticati".Finalista al Booker Prize del 1989, Educazione non sentimentale è uno di quei rari libri in cui, come ha scritto il Times, si assiste alla "perfetta traduzione dell'esperienza vissuta nell'arte"."La più sofisticata e raffinata scrittrice del XX secolo. Bruce Chatwin e Stephen Spender erano suoi ammiratori. Tra i suoi amici più intimi vi era Aldous Huxley... Sybille Bedford è una delle grandi autrici della letteratura inglese".The Independent"Educazione non sentimentale è un elegante affresco del limbo del vecchio continente tra le due guerre. Ma è nell'insidiosa, dominante e vagheggiata figura materna che batte il vero cuore del racconto".Leonetta Bentivoglio, la Repubblica"Bedford si muove qui fra documento e invenzione con una libertà e una felicità tali da rendere il libro una specie di classico, insieme fuori e dentro il tempo storico".Mario Fortunato, l'Espresso

La ballerina dello zar
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Sharp, Adrienne - Vitangeli, Raffaella

La ballerina dello zar

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Il romanzo della vita di Mathilde Kschessinska, l'amante dell'ultimo zar, "la più grande ballerina russa nei teatri dell'impero".È il 23 marzo 1890 a San Pietroburgo e, nell'ampio corridoio del teatro Mariinskij, è in corso una delle sfilate più emozionanti che sia dato vedere nella splendida città affacciata sul golfo di Finlandia. La famiglia reale è accorsa al gran completo per il saggio finale delle giovani allieve del corpo di ballo. Gli zar Romanov sono i finanziatori di buona parte dei Teatri imperiali e non mancano mai alle occasioni in cui è possibile scorgere le prime esibizioni delle future étoiles. Lungo il corridoio, l'imperatore Alessandro III avanza a grandi passi, più alto di tutti, il torace robusto e la fronte massiccia, seguito dall'imperatrice gracile e minuta. Più indietro ancora lo zarevi Nicola, detto Niki, un fauno, piccolo, esile nella sua uniforme, le guance morbide e graziose, i lineamenti fini. Raggiunta la tavola allestita per la sobria cena della scuola, l'imperatore fa sedere alla sua sinistra Nicola e, accanto a lui, la ragazza che più di tutte promette di essere una stella del Mariinskij: Mathilde Kschessinska, la figlia più giovane del grande Felix Kschessinsky, che ha danzato per i Romanov per quasi quarant'anni. Una diciassettenne piccola, gli occhi luminosi e i capelli scuri e ondulati, una cascata di riccioli davanti alle orecchie. L'intento di Alessandro III è palese: fare in modo che il figlio renda onore a una lunga tradizione che vuole imperatori, granduchi, conti e ufficiali scegliere le loro amanti tra le ballerine di danza classica, quell'arte che ai loro occhi è innanzi tutto "una parata di belle donne, un'aiuola dalla quale tutti possono raccogliere i fiori del piacere". Per Mathilde Kschessinska è l'occasione di puntare dritta al cielo, un premio inaspettato al suo talento. Dinanzi alla flemma e alla timidezza dello zarevi?, la giovane ballerina non si dà per vinta. Solo qualche settimana dopo è lungo la prospettiva Nevskij, impaziente di reincontrare Niki durante la sua solenne passeggiata pomeridiana. E qualche mese dopo è a Krasnoe Selo per l'appuntamento dei Romanov coi loro reggimenti. Lì dove l'élite di San Pietroburgo accorre per la grande Rivista, e le donne indossano splendidi abiti bianchi e i ministri della corte il frac e la tuba, in una calda serata d'agosto, Niki l'invita a fare un giro sulla sua troica. Una corsa folle e selvaggia, senza mai staccare gli occhi sfavillanti dai cavalli e dalla strada gialla e polverosa, attraversando la piazza d'armi, piccoli villaggi, viuzze deserte, terre e città che appartengono a lui e soltanto a lui e che, nel giro soltanto di qualche decennio, saranno di altri. Basato sulla storia vera di Mathilde Kschessinska, ultima grande danzatrice dei Teatri imperiali russi, La ballerina dello zar è uno di quei rari libri che, attraverso lo sguardo di una donna che si ritrova suo malgrado a vivere alcuni dei più tragici eventi della Storia – la rivoluzione d'Ottobre, l'abdicazione dello zar, la prigionia di Nicola II insieme con Aleksej, il figlio legittimo, la drammatica fuga dalla Russia – narra magnificamente di un mondo i cui protagonisti si trasformano all'improvviso in fantasmi ambulanti e la cui bellezza sopravvive soltanto in qualche polverosa reliquia."Mi chiamo Mathilde Kschessinska e sono stata la più grande ballerina russa nei teatri dell'impero. Ma il mondo in cui sono nata, il mondo nel quale sono cresciuta, è scomparso, così come sono scomparsi i suoi protagonisti: morti, uccisi, esiliati, ridotti a fantasmi ambulanti. Io sono uno di quei fantasmi"."Sharp riporta alla vita il fascino e le passioni di un mondo prossimo alla fine".Los Angeles Times

E-commerce. La guida definitiva. Progettare e realizzare un negozio online di successo
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Vietri, Daniele - Cappellotto, Giovanni

E-commerce. La guida definitiva. Progettare e realizzare un negozio online di successo

Hoepli, 16/04/2015

Abstract: Stiamo vivendo una grande rivoluzione imprenditoriale. Le persone e le cose sono sempre più connesse online e offline. Le identità fisiche coincidono con le identità digitali e i consumatori si aspettano di trovare beni e servizi in ogni punto di contatto si possa avere con le aziende.Essere presenti online non è più solo una necessità, ma la condizione per esistere come impresa.Il commercio del futuro è fatto di presenza online, di acquisti via mobile, di esperienza del consumatore e di nuovi modelli di business.Da qui la necessità di costruire un e-commerce che venda: quali sono gli investimenti necessari, gli errori da evitare e le strategie da adottare per rendere profittevole il nuovo canale web prima dei propri competitor. Nell'era del "social-commerce e del mobile-commerce", il negozio online non è solo un ulteriore punto vendita, ma diventa la piattaforma attraverso la quale coordinare tutta la presenza online dell'azienda.

Marketing e management delle imprese di ristorazione. Guida pratica per una gestione efficiente di qualità di ristoranti, bar, aziende di catering e banqueting
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Fierro, Giuseppe

Marketing e management delle imprese di ristorazione. Guida pratica per una gestione efficiente di qualità di ristoranti, bar, aziende di catering e banqueting

Hoepli, 16/04/2015

Abstract: Il volume è una guida pratica alla gestione efficiente e di qualità nell'area del Food & Beverage nelle varie tipologie presenti nelle aziende ristorative, ovvero: ristoranti, bar, aziende di catering e di banqueting.Il testo si apre con una prima parte dedicata al marketing della ristorazione, un mercato di non facile lettura e programmazione per le innumerevoli variabili culturali e socioeconomiche che sottostanno alle motivazioni d'acquisto del cliente.Segue una trattazione di argomenti strettamente tecnici: dalla cucina regionale alle nostre eccellenze alimentari, alla gastronomia internazionale, alla cucina vegetariana e vegana, alle allergie e intolleranze alimentari.Le parti successive offrono, con particolare attenzione alla pianificazione e al controllo operativo dei costi, un'accurata analisi guidata del processo di management nei vari settori Food & Beverage: ristorante, banqueting, bar e cantina.L'autore arricchisce i vari argomenti affrontando con taglio professionale, ma in modo chiaro e semplice, interessanti tematiche come la degustazione della birra, del vino e delle acque, nonché l'abbinamento con il cibo.

Vita breve di un giovane gentiluomo
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Teulé, Jean - Fedriga, Riccardo

Vita breve di un giovane gentiluomo

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: È martedì 16 agosto 1870 quando Alain de Monéys esce dalla casa dei genitori per recarsi alla fiera di Hautefoye, il villaggio più vicino. Nel Périgord è una giornata calda, afosa, la campagna è oppressa dalla siccità, ma per il giovane aristocratico c'è molto da fare. Di lì a pochi giorni partirà per difendere la Francia e il suo imperatore contro l'esercito prussiano, e c'è ancora da discutere il suo progetto di bonifica delle paludi della regione, da acquistare una giumenta per la cugina Bertille, da trovare un posatore per riparare il tetto del fienile di un amico. Ma soprattutto Alain non ha mai mancato l'annuale appuntamento con la fiera, dove ritrova sempre i suoi vecchi amici. Lungo la strada è allegro, espansivo e cordiale con tutti, felice anche per il casuale incontro con la bella Anna Mondout, una stiratrice che sogna di imparare a leggere e scrivere. Alle due del pomeriggio arriva all'ingresso del paese, affollato da oltre seicento persone mentre solitamente è abitato da non più di una quarantina. Due ore più tardi Alain de Monéys sarà picchiato, linciato, torturato, bruciato vivo e addirittura mangiato dalla folla impazzita che si accalca per le stradine di Hautefoye. Un'affermazione malcompresa durante la lettura delle notizie di disfatta provenienti dal fronte, una frase che corre di bocca in bocca diventando tutt'altro, e l'orrore si scatena: la popolazione analfabeta, stremata dalla carestia e angosciata dalla guerra, accusa de Monéys di essere dapprima a favore dei prussiani, poi di essere lui stesso – noto a tutti come un fedele suddito dell'imperatore – un prussiano, un nemico mortale. Sotto lo sguardo sconvolto di Anna, Alain viene sottoposto a torture di ogni genere, e tra gli aguzzini di ogni età e mestiere si distinguono in modo particolare i suoi sostenitori alla carica di vicesindaco del villaggio, coloro che hanno ricevuto da lui benefici e favori. La via crucis del giovane gentiluomo si conclude solo quanto il sindaco – vero Ponzio Pilato della situazione – dichiara alla folla: "Mangiatelo, se proprio volete". Invito che i cittadini prendono alla lettera. Il giorno dopo il crimine, in attesa di un processo che condurrà solo alla condanna di pochi, data l'esiguità dei posti disponibili nella locale prigione, uno degli assassini darà voce al pensiero di tutti: "Non so cosa mi sia preso". Storia vera, basata su una delle pagine più macabre e poco note della storia francese, Vita breve di un giovane gentiluomo costituisce una splendida conferma del talento dell'autore del Marchese di Montespan, alle prese questa volta, con la sua scrittura intrisa di humour nero, con la logica criminale che muove quel particolare assembramento umano che va sotto il nome di folla.Una storia vera, uno dei più sconosciuti aneddoti della storia francese del XIX secolo raccontato con spaventosa precisione e humor nero dall'acclamato autore del Marchese di Montespan."Una pagina di storia impossibile da dimenticare. Davvero un libro da...divorare!"Le canard enchaîné"A Teulé riesce la prodezza di un libro che lascia senza fiato nel denunciare la bestialità umana".Point de vue"Una storia che fa accapponare la pelle, raccontata in tutta la sua mostruosità e il suo orrore, ma senza pathos inutile. Alcune scene sono addirittura descritte con umorismo - nero, sinistro".Livres Hébdo

Il mio Novecento
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Del Boca, Angelo

Il mio Novecento

Neri Pozza, 15/04/2015

Abstract: Questo libro vuole offrire, come scrive Del Boca nell'introduzione, "una visione del Novecento e dintorni" intrecciando il racconto della vita dell'autore con gli avvenimenti di cui è stato testimone. Da questo punto di vista, esso è un'autobiografia, precisamente l'autobiografia di uno dei più importanti storici e "inviati speciali" del nostro secondo dopoguerra. Poiché, però, nelle sue pagine accade spesso che la memoria non torni al passato con gli occhi del presente, ma si serva di reportages d'epoca, pagine di diario e appunti stesi in presa diretta, esso è anche uno di quei rari libri in cui momenti e personaggi fondamentali del Novecento vengono descritti e colti nell'istante stesso in cui rispettivamente si danno e agiscono. Da Benito Mussolini che il 16 luglio 1944, sulla piazza d'armi di Genzevag in Germania, passa in rivista la divisione Monterosa e si presenta al cospetto dell'autore tremendamente invecchiato, pallido, con le guance scavate, l'occhio spento, la pelle cascante sotto il mento e la divisa che, senza gradi e simboli, accentua la sua aria dimessa; ad Albert Schweitzer, il "grande dottore bianco" premio Nobel per la pace che, nel luglio del 1959, nell'immensa foresta del Gabon, rotta da paludi dove tutto imputridisce, accoglie l'autore suonando all'organo il Jesu, meine Freunde, di Johann Sebastian Bach; a Madre Teresa di Calcutta che, nel maggio del 1957, piccola, magra, il viso scavato a punta, gli occhi grandi e grigi e pieghe amare intorno alla bocca, medica con dedizione e perizia i lebbrosi ospiti nella Casa del Moribondo di Kalighat; al colonnello Muammar Gheddafi che riceve l'autore con un guardaroba esemplare della sua stravaganza e civetteria: foulard color beige in testa, burnus nero e stivaletti di pelle nera lucidissimi; numerosi sono i protagonisti del secolo scorso che sfilano in queste pagine come su una quinta posta davanti ai nostri occhi. È soprattutto, però, nella rievocazione dei momenti più intimi e personali, come ad esempio la descrizione del lungo cammino fatto dal padre ammalato, dalla stazione di Codogno alla val Luretta per chilometri e chilometri a piedi con una pesante valigia in mano, fino al distaccamento dei partigiani al Castello di Lisignano, che Del Boca ci restituisce davvero lo spirito del Novecento, così come l'ha vissuto un ragazzo nato nel '25, diventato dapprima comandante partigiano e poi "inviato speciale" e storico che ha trascorso l'intera seconda metà del secolo a denunciare menzogne e mistificazioni, a scovare "verità scomode" negli archivi e dalla viva voce dei testimoni. Se c'è qualcosa che i lettori, i giovani innanzi tutto, possono trarre da queste pagine, così piene di vita e di passione, è che non è affatto vero, come pretendono oggi i cantori del revisionismo storico, che nel Novecento sia naufragata, insieme con tutti i messianismi, anche ogni possibilità di schierarsi dalla parte giusta. Qui si narra di una vita che non ha fatto altro che semplicemente questo.Il Novecento nei ricordi "del più illustre fra gli storici del colonialismo italiano".La Repubblica

Sistema moda. Oggetti, strategie e simboli: dall'iperlusso alla società low cost
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Barile, Nello

Sistema moda. Oggetti, strategie e simboli: dall'iperlusso alla società low cost

Egea, 23/11/2011

Abstract: L'affermazione di una super élite dedita alle suggestioni dell'iperlusso, contro una moltitudine low cost che dispone di un maggior numero di scelte di consumo, ma meno qualificanti, corrisponde a un modello di società che potremmo definire neoaristocratico. Se il peso delle relazioni produttive globali tende a divaricare i mercati tra alto e basso di gamma, occorre ripensare il ruolo della cultura affinché non si perda d'occhio il processo inverso: quello che assegna alla produzione culturale la capacità di generare innovazione e di trasformarsi in una potente risorsa per le aziende e per il mercato. Insomma, bisogna recuperare l'interesse delle aziende per la cultura della moda, intendendo con tale espressione sia la variante aulica delle fondazioni e del loro neomecenatismo, sia in senso antropologico la capacità di studiare le sottoculture giovanili e i fenomeni che, specialmente all'epoca della società in rete, generano impulsi istantanei di nuova creatività.