Trovati 855396 documenti.
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Elliot, 25/02/2015
Abstract: Pubblicato per la prima volta in volume nel 1900 dopo due apparizioni su riviste, il romanzo ebbe un impatto fortemente sovversivo per aver affidato a una cameriera il ruolo di protagonista e osservatrice lucida, implacabile e voluttuosa, di una borghesia ipocrita e corrotta. Célestine passa senza sosta di famiglia in famiglia senza mai trovare un ambiente che le consenta di restare, vuoi per le continue angherie delle padrone di casa, vuoi per le inevitabili avances dei mariti. Ma è soprattutto nei confronti del sesso che la figura di Célestine rompe gli schemi convenzionali dell'epoca: se da un lato l'erotismo è vissuto in maniera naturale, dall'altro il ruolo di "preda sessuale" appare come un estremo quanto vano tentativo di pareggiare i conti rispetto agli abusi subiti sul lavoro. Sullo sfondo la provincia francese di fine Ottocento, con i suoi giardini curati, le cene di rappresentanza, i delitti sordidi, le violenze insabbiate, l'antisemitismo dilagante. Diario di una cameriera, pur utilizzando uno stile leggero e ironico, volle suscitare intenzionalmente nei lettori scandalo e nausea verso un sistema sociale basato su una moderna forma di schiavitù. In catalogo da oltre un secolo, il Diario, qui presentato in una nuova traduzione, ebbe anche due celebri trasposizioni cinematografiche: la prima di Jean Renoir nel 1946 e la seconda, nel 1964, diretta da Luis Buñuel, con Jeanne Moreau e Michel Piccoli. Nel 2015 è in uscita una nuova versione, interpretata da Léa Seydoux.
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Elliot, 18/03/2015
Abstract: Vienna, 1909. Dieci ufficiali dell'esercito austroungarico ricevono un'insolita circolare: la réclame di un ritrovato contro l'impotenza (con annesso campione gratuito). Uno di loro ingerisce il "prodigioso" medicinale e, pochi istanti dopo, colto da orribili sofferenze, muore. L'autopsia dichiara: avvelenamento da cianuro di potassio. Il caso fa scandalo. I vertici dello Stato Maggiore entrano in agitazione. Il capitano Kunze, magistrato militare, viene incaricato di scovare il mittente delle circolari, e nel giro di poche settimane i suoi sospetti si concentrano su Peter Dorfrichter, affascinante e geniale tenente di fanteria. Ma quando la verità dei fatti inizierà a emergere, il capitano Kunze si troverà di fronte un'indagine molto più complessa del previsto, e nel magnetico carisma del giovane tenente scorgerà qualcosa di inconfessabile che lo riguarda in prima persona. Capolavoro di Mária Fagyas, scrittrice ungherese emigrata in America, Il tenente del diavolo è ispirato a un fatto realmente accaduto, noto in quegli anni come "il caso Dreyfus austriaco". Come nel malapartiano Kaputt, anche qui la verità storica, elettrizzata dall'immaginazione della scrittrice, ci restituisce l'affresco di un'epoca e di una civiltà, entrando nelle stanze dove si decide il destino dell'Europa e svelandoci l'intimità dei potenti (dal bagno dell'imperatore ai capricci dell'arciduca Francesco Ferdinando) in un thriller psicologico dal ritmo serrato, ipnotico e sorprendente.
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Elliot, 25/02/2015
Abstract: Chadula, contadina e vedova, si procura da vivere usando erbe e intrugli per guarire gli abitanti del suo paesino, situato su un'isola tutta pietre e cespugli. Intorno a lei c'è solo miseria. Molti dei suoi figli sono scappati all'estero, mentre le figlie sono rimaste - e con esse il fardello del loro mantenimento. Sull'isola, il destino delle donne è un destino di sofferenze e privazioni, e chi ha figlie femmine deve rassegnarsi al disastro economico quando, per maritarle, dovrà dar loro una dote, o quando, rimaste zitelle, dovrà continuare a mantenerle. Chadula, guidata da un folle istinto e convinta di agire per mano di Dio, proverà a porre fine alle sofferenze dei suoi compaesani. Considerato in patria il "santo" della letteratura greca moderna, Alexandros Papadiamantis concentrò nel suo capolavoro una storia di delitto e castigo ambientata nella terra povera e aspra che ben conosceva. Magistrale per penetrazione psicologica e tensione narrativa, Papadiamantis fa dell'isola il secondo protagonista del romanzo, con descrizioni di una natura di valli, pianure, montagne e mare, secondo una lunga tradizione greca che ha avuto nell'ekphrasis la sua più tipica manifestazione retorica.
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Elliot, 18/02/2015
Abstract: Everett Raymond è un giovane avvocato in uno studio legale di New York che rappresenta il ricco magnate Horatio Leavenworth. Quando l'uomo viene ritrovato morto per una ferita d'arma da fuoco nella sua biblioteca, Raymond viene incaricato di assistere le sue due affascinanti nipoti durante l'inchiesta. Escluso il suicidio e accertato che nessun estraneo sembra essere entrato in casa nella notte dell'incidente, i sospetti ricadono inevitabilmente sugli abitanti della mansion, ovvero i domestici, il segretario personale della vittima e, naturalmente, le due bellissime nipoti Mary ed Eleanore. Svolge le indagini il detective Ebenezer Gryce, implacabile e arguto poliziotto a cui Raymond decide di affiancarsi per poter aiutare Eleanore, apparsa subito come la maggiore indiziata a causa del suo comportamento ambiguo. Tra depistaggi, colpi di scena e romantiche parentesi, Il caso Leavenworth si rivela un magistrale esempio di giallo investigativo, divenuto nel tempo un modello di ispirazione per molti degli autori a venire.
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Elliot, 18/03/2015
Abstract: Anita non ha ancora diciott'anni, ma la vita la costringe a recitare un copione da adulta. Deve preoccuparsi per la madre, appassionata traduttrice dal giapponese, che spesso si dimentica di mangiare. Deve misurare le frasi per non dispiacere il padre nelle poche e deludenti serate passate insieme, previste dal giudice dopo la separazione. Deve esercitarsi con la viola ore e ore ogni giorno, perché le sue dita imparino a volare sulle corde. La musica è il solo sentimento stabile che conosca, l'unico al quale valga la pena di aggrapparsi. Forse è per solitudine, forse è per spregiudicatezza giovanile oppure per sfida che accetta l'invito a casa del suo nuovo insegnante al Conservatorio, Gabriele. Lui ha intuito il talento dell'allieva e promette che l'aiuterà ad affinarlo. Per Gabriele, invece, la musica è soprattutto un rimpianto, un'aspettativa disattesa che lo trascina in un'esistenza vuota. L'incontro con Anita, la grazia acerba delle sue esecuzioni, ma anche quel corpo esile che freme per diventare maturo, squarciano il suo torpore. Nasce così una relazione in bilico fra tenerezza e malattia, abbandono e sopraffazione. Francesca Scotti ha il dono di una prosa lieve e dolente come una sonata di Arvo Pärt: oltre le note, eseguite con precisione e sicurezza, c'è il consueto e inesauribile mistero della musica, lo stesso che alberga nel cuore inesperto di ogni ragazza.
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Elliot, 18/02/2015
Abstract: John Elliott è il parroco della chiesa inglese di San Giuseppe d'Arimatea, un edificio fatiscente con una congregazione di appena sedici fedeli. La scelta di John è stata guidata dalla volontà di seguire le orme del padre e dalla necessità di trovare un'occupazione, più che da un fervente spirito religioso, e negli ultimi anni è stata messa alla prova da una lunga catena di insuccessi. Tuttavia, spinto dal proprio senso di responsabilità, continua insieme alla moglie a provare a risvegliare l'interesse della comunità nei confronti della sua chiesa, organizzando cene di raccolta fondi ed eventi di beneficenza… Fino al giorno in cui Theo (il piccolo protagonista di "Una luce nella foresta"), cadendo con le mani su un cumulo di neve, lascia due impronte di sangue. Le ferite che mostra, circolari e perfettamente al centro dei palmi, si rimarginano ancor prima che il parroco abbia modo di chiamare aiuto. In seguito si viene a scoprire che il bambino mostra simili segni anche sui piedi e sul torace, segni che fanno pensare a chiodi e croci in legno e che da qualche tempo appaiono per svanire misteriosamente subito dopo. Di cosa si tratta? Qualcuno commette violenze sul ragazzo o la congregazione, e con essa il reverendo John Elliott, dovrebbe gridare al miracolo? E perché il precedente parroco è finito in un ospedale psichiatrico? In questa sua opera lo scrittore inglese ci regala ancora una volta la sua irresistibile ironia, al servizio di una storia macabra, velata di fede e di mistero.
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Elliot, 25/03/2015
Abstract: "Fantômes de vivants" et "recherche psychique" è il testo del discorso tenuto nel 1913 da Bergson a Londra, presso la Società per la Ricerca Psichica (SPR) a cui aderirono scrittori, scienziati e intellettuali, tra cui Sigmund Freud, Carl Gustav Jung, Robert Louis Stevenson, Marie Curie, William James. La SPR era stata fondata nel 1882 a Londra, in seguito al rinnovato interesse per l'occultismo, con lo scopo di esaminare in modo scientifico eventi quali la telecinesi, la trasmissione del pensiero, la chiaroveggenza e le apparizioni di fantasmi. In questo discorso ponderato e brillante, ricco di inquietanti suggestioni, il filosofo prende in esame i fantasmi dei viventi (quelle apparizioni di persone in punto di morte a familiari o amici che si trovano a grande distanza) e altri fenomeni paranormali, analizzando in modo razionale – nello stile limpido che gli valse il Nobel per la letteratura nel 1927 – la sfera misteriosa, disprezzata dalla scienza ufficiale, dell'occulto, i cui enigmi gli offrono l'occasione di descrivere il funzionamento della nostra mente.
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Elliot, 25/03/2015
Abstract: La sera del 21 febbraio del 1913, su invito di Marinetti, Giovanni Papini salì sul palco del Teatro Costanzi di Roma per leggere in pubblico il suo Contro Roma (il cui titolo completo era Contro Roma e contro Benedetto Croce). Il testo era composto da tre parti: la prima contro la capitale – che riuniva il suo pensiero espresso nella rivista "Critica e azione" nel febbraio del 1908 e gli articoli scritti per la "Voce" tra il 1908 e il 1909; la seconda contro i "cristianucci" – una rielaborazione degli articoli apparsi su "Leonardo" e le considerazioni contenute nelle Memorie d'Iddio (1911) e nell'Altra metà (1912); l'ultima contro Benedetto Croce. Tra le grida e le proteste del pubblico, Papini espose fino alla fine il suo atto d'accusa contro "l'urbe di tutte le rettoriche", "brigantesca e saccheggiatrice", una città povera d'ingegno e capacità artistiche, nella quale la presenza della sede papale e delle accademie osteggiava ogni fermento originale e innovativo. Un documento di significativa importanza storica e sociale, un attacco alla casta dell'epoca, che i problemi e le polemiche dell'oggi rendono estremamente attuale.
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Elliot, 08/04/2015
Abstract: Due possibili amanti in una città che potrebbe essere Pisa, o anche Venezia. "Sull'Arno non sono mai passate le gondole / e questa è una verità che fa un po' male…" (pensano i metafisici innamorati) "…e allora / dovremmo scrivere manuali su come si formano le città / e su come si tengono separate…". Forse, nella loro memoria favolosa, c'era una volta una città infinita e indivisibile che conteneva tutti i luoghi della terra. Ora una fuga di ponti, di scalini, di sassi che li fanno inciampare e volare chissà dove. Che altro possono fare se non scrivere, in limine, a quattro mani, "sette poesie per la fine del mondo"? Un documento firmato in calce, ciascuno col proprio nome. Le città separate conclude un ciclo iniziato con L'acqua alta e Il disegnatore di alberi. Tre raccolte diverse ma intimamente collegate (i temi scorrono e si sviluppano da libro a libro, i personaggi e i luoghi si sovrappongono) che formano un solo astratto canzoniere.
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Elliot, 08/04/2015
Abstract: 1989: sopra il Sahara, nel cielo di settembre, un aereo di linea esplode e centosettanta passeggeri muoiono nell'incidente. 1861: un piroscafo a vapore affonda nel Tirreno portando con sé quaranta persone che viaggiavano a bordo. Medioevo: sulla strada per Vicenza, quattro uomini delle milizie guelfe vengono trucidati in un agguato. Cosa lega questi tre episodi, distanti tra loro centinaia di anni? In ogni incidente è morto un uomo appartenente alla stessa famiglia: "due si chiamavano allo stesso modo e ognuno, nel nome, aveva il ricordo d'un cavallo". Tre maniere differenti di morire: una in aria, una per mare e una sulla terra. Il sorriso degli dei prende le mosse dall'ultimo, tragico incidente e dalla scomparsa del fratello dell'autore, il quale, attraverso il deserto del Sahara, si mette sulle tracce del relitto dell'aereo precipitato. In questa ricerca, il viaggiatore rischierà di perdersi per sempre, affronterà la morte e la storia segreta della propria famiglia, per incontrare infine se stesso e il proprio destino. Questo è il primo libro della trilogia ideale che comprende Il palazzo del silenzio e Aurora, opera di un grande autore della letteratura italiana.
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Elliot, 25/03/2015
Abstract: Siegmund, violinista di mezza età e padre di quattro figli, si innamora di una sua giovane allieva, Helena, e fugge con lei per una vacanza segreta sull'isola di Wight. I due, però, fuori dal contesto metropolitano di Londra non riescono a trovare la pienezza dell'amore, né a isolarsi realmente dalle loro preoccupazioni cittadine. Invece di vivere in modo spontaneo il loro rapporto, si rifanno continuamente ai grandi miti della passione – come quello del Tristano e Isotta di Wagner – trasformando la fuga d'amore sull'isola in qualcosa di inautentico. La fallimentare trasgressione delle regole borghesi avrà un effetto incurabile su Siegmund, facendolo precipitare in un crescente stato claustrofobico. Pubblicato nel 1912, il romanzo prese spunto dal diario dell'amante di Lawrence, la scrittrice inglese Helen Corke. In esso Lawrence anticipò i temi su cui l'autore costruirà la sua fortuna: il conflitto tra passione e responsabilità etica, l'atmosfera esaltata e febbrile, il paysage moralisé, le fecondazioni wagneriane, la ricerca di una libertà effimera e ansiosa.
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Elliot, 22/04/2015
Abstract: Dalla vicina Italia alle lontane terre persiane, cinesi, indiane, Cesare Brandi, nei suoi diari di viaggio, raccoglie la propria curiosità, sempre inappagata, l'amore per la natura, per il paesaggio, per la buona cucina, il gusto del vedere e del cercare. I piaceri sensibili si accompagnano così all'indagine attenta della realtà e alla critica agguerrita. I territori attraversati sono restituiti attraverso illuminazioni impressionistiche e riferimenti iconografici, contemplazioni che non si risolvono nel semplice misticismo e notazioni pungenti, oculate, di pura simpatia intellettuale. L'annotazione colta si lega ai momenti in cui il sapere arretra per lasciare spazio all'incanto della meraviglia, alla poesia, senza mai perdere in lucidità analitica. Pubblicato per la prima volta nel 1958, Città del deserto racconta una Tripoli silenziosa, l'urbanistica severiana di Leptis Magna, l'ascendenza fenicia di Beirut, la fitta campagna fuori Damasco, così simile a quella napoletana. Pellegrino attento, guida sensibile, acuto scrittore, Brandi riesce a dare la parola alla gamma dei luoghi che incontra, fatti di luci, colori, materia, arte, civiltà, storia.
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Elliot, 22/04/2015
Abstract: Protagonista di questa straordinaria storia d'amore e amicizia è Antonia: pelle bruna, ricci incolti e occhi grandi, è una bambina curiosissima che conduce la vita misera degli agricoltori, ma sogna di imparare a leggere e scrivere. Accanto a lei vive il piccolo Jim, e da quando i due si conoscono niente può separarli. Tra i campi dorati di granturco e l'erba alta e rossa delle campagne del Nebraska, i due ragazzi trascorrono mesi spensierati finché una tragedia colpisce la famiglia di Antonia. Da questo momento, le vite di Jim e Antonia sono destinate a separarsi e a incrociarsi più volte, ma nel cuore di lui rimarrà vivido il ricordo di quella ragazzina tenace dalla risposta sempre pronta. Ed è attraverso le sue parole che seguiamo le vicende di Antonia, messa alla prova da difficoltà umane e naturali ma capace di superare tutto, dalla povertà al fallimento amoroso, con fiducia e caparbietà. Nonostante i maltrattamenti e gli ostacoli, Antonia ricerca fermamente la propria felicità con quella passione tipica dello spirito dei pionieri. La mia Antonia unisce garbo, forza e sentimento, grazie alla penna limpida di un'autrice di culto della letteratura americana, che vinse il Premio Pulitzer e ispirò Faulkner, Fitzgerald ed Hemingway.
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Elliot, 29/04/2015
Abstract: Un uomo, solitario e inquieto, sente poco alla volta riaffiorare nella mente tracce di giorni lontanissimi, per lui memorabili: gli anni Settanta della sua adolescenza, trascorsa tra Roma e Milano, metropoli misteriose. Nel tempo della comunicazione globale e della connessione collettiva, il protagonista inizia a cercare Marco, l'inseparabile amico con cui ha condiviso quegli anni, per lui ormai avvolti da una sorta di leggenda privata. Non è la nostalgia a spingerlo, piuttosto il desiderio impellente di rispecchiarsi in colui che considerava il suo doppio, oltre che il compagno di tanti sogni, rapidamente sfumati. Marco però sembra svanito nel nulla, e l'indagine, cominciata come un capriccio, diventa un'ossessione, un fuoco sacro. Perché la memoria e la coscienza paiono agire come due estranei? Perché il protagonista non si rassegna a quell'assenza? Per capirlo avrà prove da sostenere, incontri da affrontare, rivelazioni da apprendere, rivisitando una cultura giovanile italiana nella sua breve stagione di splendore.Il romanzo di un'esperienza dolorosa e di un'evoluzione purificatrice.Alla ricerca dell'equilibrio esistenziale indispensabile per provare, sia pure fuori tempo massimo, a diventare adulti.
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Elliot, 26/05/2015
Abstract: In questo testo del 1898 il poeta e filosofo belga premio Nobel si confronta con il caso, la fatalità e il mistero che pervadono l'esistenza umana, vessata da forze caotiche e ineluttabili, indicando una via ben precisa da percorrere, quella della saggezza quale "energia di felicità purificata". Per Maeterlinck esistono due tipi di destini: quello esteriore, intoccabile e incerto, e quello interiore, opera della nostra volontà, in cui la saggezza fa da porto sicuro, rifugio nella tempesta. Ecco dunque la possibilità di trasformare il pensiero in un giardino chiuso, una grotta brillante, dove costruirsi il proprio asilo dai terremoti del caso. Seguendo la filosofia stoica e il pensiero di Spinoza, Maeterlinck indica nell'interiorità una strada verso l'emancipazione dal reale. Ne risulta una riflessione attualissima e affascinante sulla vita e sulle qualità necessarie per attraversarla con fiducia. Accompagnata da un saggio di Rainer Maria Rilke, l'opera torna in libreria dopo più di cinquant'anni, per la prima volta nella sua versione integrale, con i capitoli censurati dall'originale francese e presenti solo nella traduzione tedesca coeva all'autore, incentrati criticamente sulla figura di Napoleone.
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Anche gli sciocchi sanno scrivere in francese
Elliot, 06/05/2015
Abstract: Università di Cambridge, 1943. Max Beerbohm dedica la lectio annuale all'amico e collega Lytton Strachey. Perfetto nei ritratti insieme virtuosi e viziosi dei suoi eminenti contemporanei, critico e ironico nei confronti dei vittoriani inglesi, Strachey era uno scrittore puro, un prosatore eccezionale. La sua aspirazione era però di poter scrivere in francese. Considerava Chénier, Chateaubriand, Lamartine, Dumas, De Musset, Balzac e Stendhal i suoi veri compatrioti letterari. Il suo debutto avvenne nel 1912 con i saggi sulla letteratura d'oltremanica, tra i quali spiccano in particolare le pagine sul Romanticismo qui riproposte.
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Elliot, 27/05/2015
Abstract: Album di vestiti, scritto a mano da Paola Masino tra il '58 e il '63 nei quaderni di scuola usati per i suoi Appunti, è rimasto fino a oggi un libro inedito e segreto. È una straordinaria sorpresa nella narrativa di una scrittrice che aveva sempre rifiutato il racconto di sé: Album di vestiti presenta infatti un'originale autobiografia, narrata seguendo, per divagazioni e intermittenze, il ricordo degli abiti indossati. Sono le memorie di una donna non condizionata dai propri vestiti, ma creatrice euforica e appassionata del suo abbigliamento. Un libro leggero ma non frivolo, che costruisce anche l'affresco di un'epoca e di un ambiente in prima persona, accanto ad altri protagonisti – i familiari, Bontempelli, Pirandello – e a una serie di personaggi minori, famosi e non. Ma i veri protagonisti sono gli abiti, che riemergono vividi dalla memoria e che avanzano a loro piacimento sulla pagina, rappresentando con orgoglio e allegria la creazione di uno stile inconfondibile.
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Elliot, 13/05/2015
Abstract: Mario Lotti e Angelo Mosca sono amici fin dai tempi della scuola. Il primo, remissivo e pigro, si fa trascinare dal secondo nel turbine di una vita spregiudicata. Lotti convive con Clara, una donna che ha abbandonato marito e figli per seguirlo, sperando di poter vivere serenamente il suo amore con lui. Presto però Clara si ritrova ad affrontare giornate infelici e prive di affetto. Lotti infatti pare non avere più tempo per lei, ma solo per l'amico e le sue scorribande, tra ragazze procaci, partite a biliardo e notti brave. Quando Clara muore per una malattia improvvisa, Mosca pare rimanerne più colpito, sprofondando in uno stato di angoscia e disperazione, mentre Lotti, all'inizio indifferente e apatico, arriva poi a disconoscere quell'amicizia imputando ogni colpa allo spirito molesto e traviante dell'altro. Ma dov'è la verità? Qual è il rimorso di Angelo Mosca e il motivo reale della fine della loro amicizia? Pubblicato per la prima volta nel 1958 in un unico volume insieme ad Azorin e Mirò e a Cos'è l'amicizia, questo breve romanzo rivela ancora una volta la grande capacità narrativa di uno dei maestri della letteratura italiana contemporanea.
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Elliot, 27/05/2015
Abstract: Indipendente e coraggiosa, Kitty Foyle è la tipica donna in carriera americana. Lavora per la bizzarra Delphine Detaille, creatrice di un famoso profumo, e condivide la casa con altre ragazze, grandi chiacchierone, fumatrici e bevitrici di caffè. In Kitty coesistono l'ansia e la frenesia di New York e la mentalità piccolo borghese del Midwest, le voglie del nascente consumismo e le preoccupazioni che accompagnarono il crollo della Borsa nel 1929. Ma quanto le è costato emanciparsi e seguire i propri desideri di donna? Per Kitty è arrivato il momento di riflettere su ciò che ha perduto e su ciò che ha trovato durante la sua vita. L'infanzia passata a occuparsi del burbero padre irlandese, l'abbandono degli studi, poi l'arrivo nella metropoli, il lavoro, la passione per gli abiti alla francese e per i cocktail dai nomi altisonanti. Ma un posto speciale è riservato a Wyn, un gentleman dal tipico portamento inglese che accavalla le gambe in modo inimitabile e di cui è profondamente innamorata… Christopher Morley tratteggia con spirito elegante l'America degli anni Trenta attraverso lo sguardo impertinente e scanzonato di una donna proiettata nel futuro. Pubblicato nel 1939 e presentato oggi per la prima volta in Italia nella sua versione integrale, Kitty Foyle fu subito un best seller. Una trasposizione cinematografica del 1940, che valse l'Oscar a Ginger Rogers, lanciò lo stile "alla Kitty Foyle".
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Elliot, 13/05/2015
Abstract: In questo delizioso libro, la vita di un burbero broker nella New York di fine Ottocento viene raccontata con ironia da un figlio molto perspicace. Irritabile ed esigente, non c'è occasione in cui l'uomo non inveisca contro qualcuno o qualcosa: che siano i suoi impiegati, la cuoca, la moglie, le vacanze e persino il cavallo, tutti sono colpevoli di fallibilità. Ciò lo rende comico e persino adorabile agli occhi dei suoi familiari, al di là –o forse proprio in virtù – del suo caratterino. Ne viene fuori il ritratto irresistibile di una famiglia e di una intera società in trasformazione. Nel giro di pochi mesi dalla prima pubblicazione nel 1936, divenne un tale successo da avere una versione teatrale, una cinematografica (diretta da Michael Curtiz, con William Powell e Irene Dunne) e una televisiva negli anni Cinquanta, tanto da rendere Vita col padre uno dei maggiori classici dell'umorismo americano.