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Berlino, addio
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Tergit, Gabriele - Amico Di Meane, Isabella - Pugliano, Marina

Berlino, addio

EINAUDI, 04/06/2024

Abstract: La magnifica festa del 30 gennaio 1933 sarebbe stata ricordata negli anni a venire come l'ultima occasione in cui si erano ritrovati tutti insieme. Fu un momento scintillante e al tempo stesso un commiato: la Berlino della comunità ebraica, con la sua vivacissima, brulicante polifonia, era perduta per sempre. Dopo il grande successo de Gli Effinger, Gabriele Tergit narra le vicende di cinque famiglie berlinesi sradicate dalla ferocia della storia del Novecento. Hanno scritto su Gli Effinger: "Un romanzo di autentica e mai esibita originalità. Leggendolo, non si pensa ai Buddenbrook quanto ai grandi narratori ottocenteschi come Fontane che hanno colto per sempre la malinconica poesia di Berlino". Claudio Magris "Non solo un grandioso romanzo ma l'affresco di un'epoca". Tuttolibri - La Stampa "Una sinfonia". Il FoglioQuella sera c'erano gli Stern e i Kollmann, i Mayer e gli Jacoby, c'era il generale von Rumke, il caporedattore del "Berliner Rundshau" Stephan Heye oltre a una variopinta schiera di personaggi minori. Alcuni erano esponenti delle famiglie piú in vista, altri di ceti piú modesti. Hitler era appena stato nominato cancelliere e le loro vite non sarebbero piú state le stesse. Praga oppure Parigi, Londra o gli Stati Uniti, queste le destinazioni dove chi riuscí a fuggire avrebbe trovato riparo. Era la fine di un'epoca e di tutto un mondo. Dall'Impero alla Prima guerra mondiale, passando per la Repubblica di Weimar e il Terzo Reich, fino al secondo dopoguerra, Berlino, addio ritrae tre generazioni di tedeschi con il respiro di un'epopea e l'attenzione ai destini individuali di un classico del Novecento.

Dodici cavalli
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Holt, Anne - Podestà Heir, Margherita

Dodici cavalli

EINAUDI, 04/06/2024

Abstract: "Per la prima volta da quando era uscita dalla Scuola di polizia, non conosceva piú nessuno nel palazzo anonimo che ospitava la centrale di Oslo. L'èra di Hanne Wilhelmsen, forse, era finita". Un apparente suicidio, un giro di inspiegabili gravidanze, un piano ramificato e terrificante. Hanne Wilhelmsen dovrà risolvere il caso piú complesso della sua carriera. La vita di Hanne Wilhelmsen sta per andare in pezzi. Dopo due anni di pandemia, sua moglie Nefis l'ha lasciata, portando con sé la figlia Ida. E quando una delle rare persone al mondo a cui tiene viene uccisa, Hanne si ritrova a fare i conti con un'indagine intricata e particolarmente violenta. Che la costringerà a lavorare giorno e notte e a combattere per scoprire la verità."Il nuovo romanzo della serie di Hanne Wilhelmsen è incredibile". Stavanger Aftenblad "Quando c'è scritto Anne Holt sulla copertina di un libro, non si rimane delusi". Nettavisen "Dodici cavalli è un romanzo poliziesco coraggioso, intricato, con una tensione costante e un finale sbalorditivo". Verdens Gang

Fuoco e fiamme
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Al Kalak, Matteo

Fuoco e fiamme

EINAUDI, 04/06/2024

Abstract: Un'accurata discesa all'inferno, un luogo in cui si sono condensate le paure dell'Occidente cristiano. Esiste davvero l'inferno? Può sembrare una domanda fuori tempo massimo: eppure, per quasi due millenni questo interrogativo ha determinato la vita e le paure di intere generazioni. Fuoco e fiamme propone un viaggio, accurato e inedito, alla scoperta di un luogo a lungo ritenuto una realtà fisica e tangibile. Nella storia del cristianesimo, infatti, la sua esistenza come sito realmente individuabile è stata utilizzata per influire sui comportamenti collettivi e, per ciò stesso, fu strenuamente difesa dalle autorità religiose. Sotto terra, nelle profondità dei vulcani, sul sole o ai confini dell'universo: molti sono stati gli angoli del cosmo in cui lo si è posizionato, e in tutti i casi la trattazione si è indirizzata verso un inferno vero e mai metaforico. Perché il regno del male fu concepito in un certo modo? Cosa implicava, nella vita di ogni giorno, insistere sulla sua fisicità, e non relegarlo in una dimensione trascendente e immateriale? Infine, come ha fatto l'inferno a superare i cambiamenti filosofici, teologici e culturali delle varie epoche, restando parte integrante della dottrina cristiana? Fuoco e fiamme cerca di trovare risposta a tali quesiti, partendo dall'età moderna per arrivare ai dibattiti che, ancora oggi, agitano la società. Con questo libro Matteo Al Kalak ripercorre la concezione dell'inferno come luogo fisico, nella sua dimensione spaziale, seguendo una narrazione che dura da millenni e si è fissata nelle strutture mentali ed emotive degli uomini. La prospettiva adottata è quella della storia culturale, che cerca di comporre fra loro ambiti e linguaggi diversi per restituire un quadro complesso, vario e articolato. Tale approccio, certamente fecondo, impone scelte di cui è necessario dare conto per orientarsi in una materia scivolosa. Il principale nodo da sciogliere è stato l'atteggiamento da assumere di fronte a un elemento che, nella tradizione presa a riferimento (il cristianesimo), è strutturalmente intrecciato al discorso sul regno oscuro: il male e la sua personificazione. È possibile distinguere l'analisi del luogo della dannazione dall'entità (individuale o fattuale) che la provoca? Nelle pagine del libro si è tentato di tenere separati, per quanto possibile, questi due elementi, isolando la trattazione sull'inferno dalla "biografia" del suo signore (secondo vari racconti, un angelo ribellatosi al suo creatore). Sia perché all'essere che incarna il male sono stati dedicati infiniti studi; sia perché distinguere peccato e punizione, crimine e condanna, consente di mettere l'accento su aspetti differenti che, nel tempo, ebbero vite autonome seppure legate.

Greta Segreta e la pianta carnivora
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Parker, Andy - Antonellini, Sara

Greta Segreta e la pianta carnivora

DE AGOSTINI, 11/06/2024

Abstract: Da quando frequenta lezioni di gradini, la principessa Greta non ha un attimo di tregua! Fare su e giù dalle scale è sfiancante, e la sera vorrebbe soltanto fare zapping davanti alla tv. Ma il suo amico Jasper ha altri programmi, e la trascina in paese per assistere a una cerimonia incredibile che di incredibile non ha proprio niente. Perché allora Madame Cézanne sembra preoccupata? Che abbia a che vedere con la pianta esotica che il sindaco ha appena interrato nel bel mezzo della piazza?

Sta arrivando la fine del mondo?
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Aa.Vv.

Sta arrivando la fine del mondo?

UTET, 04/06/2024

Abstract: Nel giugno del 1947 la rivista "Bulletin of the Atomic Scientists" pubblica in copertina l'immagine stilizzata di un orologio con le lancette ferme a pochi minuti dalla mezzanotte: è la prima comparsa del Doomsday Clock, un orologio ideale che, sulla base della valutazione di molti scienziati, segna quanto ci stiamo avvicinando alla fine del mondo. All'epoca, all'indomani di Hiroshima, la preoccupazione era esclusivamente atomica, ma nei decenni seguenti le minacce apocalittiche sono proliferate, moltiplicandosi spaventosamente con l'arrivo del nuovo millennio: siccità, inquinamento, estinzioni animali e vegetali, inondazioni, terremoti, guerre, sviluppi tecnologici fantascientifici, precarietà economica e tensioni sociali. Intanto, i media tradizionali cavalcano le paure a colpi di titoli a caratteri cubitali, mentre nei social network rimbalzano immagini e video in cui ci immergiamo passivamente e depressivamente, come fossero visioni da un futuro distopico. Non si tratta più di sognare una fine del mondo, sembra, ma di scegliere quale fine del mondo ci aspetta. O meglio, abbiamo in realtà il sospetto che il mondo continuerà a esistere, placido e surriscaldato, ma senza di noi. È davvero così? O è solo la narrazione seducente dell'apocalisse che ci ha mortalmente assuefatti? Abbiamo riunito quindici scrittrici e scrittori che si occupano di ambiti molto diversi, e li abbiamo invitati a ragionare intorno a queste domande. Gli interventi che ne sono scaturiti attraversano discipline e argomenti disparati: ecologia, tecnologia, biologia, astrofisica, geopolitica, arte, letteratura, climatologia, economia, storia, cibo, lavoro, sociologia, social media. Al di là di ogni potere apotropaico, in ogni caso, Sta arrivando la fine del mondo? è una domanda utilissima. Serve a fermarsi un attimo e raffreddare gli animi, a decodificare il presente per immaginare il futuro di specie che ci aspetta.

Carlo III. Il nuovo re
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Hardman, Robert

Carlo III. Il nuovo re

RIZZOLI, 04/06/2024

Abstract: Agli studenti inglesi, a scuola, si insegna che il regno più lungo della storia britannica è iniziato in Kenya, davanti a una pozza d'acqua: quando re Giorgio VI morì nel sonno, il 6 febbraio 1952, la principessa Elisabetta stava osservando la fauna selvatica dai rami di un gigantesco fico. Quello stesso giorno, suo figlio Carlo diventa erede al trono. Dovrà aspettare più di settant'anni ‒ stabilendo uno dei suoi tanti record ‒ prima che l'arcivescovo di Canterbury, nell'abbazia di Westminster, posi la Corona di Sant'Edoardo sul suo capo, incoronandolo sovrano all'età di settantaquattro anni. Questo libro è il resoconto appassionato del primo anno di regno di Carlo III, e non solo. Grazie a un accesso privilegiato ai reali e alla corte, Robert Hardman, uno dei più autorevoli esperti della storia della famiglia reale inglese, ci racconta i retroscena degli ultimi giorni di Elisabetta II, dell'operazione "London Bridge" ‒ il piano messo in atto alla morte della regina ‒, dei preparativi per l'incoronazione del nuovo sovrano, del terremoto scatenato dalle rivelazioni dei duchi del Sussex, Harry e Meghan, e della scelta di rendere pubblica la malattia di re Carlo prima, e della principessa Kate poi. Nel farlo, tratteggia un ritratto intimo di Carlo III, ne svela il carattere e le passioni più o meno segrete, e mostra come le vicende personali si intreccino, per un sovrano, a rituali radicati in mille anni di storia e a minuziose procedure da applicare con rigore, e come il nuovo re debba, oggi più che mai, dimostrarsi capace di parlare alla Gran Bretagna moderna.

Il sottotenente Gustl
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Schnitzler, Arthur

Il sottotenente Gustl

BUR, 25/06/2024

Abstract: Il 19 luglio 1900, dopo aver scritto Il sottotenente Gustl, Arthur Schnitzler annota nel suo Diario: "Sensazione che si tratti di un capolavoro". Considerato uno dei vertici della sua arte narrativa, questo è il primo testo della letteratura tedesca interamente sotto forma di monologo interiore. Protagonista della vicenda che inizia alle dieci di sera in una sala da concerto e finisce con una scena grottesca alle sei del mattino seguente in un caffè viennese è un giovane e insignificante sottotenente austro-ungarico, la cui povera esistenza è sconvolta da un banale diverbio con un fornaio. L'affronto comporterebbe un duello, ma la sfida non si può fare perché l'uomo appartiene a una classe sociale inferiore a quella di Gustl, a cui restano due sole strade per preservare l'onore: le dimissioni o il suicidio. Tessendo il racconto in un unico "parlare pensato" con sé stesso durante una tormentosa peregrinazione notturna per Vienna, Schnitzler lascia fluire riflessioni, ricordi, dubbi e paure di Gustl per associazioni libere e senza censure, in un modo non dissimile da come Freud, in quegli anni, invitava i pazienti a fare sul lettino: ne emerge un mondo interiore caratterizzato da una desolante angustia intellettuale e indifferenza morale, assediato da pregiudizi, da radicata misoginia e da un rude antisemitismo che viene da lontano. Sono temi, questi, sviluppati dalla studiosa Elisabeth Galvan nella sua originale e acuta introduzione. Per permettere al lettore di gustare nel dettaglio un testo celeberrimo che esplora con spietata lucidità la meschinità d'animo di un individuo e di un ceto sociale dell'Austria fin de siècle, l'opera è qui presentata, con testo tedesco a fronte, nella nuova e importante traduzione di Renata Colorni, ed è corredata, per la prima volta in edizione italiana, dalle illustrazioni che Moritz Coschell preparò per la prima edizione berlinese di Fischer del 1901.

Un gatto per i giorni difficili
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Ishida, Syou - Papa, Raffaele

Un gatto per i giorni difficili

RIZZOLI, 25/06/2024

Abstract: Su per la Fuyachodori, ovest sulla Rokkakudori, giù per la Tomikojidori, est per la Takoyakushidori: è facile perdersi nel dedalo di strade del centro di Kyoto. Qui, nascosta tra condomìni anonimi e vicoli bui, c'è una clinica speciale. Può essere trovata grazie al passaparola solo da chi sente davvero di aver smarrito se stesso ed è in cerca di un aiuto, una mano tesa. Il trattamento che offre, infatti, è unico nel suo genere: a ciascuno, secondo il caso, si prescrive un gatto. Ad affidarsi con un po' di sorpresa e di iniziale scetticismo alle cure feline saranno un impiegato stufo delle sopraffazioni, un uomo che si sente sempre fuori posto, una ragazzina immalinconita dal rapporto conflittuale con la madre, una stilista di borse alla ricerca di un nuovo equilibrio emotivo e un'apprendista geisha oppressa dal senso di colpa. Le loro vite ordinarie saranno sconvolte dai nuovi amici non umani: Bi, una meticcia di otto anni che ama mangiucchiare la carta; Margot, una gattina dagli occhi verdi come il tè che detesta le porte chiuse; un micetto di pochi mesi che scatenerà ricordi dolorosi; una coppia di gattini che sono come il giorno e la notte, e insieme speranza di un futuro vitale e coraggioso; e infine, gli amanti delle fughe notturne Chitose e Mimita. Saranno proprio loro, con piccoli disastri e un grande bisogno di cura, a dare una svolta alle giornate dei nuovi padroni, restituendogli la spinta per cambiare finalmente le loro vite. Ishida Syou racconta con delicatezza e humour il legame profondo tra uomo e animale, attraverso il quale l'anima può guarire grazie a un amore fatto di gesti semplici, capace di restituire un tocco di magia anche nei momenti più difficili.

Ancora amici
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Gerilli, Roberto

Ancora amici

Mondadori, 11/06/2024

Abstract: Claudio ha quarant'anni e vive a Falconara Marittima, una cittadina di provincia dove l'unica attrazione turistica è la raffineria di petrolio sul mare, ma non si lamenta. Anzi, non riesce proprio ad andarsene. Qui ha trascorso estati indimenticabili insieme ai suoi amici storici, quelli a cui affidi l'adolescenza sapendo che ne faranno il periodo migliore della tua vita.Sembra l'unico afflitto da questo problema, comunque: Martina si è fermata a Bologna dopo l'università, Riccardo si è trasferito a Siena per amore, mentre Veronica ha preferito una frenetica carriera milanese a quello che, forse, stava nascendo tra loro.Le giornate in spiaggia, le gite improvvisate e i concerti rock sotto al palco sono solo un ricordo lontano, e ora l'amicizia è confinata in una chat su WhatsApp con un nome, "Sul pontile", che onora il vecchio rifugio del gruppo.Sono destinati a perdersi, a diventare semplici nomi nell'interminabile lista di messaggi da mandare a Natale, a meno che Claudio non decida di compiere un gesto "rivoluzionario": lasciare a casa il cellulare e partire per una reunion di cui gli altri sono ancora all'oscuro.Un romanzo divertente e nostalgico sulla generazione a metà del guado. Quella degli zaini Invicta, dei Soundgarden alla radio, delle cartine stradali che non garantiscono di giungere a destinazione e delle "immense compagnie" che, con l'età adulta, hanno traslocato online. Un romanzo sull'amicizia che a volte finisce, ma a volte resiste, nonostante tutto.

Quando inizia la felicità
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Gotto, Gianluca

Quando inizia la felicità

Mondadori, 04/06/2024

Abstract: "Ogni mia grande rivoluzione personale, che fosse professionale, relazionale o spirituale, è iniziata non da una certezza assoluta, ma da una domanda. La ricerca di una risposta era l'unico modo per conoscere la verità. E quando non la trovavo subito, ero costretto a partire per cercarla. Nel mondo, dentro me stesso, nelle altre persone.Questo libro è una raccolta delle domande che più di tutte hanno smosso qualcosa di profondo nel mio cuore e nella mia mente. Sono domande inusuali, talvolta molto specifiche, in altri casi bizzarre. Portano alla riflessione, ma anche al desiderio di agire per cambiare le cose. Spesso risultano scomode, addirittura impertinenti, ma sono necessarie per far emergere dal caos interiore uno spunto, una consapevolezza, un frammento appuntito di verità da maneggiare con cura." In Quando inizia la felicità, Gianluca Gotto condivide le domande che lo hanno accompagnato nel corso della sua crescita personale per raccontare senza reticenze le esperienze vissute in questi ultimi anni. I momenti difficili e le fragilità, ma anche la sua rinascita, i sogni realizzati, la consapevolezza acquisita attraverso il buddhismo, i tanti incontri che hanno illuminato la sua strada, l'amore smisurato per Claudia e la gioia, immensa, della paternità.Un libro pieno di consigli e spunti per vivere al meglio la propria vita, ma anche rassicurante come una tazza di tè in un freddo pomeriggio di pioggia, il primo abbraccio dopo molto tempo, una chiacchierata con quell'amico che ti ascolta senza giudicare. Un diario di viaggio scandito da domande su cui tornare più e più volte, per trovare un segnale, un'ispirazione, una motivazione a smettere di aspettare o inseguire la felicità, ma cercarla dove già siamo: qui e ora.

Vivere sconfinatamente
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Singer, Michael A. - Orrao, Sergio

Vivere sconfinatamente

Mondadori, 18/06/2024

Abstract: Oggi più che mai cerchiamo di portare nelle nostre vite gioia, felicità, e un significato più profondo. Troppo spesso però lo facciamo nel modo sbagliato, affidandoci a oggetti, o anche persone, esterni: un nuovo lavoro, una casa più grande, una vacanza lussuosa, persino l'amore a lungo andare ci lasceranno insoddisfatti. Nulla di tutto ciò infatti può garantire la felicità, perché essa risiede dentro di noi. E dentro di noi dobbiamo guardare alla ricerca di libertà, compassione, ispirazione. Da dove iniziamo questo viaggio nel nostro cuore?Vivere sconfinatamente ci indica la via: una lettura che è allo stesso tempo trascendente e pratica, una guida sicura per farci strada tra pensieri, emozioni e abitudini che ci bloccano, per guarire le ferite del passato e liberare le nostre energie spirituali. E raggiungere finalmente uno stato di completa serenità, apertura e intima auto-conoscenza.

La caduta degli imperi
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Heather, Peter - Rapley, John

La caduta degli imperi

Mondadori, 18/06/2024

Abstract: Il 9 agosto 378, a Adrianopoli, le truppe dell'imperatore Valente furono annientate da un contingente di guerrieri goti. Fu una sconfitta cruciale, che decise il destino di Roma. Da quel momento, l'affacciarsi di nuove potenze lungo le frontiere, i sempre più frequenti conflitti regionali e gli imponenti fenomeni migratori segnarono la fine del dominio globale che Roma aveva esercitato per quasi cinque secoli.Millesettecento anni dopo, si ha l'impressione di assistere a un fenomeno analogo. La supremazia dell'Occidente, nei modi in cui si è manifestata a partire dall'inizio dell'Ottocento, sta rapidamente svanendo. La stagnazione economica e le divisioni politiche, la crisi della democrazia, i frutti avvelenati della globalizzazione neoliberista, il risorgere dei nazionalismi, le guerre neoimperialistiche condotte da regimi autoritari, il dinamismo economico e diplomatico di Paesi definiti un tempo "in via di sviluppo" e oggi invece protagonisti assoluti della scena internazionale: tutto sembra testimoniare il declino dell'Impero occidentale. Ma davvero l'èra del dominio dell'Occidente è giunta al termine? Ci troviamo di fronte a una decadenza irreversibile di cui dovremmo prendere atto?Per lo storico Peter Heather e l'economista politico John Rapley la crisi dell'Impero occidentale non deve necessariamente tradursi in un crollo catastrofico. La storia dell'antica Roma, del suo sviluppo e del suo tramonto, insegna che gli imperi possono scegliere se distruggere o salvaguardare sé stessi. Nel caso dell'Occidente, oggi si tratta di decidere se abbandonare l'ormai impraticabile prospettiva di un dominio incontrastato o, piuttosto, partecipare alla creazione di un nuovo ordine mondiale. Un ordine fondato sul reciproco riconoscimento e su valori condivisi, che accolga in modo equanime le potenze emergenti e in cui siano possibili alleanze internazionali più inclusive. L'unico, quindi, in grado di salvare ciò che la civiltà occidentale ha saputo costruire.

Gli Assiri
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Frahm, Eckhart

Gli Assiri

Mondadori, 25/06/2024

Abstract: Nell'estate del 671 a.C. l'esercito del re Esarhaddon attraversò la penisola del Sinai, entrò in Egitto e si impossessò della terra dei faraoni. Migliaia di prigionieri furono condotti a Ninive, la capitale del regno assiro, un immenso impero che dal Mediterraneo si estendeva all'Iran occidentale e dall'Anatolia arrivava al Golfo Persico.La conquista dell'Egitto fu il culmine di un lungo viaggio attraverso la storia. Un viaggio iniziato nella seconda metà del III millennio a.C. ad Assur, una piccola città che nel corso di alcuni secoli assunse un ruolo di primo piano nel commercio internazionale, accumulò una notevole ricchezza e divenne il centro di uno stato con una monarchia bramosa di misurarsi con le grandi potenze dell'epoca e di estendere i confini nazionali con la forza delle armi. Fu proprio la guerra, infatti, la cifra della politica assira, l'espressione della sua hýbris imperiale. "Davanti a me le città, dietro di me le rovine" recitava un'iscrizione del re Esarhaddon, che, come gli altri sovrani, condusse sistematiche campagne di sottomissione nei confronti dei popoli vicini. Feroci e spietati, i re assiri diventarono così il simbolo del "dispotismo orientale", nonché l'emblema della corruzione dei costumi, e le loro città finirono con l'incarnare l'"alterità" rispetto alle capitali religiose, culturali e politiche dell'Occidente.Ma l'Assiria, a lungo conosciuta soltanto attraverso la Bibbia ebraica e i testi degli autori greci, non fu soltanto un regno oppressivo e sanguinario. La circolazione delle merci e delle idee, i centri urbani ornati di giardini, le sculture monumentali, la scrittura, i grandi poemi epici, le ricche biblioteche, un efficiente apparato burocratico e una società cosmopolita ne fecero una delle più fiorenti civiltà del mondo antico. Essa fu il primo grande organismo sovranazionale, un modello per gli imperi successivi. E la sua scomparsa, avvenuta nel 612 a.C., rimane un enigma per certi versi inesplicabile. Un mistero che solo le straordinarie scoperte archeologiche avvenute a partire dalla metà del XIX secolo hanno iniziato a penetrare e alle quali Frahm attinge per questo ricco e magistrale volume.

Le calde mani degli spiriti
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Arden, Katherine - De Feo, Maria Teresa

Le calde mani degli spiriti

Mondadori, 25/06/2024

Abstract: FIANDRE, GENNAIO 1918. Laura Iven, esperta infermiera da campo, è stata ferita e rimandata in patria, in Canada. Il fratello Freddie però è rimasto a combattere nell'inferno della Grande Guerra. Quando la donna riceve una scatola con i suoi effetti personali, ma nessun telegramma che ne dichiari la morte, capisce che qualcosa non quadra. Decisa a scoprire la verità, si offre come volontaria e torna in Belgio, dove si mormora di una trincea infestata dagli spettri e di un locandiere il cui vino offre il dono dell'oblio. Freddie potrebbe essere sfuggito alla morte in battaglia solo per finire preda di qualcosa - o qualcuno - ancora peggiore?Novembre 1917. Freddie Iven si sveglia dopo un'esplosione e si ritrova intrappolato sotto le macerie di un bunker assieme a un soldato nemico ferito. I due uniscono le forze e riescono a trovare una via d'uscita. Nulla potrebbe convincerli a tornare nel cuore della carneficina, a spararsi addosso. Si rifugiano così presso un uomo misterioso che sembra avere il potere di far scomparire l'inferno delle trincee.Tra piogge di colpi e fantasmi che si mescolano ai vivi, i traumi nascosti di Laura e Freddie si risvegliano. Sta ai due decidere se il loro mondo merita di essere salvato o se non sia meglio lasciarselo alle spalle.

Sulla pietra
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Vargas, Fred - Botto, Margherita - Mambrini, Simona

Sulla pietra

EINAUDI, 11/06/2024

Abstract: Un rapimento, svariati delitti e un assassino, forse mancino forse no. Saranno solo leggende e superstizioni ma, da quando è ricomparso il fantasma dello Zoppo, in Bretagna le sciagure non si contano piú. A sei anni da Il morso della reclusa, torna Fred Vargas con uno dei personaggi capolavoro del noir, lo svagato e visionario Jean-Baptiste Adamsberg, commissario del XIII arrondissement di Parigi. Il guardacaccia Gaël Leuven era un marcantonio solido come uno scoglio bretone, ma per ucciderlo sono bastate due coltellate al torace. A Louviec lo conoscevano tutti. Compreso Josselin de Chateaubriand (forse discendente di quel Chateaubriand), il nobilastro dall'abbigliamento eccentrico che adesso è il principale sospettato. Richiamato in Bretagna dal commissario locale, Adamsberg si addentra nelle numerose ramificazioni del caso. Ma pur perdendosi come di consueto in false piste e digressioni mentali, in osservazioni prive di qualunque nesso con l'indagine, c'è da scommettere che anche questa volta verrà a capo del groviglio di omicidi ed efferatezze. Grazie alle sue illuminazioni proverbiali ma anche, forse, all'energia ancestrale dei menhir.- Il dolmen di cui mi hai parlato è sulla strada del ponticello? - Due chilometri dopo il ponticello, non sbagliarti. Sulla sinistra, non puoi non vederlo. È splendido, con tutte le pietre ancora in piedi. - A che epoca risale un dolmen? - A un'epoca antichissima! Circa quattromila anni fa. - Dunque sono pietre intrise di secoli. Perfetto per me. - Ma perfetto per cosa? - E a che cosa servivano questi dolmen? - domandò Adamsberg senza rispondere. - Sono dei monumenti funerari. Delle tombe, se preferisci. Fatte di pietre verticali ricoperte da lastroni. Spero che questo non ti metta a disagio. - Per niente. Ho intenzione di andare a sdraiarmi sul lastrone in alto, sotto il sole. - E che cavolo ci vai a fare là sopra? - Non lo so, Johan.

Io sono Bea. Primo giorno alle medie!
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Carusino, Laura

Io sono Bea. Primo giorno alle medie!

EDIZIONI PIEMME, 28/05/2024

Abstract: Ciao, io sono Bea e sono agitatissima: è il primo giorno alle medie ed è tutto nuovo! Per fortuna con me c'è Alix, la mia migliore amica di sempre. Ma, attenzione: si è iscritta qui anche quella smorfiosa di Bea D. che, neanche a dirlo, fa subito colpo sul ragazzo più bello della scuola...

Muffin. Un procione per amico
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Galli, Sara - Messina, Cecilia

Muffin. Un procione per amico

DE AGOSTINI, 11/06/2024

Abstract: La storia di un'amicizia speciale, delicata come un soffione e dolce... come un Muffin! Muffin ha vaporosa coda a strisce, una passione sfrenata per i dolci e fa parte di una banda di procioni ladruncoli. Lucy si è appena trasferita con la sua famiglia a New York, da grande vuole fare la pasticciera e lontano da casa si sente un po' sola. I suoi genitori infatti sono molto impegnati con il lavoro alla nuova gelateria e per tenerle compagnia le regalano un gattino, o almeno così credono. Una volta a casa, ecco che dalla gabbietta spunta ... un procione! Lucy se ne innamora subito, ma non ha fatto i conti con la sua natura selvatica: non fa le fusa, ha unghiette affilate con cui scassina porte e finestre e soprattutto è un gran pasticcione. Riuscirà Lucy a domare questo tornado combinaguai o sarà lui a farle capire che deve accettarlo per quello che è?

Love games. Chi gioca vince
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Hazelnut, Joy C.

Love games. Chi gioca vince

RIZZOLI, 25/06/2024

Abstract: Parigi 2024, Olimpiadi: le gare per cui le ragazze della nazionale di pallavolo femminile hanno lavorato, faticato e sofferto una vita sono finalmente arrivate. Aidy è decisa a conquistare l'oro per la sua squadra, anche perché questo è il suo ultimo anno. A settembre toglierà la maglia e dovrà scegliere se studiare per diventare allenatrice o seguire quel sogno che nasconde in fondo al cuore e che non ha confessato a nessuno, legato alla scrittura e ai libri. Ma persino una campionessa come Aidy rischia di perdere la concentrazione quando il nuotatore ribelle che già da mesi porta scompiglio nella squadra in cui gareggia anche Teo, il suo fidanzato, sembra avere un conto in sospeso con lei. Mentre Aidy è testa, concentrazione e logica, Nico è istinto, sentimento, e quando vuole qualcosa, se la prende. In pratica, sono l'uno l'opposto dell'altra. Inoltre, il fatto che sia di una bellezza a cui è difficile restare indifferenti, capace di far saltare ogni ragionamento logico di Aidy, di certo non aiuta. L'attrazione che si accende tra loro pone Aidy davanti a una domanda che nella vita ha sempre evitato: per essere felici bisogna seguire ciò che suggerisce la testa o il cuore?

Soli nella tempesta
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Bortuzzo, Manuel

Soli nella tempesta

RIZZOLI, 25/06/2024

Abstract: "Alcuni treni sono persi per sempre, su altri ho la sensazione che potrebbe esserci ancora posto per me; certe occasioni o relazioni pensi sempre che potrebbero tornare da un momento all'altro. Con il nuoto è successo così, è rimasto in sospeso per anni, poi si è ripresentato." La storia di Manuel la ricordano tutti: uno scambio di persona, un colpo di pistola, una carriera nel nuoto professionistico stroncata a soli diciannove anni. Quei momenti, quei primissimi difficili mesi sono stati raccontati in Rinascere, un libro del 2019 da cui è stata poi tratta una fiction di successo per Rai1. A cinque anni di distanza, molte cose sono cambiate: Manuel è un uomo, ha attraversato una nuova fase della sua vita con una maturità che lui stesso non si aspettava, ha scoperto altre passioni, ha dovuto fare i conti, stavolta davvero, con la disabilità e un futuro da disegnare. Lo ha fatto da solo nella tempesta, in parte, e con le persone che nel tempo gli sono state vicine, delle quali in queste pagine parla con affetto e senza riserve. Lo ha fatto con la musica e il pianoforte, una vocazione e un impegno, una risorsa e un sostegno. Soprattutto, lo ha fatto ancora una volta grazie allo sport, alla piscina, all'acqua: entrato nella selezione nazionale, sarà a Parigi in vasca per le Paralimpiadi. Queste pagine riescono, con la delicatezza e la semplicità che Manuel ci ha insegnato ad apprezzare, a restituire la battaglia di un "guerriero senza spada" che all'imprevedibile ha saputo reagire, con disciplina e armonia, con coraggio e forza di volontà. Sempre consapevole che cadere non è essere sconfitti, che ognuno ha la sua battaglia quotidiana. Da vincere, per volare: "In questi anni non sono diventato diverso, ma mi sono preparato per qualcosa che mi renderà diverso, che deve ancora accadere. Costruire il nido a grandi altezze come le aquile nella solitudine".

La sirena di Posillipo
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Jorio, Paolo

La sirena di Posillipo

RIZZOLI, 25/06/2024

Abstract: Dicembre 1586. Nella sublime cornice del golfo di Posillipo, dove il rosso della lava incontra il blu del mare, viene alla luce Adriana Basile. Il talento è una questione di sangue, per i Basile: Adriana, infatti, oltre a una bellezza fuori dal comune, rivela prestissimo una voce capace di ammaliare come il canto di una sirena, mentre il fratello maggiore, l'introverso Giambattista, passa le giornate a scrivere, la testa tra le nuvole. La Napoli secentesca, culla di nuove arti e metropoli labirintica, è il palcoscenico perfetto per entrambi: Giambo abita il mondo della letteratura e porta il peso di un segreto inconfessabile; Adriana, volitiva e determinata a raggiungere la gloria, cresce diventando la cantante più contesa dai potenti del tempo. Ma a turbare la partitura del suo destino arriva Angela, un'orfana affidata alle suore, che si guadagna da vivere cantando nelle taverne. Non potrebbero essere più diverse, lei e Adriana - sfacciata e carnale l'una, altera e indecifrabile l'altra -, ma il comune talento per la musica sarà la scintilla di una rivalità violenta, che nulla potrà fermare. Tra un miracolo del sangue di San Gennaro e una gara di canto in occasione della festa di Piedigrotta, La sirena di Posillipo ci accompagna in un viaggio tra le corti dei Gonzaga e la Roma dei papi, nei postriboli più sordidi e sulle terrazze più stupende di Napoli, per raccontarci la storia di una passione furiosa come solo l'amore per l'arte sa generare. Il ritratto autentico e inedito di Adriana Basile, una donna fuori dagli schemi, capace di riscrivere la propria sorte, e del mondo immaginifico che ha ispirato l'immortale Cunto de li cunti.