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Homo pluralis. Essere umani nell'era tecnologica
Codice Edizioni, 19/02/2015
Abstract: Mercati finanziari automatizzati; relazioni umane mediate dai like su Facebook; un flusso d'informazioni incessante e invadente; protesi digitali che arricchiscono l'esperienza. Le macchine sembrano conquistare funzioni sempre più autonome dall'intervento dell'uomo, e le piattaforme online sulle quali ci informiamo e coordiniamo impongono i loro algoritmi, mentre raccolgono e analizzano enormi quantità di dati imparando dagli utenti. È una dinamica evolutiva digitale che richiede un drastico adattamento culturale. Con "Homo pluralis" Luca De Biase propone un approccio all'infosfera che supera la contrapposizione tra ottimismo tecnofilo e allarmismo neoluddista, e riconosce la necessità per l'uomo di diventare cittadino consapevole di questo nuovo ambiente digitale, imponendo la propria creatività, intelligenza e senso etico, e conquistando così una dimensione più autentica.[L'AUTORE]Luca De Biase è fondatore e responsabile dell'inserto "Nòva" del "Sole 24 Ore". Insegna in diverse università e progetta piattaforme civiche. Tra i suoi libri più recenti: "Economia della felicità" (Feltrinelli, 2007), "Cambiare pagina" (Rizzoli, 2011) e "I media civici" (Apogeo, 2013).
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Codice Edizioni, 23/01/2019
Abstract: A volte ci sentiamo assediati dai numeri. Sembrano spuntare da tutte le parti e non darci tregua, rievocando forse terribili ricordi scolastici. Ma proprio a causa della loro ubiquità, i numeri hanno una loro vita anche al di fuori della matematica: possono diventare il punto di partenza per vedere letteratura, arte e in generale il mondo con occhi diversi e – perché no? – ritornare alla matematica per una via più divertente. "Numeralia" spiega perché Dante parla del 515 e Guareschi del 23; racconta di come i 99 "Esercizi di stile" di Queneau e "Le mille e una notte" siano due facce della stessa medaglia. Parla della Risposta con la R maiuscola e delle canzonette, di Paperino, Topolino e della Banda Bassotti, di numeri enormi come un googol e piccoli come lo zero, che in questa grande famiglia è lo zio un po' matto.
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Codice Edizioni, 23/01/2019
Abstract: Da dove nasce il potere, quella misteriosa facoltà che genera paura o al contrario un sentimento di adesione? È radicato nei meccanismi neurofisiologici della parte più profonda del cervello oppure è un costrutto storico e culturale? Jean-Didier Vincent, ispirandosi all'opera di Michel Foucault, traccia le coordinate di un'inedita e affascinante "archeologia del potere", spingendosi fino alle sue radici, alle molecole che governano i rapporti gerarchici tra gli animali e tra le persone: i neurotrasmettitori che regolano la gerarchia sociale, come la serotonina, o che controllano l'aggressività e la dominanza, come l'ossitocina. In un dialogo fitto tra neurobiologia, antropologia, filosofia e storia, Vincent ci regala in questo libro un vasto e ricco affresco sulle passioni del potere.
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L'evoluzione è ovunque. Vedere il mondo con gli occhi di Darwin
Codice Edizioni, 15/07/2015
Abstract: La teoria darwiniana dell'evoluzione – una delle intuizioni più rivoluzionarie nella storia dell'uomo – anche se per molti rimane chiusa nei laboratori e negli articoli scientifici, difficile ed esoterica, è presente in tutto il pianeta, addirittura nell'intero universo. Con essa possiamo interpretare quello che vediamo attorno a noi, e usarla come strumento: per salvare vite e disegnare automobili, progettare antenne, programmare i tragitti dei pullman e leggere i grandi romanzi della letteratura. Si trova nei computer, nei robot, nelle sale operatorie, alla NASA e nei parchi nazionali. Da brillante impianto concettuale che spiega la natura del vivente, la teoria dell'evoluzione sta Insomma diventando un efficacissimo mezzo per cambiare il mondo. In meglio.[BIO] Marco Ferrari, biologo e giornalista, è redattore presso riviste di natura e scienza ("Oasis", "Terra", "Focus Junior", "Geo"). È stato ricercatore di psicofarmacologia, per poi passare al giornalismo e alla divulgazione scientifica. Ha scritto articoli scientifici per quotidiani, settimanali e mensili, curato enciclopedie scientifiche e documentari, tradotto una decina di libri scientifici e ne ha scritti altrettanti. Attualmente è caposervizio scienza presso "Focus".
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Codice Edizioni, 25/09/2014
Abstract: Shin Dong-hyuk è l'unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord ad essere riuscito a scappare. La sua fuga e il libro che la racconta sono diventati un caso internazionale, che ha convinto le Nazioni Unite a costituire una commissione d'indagine sui campi di prigionia nordcoreani. Il Campo 14 è grande quanto Los Angeles, ed è visibile su Google Maps: eppure resta invisibile agli occhi del mondo. Il crimine che Shin ha commesso è avere uno zio che negli anni cinquanta fuggì in Corea del Sud; nasce quindi nel 1982 dietro il filo spinato del campo, dove la sua famiglia è stata rinchiusa da decenni. Non sa che esiste il mondo esterno, ed è a tutti gli effetti uno schiavo. Solo a ventitré anni riuscirà a fuggire, grazie all'aiuto di un compagno che tenterà la fuga con lui, e ad arrivare a piedi e con vestiti di fortuna in Cina, e da lì in America. Questa è la sua storia.
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Voland, 07/01/2016
Abstract: Il fiume Neva è in piena e assedia San Pietroburgo, e insieme alla furia delle acque si scatena quella delle passioni umane.L'orfana Gan'ka, accolta dai coniugi Trofim e Sof'ja, finisce per stravolgere l'equilibrio dalla coppia, esasperando le tensioni nate dall'attesa di figli che non sono mai arrivati.Il livello del fiume sale, e anche un altro livello, invisibile, si alza dentro il cuore di Sof'ja.E gli argini non possono far altro che cedere, lasciando libera strada all'inondazione e al dramma.Con una lingua asciutta ed essenziale, Zamjatin traccia un ritratto di una Russia sempre uguale a sé stessa, dove la Rivoluzione non ha cambiato nulla.
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Voland, 10/10/2012
Abstract: Un patrimonio ingente finisce per sbaglio sul conto corrente di un piccolo impiegato, che decide di sfruttare l'occasione. Un elettricista piromane si rivolge direttamente al lettore per spiegargli che questa non è una malattia, ma un atto legittimo e liberatorio. Un attore che ha paura di volare deve sorbirsi in aereo le critiche di un passeggero senza potergli sfuggire. Racconti diversi di personaggi alla ricerca di una circostanza che cambi la loro vita. Suspense intelligente e sottile ironia.
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Voland, 04/06/2019
Abstract: Scritto da Cioran nella sua lingua materna tra il 1941 e il '44, dovranno passare circa trent'anni perché il testo veda la luce, prima in romeno e poi in francese. Composto di 70 divagazioni di diversa lunghezza, rappresenta una sorta di vetrino da microscopio che consente di cogliere il momento di trapasso fra il "più straniero fra gli stranieri di Parigi" – come l'autore medesimo si definiva – e la nuova identità nata al contatto con una cultura che ha influenzato a fondo quella romena pur essendone sideralmente lontana. Da questo vero e proprio "innesto" scaturisce un ibrido straordinario, capace di rinserrare nelle lucide formulazioni del francese la scomposta effusione lavica delle sue mai del tutto rinnegate vene balcaniche.
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Voland, 28/03/2019
Abstract: Kiev, 1984. L'Unione Sovietica crollerà pochi anni dopo, ma sulla riva sinistra del Dnepr la vita scorre come sempre. I castagni sono in fiore al parco della Vittoria, dove i veterani della guerra in Afghanistan spacciano hashish mentre riparano le giostre per i bambini, e al chiosco gli speculatori intrattengono la polizia corrotta. Sullo sfondo delle periferie di Kiev, l'amicizia tra i due studenti universitari Pelikan e Baghila è il trait d'union tra le storie dei frequentatori abituali del parco, che incarnano il caleidoscopio di popoli, storie, successi e disgrazie che hanno caratterizzato la storia dell'URSS. Un feroce e divertente affresco della società ucraina di fin de siècle, un brillante connubio di tragedia e commedia che attraverso il prisma del passato mostra al lettore le fragilità e i problemi dell'Ucraina di oggi.
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Voland, 19/04/2019
Abstract: Può una vendetta realizzarsi nell'arco di un'intera esistenza? Amélie Nothomb torna con una storia d'amore nero in cui tocca le corde più intime del desiderio, là dove è difficile distinguere l'amore dal suo riflesso malato, e dove vincere o perdere diventano l'unica ragione per cui vale la pena vivere. Il 12 settembre 1970 Dominique conosce Claude sulla terrazza di un caffè a Brest, e non sa ancora che la sua vita sta per cambiare per sempre. Il destino ha fatto incontrare due persone dai nomi epiceni, maschili e femminili insieme. Lui la seduce con una coppa di champagne, un flacone di Chanel n° 5 e la promessa di trasferirsi a Parigi…
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Voland, 17/04/2019
Abstract: Tutto comincia un secondo dopo il botto. Il botto che ha cambiato l'Italia, che ha chiuso l'età dell'innocenza e aperto la strategia della tensione. Il botto del 12 dicembre 1969, Piazza Fontana. Gli estremisti di destra, invisibili, si incontrano, commentano, ricordano, tramano. Un anarchico si trascina di città in città, di nazione in nazione, di sconfitta in sconfitta, in attesa del momento del riscatto. Un politico, così devoto da essere soprannominato il Pio, comincia la sua lenta ma inesorabile scalata al potere. Poi ci sono i servizi segreti che provano a capire, sapere, influenzare. E c'è un ragazzino, che quel giorno ha visto sparire sua sorella e farà di tutto per riuscire a ritrovarla. Quattro anni di destini intrecciati, di fughe, ritorni, di amore e di odio. Quattro anni incandescenti della storia d'Italia, dal 1969 al 1973, raccontati con precisione e sorprendente capacità evocativa.
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Voland, 21/12/2018
Abstract: Costruito in uno spazio temporale ristretto, i tre giorni del Natale del 1949, e in un luogo chiuso, la šaraška di Marfino, una prigione alle porte di Mosca dove ingegneri, matematici, scienziati di ogni tipo detenuti per crimini politici, lavorano alla costruzione di apparecchiature destinate a rendere lo Stato sovietico sempre più potente, il romanzo di Aleksander Solzenicyn Nel primo cerchio potrebbe apparire claustrofobico. Ma le vite e i ricordi dei tanti prigionieri subito allargano l'orizzonte e il respiro da quelle stanze anguste a tutta la città e all'immenso paese, regalandoci uno degli affreschi più appassionanti della letteratura, non solo russa. Tra dialoghi dotti, discussioni politiche e taglienti ironie quella che ne viene fuori è una superba e indimenticabile composizione di caratteri, luci, colori. La vita di una nazione. Paragonato da Heinrich Böll a una cattedrale, il romanzo della cattedrale ha la struttura e, come dice nella postfazione Anna Zafesova, "possiede il respiro della navata – il panorama multidimensionale della Russia staliniana, dalle campagne desolate ai salotti della borghesia rossa, e dalle segrete del gulag ai teatri moscoviti – e la vertiginosa guglia dei capitoli su Stalin, ma anche la moltitudine di angoli reconditi, cappelle, affreschi, statue che emergono dall'oscurità, composti da singole storie, scene, personaggi, in un quadro corale che ricorda nella ricchezza e terribile nitidezza un gigantesco Giudizio Universale a tutta parete". Concepito nel 1945-1953, scritto nel 1955-'58, modificato nel 1964, ricostruito dall'autore nel 1968, il portentoso romanzo arriva finalmente al lettore nella sua versione integrale, a mezzo secolo di distanza dalla prima traduzione italiana.
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C'è un grande prato verde (secondo tempo)
Manni, 12/07/2013
Abstract: 38 scrittori (tanti quanti sono i turni della serie A) raccontano - domenica dopo domenica, dal proprio salotto davanti alla tv o dal seggiolino di uno stadio - l'edizione 2012/13 del rito più amato dagli italiani: il campionato di calcio. Un rito fatti di gol strepitosi e di eccezionali parate, ma anche di radioline accese, pomeriggi in poltrona, chiacchiere da bar: un libro, quindi, che nel ricostruire l'andamento del campionato attualmente in corso, descrive il rapporto - abitudinario e avventuroso al tempo stesso - che ogni italiano, tifoso o non tifoso, intrattiene con il grande circo del pallone. Capitolo dopo capitolo il lettore si ritroverà a guardare le partite con gli occhi di alcuni dei più noti scrittori italiani contemporanei.
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Canta il merlo sul frumento. Il romanzo della mia vita
Manni, 11/11/2015
Abstract: "Aver ripercorso senza rigore, ma addirittura a capriccio il tratto della mia vita fino a qui a me ha fatto pensare quanto sia stata fortunata a nascere quando e dove nacqui, sì da poter partecipare nel corso di una sola vita alla Resistenza, al Sessantotto, alla crisi del capitalismo."Come un romanzo, l'autobiografia di una partigiana, di una femminista, di una donna coraggiosa protagonista della vita civile e culturale d'Italia.Questo libro è un'autobiografia: Lidia Menapace racconta la sua lunga vita, che ha attraversato il fascismo, la prima e la seconda Repubblica, le stagioni delle lotte operaie e i movimenti studenteschi, il femminismo, le mobilitazioni pacifiste e per l'ambiente.E' un romanzo di formazione: è la vicenda di una ragazza che cresce nel ventennio fascista, in una famiglia progressista e laica, e che per spontanea necessità interiore diviene antifascista e partigiana; e per tutta la vita proietterà i suoi modelli etici nell'impegno pubblico culturale e sociale.E' un romanzo della storia d'Italia: Lidia Menapace è stata impegnata nei movimenti cattolici progressisti, dirigente della Democrazia Cristiana (prima donna assessora alla Provincia di Bolzano), ha vissuto la diaspora della sinistra DC; docente all'Università Cattolica di Milano, fu allontanata per la sua dichiarazione di marxismo; ha partecipato alla nascita del quotidiano "il manifesto" e vi ha collaborato a lungo; nel 2006 è stata eletta senatrice con Rifondazione Comunista (indicata come presidente della Commissione Difesa, non fu eletta per le sue posizioni pacifiste), e dal 2011 è nel Comitato nazionale ANPI.
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Manni, 27/10/2016
Abstract: "Cerco ponti in cui lo spaesamento e il sentirmi a casa coincidano. E su quei ponti finiscono con l'apparire, teneri e meridiani, i fantasmi che mi riconducono là dove io sono cominciato e dove è cominciata, per me, questa città."Questa è una ricognizione autobiografica ed è il racconto della città che l'ha ispirata.Si entra nella storia dagli anni Cinquanta: l'infanzia nei nuovi quartieri periferici, con le paterne "lezioni di cultura operaia", le materne divagazioni sulla magia del lavoro sartoriale, la famiglia comunista e quella cattolica, le ascendenze lombarde e quelle leccesi, le gite in tram, le gite in moto, la morte di John F. Kennedy e quella di papa Giovanni, Rocco e i suoi fratelli, l'oratorio, il cinema, i giochi, le amicizie adolescenziali e i primi amori fra scali merci e recinti incustoditi.E si procede con lo scatto della giovinezza, accanto l'amico maestro di vita e di visioni, sullo sfondo le grandi lotte operaie, la vitalità dei gruppi extraparlamentari, il sognante melting pot sociale di una generazione che voleva "occhi diversi".A questa formazione si mescola la percezione dell'oggi, il prosciugamento della città industriale, i progetti urbanistici per una Grande Milano, le trasformazioni dello skyline, il trionfo della capitale della moda e degli archistar.Un romanzo autobiografico magistralmente scritto, lo sguardo teso della visione: la storia di una città, di una generazione.
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Basilicata d'autore. Reportage narrativo e guida culturale del territorio
Manni, 25/09/2017
Abstract: Questo libro è una guida d'autore, la narrazione dei luoghi, materiali o culturali, più significativi della Basilicata, raccontati dalla penna di intellettuali e personaggi celebri del territorio. Ne viene fuori una lettura antropologica e allo stesso tempo il documento di una conoscenza reale, approfondita. Non solo un itinerario di percorsi e mete lucani dunque, ma un vero e proprio reportage narrativo, in cui ogni autore guida in un luogo, un'atmosfera: Potenza e Matera naturalmente, ma anche il Vulture, il Pollino, le valli dell'Agri e del Basento, la salita sul monte sacro di Viggiano, le Dolomiti lucane..., fino al viaggio "Basilicata coast to coast".I PERCORSI: I calanchi: Tursi, Policoro, Valsinni, Aliano, Sant'Arcangelo, Craco; Venosa: un esempio di convivenza; Acerenza, la città dei vescovi; Matera, la città dei sassi; I carnevali: Tricarico, Lavello, Satriano; I luoghi dei poeti; I due mari: Metaponto e Maratea; I riti arborei: Accettura; Il Pollino; Percorsi federiciani: Melfi e Lagopesole; Piccole Dolomiti lucane; Potenza, la città verticale.
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Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"
Manni, 28/11/2017
Abstract: "Mio figlio sa di essere biologicamente maschio. Non mi ha mai detto 'Io sono una bambina' come invece so che fanno molti ragazzi simili a lui. Non ha mai affermato di appartenere all'altro genere. Lui dice di essere tutti e due. Quando però gli chiedo 'Ma se sei tutti e due allora ogni tanto puoi anche vestirti da maschio' lui salta su con un 'Che sei matta!? Non ci penso nemmeno!'Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane.La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man.E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipici dell'identità di genere, e Federico percorre la sua.Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale.Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere.È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere accordare il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.
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Le case di Luca. Diario segreto di un affido
Manni, 12/12/2017
Abstract: Luca racconta al suo diario segreto il percorso che parte da una vita complicata in casa e arriva alla serenità della "famiglia in più", con un'altra mamma, un altro papà e un fratello più grande, che affiancano la sua famiglia d'origine. In mezzo, tutte le domande, le impressioni, le paure, il vortice di emozioni che lo investono nel cammino dell'affido. Roberto Piumini, con penna lieve e garbata, spiega cos'è l'affido, come funziona, cosa provano le famiglie – quella d'origine e quella affidataria – e i bambini, quali sono gli interrogativi, i timori, la ricchezza e le speranze che questa esperienza porta, e lo fa con gli occhi di un bambino, raccontando quanto le "famiglie allargate" siano fondamentali nella vita dei ragazzi e degli adulti che ne hanno bisogno.
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La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza raccontata ai ragazzi
Manni, 11/04/2019
Abstract: "Dobbiamo non perdere la memoria di quello che è avvenuto, di quello che abbiamo pagato perché la storia si ripete, non c'è niente e nessuno che ci possa salvare il giorno in cui noi questa storia la tradissimo proprio nella memoria".26 settembre 1944, Tina Anselmi ha 17 anni, siamo nel pieno dell'occupazione nazista. Quel giorno a Bassano Del Grappa, dove Tina va a scuola, i tedeschi impiccano 31 giovani partigiani nella piazza del paese, e tra questi c'è il fratello di una sua compagna di classe. Tina ne è scioccata: viene da una famiglia antifascista e anche nell'Azione Cattolica ha appreso valori ben diversi da quelli imparati a scuola nell'ora di Dottrina fascista. Decide così di unirsi alla lotta partigiana."Se ti prendono i tedeschi, prega che t'ammazzino perché altrimenti quello che ti faranno sarà peggio", le dice il comandante della Brigata Battisti che va a incontrare sul Monte Grappa. Ma Tina ha il coraggio che viene da quella situazione di ingiustizia, dalla certezza di stare dalla parte della ragione: "C'era un pizzico di incoscienza, ma c'era soprattutto la convinta fiducia in quello che facevamo", scrive.Con il nome di battaglia di Gabriella, per molti mesi percorre un centinaio di km al giorno mantenendo i collegamenti tra le formazioni partigiane, trasportando stampa clandestina, armi, messaggi.Tina racconta delle imprese che erano la normalità, i rischi che correva, l'aiuto che riceveva; e racconta cos'è accaduto in Italia in quegli anni, quali fossero le speranze, le idee, le vicende personali e collettive della Resistenza, con semplicità, immediatezza e profondità che riescono a rendere la complessità della Storia.Il libro contiene anche agili schede sui momenti salienti del Fascismo e della Resistenza, sui principali personaggi, come Matteotti e Pertini, e alcune lettere dei partigiani condannati a morte.
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Manni, 08/03/2019
Abstract: Il viaggio non è solo lo spostarsi da un luogo all'altro. Per Grazia e Quirino, ad esempio, è all'origine di un profondo ripensamento sulle proprie esistenze.Nella distanza, e comunicando in modo asimmetrico per tempi e registri, tra i due si sviluppa un dialogo di grande intensità: i protagonisti sono ostinatamente alla ricerca di un senso per le scelte compiute e di una chiave per aprire le porte di quelle future.Reinventando il romanzo epistolare al tempo della comunicazione digitale, Igor Cannonieri ci consegna una storia d'amore delicata eppure densa in cui si intrecciano vita vissuta e riflessione filosofica, per interrogarsi, infine, sulla possibilità stessa che nelle nostre vite ci sia spazio per qualcosa di nuovo.