Trovati 855193 documenti.
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Longanesi, 28/03/2013
Abstract: Figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio. Sono diversissimi, accomunati unicamente dall'amore insoddisfatto per il padre Giovanni, una figura possente, passionale ed egocentrica, che ha abbandonato la madre di Germano perché la sua nuova donna aspettava un figlio, Emilio, per poi abbandonare poco dopo anche lei come tutte le altre donne della sua vita. Germano, pur essendo sempre stato il preferito del padre, non ha mai perdonato al fratello minore di essere la causa del divorzio dei genitori. Emilio, cresciuto sapendo di essere il figlio non voluto, ha sempre cercato, invano, l'affetto del padre e del fratello. Nei pochi giorni che trascorreranno insieme, le antiche rabbie e il richiamo del sangue riemergeranno furiosi.
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Ponte alle Grazie, 28/03/2013
Abstract: In questa formidabile serie di colloqui, l'ottantacinquenne linguista e politologo statunitense analizza il mondo contemporaneo e le tensioni che lo animano, denunciando i "sistemi di potere" – governi, organismi finanziari, multinazionali – che alimentano divisioni nella società allo scopo di assoggettare gli individui. A finire sotto il suo sguardo chirurgico non è solo il nuovo imperialismo americano, che perpetua persino sotto Obama strategie consolidate, ma anche il potere, più recente e oramai forse più invasivo, del capitale finanziario transnazionale, che ha scalzato quello legato all'industria e al commercio. È il potere delle multinazionali, della BCE e dei fautori dell'austerity, che impoverisce il ceto medio e tiene sotto scacco l'Europa. Sono questi "sistemi" a muovere una nuova guerra di classe contro i lavoratori e la società, una guerra che non può che essere "unilaterale".Al servizio del potere, oggi come sempre, la macchina della propaganda, che induce nuovi bisogni e crea sottomissione. "Il potere non si suicida", dice Chomsky, ma alcune forme di democrazia partecipata e di cittadinanza attiva emergono a contrastare la sua forza schiacciante: il movimento Occupy e gli indignados, la gestione operaia delle fabbriche, le rivolte della Primavera araba dimostrano che lottare per migliorare le cose è possibile. A patto di non sedersi davanti alla tv: Chomsky interviene qui, infatti, anche su questioni di politica culturale, facendo il bilancio della sua lunga attività di linguista e denunciando lo stato della cultura e dell'istruzione attraverso un'acuta critica ai libri elettronici, a Twitter e ai social network. Il messaggio politico e umano di un grande intellettuale indipendente, uno dei pochissimi veri saggi dei nostri tempi.
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Casa Editrice Nord, 28/03/2013
Abstract: Una seconda occasione. Per Grace, ricevere in eredità quella grande casa nella tranquilla cittadina di York, lambita dalle limpide acque di un fiume, è un segno del destino, la possibilità di lasciarsi alle spalle le ombre del passato e di ricominciare a vivere. E i primi giorni scorrono sereni, scanditi da piccole faccende quotidiane. Poi, d'un tratto, qualcosa cambia. Più passa il tempo, più Grace si sente inquieta. Prima sono le mele: appaiono nei posti più impensati – nei cassetti della biancheria o sotto il cuscino del letto – e scompaiono altrettanto misteriosamente. Quindi iniziano i sogni, così vividi da sembrare reali. Sogni in cui Grace è un'ingenua fanciulla che vive nel XVI secolo e su cui incombe, inesorabile, una minaccia mortale. Nel sogno, il suo nome è Hawise... 1577. È un rischio, lei lo sa bene. Le ragazze in età da marito non dovrebbero dare appuntamento agli uomini sulla riva del fiume. Ma lei non ha nulla da temere. Francis è un uomo gentile e premuroso, che mai le farebbe del male. Tuttavia, quando si ritrova stesa sul prato umido, avvolta dall'odore pungente delle mele, lei capisce di aver commesso un terribile errore. Il suo nome è Hawise... Come una tela in cui sono intrecciati con magistrale abilità ricordi, misteri ed emozioni, La notte non dimentica racconta la storia di due donne lontane nel tempo eppure sorprendentemente vicine, creando un gioco di specchi che rivela come solo imparando dagli errori del passato è possibile cogliere ciò che il futuro ci offre.
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Il segreto è credere in se stessi
Tea, 28/03/2013
Abstract: Che sogno inseguiremmo se fossimo certi di poterlo realizzare? Quante cose cercheremmo di fare se non fossimo bloccati dalla paura del fallimento? Quanto più avremo fiducia nelle nostre capacità, tanto più facile sarà per noi fissare obiettivi importanti e impegnarci al massimo per raggiungerli. È ciò che sostiene Brian Tracy – esperto di crescita personale e coach di fama internazionale – in questo libro frutto di anni dedicati a osservare comportamenti e azioni delle persone di successo. Pagina dopo pagina, l'autore ci guida in percorso mirato a consolidare l'autostima, proprio come si rinforzano i muscoli in un programma di allenamento fisico. I consigli e gli esercizi proposti ci aiuteranno a mettere a fuoco i nostri desideri e le nostre aspirazioni, affrontare le nostre paure, scoprire le nostre risorse più profonde e imparare come sfruttarle per realizzare a pieno il nostro potenziale. Perché il segreto per riuscire nelle piccole e grandi sfide della vita è proprio questo: credere in noi stessi.
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Bollati Boringhieri, 28/03/2013
Abstract: Ovunque nel mondo, quando usiamo Internet, facciamo click a miliardi sulle stesse icone, in una vera e propria globalizzazione delle menti. La nostra cultura, che considera i miracoli come una prova dell'esistenza di Dio, ha già creato in passato tecnologie che hanno qualcosa di prodigioso e di divino: Internet non è che l'ultimo di questi messia. Oggi confondiamo la libertà con la trasmissione di gigabyte. La rete e i social media hanno ormai fatto irruzione nelle nostre vite, promettendo di appagare il nostro bisogno più profondo di comunicazione, di conoscenza e di creatività, giungendo a toccare la nostra natura più intima, modificando la nostra sessualità. Per molti, la tecnologia digitale si è già sostituita alla ricerca della verità e dell'amore, i due motori più potenti dell'essere umano. Ma se non riusciremo a radicare saldamente questi mezzi di comunicazione nel profondo delle nostre qualità umane – nell'esperienza e nella ricerca interiore – saremo ancora più vulnerabili e mostreremo ancora di più tutta la nostra fragilità. Ivo Quartiroli utilizza materiali provenienti da campi tra loro distanti, dai media studies alla psicologia alla spiritualità, per comprendere gli effetti sulla nostra mente e sulla nostra vita di questo gigantesco flusso di informazioni che chiamiamo Internet, che è certamente in grado di connettere tra loro gli uomini, ma è capace anche di far perdere il contatto con la realtà e con la fisicità dei corpi. Internet e l'Io diviso offre una prospettiva del tutto inedita, che arricchisce e approfondisce la teoria dei media, includendovi l'aspetto spirituale, troppo spesso trascurato in questo settore.
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Garzanti, 28/03/2013
Abstract: In una notte di plenilunio Anja e il marito sono insieme nella stretta calda di un abbraccio. Lei guarda quegli occhi che anni prima hanno conquistato il suo cuore e che ora a volte la fissano persi e vuoti. La casa con il grande albero in cima al vialetto ha custodito la felicità del loro matrimonio per più di vent'anni. Con accanto la presenza forte e rassicurante del marito Anja ha osservato le stagioni alternarsi sempre uguali e la foresta cambiare lentamente colori e odori. Ora invece è sola: lui rincorre un passato che non ha più contorni nitidi e convive con un presente che non potrà mai più essere lo stesso. Giorno dopo giorno la sua memoria si affievolisce, i suoi ricordi come in un caleidoscopio costruiscono realtà sempre diverse e frammentate. Il marito non riesce a sopravvivere al peso di tutto questo e in quella notte di luna piena le affida la più grande delle responsabilità: ucciderlo per salvarlo. Anja è davanti a un bivio e si chiede quale sia il confine tra giusto e sbagliato, tra un gesto d'amore e un'azione consentita. Le parole sussurrate dall'uomo che ha amato per una vita intera la tormentano. Non è mai stato così difficile per lei decidere se tradire o mantenere una promessa. Dopo il successo internazionale dell'Armadio dei vestiti dimenticati che le è valso l'ingresso nei più prestigiosi circoli letterari del mondo, Riikka Pulkkinen ci regala La promessa del plenilunio, un'opera sorprendente e coraggiosa che l'ha consacrata come nuova voce della letteratura internazionale. Un romanzo che attraverso il personaggio di una donna forte e sensibile racconta una storia di scelte difficili e dilemmi morali, di amore e fiducia.
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Corbaccio, 28/03/2013
Abstract: Il miliardario italiano Michael Conte deve trovare una moglie a tutti i costi per permettere alla sorella di sposarsi: queste sono le regole imposte dalla sua famiglia, che lui antepone a tutto. E quando scopre che l'amica e fotografa Maggie Ryan sarà a Milano per fare un servizio di moda, decide di presentarla ai suoi come la sua fidanzata. Che importa se Maggie è una donna emancipata, indipendente e dominatrice... E che importa se in realtà Maggie è l'ultima persona che Michael vorrebbe come moglie, anche se è la prima che vorrebbe nel proprio letto! Convinta del fatto che Michael sia in realtà innamorato della sua amica nonché cognata Alexia, Maggie decide di stare al gioco, purché lui stia lontano da Alexia. E anche se non è affatto attratta da Michael, che le sembra troppo freddo e prepotente. Certo, una volta che i due sono arrivati in Italia, le cose sembrano assumere tutta un'altra prospettiva e fra Maggie e Michael si crea una tensione erotica inimmaginabile e insostenibile.Jennifer Probst è l'autrice della serie dei Contratti, di cui fanno parte:Contratto indecenteContratto fataleContratto di passioneContratto finale
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La matematica della democrazia
Bollati Boringhieri, 28/03/2013
Abstract: "Qual è il candidato che il popolo ha scelto?" La domanda è semplice, ma la risposta non lo è per niente. Fin dalla nascita della democrazia, nella Grecia di 2500 anni fa, ci si è accorti che la distribuzione dei voti e dei delegati di un'assemblea è un problema matematico che in molti casi può portare a soluzioni paradossali. Gestire in maniera "assolutamente giusta" il meccanismo di voto è stato per secoli – e lo è ancora – un problema senza soluzione. Da Platone a Plinio, da Llull a Laplace, Condorcet, Jefferson, von Neumann, Arrow: in tutte le epoche e in ogni tipo di democrazia le menti più raffinate si sono dedicate a risolvere il problema di stabilire in maniera corretta "chi ha vinto"; ma la soluzione si è dimostrata elusiva. Che si scelga il proporzionale puro, il maggioritario con correzioni o qualche altro sistema tra i moltissimi ormai inventati, c'è sempre modo di distorcere il risultato o di arrivare a un vero e proprio paradosso inaggirabile, dove non vince nessuno, vincono tutti o è di fatto impossibile distribuire i seggi equamente. Attraverso esempi storici e spiegazioni matematiche – rese con invidiabile chiarezza e senza bisogno di usare formule –, George Szpiro illustra la storia di questo rompicapo, i personaggi che hanno preso parte al dibattito e le raffinate insidie della matematica della democrazia. D'altra parte è dimostrato che i paradossi sono inevitabili e che ogni meccanismo di voto presenta delle incongruenze e può essere manipolato. Salvo uno, certo, ma si chiama dittatura.
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Salani Editore, 28/03/2013
Abstract: Negli anni cruciali del dopoguerra, la giovane Helga Schneider cerca il suo posto nel mondo. È andata via dalla casa di suo padre e viaggia per l'Europa, guidata da una sola certezza: la vita che l'aspetta sarà sempre comunque migliore di quella che ha lasciato. E infatti i vent'anni di Helga, pur tra le difficoltà della ricostruzione e la conquista della normalità, sono pieni di leggerezza e desiderio, parlano con la voce di una ragazza che ha voglia di mettersi in gioco, di essere indipendente e di realizzare il suo sogno più importante. Salisburgo, Vienna, Parigi, l'Italia sono i teatri delle sue esperienze; l'amore, il tradimento, la delusione, l'entusiasmo, la fatica di guadagnarsi da vivere e la passione per la scrittura, tutto si mescola in questo memoir dove Helga Schneider racconta se stessa con l'ebbrezza di chi si abbandona alla narrazione per la prima volta, ed è in grado quindi di trascinare chi ascolta, contagiare chi legge con il proprio vissuto unico e universale insieme.
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Feltrinelli Editore, 29/03/2013
Abstract: È questa la storia di un personaggio immaginario, Zenone, medico, alchimista, filosofo, dalla nascita illegittima a Bruges nei primi anni del Cinquecento fino alla catastrofe che ne conclude l'esistenza.
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Feltrinelli Editore, 03/04/2013
Abstract: Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, domestica della famiglia Alfallipe, del cui patrimonio è stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perché si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perché sanno e non sanno, perché c'è chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe, uomo sensuale e colto, avrebbe dissipato proprietà e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe, una volta morto il marito, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana, Lilla, Carmela e Gianni, sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli, tornati nel deserto palazzo di famiglia, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna, apparentemente rozza e ignorante, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci, testimonianze e memorie fanno emergere un affresco che è insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni, di deliri sensuali e colori dell'aria, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana."Un divertimento maestoso." (Aldo Busi)
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Feltrinelli Editore, 29/03/2015
Abstract: Agata sudava e le bruciavano gli occhi, come se vi fossero entrati i granelli di sabbia di un vento di scirocco che scendeva dalle lanterne sul soffitto e l'avvolgeva immobilizzandola. In quel momento e per la prima volta Agata percepì, come se fosse corporea, l'altera solitudine della clausura. Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri fervono i preparativi per la festa dell'Assunzione della Vergine. Agata – tredicenne figlia del maresciallo – è innamorata del ricco Giacomo Lepre, ma, benché ricambiata, è costretta a rinunciare al suo amore: la nobiltà della famiglia non basta a compensare il dissesto economico. Alla morte del maresciallo, la madre la porta con sé a Napoli e la forza a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Eppure Agata, dopo lo scoramento iniziale, si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe medicinali, impara a fare il pane e i dolci, e, confortata dalla rigida scansione della giornata monastica, legge i libri che il giovane capitano James Garson (incontrato sul piroscafo che l'ha condotta a Napoli) le manda con regolarità. Agata ha accettato la vita del chiostro, ma il desiderio di vivere nel mondo non l'ha abbandonata ed è incuriosita dalle sorti dei movimenti che aspirano all'Unità d'Italia. La contraddizione si fa sempre più netta, anche se i sentimenti verso Giacomo cominciano a sbiadire e cresce l'attrazione nei confronti di James, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Quanto più si inasprisce il conflitto interiore, tanto più il futuro si colma di orizzonte e di speranza. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, che infatti legge appassionatamente, l'Agata di Simonetta Agnello Hornby porta in sé una forza spirituale nuova, modernissima. Una forza, una determinazione – di giovane donna fedele a se stessa e ai propri sentimenti – da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.
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Anna Bolena, una questione di famiglia
Fazi Editore, 26/03/2013
Abstract: Vincitore Man Booker Prize 2012"Questa è la sanguinosa storia della morte di Anna Bolena, ma è anche molto altro. Ecco a voi la più grande scrittrice di lingua inglese contemporanea". Con queste parole Hilary Mantel è stata insignita del secondo Booker Prize della sua vita.Dopo Wolf Hall, romanzo che narra l'origine dell'Inghilterra moderna attraverso gli occhi del discusso Thomas Cromwell, questo secondo capitolo dell'opera dedicata all'epoca Tudor si apre nel 1535, quando il Segretario di Stato di Enrico VIII è all'apice del suo potere. Le sue fortune sono infatti cresciute insieme a quelle di Anna Bolena, la seconda moglie del re, per la quale il sovrano ha chiuso i rapporti con la Chiesa di Roma e fondato quella Anglicana. Ma la politica di corte sospinge l'Inghilterra in un isolamento pericoloso e Anna fallisce in ciò che aveva promesso: dare alla luce un figlio maschio che assicuri la linea dei Tudor. La corona è debole e quando Cromwell assiste all'invaghimento del re per la riservata e tranquilla Jane Seymour, la fine del matrimonio con Anna Bolena è già certa, ma ancora senza un disegno. Mentre si fa strada attraverso gli scandali sessuali di corte, immersa nei miasmi del pettegolezzo, il Segretario di Stato deve anche trattare per giungere a una versione ufficiale che possa soddisfare Enrico e mettere al sicuro la propria carriera, diventare l'autore di una storia che salvi il potere e la corona per sempre. Ma nessuno, né Thomas né il sovrano, uscirà illeso dal sanguinoso teatro che sono gli ultimi giorni di Anna, la regina che va incontro al patibolo con coraggio e solennità, inondando del suo sangue la storia inglese. Anna Bolena, una questione di famiglia è un possente affresco storico, appassionante e avventuroso, e insieme un'altissima prova letteraria capace di restituirci il passato nei suoi toni più vividi e di renderlo presente e vitale."Meravigliosa scrittrice… trascinante, poetica, crudele, stordente".Natalia Aspesi"Sublime".The New York Times"Il miglior romanzo storico della letteratura contemporanea".The Washington Post"Un sequel ancora più serrato, teso, a tratti brillante e spaventoso".The Observer"Hilary Mantel sa che ciò che rende vitale la narrativa non sono i dettagli accurati, ma quelli animati, e che i romanzieri sono creatori, non medici legali, delle vicende umani".The New Yorker
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Adelphi, 03/04/2013
Abstract: Questa singolarissima opera è un libro nel libro, insieme parassitario e autonomo, in cui il Manganelli scrittore da un lato illumina "Pinocchio" di una luce nuova e dall'altro dà forma all'ennesimo paesaggio della sua poetica – paesaggio ancora una volta lunare, comico e alieno. Il classico di Collodi diventa così più terrificante ma anche più euforico, più enigmatico ma anche più carico di rivelazioni, più cupo ma anche più ricco di risonanze metaforiche e simboliche. E in particolare il percorso di Pinocchio, personaggio insieme umano, animale, vegetale e ultraterreno, mosso fin dall'inizio da "una vocazione metamorfica e insieme teatrale", da un "occulto, multiforme, futuro". Questo percorso, infatti, altro non è se non l'attraversamento dell'Erebo, del Regno dei Morti, che ha il suo centro nel cuore nero del libro, ma che si estende a tutta la topografia collodiana, dal bosco verde scuro in cui biancheggia la casa mortuaria della Fata alla campagna popolata di faine dove Pinocchio fa il cane da guardia. Libro notturno, di una notte definitiva (dove il giorno è solo "recitato" da sarcastici lampi temporaleschi), il Pinocchio di Manganelli non si chiude con la trasformazione edificante della vulgata, giacché il ragazzo in carne e ossa non sostituisce il burattino e non ne è la resurrezione: dovrà invece conviverci, con quella "reliquia prodigiosa", con quel legno che "continuerà a sfidarlo".
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Adelphi, 03/04/2013
Abstract: Da un luogo che somiglia a un Averno beckettiano, a un "inferno tiepido" sospeso fra la vita e la morte, un intervistatore timido, testardo e colpevolmente curioso ci invia dodici colloqui impossibili con altrettanti illustri defunti. Ciascuno di loro, quasi fosse il protagonista di un'anomala, laboriosa seduta psicoanalitica, confida tutte le proprie paure, ossessioni, frustrazioni, manie: conosciamo così il segreto dell'infanzia di Tutankhamon, colpito dal "trauma della regalità" e coperto di "vesti luminose e inadatte al corpo"; la fosca paranoia e la malinconia di un Casanova in fuga da spie, sicari, servette innamorate; la condizione di insostenibile cattività della celeberrima medium Eusapia Paladino – "lei non sa che situazione imbarazzante sia per una medium essere morta"; il delirio di Nostradamus, per il quale "stare sempre nel futuro è oneroso" e l'unica paradossale salvezza è "la luce della fine del mondo", rivelata per squarci e spiragli nelle sue strofe sconnesse, oscure e baluginanti. Ma nel discreto e cocciuto intervistatore si nasconde anche un critico, che riesce a penetrare i segreti delle opere di alcuni degli intervistati: a Dickens strappa decisive dichiarazioni sulla "Bottega dell'antiquario", "Dombey", "David Copperfield" e sui nessi profondi tra melodramma, umorismo e tragedia; a Marco Polo la confessione che il "Milione" è un'invenzione più e prima che una scoperta di mondi; a De Amicis l'ammissione che Franti – "serpente dell'Eden", "coscienza del male e del bene" – lo ha liberato dalla schiavitù di un "sogno nevrotico e morbido". Mai come in questo libro l'arte di Manganelli – per applicare ad essa ciò che lo scrittore dice nell'intervista a Fregoli – ha palesato la propria "mostruosa vocazione mimetica"; ove, beninteso, la si intenda come una "qualità sinistra", tesa ad aumentare l'angosciosità delle interrogazioni sulla nostra vera identità. Le interviste impossibili furono pubblicate all'interno del volume "A e B" (1975).
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Feltrinelli Editore, 03/04/2015
Abstract: Erri e Paolo sono entrambi napoletani. Sono diventati amici. Anche se Paolo vive e lavora in California. Erri comincia a scrivere, e Paolo risponde. Ne nasce una sequenza di missive in cui si parla di dna, di orologio circadiano, di olfatto, dei ritmi che cadenzano le risposte del corpo – e della psiche – alle sollecitazioni ambientali, e più in generale all'universo. Gli studi di Paolo Sassone-Corsi hanno a che fare, per l'appunto, con i geni clock che producono proteine all'interno di ogni cellula, accendendo risposte cicliche che governano le nostre funzioni fisiologiche. De Luca interroga, sollecita, provoca l'amico lontano. Sassone-Corsi cerca sintonie, spiega, si sottrae alla condizione segregata e oscura dello scienziato. Con leggerezza il clima fraterno del carteggio prende la forma di un'avventura dello spirito – Erri e Paolo sanno entrambi che la nettezza di certe risposte scientifiche corre accanto a un mistero che è ragione del sapere ma anche condizione umana. "Perché siamo qui?" è pur sempre la domanda e la risposta che poesia e scienza continuano a condividere.
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Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia
Feltrinelli Editore, 03/04/2013
Abstract: Andrea detto Osso, Martina detta Pupetta, Marco detto Gaga, tre trentenni senza grazia di Dio, funzionano così: non sopportano le minchiate. Le minchiate e i pidocchi. E Lortica, il piccolo paese siciliano dove sono cresciuti e da cui sono andati via per inseguire studi lavori e amori, a Roma Berlino e Praga, ne è infestata. Il sindaco racconta minchiate, ma anche il comandante dei carabinieri, persino un ministro della Repubblica. Alla minchiata più grossa, una menzogna sui fratelli Bonanno, che a Lortica volevano aprire un negozio di fiori e per questo sono stati ammazzati dai pidocchi, i tre amici decidono di tornare in paese con un piano: istituire una squadra di sabotatori delle minchiate e mettere tutto a soqquadro assieme all'aiuto di Mario detto Mario, quarantenne scorbutico e idealista. Tra discoteche scalcagnate, musica elettronica rock e tarantelle, pupi cannoli e templi greci, il mare d'agosto e le campagne riarse, Montalbano e Il Gattopardo, attentati all'ordine pubblico e scazzottate indimenticabili, questa brigata di antieroi riesce a far esplodere molti luoghi comuni sulla Sicilia e sull'Italia. Fino a una rocambolesca sfida finale e una risposta tutta loro alla domanda: come li scacciamo questi pidocchi?
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Feltrinelli Editore, 03/04/2013
Abstract: Arcipelago dell'insonnia narra la storia di tre generazioni di una facoltosa famiglia del Portogallo rurale: dall'ascesa, grazie alla caparbietà e al dispotismo del capostipite, fino all'ineluttabile crollo. Si avvicendano e si mescolano in modo frammentario le voci dei protagonisti, come anche i piani narrativi del presente e del ricordo, senza rispettare la sequenzialità temporale o semantica, né instaurare soluzioni di continuità fra realtà e irrealtà.Al centro della narrazione c'è quel che rimane della casa colonica, intrisa di memorie; le intemperanze del patriarca che abusa delle serve e maltratta i contadini con l'appoggio del fattore, amico e fedele braccio destro; ci sono le vicende di due fratelli – di cui uno solo legittimo – trattati in modo impari dal padre, e c'è la voce dolente di un nipote affetto da autismo che paradossalmente, sebbene in modo onirico e visionario, dall'ospizio in cui è recluso, è l'unico a conservare piena memoria del passato familiare e a svelare i nessi segreti di tante storie. Ma la prosa sensazionale di António Lobo Antunes e il suo straordinario immaginario sono, come in tutti i suoi romanzi, i protagonisti assoluti.
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Bompiani, 03/04/2013
Abstract: Ho combattuto quattro mesi sul fronte aragonese nella milizia del POUM e sono stato ferito piuttosto seriamente, ma per fortuna senza conseguenze. [...] Quanto ho visto in Spagnae quanto ho visto da allora del funzionamento interno dei partiti politici di sinistra, mi hanno ispirato un orrore per la politica. [...] Per sentimento sono definitivamente di "sinistra", ma sono convinto che uno scrittore può rimanere onesto solo se si mantiene libero da etichette di partito. Gli scrittori che amo di più e di cui non mi stanco mai sono Shakespeare, Swift, Fielding, Dickens, Charles Reade, Samuel Butler, Zola, Flaubert, e, fra i moderni, James Joyce, T.S. Eliot e D.H. Lawrence.Ma penso che lo scrittore moderno che mi ha maggiormente influenzato sia Somerset Maugham, che ammiro immensamente per la sua capacità di raccontare una storia in modo diretto e senza fronzoli. Al di fuori del mio lavoro la cosa che amo di più è il giardinaggio, in particolare l'orticoltura. Mi piacciono la cucina e la birra inglesi, i vini rossi francesi, i vini bianchi spagnoli, il tè indiano, il tabacco forte, i fuochi di carbone, la luce di candela e le sedie comode. Non mi piacciono le grandi città, il rumore, le macchine, la radio, il cibo in scatola, il riscaldamento centrale, e i mobili "moderni". I gusti di mia moglie coincidono quasi perfettamente coi miei. La mia salute è malferma, ma non mi ha mai impedito di fare qualcosa che ho voluto fare, tranne, finora, combattere nella guerra attuale. Dovrei ricordare che, anche se questa descrizione che ho dato di me stesso è fedele, George Orwell non è il mio vero nome...(Autoritratto dell'Autore, aprile 1940)Nuova edizione ampliataa cura di Silvio Perrella
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Bompiani, 02/09/2011
Abstract: Sullo sfondo della disastrosa rovina della piccola industria italiana, spentasi rapidamente e in silenzio nel disinteresse di una nazione senza più anima, Ivo Barrocciai, industriale tessile fallito, viene aggredito dalla notizia di essere ormai preda di un male incurabile e silenzioso, e invece di lasciarsi morire a poco a poco come morì la sua "ditta", si lancia pieno di entusiasmo nell'ultima impresa della sua vita: usare le tecniche di fecondazione artificiale per avere un figlio da Caterina, una ragazza di bellezza formidabile rinchiusa in una clinica psichiatrica dopo essere diventata, suo malgrado, una specie di pornostar internettiana quando il suo ragazzo mise in rete i loro incontri amorosi, dopo essere stato lasciato. La ricerca del perduto ma "gagliardo sperma di cinquantenne" di Ivo si dipana in un mosaico di vertiginose sovrapposizioni temporali, ricordi e flashback, in cui si ripercorrono le tempestose vicende sentimentali della sua giovinezza, i trionfi e le débâcle dell'età matura, l'ascesa travolgente e il declino inesorabile della "ditta" fondata dal padre, mentre la sua storia personale si eleva a metafora del fallimento delle speranze degli italiani, prima illusi e poi traditi da uno sviluppo industriale tanto vertiginoso quanto irrazionale. Comico e lirico, il romanzo di Edoardo Nesi è il viaggio nella coscienza di un personaggio indimenticabile, perdutamente innamorato della vita e delle belle donne: il racconto degli ultimi giorni di un antieroe moderno in cui si rincorrono gli echi della perduta Età dell'Oro e un presente nel quale è impossibile riconoscersi, se non per apprezzarne gli ultimi sussulti di bellezza e felicità.