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The Spellshop. La biblioteca di Daphne
Rizzoli, 29/04/2025
Abstract: Kiela ha trascorso anni a lavorare in solitudine nella Grande Biblioteca imperiale di Alyssium, in compagnia solo di Caz, un'arguta e apprensiva pianta parlante. A Kiela va bene così, da sempre preferisce i libri alle persone. Ma quando nella capitale scoppia una violenta rivoluzione, è costretta a fuggire con il suo unico tesoro: manuali di antichi incantesimi, custoditi contro ogni legge. Arrivata sulla remota isola di Caltrey, Kiela scopre che il luogo della sua infanzia non è più lo stesso: la magia che un tempo lo nutriva è svanita, lasciando unicorni, gatti alati, spiriti della foresta e le altre creature magiche sempre più deboli. Kiela vuole aiutare, e preparare rimedi magici con un negozio di marmellate come copertura è la soluzione perfetta per guadagnarsi da vivere e salvare l'isola. Tutto sembra andare per il verso giusto, se non fosse per le intrusioni del vicino di casa, Larran, un affascinante allevatore di cavalli mer, deciso a farle abbattere ogni barriera. Kiela è combattuta tra il desiderio di fidarsi e la paura che aprirsi agli altri possa distruggere tutto ciò che ha costruito. Una storia magica e dolcissima per chi crede che il vero incantesimo sia essere pronti a lasciarsi amare. #cozyfantasy #cottagecore #foundfamily #neighbourstolovers #forbiddenmagic CON UN CAPITOLO BONUS INEDITO DAL PUNTO DI VISTA DI LARRAN
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Rizzoli, 06/05/2025
Abstract: Dopo aver perso di vista i suoi genitori durante una tempesta, Amaya vaga tra le montagne silenziose e innevate alla loro ricerca. Ma come trovarli senza una direzione precisa da prendere? Forse basta seguire la Luna con tutto il cuore, come le raccontava un tempo la sua mamma. Sul cammino incontra un Lupo vecchio e saggio, e insieme i due viaggeranno attraverso il giorno e la notte, affronteranno prove e supereranno ostacoli, sempre seguendo l'unica strada possibile, quella che si dispiega davanti a loro, sotto la grande Luna. E alla fine scopriranno di essere arrivati esattamente dove dovevano essere, perché la vita consiste nel percorrere un cammino, e l'arrivo è solo una piccola parte del viaggio. Dopo il successo mondiale di Grande Panda e Piccolo Drago, un'altra indimenticabile avventura, che ci insegna l'importanza di vivere con intensità ogni secondo, accogliendo le esperienze che la vita ci riserva.
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Italiani veri. Storia evolutiva e genetica del nostro Paese
Mondadori, 29/04/2025
Abstract: Noi italiani ci raccontiamo, come altre nazioni moderne, di appartenere a un territorio ben definito, a una cultura coesa, a una storia lineare fatta di antenati che hanno vissuto per millenni nella nostra penisola comportandosi più o meno come continuiamo a fare noi oggi. Ma è proprio così? Siamo davvero i discendenti dei primi Sapiens che hanno messo piede in Italia oltre 40mila anni fa o, addirittura, è rimasta qualche traccia nel nostro DNA di quello dei Neanderthal che abitavano ancora prima le nostre terre? Ogni elemento che consideriamo parte della nostra identità - il territorio in cui viviamo, le persone da cui discendiamo, le tradizioni che ci definiscono - ha una storia ben più complessa e intrecciata di quanto immaginiamo. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi vent'anni, per esempio, ci hanno permesso di scoprire che la maggioranza dei nostri antenati neanche era in Italia fino a 5000 anni fa o che le piante e gli animali che ci circondano hanno viaggiato attraverso continenti prima di radicarsi qui. Giacomo Moro Mauretto, con il suo stile chiaro, accurato e scorrevole, ci accompagna in un viaggio nel tempo lungo milioni di anni in cui, attraverso la genetica, l'archeologia, la paleoantropologia, la biologia e la botanica, ricostruisce chi sono davvero gli homo che hanno vissuto all'interno di quei confini che solo da qualche secolo chiamiamo Italia. Non esiste e non è mai esistito il "sangue italiano" o una stirpe genetica italiana che possa essere distinta da altri gruppi. Molto di quello che ci permette di identificarci (genetica, territorio e cultura) come italiani ha spesso radici molto più recenti di quanto pensiamo. Nessuno può, insomma, considerarsi un italiano vero, ma capire da dove veniamo e chi, forse, diventeremo è l'unico modo per capire chi siamo davvero.
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EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: Il padre dello scrittore Ch'eng è scomparso da molti anni senza lasciare traccia. O almeno cosí sembrerebbe finché un lettore di uno dei libri di Ch'eng non si accorge di un particolare: e la bicicletta del padre, che fine ha fatto? Le sorti della famiglia sono spesso state dettate dalle biciclette, soprattutto quelle rubate, e cosí Ch'eng si mette a cercare la Hsing-fu del padre. Ne nasce una misteriosa e caleidoscopica caccia al tesoro, nella quale ogni nuovo personaggio possiede un indizio, in un viaggio a ritroso nei meandri del passato. Dai negozi di rigattieri allo zoo di Taipei passando per le giungle birmane, questo singolare romanzo sul tema della memoria, della perdita e dei legami familiari racconta con voce poetica e dolente un secolo di storia taiwanese. Tra le tante parole con cui si indicano le biciclette a Taiwan, la famiglia del narratore preferiva l'espressione locale thih-bé, "cavallo di ferro", e i cavalli di ferro avevano influenzato il suo destino. Il furto di una bicicletta, infatti, aveva spesso scandito nascite e morti. Cosí, alla scomparsa del padre, al narratore era venuto naturale pensare che, se avessero trovato la bicicletta con cui era sparito, avrebbero trovato anche lui. Ma il suo cavallo di ferro era irrintracciabile. Solo molti anni dopo, pungolato da uno dei suoi lettori, il narratore decide di riprendere quella struggente ricerca, e per prima cosa si rivolge ai collezionisti di biciclette e rigattieri. I loro negozi, stipati di tesori e vecchie cianfrusaglie, scrigni della vita materiale di un tempo, diventano la soglia di un percorso che, attraverso una serie di incontri e seguendo tracce sempre piú impalpabili - fotografie, collage composti con le ali di farfalle, audiocassette e ricordi -, si addentra nella storia di Taiwan, fino al nocciolo doloroso del dominio giapponese e della Seconda guerra mondiale. Per cercare di chiarire il mistero della sparizione del padre, il narratore dovrà stabilire con ogni persona incontrata nel corso della sua ricerca un patto di fiducia, ascoltarne la storia, ricevere un indizio, lo stesso patto che Wu Ming-yi propone al lettore. Accettandolo ci si immerge in una lettura profondamente commovente e ipnotica, un viaggio intimo e meditativo nella complessità e nella ricchezza di Taiwan.
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Racconti della Resistenza europea
EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: La Resistenza al nazifascismo non è soltanto una storia italiana. L'angoscia della scelta, gli slanci generosi, l'eccitazione degli scontri armati, il fantasma del tradimento e il rischio della morte percorrono le pagine di tutti gli scrittori che vissero quegli anni di lotta contro le tenebre, dai Pirenei ai Balcani, fino a Samarcanda. Piú ancora della storiografia, forse, è proprio la letteratura che ci permette di ricomporre la grande avventura partigiana in Europa in un quadro unitario, per quanto sfaccettato e molteplice. Da Camus a Brecht, da Saint-Exupéry a Fallada, da Pahor a Duras, oltre trenta voci illuminano le passioni di una stagione al tempo stesso cupissima ed entusiasmante, facendo rivivere le palpitazioni e gli ideali, le sofferenze e le speranze di allora. Per ribadire che veniamo tutti orgogliosamente dalla stessa Storia. Nel 2005, per il sessantesimo anniversario della Liberazione, in questa stessa collana Gabriele Pedullà aveva curato i Racconti della Resistenza, che da allora si sono imposti come una lettura imprescindibile sull'argomento. A distanza di vent'anni esatti Pedullà prosegue quella ricerca allargando lo sguardo all'intero continente europeo. Perché la Resistenza non è stata una soltanto, o forse sí: nel quadro eterogeneo degli Stati assoggettati al nazifascismo, nonostante le mille differenze, la ribellione contro l'oppressore è riuscita a unire tutti i popoli d'Europa nel nome degli stessi ideali di pace e di libertà. Se durante la guerra non mancarono le pubblicazioni clandestine pensate per rinsaldare le coscienze dei cittadini e spingerli al sabotaggio degli occupanti, è soprattutto dopo la Liberazione che su quegli anni sono fioriti in ogni lingua romanzi, racconti, memoriali, apologhi e addirittura favole, segnando nel profondo la letteratura del secondo Novecento a mano a mano che gli scrittori piú diversi ne davano la propria interpretazione narrativa. Malgrado la distanza geografica e l'estrema varietà dei registri adoperati (realistico, tragico, comico, allegorico, fantastico...), quest'antologia unica nel suo genere tenta oggi per la prima volta di tenere assieme quelle voci e quelle esperienze, e soprattutto di farle dialogare tra loro. Da Gary a Malraux, da Borowski a Grossman, da Steinbeck a Dürrenmatt, da Blanchot a Seghers, nella selezione di Gabriele Pedullà i grandi nomi della letteratura del Novecento affiancano autori meno noti e testi finora inediti in italiano. Tassello dopo tassello, prende forma cosí un mosaico di storie in grado di restituire ai lettori di oggi, in tutte le sue sfumature, la dolorosa ma esaltante battaglia per la libertà in cui affondano le radici delle nostre democrazie.
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Piccolo dizionario delle malattie letterarie
EINAUDI, 29/04/2025
Abstract: I libri sono una febbre bellissima, e tutti noi ne siamo malati. Ma che succede quando vi viene la sindrome di Salinger? E che cos'è l'intellettualite? Avete mai avuto il complesso di Henry Miller o la paranoia di Pessoa? E il flaubertismo, o il singhiozzo di Dickinson? Compilando questo breve, fulminante dizionario, Marco Rossari ci racconta cosa significhi esser contagiati dal virus delle parole. Perché è vero che la letteratura è spesso un portentoso medicinale, ma nessuno ci aveva mai detto che le controindicazioni possono essere pericolose e divertentissime. Con intelligenza e sarcasmo, Marco Rossari stila un elenco curioso ed esilarante di tic, compulsioni, vizi, vezzi e malattie immaginarie contratte da chi, nella vita, ha scelto di dedicarsi anima e corpo ai libri. Troverete l'antidepressivo Sedaris, il morbo di Bernhard, i medicamenti fasulli dell'autopubblicazione, la plaquette come forma di infezione batterica contratta tramite enjambement e la bukowskite, che sappiamo di avere quando ci svegliamo dopo una sbronza e improvvisamente ci sentiamo scrittori. E poi la temutissima sindrome di Franzen e quella adolescenziale di Siddharta, il borgesismo come forma acuta di labirintite. Chi contrae l'intellettualite legge Bachtin mentre tutta l'Italia guarda Sanremo, invece chi romanza troppo la propria vita potrebbe aver preso il morbo di Zeno... Pubblicato per la prima volta da Italo Svevo Edizioni nel 2016, torna in una nuova versione rivista e ampliata questo divertissement acuminato, perfetto per chi è capace di non prendersi troppo sul serio. Da sfogliare e leggere ad alta voce, da conservare come un talismano e consultare come un oracolo - anzi, un bugiardino.
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Gli artigli del Condor. Dittature militari latino-americane, CIA e neofascismo italiano
EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: Le inquietanti connessioni tra dittature latino-americane e neofascismo italiano nello sviluppo istituzionale di violenza e criminalità politica internazionale contro gli avversari e la democrazia. Il Plan Cóndor, intesa operativa ufficializzata nell'Academia de Guerra del Ejército, a Santiago del Cile, a fine novembre 1975 tra i rappresentanti degli organismi militari di spionaggio di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia, con le successive adesioni di Brasile, Ecuador e Perú, costituisce un passaggio-chiave nel terrorismo di Stato contro movimenti di sinistra e personalità politiche progressiste latino-americane. Mente politica del Piano Condor è Augusto Pinochet, direttore organizzativo e coordinatore il colonnello Manuel Contreras, capo della Direccíon de Inteligencia Nacional (dina). Dalla primavera 1976 cresce esponenzialmente il ruolo dell'Argentina, sottoposta alla dittatura della Giunta militare del generale Videla. Questo libro, tra l'altro, ricostruisce su fonti inedite l'apporto fornito al Piano Condor dai neofascisti italiani, affiancatisi alle polizie politiche di Cile e Argentina nella caccia agli oppositori e diventati spietati collaboratori dei generali boliviani, sia quali addestratori di reparti scelti sia nella gestione del narcotraffico con cui quella dittatura si finanziava.Gli artigli del Condor si occupa dell'offensiva sovranazionale sferrata contro le sinistre latino-americane, intrecciando la storia degli apparati repressivi con la ricostruzione delle principali operazioni sul campo, segnalando le complicità ottenute e le difficoltà incontrate. E considerando la prospettiva delle vittime designate: non solo dirigenti e militanti, ma anche le loro famiglie e - non da ultimo - i loro bimbi, divenuti essi stessi oggetto di depredazione. Il Piano Condor, intesa operativa ufficializzata a Santiago del Cile a fine novembre 1975 tra i rappresentanti degli organismi militari di spionaggio di Cile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia, con le successive adesioni di Brasile, Ecuador e Perú, costituisce un passaggio chiave nella repressione contro movimenti di sinistra e personalità politiche progressiste latino-americane. Il libro esamina l'apporto fornito dai neofascisti italiani al Piano Condor, in un contesto d'impunità, dall'attentato romano all'esule democristiano Bernardo Leighton (6 ottobre 1975) alla "fase sudamericana", affiancatisi alle polizie politiche di Cile e Argentina nella caccia agli oppositori e diventati nel 1980-81 spietati collaboratori dei generali boliviani, sia quali addestratori di reparti scelti sia nella gestione del narcotraffico. Le politiche repressive delle dittature del Cono Sur hanno cosí adempiuto al proprio obiettivo di moltiplicatore istituzionale di violenza e criminalità politica internazionale contro gli avversari, condizionando la politica sudamericana sino agli anni Novanta.
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Nel silenzio della baita. Come ritrovare sé stessi tra boschi e montagne
SPERLING & KUPFER, 15/04/2025
Abstract: "Quando ho deciso di comprare la baita e di iniziare a sistemarla sapevo benissimo che avrei dovuto contare solo ed esclusivamente sulle mie forze e, nella maggior parte dei casi, sulla mia unica compagnia." In un mondo in cui la frenesia scandisce ogni istante, le notifiche ci inseguono senza tregua e il benessere sembra misurarsi più in ciò che possediamo che in ciò che viviamo, Luca decide di fare un passo indietro e sceglie di riscrivere le regole che lo guideranno: compra una baita sulle montagne della Val d'Ossola e dedica ogni minuto libero a renderla vivibile.La baita diventa un laboratorio di vita, un luogo dove fare dell'autonomia un'arte, e ritrovare il contatto con la natura e, soprattutto, con sé stesso. Tra il duro lavoro necessario per rendere accogliente il rifugio, il confronto con la solitudine e le sfide che la montagna e l'isolamento impongono, Luca riscopre il valore delle cose semplici e il fascino di un'esistenza autentica. E, tra il calore di un fuoco acceso e la fatica di trasportare legna lungo i ripidi pendii, capisce che la montagna non è solo un asilo per l'anima, ma una maestra severa e generosa.In questo libro l'autore mostra la bellezza del silenzio, della lentezza, del creare con le proprie mani, di come l'autosufficienza possa diventare un obiettivo realizzabile anche senza scelte radicali. Nel silenzio della baita è un racconto intimo e profondo, un viaggio di crescita che trasporta il lettore in un angolo remoto dove il tempo sembra essersi fermato, e insegna quanto sia importante, a volte, ritornare alle origini.
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Liberi e ribelli. L'antifascismo come scelta esistenziale
EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: La scelta antifascista dei partigiani, i giovani di ieri, raccontata ai giovani di oggi. Un percorso tra diari, romanzi e film, sulle tracce di chi, nel vuoto seguito all'8 settembre del 1943, riuscí a intravedere l'orizzonte di un possibile riscatto. I partigiani parlano ancora ai giovani di oggi? Forse sí, se si ricorre a linguaggi immediati e vividi. Cosí Antonella Tarpino si è immersa nelle pagine che testimoni e scrittori hanno dedicato alla propria scelta antifascista (da Italo Calvino a Beppe Fenoglio, da Ada Gobetti a Renata Viganò), ma anche dentro le immagini dei tanti film che l'hanno rappresentata (da Achtung! Banditi! a Tutti a casa, da I piccoli maestri a Una questione privata). E il risultato è un saggio originale e coinvolgente che, intrecciando storia e memoria, scritti autobiografici, romanzi e istantanee cinematografiche, racconta la dimensione ideale che ha spinto donne e uomini a ribellarsi alla dittatura fascista, a compiere una scelta complicata e dolorosa, a convincersi che cambiare era possibile. E il significato di quella scelta si fa ogni giorno piú attuale. Perché ragionare sulla scelta antifascista, da cui ha origine la nostra democrazia, mai data una volta per tutte, significa capire chi vogliamo essere e in che mondo vogliamo vivere. Perché quella scelta riguarda tutti noi.
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È ora di dire addio. Lascia andare ciò che ti fa male e ritrova la felicità
SPERLING & KUPFER, 15/04/2025
Abstract: IL LIBRO INDISPENSABILE PER SUPERARE I DISTACCHI EMOTIVIPER EMOTIVI Un percorso chiaro e pratico per affrontare separazioni, perdite e cambiamenti. Strategie efficaci, esercizi trasformativi e consigli concreti per ritrovare equilibrio e serenità. Nella vita quotidiana i cambiamenti sono all'ordine del giorno, a volte indipendenti dalla nostra volontà, altre volte invece frutto di trasformazioni interiori di cui non siamo ancora del tutto consapevoli. In amore, in amicizia, sul lavoro, con i figli o con i genitori, ci relazioniamo con persone, oggetti, luoghi e, quando questi legami si rompono, la sofferenza può essere insopportabile. Ma attenzione, perché il dolore non va evitato. Passarci attraverso è l'unica strada per capire come e perché stiamo crollando, e soprattutto per comprendere che lasciar andare ciò che fa male è spesso la soluzione per trasformare qualsiasi fine in un meraviglioso nuovo inizio. Grazie alla concretezza dell'analisi di Michele Mezzanotte, e alla chiave interpretativa delle metafore alchemiche, scopriremo che essere vittime o carnefici poco importa se affronteremo nel modo giusto gli strappi della vita e i distacchi necessari ad andare avanti. Con suggerimenti ed esercizi pratici, impareremo a separarci da partner e relazioni ormai tossiche, ad abbandonare un passato ingombrante, a dire addio a persone e luoghi già persi da tempo, a cambiare un lavoro che non ci fa più sentire realizzati. Lasciarci sorprendere dalla vita ci farà finalmente ritrovare la felicità, fedeli alle nostre ambizioni, desideri e bisogni.
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Una piccola fine del mondo. Intorno alla crisi psicotica
EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: Un crollo rapido della mente, la fine di noi stessi e del mondo: questa è la crisi psicotica. Nella cultura generale è poco considerata. Chi non l'ha vissuta non riesce a immaginarla, chi l'ha vissuta non riesce né vuole ricordarla. Raccontarla è invece importante, per la sua frequenza e la sua forza distruttiva e perché avvicina a questioni quali: come funziona la mente? Come si curano le sue catastrofi? L'impossibilità di comunicare con gli altri, la perdita e il distacco da sé, il crollo dell'io e del proprio mondo: sono tanti i modi per definire una crisi psicotica, ma ognuno è diverso perché diversa è l'esperienza che ogni paziente ha di questo disturbo mentale. Da un punto di vista psichiatrico è uno dei quadri piú significativi, perché è a tutti gli effetti una piccola fine del mondo. Ogni psichiatra di un medio ospedale italiano, che faccia riferimento a circa duecentomila abitanti, vede ogni anno varie centinaia di persone, uomini e donne del tutto simili a noi, persone che lavorano, hanno una famiglia, affetti, amici, interessi, che un giorno qualunque della loro vita entrano in una crisi psicotica. Ne possono uscire dopo poche ore, qualche giorno oppure settimane, ma non sarà facile ricucire questo strappo nel tessuto della mente. Paolo Milone con la consueta empatia e grazia espressiva racconta le storie di vari pazienti che hanno vissuto questa spoliazione dell'io: affronta cosí un mostro di cui pochissimi parlano e che è ora che venga stanato.
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EINAUDI, 15/04/2025
Abstract: Una tra le testimonianze piú importanti del Ventesimo secolo che, proprio come le parole di Fajnzylberg, nell'esibire l'oblio a cui sono state strappate, mostrano tutta la violenza messa in atto da chi aveva immaginato di annientare la memoria di quegli eventi e quegli uomini; la violenza di chi aveva programmato la cancellazione completa delle loro esistenze dalla Storia. I diari mai pubblicati di Alter Fajnzylberg, un ebreo polacco sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, costituiscono un contributo straordinario alla ricostruzione storica della Shoah. Deportato ad Auschwitz-Birkenau con il primo convoglio partito dalla Francia nel marzo 1942, Alter subí uno degli orrori piú terribili del nazismo: fu costretto a entrare nel Sonderkommando, il gruppo di prigionieri ebrei a cui toccava lavorare a contatto con le camere a gas e i forni crematori. Si tratta quindi di un documento di una potenza unica, probabilmente una delle ultime voci che arriveranno dall'orrore dei lager, che ci permette di fare luce su aspetti inediti della pagina piú nera del Novecento. Fajnzylberg rievoca infatti in queste pagine la lotta interna al campo e il ruolo che lui stesso ebbe nella resistenza sotterranea, e ancora adesso perlopiú ignota, portata avanti dai Sonderkommandos: vere e proprie rivolte e azioni di guerriglia per sabotare la macchina della morte nazista. L'eccezionalità del suo ricordo è data non solo dall'essere stato uno dei pochi sopravvissuti tra i prigionieri addetti al compito piú tremendo di tutti, ma anche dall'aver fatto parte del gruppo di internati che riuscirono a scattare le famose e sconvolgenti fotografie che ritraggono i recessi dei forni crematori."Durante il mio internamento nel campo sono stato picchiato e preso a calci. Sono sopravvissuto a questo orribile campo di morte, all'inferno hitleriano. Appartengo a un ristretto numero di individui che alla morte sono sfuggiti. Mi sono salvato per miracolo. Delle 1118 persone che sono state deportate da Compiègne, ne sono sopravvissute appena 25. Ho trascorso 5 anni nelle prigioni polacche al tempo di Rydz, Beck, Koc e simili tirapiedi. Ho trascorso oltre 2 anni nei campi di Saint-Cyprien, Gurs e Argelès. Ho passato 4 mesi in un altro campo [a Drancy], 3 mesi e mezzo a Compiègne e 3 anni ad Auschwitz e Birkenau. Lí sono diventato un vero "musulmano", ma il mio amico Szymon e l'infermiere Mietek, che lavorava al Krankenbau, mi hanno aiutato a uscirne, cosí come Jakub, che mi gettava del pane nella cella e, cosa ancora piú importante, talvolta anche delle sigarette. Infine, sono sopravvissuto grazie alla nostra organizzazione clandestina. Ciascuno aiutava l'altro come poteva. Nei campi ci si organizzava la vita per combattere contro l'oppressore. Stringendo i denti e confidando nella vittoria della giustizia sulla barbarie chiamata nazionalsocialismo, siamo diventati uomini duri e animati da ideali per i quali piú d'uno tra noi ha sacrificato ciò che aveva di piú prezioso, cioè la propria vita. Che coloro che non ebbero l'onore di attraversare il paradiso hitleriano di Auschwitz, possano conoscere ancora un po' di verità".
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Basta cazzate sulla leadership. 33 strategie per essere il capo che vorresti avere
SPERLING & KUPFER, 22/04/2025
Abstract: Se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo iniziare dalle aziende e per farlo servono leader diversi che portano i risultati facendo stare bene le persone. La domanda è: HAI ABBASTANZA FEGATO PER ESSERE UNO DI LORO? Leggi questo libro e lo scoprirai. Gli ultimi dati attestano senza esitazioni che la maggior parte delle persone sono insoddisfatte, demotivate e sempre più disconnesse dal loro lavoro. E sono sempre di più quelli che navigano a vista tra stress, burnout e una leadership che spesso non capisce, o peggio non è davvero interessata a ciò che conta. Oggi i manager e i leader che vogliono lasciare il segno devono affrontare nuove domande scomode e sempre più urgenti: Come puoi essere un leader che la gente segue per scelta e non uno che si subisce per contratto? Se il tuo team potesse dirti la verità senza filtri, saresti tranquillo o ti verrebbe un'ulcera? E soprattutto se fossi il tuo collaboratore, saresti felice di averti come capo? Basta cazzate sulla leadership non è il solito manuale che promette di trasformarti in un guru con fuffe motivazionali e formule magiche. Diretta e brutalmente onesta (oltre che esilarante in certi episodi di vita vissuta), hai tra le mani una guida pratica scritta da un top manager che ha lavorato ai vertici di Disney e Fox e che è stato testimone, ma anche a sua volta interprete, di comportamenti egomaniaci, manipolativi e autoritari tipici di gran parte del management attuale. Con esempi concreti, storie reali e un distillato di rivelazioni, dritte e strategie da mettere subito in atto, queste pagine ti mostrano come essere un leader autentico che porta risultati facendo ciò che è giusto per il suo team. Perché le aziende sono fatte delle persone che ci lavorano, e se le persone piangono le aziende non ridono.
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Dove tutto può accadere. Dirac, la fisica quantistica, l'arte, i sogni impossibili e altre cose così
Mondadori, 08/04/2025
Abstract: "Con il principio di indeterminazione di Heisenberg diciamo che non tutto si può misurare, con l'equazione di Schrödinger possiamo affermare che non c'è nulla di definitivo nelle cose che non vediamo, con il principio di esclusione di Pauli possiamo sostenere che tutto è fatto di vuoto, con l'equazione di Dirac riempiamo quel vuoto e diciamo che il mondo è tutto ciò che accade e anche tutto ciò che può accadere. L'insegnamento ultimo che mi hanno lasciato è uno solo: non voglio niente di meno del massimo della luce." Prendendo a prestito la voce della figlia Monica, Gabriella Greison racconta la bizzarra esistenza e le ancor più straordinarie intuizioni di uno dei padri della fisica quantistica, Paul Dirac, fisico premio Nobel 1933. Dirac è stato un fisico geniale e un uomo strambo e meticoloso, costantemente impegnato a elaborare formule, fra cui quella meraviglia grazie alla quale è entrato nella storia della scienza e che lo indica sulla lapide nell'Abbazia di Westminster a fianco di Isaac Newton: i? + ?? = m?. Nel suo contributo fondamentale al progresso dell'umanità, Dirac ha messo in connessione la meccanica quantistica con la relatività ristretta, scrivendo la formula che spiega l'Universo e che predice l'esistenza dell'antimateria, quindi l'esistenza in natura di coppie, come l'elettrone e il positrone, che fanno tandem fisso in ogni mondo e in ogni pianeta, stupefacente metafora dell'unione degli opposti. Dove tutto può accadere intreccia l'esistenza e il lavoro scientifico di Dirac con l'adesione alla rivoluzione culturale della scena inglese degli anni Sessanta della figlia Monica, che ha "lasciato l'Università per andare a scoprire i Beatles", mescolando fisica quantistica, musica, bellezza e Kandinskij. Un viaggio originale e sorprendente in cui Greison riesce da par suo a unire scienza e arte, invitandoci a capire che ogni sogno, anche il più impossibile, è realizzabile: lo certifica l'equazione di Dirac.
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Chiedimi chi erano i Beatles. I giovani, la politica, la storia
Rizzoli, 29/04/2025
Abstract: "Se c'è qualcosa che vi urta nel profondo, non state lì a pettinare le bambole. Non importa in quanti sarete, se in tanti o in pochi o da soli. Impegnatevi, e collegate l'impegno a un pensiero. Magari con l'aiuto di chi ha frequentato la politica per tutta una vita e dovrebbe dedicarsi a seminare e non a raccogliere." È un invito, quello di Pier Luigi Bersani, che nasce da un viaggio lungo tutta l'Italia e dalle conversazioni avute, spesso davanti a una birra, con studenti, giovani militanti e attivisti. E in queste pagine l'ex segretario del Partito democratico, oggi semplice iscritto, si rende disponibile per "continuare quel dialogo mettendoci un po' di radici, un po' di memoria e qualche approssimativa rima storica che possa essere utile a dare maggior consapevolezza del presente". Partendo dalla Storia, infatti, Bersani racconta le scansioni e i momenti chiave della vicenda italiana ed europea, per capire quale è il senso (e il metodo) della buona politica, quale il peso del lavoro, inteso come soggetto, nell'evoluzione delle nostre democrazie; quale atteggiamento tenere verso il nuovo tecno-capitalismo e le derive della globalizzazione. Con uno sguardo attento, impreziosito da aneddoti e ricordi personali, proprio su quel "partito della nazione", il Pd, sulla sua fondazione, sulle prospettive, sulla sinistra "da non lasciare mai incustodita". Pagine "fuor di metafora" impegnate e generose ("la generosità" dice Bersani "è la materia prima della politica"), ispirate a un principio cui l'autore non ha mai derogato, ancora più valido nel confronto con queste nuove destre: "Per reagire non servono parole alate o politiciste. Servono parole per l'uguaglianza e per la dignità e il valore di ogni diversità; parole che semplicemente si facciano capire e non appaiano straniere ai luoghi dove si svolge la vita comune della gente".
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Francesco Guccini. Siamo quello che non resta. Una vita di parole nel vento
Rizzoli Lizard, 06/05/2025
Abstract: Di un cantautore restano le canzoni: un gomitolo di emozioni dipanatosi da un garbuglio di musica e versi, poesia e suoni. Che fine fanno, invece, tutte quelle parole che non sono affidate ai dischi, ma alla memoria - decisamente più impalpabile e volatile - dei giornali, delle interviste in radio e tv e delle chiacchiere dal palco durante le esibizioni dal vivo? Il più delle volte, vanno perse. E con loro anche tutte quelle perle di saggezza, ironia e umanità, che spesso tra quelle parole si nascondono. È il caso di Francesco Guccini, forse il più letterario dei cantautori italiani (non a caso, anche un prolifico scrittore), che in oltre sessant'anni di carriera ha "sparso nel vento" interviste, irresistibili confessioni e riflessioni a cuore aperto sulla musica, sui suoi amori e sul tempo speso insieme ai compagni di bevute e suonate, tra Modena, Bologna e l'Appennino tosco-emiliano. In Francesco Guccini. Siamo quello che non resta Sassi e Semellini, armati di retino, raccolgono queste parole disperse nel tempo, per ricostruire le tappe della vita artistica e personale di Guccini, e guidarci in un'affascinante e inedita "biografia orale" del maestro di Pàvana.
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Rizzoli, 08/04/2025
Abstract: Non importa se hai vent'anni, essere partigiani significa combattere per la libertà, rischiare per altri e donare te stesso, senza sapere come finirà. E a volte significa morire senza aver potuto godere di quella libertà tanto attesa. Iris Versari ne ha appena ventuno quando si arruola nella banda del leggendario Silvio Corbari, capo poco incline ai comandi, alla disciplina, all'ubbidienza. Unica donna della banda, spesso il suo coraggio e la sua determinazione non bastano: compie le azioni, armi in mano, e non esita a uccidere, ma dagli altri partigiani viene vista come la donna del capo. Con Silvio infatti intreccia un'intensa relazione, che rende indelebili i momenti trascorsi insieme. Fino a un giorno di agosto del 1944, in cui Iris si toglie la vita dopo aver ucciso una SS, sparandosi per consentire ai compagni di sfuggire alla milizia di fascisti e nazisti che ha scoperto, forse grazie a una spiata, il loro rifugio sulle montagne della Romagna. Ma nonostante il suo sacrificio, Corbari e gli altri non riusciranno a sfuggire alla morte. I loro corpi, con quello di Iris, verranno esposti, impiccati, in una piazza di Forlì. Walter Veltroni ci racconta di una giovane donna temeraria che, con il fuoco negli occhi e la libertà nel cuore, ha combattuto per la nostra democrazia. Ispirandosi alla vita di Iris Versari, compone uno straordinario romanzo di amore e di lotta, narrandoci senza sconti di quei ragazzi che hanno scritto la Storia con il sangue e con il coraggio.
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Diana e lo scudo della Discordia
Mondadori, 06/05/2025
Abstract: Roma, giugno 2000. Gli dei romani si preparano a festeggiare i Vestalia per celebrare la città. Tutti tranne Diana, dea della natura e della luna, che ai banchetti preferisce la solitudine dei boschi e la compagnia degli animali. Quando però Discordia minaccia di distruggere Roma impossessandosi del potentissimo Scudo Ancile, che protegge la città, e l'odiata matrigna Giunone deride Diana, la giovane dea si fa avanti e reclama la sfida indetta da Giove: troverà lo scudo prima di Discordia, a condizione che lui le riveli cosa è stato dell'amata madre, scomparsa poco dopo la sua nascita. Accompagnata dal bellissimo - a tratti fastidiosissimo - fratello Apollo, dio del sole, e dal fedele gatto Nox, Diana affronterà gladiatori, mostri a tre teste e divinità vendicative fino a scendere nell'Averno, il regno dei morti. Ma un'altra minaccia che rischia di spodestare Giove si cela tra le strade di Roma e un segreto si nasconde nella casa del padre degli dei... Tra scontri epici e alleanze inaspettate, Diana imbraccerà il suo arco per salvare la città e ritrovare la madre, anche a costo di perdere i suoi poteri.
Risorsa locale
Parigi è una storia ancora da scrivere
Mondadori Electa, 22/04/2025
Abstract: Un giorno Xiao riceve una strana e inaspettata mail: la convocazione a un progetto internazionale di content creator, che dopo una lunga esitazione lo porta a scegliere di trasferirsi a Parigi, la Ville Lumière. Qui conosce Camille, streamer francese di videogiochi horror dal carattere forte e affascinante. Insieme danno vita a un canale, Xiao et Camille Trip to Paris, che, tra lezioni di francese e video avventurosi, affascina particolarmente il pubblico che entrambi già possiedono. Ma il successo porta anche delle critiche: una serie di commenti negativi mina la loro collaborazione, fino a spingerli a separarsi. Quando Xiao scopre che dietro agli attacchi c'è Julien, youtuber olandese anche lui parte del progetto, il confronto con la realtà lo costringe a mettere in discussione il proprio percorso. Mentre cerca di ricostruire il rapporto con Camille, si rende conto di provare per lei qualcosa di più di una semplice amicizia. Ma proprio quando è pronto a rivelarle i suoi sentimenti, scopre che è sparita da Parigi. Deciso a ritrovarla, si mette sulle sue tracce. Perché questa volta non si tratta solo di like, questa volta è davvero importante.
Risorsa locale
Mondadori, 06/05/2025
Abstract: L'amore è un sacrificio sull'altare del potere. Dopo il Kejari, tutte le certezze di Oraya si sono sbriciolate. Prigioniera nel suo stesso palazzo, in lutto dopo aver perso l'unica famiglia che abbia mai conosciuto, sconvolta da un devastante tradimento, non sa più neanche quali siano le sue origini. Solo di una cosa è sicura: non può fidarsi di nessuno, soprattutto non di Raihn. Anche il Casato della Notte è circondato da nemici. Gli stessi nobili di Raihn non sono entusiasti di essere governati da un re mutato, che per di più è un ex schiavo. E il Casato del Sangue affonda i suoi artigli nel regno, minacciando di dilaniarlo dall'interno. Per questo, quando Raihn propone a Oraya un'alleanza, lei accetta, consapevole di come quell'accordo sia l'unico mezzo per riavere il suo regno, e vendicarsi di chi l'ha tradita. Per riuscirci, tuttavia, dovrà fare ricorso a un potere antico e straordinario, legato ai più grandi segreti di suo padre. Mentre i nemici la assediano da ogni parte, Oraya si accorge che niente è come sembra. E a mano a mano che svela il passato e affronta il futuro, si ritrova costretta a scegliere tra la cruenta realtà del potere e un amore che potrebbe portarla alla rovina.