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Il quartetto Rosendorf
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Shaham, Nathan

Il quartetto Rosendorf

Giuntina, 09/07/2015

Abstract: Tel Aviv 1936. Kurt Rosendorf, fuggito dalla Germania nazista, approda nella Palestina sotto il Mandato britannico per suonare il violino nella neonata orchestra filarmonica della Terra d'Israele. Costretto ad abbandonare patria, moglie [cristiana] e figlia, Rosendorf, per sfuggire allo sconforto della sua vita sradicata, forma un quartetto d'archi perché solo nella musica da camera potrà ritrovare un senso alla sua esistenza. Sceglie, come secondo violino, Konrad Friedmann, giovane, ingenuo e fervente sionista; come viola, Eva Staubenfeld, donna bellissima ma cinica e fredda, avvolta da un passato enigmatico; come violoncello, Bernard Litowsky, uomo infantile e volgare, ma anche audace e divertente.

Il ritorno del Budda
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Gazdanov, Gajto - Lepre, Fernanda

Il ritorno del Budda

Voland, 09/09/2015

Abstract: Parigi, anni '30 del XX secolo. Un milionario viene ucciso. La statuetta dorata di un Budda scompare. Un giovane studente russo, squattrinato e afflitto da vertiginose allucinazioni, è arrestato e accusato di omicidio. Snodandosi tra la livida e fervida immaginazione del protagonista e i vicoli bui dei bassifondi parigini popolati di disperati, il libro è in parte un racconto poliziesco, in parte un thriller filosofico e in parte una storia d'amore. Un romanzo dallo stile ipnotico, una riflessione vivida e feroce sugli strappi dell'esilio e gli inganni della realtà.

Il silenzio del lottatore
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Milone, Rossella

Il silenzio del lottatore

minimum fax, 03/09/2015

Abstract: Una ragazzina scopre l'attrazione ascoltando i racconti di una vecchia che si aggira come un cieco nei labirinti della memoria. Una bella adolescente sperimenta come il sesso, oltre a essere uno strumento di piacere (e di potere), possa portare senza volerlo a tradire le amicizie. Una ragazza appassionata lotta per quello che si illude sarà l'amore della sua vita. Un'altra, disposta a soffrire ma soprattutto capace di ferire, cerca di ritrovare la propria strada dopo un disastro sentimentale. Una donna nel pieno degli anni si mette di fronte al proprio matrimonio come davanti a uno specchio, e cerca di salvarlo. Il silenzio del lottatore è una meravigliosa educazione sentimentale e al tempo stesso una raccolta di racconti in cui sensualità, durezza, dramma, cauta e segreta speranza danno vita a una narrazione in grado di parlare a ognuno di noi. Nelle storie della Milone – che ha studiato alla scuola di Alice Munro e di Elizabeth Strout – è soprattutto il senso di sfida, il gusto per la scoperta, la coraggiosa e continua apertura verso il futuro a farne forse la scrittrice che in Italia stavamo aspettando da anni.

Il viaggio d'inverno di Schubert. Anatomia di un ossessione
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Bostridge, Ian

Il viaggio d'inverno di Schubert. Anatomia di un ossessione

Il Saggiatore, 05/11/2015

Abstract: Nel 1825, in tournée a Salisburgo, Schubert scrive al fratello di aver creato una forma d'arte inedita: "La maniera in cui Vogl canta e io eseguo l'accompagnamento, dando corpo a un unico interprete, è qualcosa di nuovo e mai udito". Nasce il Lied moderno: qualcosa di "perfetto" che sublima una pratica popolare e la indirizza verso la sua completa metamorfosi, quel Canto della Terra di Mahler che non vede più confini fra art song e sinfonia. Schubert compone i ventiquattro Lieder per voce e pianoforte di Winterreise, Viaggio d'inverno, tra il 1827 e il 1828, verso la fine della sua breve vita, musicando le poesie che Wilhelm Müller aveva pubblicato nella rivista, sospetta al governo prussiano, Urania e nei Deutsche Blätter. Inizia qui la storia di un'opera tra le più note e frequentate – da interpreti e ascoltatori – della musica cosiddetta classica. Ian Bostridge, uno dei massimi interpreti di Lieder di oggi, sedotto fin dall'adolescenza dalla Winterreise, ne esplora ogni aspetto. Racconta la trama, che Schubert stesso ha volontariamente sottratto, frammentato, rendendo il suo Wanderer – il suo viandante che cammina su strade innevate e ventose, bandito (o forse in fuga) da una casa calda e un tempo accogliente – un personaggio inquieto, fortemente byroniano, inevitabilmente affascinante. Affronta ogni emozione – perdita, dolore, solitudine, disperazione, ironia a volte – ingigantita dal paesaggio notturno e invernale, e la attraversa, viandante lui stesso nella musica di Schubert. La lettura supera la suggestione personale, per aprirsi al mondo che ha creato la Winterreise e al mondo che l'ha accolta, e ogni Lied diventa l'occasione per collocare l'opera nel suo contesto storico e trovare connessioni nuove e impreviste, letterarie, visive, psicologiche, scientifi che e politiche. E naturalmente musicali: in una composizione così estesa come quella del Viaggio d'inverno sono presenti schemi ricorrenti e artifici armonici che meritano di essere rilevati, e Bostridge lo fa con un approccio che si potrebbe definire fenomenologico, tracciando traiettorie soggettive e culturalmente connotate, piuttosto che catalogando modulazioni, cadenze, terzine, pianissimo e fortissimo. Al centro del Viaggio d'inverno di Schubert è la musica nella sua totalità, perché, come Müller afferma, "le mie canzoni vivono una vita a metà, un'esistenza cartacea di bianco e nero, finché la musica non soffia in loro la vita".

Improvviso il Novecento. Pasolini professore
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Meacci, Giordano

Improvviso il Novecento. Pasolini professore

minimum fax, 26/11/2015

Abstract: "Mi alzo alle sette, vado a Ciampino (dove ho finalmente un posto di insegnante, a 20.000 lire al mese), lavoro come un cane (ho la mania della pedagogia), torno alle 15, mangio, e poi..." È il 1952, e Pier Paolo Pasolini può dedicarsi alla letteratura solo "poi", nel libero dall'insegnamento. Attorno agli anni ciampinesi di Pasolini e ai ricordi dei suoi alunni e dei suoi amici (Bertolucci, Cerami, Pivano) – quei primi anni Cinquanta in cui nasceva Ragazzi di vita – Meacci costruisce un libro che è al contempo saggio, reportage, diario di viaggio e racconto, e in cui trova posto un'intera teoria di figure del nostro Novecento (e non solo): Totò, Fellini, Hemingway, gli sfollati del dopoguerra, Mizoguchi, il Vangelo, Mantegna, le tradizioni contadine, Simone Martini, il comunismo, Anna Magnani, Goldrake e Happy Days, l'America,Roma, il terremoto del Friuli, la grande poesia, la "scomparsa delle lucciole".

Io fascista. 1945-1946. La testimonianza di un superstite
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Pisanò, Giorgio

Io fascista. 1945-1946. La testimonianza di un superstite

Il Saggiatore, 12/11/2015

Abstract: L'8 settembre 1943 il generale Badoglio rende pubblico l'armistizio di Cassibile e insieme al re fugge da Roma per mettersi in salvo a Brindisi, sotto la protezione dell'esercito Alleato. Le armate tedesche approfittano del caos per occupare gran parte dei centri nevralgici del paese. Colto di sorpresa, il popolo italiano è allo sbando, privo di punti di riferimento. È l'inizio della guerra civile.Ottocentomila giovani decidono di difendere la Repubblica sociale italiana: rifiutano quella resa senza condizioni, quell'improvviso rovesciamento di fronte; continueranno a combattere per una causa ormai persa. Io fascista è la testimonianza di uno di loro. Giorgio Pisanò, che militò nella Decima Mas e che ha sempre rivendicato con forza quelle scelte, ripercorre qui i giorni della guerra civile e della Rsi, così come i giorni successivi alla sua fine: dalla ritirata nel ridotto alpino valtellinese – nella vana attesa di Mussolini – agli ultimi combattimenti della "colonna Vanna" che, circondata dalle forze partigiane, si arrende il 28 aprile 1945.Pisanò trascorre lunghi mesi di prigionia: dal carcere di Sondrio viene trasferito a San Vittore, e infine – accompagnato dal costante timore di un'esecuzione sommaria – al 370 POW, il gigantesco campo di detenzione inglese a Rimini. Chiuso in uno stanzone con altri quattrocento uomini, viene rilasciato soltanto il 7 novembre 1946, quando la guerra è finita ormai da più di un anno e mezzo.Grazie alle memorie, agli appunti, alle fotografie e alle lettere portate in salvo da Pisanò, Io fascista aiuta a far luce sulle ultime ore della Rsi – uno dei momenti più drammatici della storia italiana – in una prospettiva schiettamente di parte, indigesta e per questo imprescindibile.

Io sono
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Genna, Giuseppe

Io sono

Il Saggiatore, 25/09/2015

Abstract: L'inizio del nuovo millennio coincide con l'espansione della galassia di pratiche e studi psicologici: sempre meno psicanalisi, sempre più indirizzi psicoterapeutici. E le neuroscienze, pur avendo conosciuto un incredibile sviluppo, continuano a adottare un atteggiamento funzionalista che si rivela ineffi cace nell'affrontare il disagio esistenziale e psicologico, mai come oggi così diffuso e capillare. Si avverte la necessità di una nuova epistemologia che si configuri come scienza degli stati interiori, capace di affrontare la domanda a cui le neuroscienze non rispondono – che cos'è la mente? – e organizzare un intervento terapeutico che soddisfi il radicale bisogno di senso sperimentato da ogni paziente psicanalitico. Questa nuova epistemologia, in realtà antichissima, si fonda sulla coscienza, intesa come sensazione di essere e della continuità di essere. Irriflessa, persistente, priva di relazioni, questa sensazione non abbisogna di memoria: svanite le identificazioni individuali, accantonati i particolarismi che di ciascuno di noi costituiscono il vissuto personale, rimane un sentire che non nasce, non muta, non muore. In questa prospettiva di superamento dell'io si individua un percorso terapeutico sismico, che, dopo il franamento degli strati geologici rappresentati dalle peculiarità psichiche, passa attraverso l'istante in cui la coscienza esperisce il proprio autoriconoscimento e dunque la ricomposizione di ogni frattura, di ogni dualità: di ogni trauma. Strumento privilegiato per l'emersione di questi "istanti coscienziali" è il testo: se infatti ciascuno di noi vive nel mondo in base a un'idea di leggibilità del mondo stesso, è precipuamente nel testo letterario – attraverso modalità e strategie come lo zero tragico identificato da Friedrich Hölderlin e la sagomatura e la trasmissione del vuoto – che per un istante, come quando ci si sveglia, non si ascolta, non si vede, non si pensa: si sente soltanto che si è e si fa l'esperienza irrinunciabile dell'unicità. In questo saggio che è anche una dichiarazione dirompente di poetica, lucida e senza esitazioni, Giuseppe Genna indaga una faglia ancora inesplorata – fra lo scientismo intransigente dell'epistemologia classica e le esperienze concrete dei metafisici occidentali e orientali – e, pur senza rinunciare alla solidità quasi materica della struttura argomentativa, solleva il lettore sopra la voragine dove l'io svanisce – e non c'è più paura.

Kebab per due
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Tani, Daniela

Kebab per due

Autodafé Edizioni, 24/11/2015

Abstract: Hamed, pachistano emigrato a Firenze, si ritrova per una serie di circostanze a perdere il lavoro e la rete di protezione della comunità. Senza documenti in regola, pressato dalle richieste di soldi da parte della famiglia e infine incoraggiato dal suo amico e amante, che lo vuole ricco e ben inserito, entrerà in contatto con una realtà sociale totalmente diversa da quella in cui è vissuto fino ad allora e prenderà in considerazione la possibilità di sposare una donna italiana, Fiora. La posta in gioco è alta: il matrimonio gli assicurerebbe il tanto agognato permesso di soggiorno, una vita agiata e come premio finale la cittadinanza italiana. Ma non tutto andrà secondo i suoi piani.

Key performance indicators for retail
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Schmidt, Emanuele

Key performance indicators for retail

Ledizioni, 08/02/2016

Abstract: What works well in my store? Where can I make improvements? How can I get more people to visit my store? How can I sell more? How can I sell "better"? Stores come in all shapes and sizes: large and small, food and non-food, department and speciality, mono-brand and multi-brand, independent and franchisees… Each business, each product category, and each strategy has its own specific characteristics but all stores operate under the same "basic laws" of commerce. This book was written in the belief that "trading" is a profession that demands some skills that always apply irrespective of the type of business formula used. One of these is the ability to understand and use key performance indicators for retail so that we can: Interpret store results; Make decisions to improve them; Monitor the efficacy of these decisions. A real operational handbook, written for real people who manage stores on a daily basis, that describes the key performance indicators most commonly used in retail: footfall, transactions, conversion rate, sales, average sale per transaction, average selling price, average units per transaction, percentage of revenue from promotions and markdowns, sales per category, penetration, margins, loyalty, customer satisfaction and mystery shopping, inventory turnover and stock coverage, damaged items, shrinkage, returns, personnel costs, sales per FTE, and direct operating costs. This book also explains: What an indicator is and how to calculate it; What the indicator measures; Which factors influence the indicator; Which decisions will steer the indicator in the desired direction. Practical exercises help the reader to master these concepts and apply them immediately in his or her store.

L'eroe oscuro dell'età dell'informazione. Alla ricerca di Norbert Wiener, il padre della cibernetica
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Conway, Flo - Siegelman, Jim

L'eroe oscuro dell'età dell'informazione. Alla ricerca di Norbert Wiener, il padre della cibernetica

Codice Edizioni, 11/12/2015

Abstract: Chi è Norbert Wiener? Pochi lo sanno, eppure ha cambiato le nostre vite: ci ha fornito gli strumenti che utilizziamo per muoverci nel nostro tempo intricato e complesso; senza di lui non esisterebbero la teoria dell'informazione, il concetto di computaione e l'idea di rete cimeli conosciamo oggi; è il padre della cibernetica. Conway e siegelman danno voce a questo "eroe oscuro", raccontando la vita straordinaria di un uomo straordinario, carica di luci e ombre, di voli e cadute. Bambino prodigio, matematico geniale vittima del maccartismo a causa delle sue idee progressiste, genio eccentrico ed esplosivo in lotta con una sindrome maniaco-depressiva, Wiener non smise mai di mettere in guardia la società dalle possibili conseguenze derivanti dalle tecnologie ispirate alle sue ricerche. L'eroe oscuro dell'età dell'informazione ripercorre la storia di un'intelligenza smagliante, offrendo una chiave di lettura unica per comprendere la radice dell'intreccio tra scienza, tecnologia, cultura e società che caratterizza le nostre vite.[BIO]Flo Conway e Jim siegelman, collaboratori del "New York Tims", del "Los Angeles Times" e del "Science Digest", esperti di cambiamenti sociali, sono famosi per i risultati del loro giornalismo investigativo

La casa del debito
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Mian, Afif - Sufi, Amir

La casa del debito

Il Saggiatore, 19/11/2015

Abstract: La crisi scoppiata nel 2008 ha cancellato otto milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti, e più di quattro milioni di case sono state pignorate. È solo una coincidenza che negli anni precedenti gli Usa abbiano assistito a un vertiginoso indebitamento delle famiglie?Armati di una stupefacente mole di dati, Atif Mian e Amir Sufi mostrano che tanto la Granderecessione dei nostri giorni quanto la Grande depressione degli anni trenta sono state provocate da un aumento dei debiti delle famiglie, seguito da una significativa diminuzione delle spese per consumi. Così si formano, per poi esplodere drammaticamente, le bolle finanziarie, come esemplificano anche il boom e il successivo crollo del mercato immobiliare in Spagna e in Irlanda. Scoppiata la crisi, i governi statunitensi e la Federal Reserve hanno salvaguardato istituti finanziari e creditori, ma per riequilibrare il sistema avrebbero dovuto difendere i mutuatari in difficoltà, condonando almeno in parte i loro debiti.Il problema non è la "stretta creditizia", il famigerato credit crunch: aumentare il flusso del credito è disastrosamente controproducente. Per evitare nuove bolle è necessario affrontare più direttamente il vero problema, cioè il debito, e interrompere il circolo vizioso delle perdite forzate a cui vanno incontro le famiglie indebitate: per esempio favorendo la diffusione dei contratti di mutuo a responsabilità condivisa.Possiamo e dobbiamo prevenire il verifi carsi di nuove crisi: per farlo occorre un'analisi accurata, complessa e non ideologica di quanto successo negli ultimi anni. La casa del debito è in questo senso un contributo fondamentale, sorretto da ricerche meticolose ed esempi illuminanti, che si distingue dalla copiosa letteratura sulla Grande recessione per l'inedita capacità di alternare il primissimo piano sugli attori economici – a cominciare dalle famiglie – e uno sguardo a tutto campo, che dagli Stati Uniti muove verso l'Europa.

La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale
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Husserl, Edmund

La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale

Il Saggiatore, 20/11/2015

Abstract: Scritta negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale ma apparsa postuma nel 1954, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale è un'opera decisiva nella storia del pensiero occidentale, nata da un'urgenza profonda di Edmund Husserl: recuperare il senso più autentico della filosofia, in opposizione al rigido obiettivismo delle scienze di meri fatti, astratte dai soggetti, le quali, nelle sue parole, non possono che creare "meri uomini di fatto".Se difettano a queste scienze gli strumenti e le risorse per rispondere ai problemi più importanti dell'uomo – primo fra tutti il problema del senso dell'esistenza –, spetta al pensiero filosofico di guidare l'uomo moderno, ricostruendo la fiducia in una ragione assoluta che dia senso al mondo, alla storia, all'umanità. La scienza non ha sempre fondato la propria verità nell'obiettività che ne domina il metodo a partire dal Positivismo, ma all'alba del Novecento sembra ormai aver messo da parte tutti i problemi di ordine metafisico, e in particolare le questioni ultime e supreme, come quella della ragione, che dovrebbero rappresentarne il cardine.Testo imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla fenomenologia, La crisi delle scienze europee è anche la testimonianza più lucida e profetica del pensiero di Husserl: negli anni trenta, il filosofo scriveva che "noi uomini del presente siamo di fronte al grave pericolo di soccombere nel diluvio scettico", e quel pericolo è oggi ancora più tangibile. Per questo, a più di cinquant'anni dalla prima pubblicazione in italiano, il Saggiatore ripropone, nella storica traduzione di Enrico Filippini, questo classico che – come il Discorso sul metodo di Cartesio e la Fenomenologia dello spirito di Hegel – non smette di essere nostro contemporaneo.

La danza dei fotoni. Da Einstein al teletrasporto quantistico
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Zeilinger, Anton

La danza dei fotoni. Da Einstein al teletrasporto quantistico

Codice Edizioni, 16/10/2015

Abstract: "Una misteriosa interazione istantanea a distanza". Così Einstein liquidò con una certa diffidenza uno dei fenomeni più bizzarri e sfuggenti della meccanica quantistica: l'entanglement, un "intreccio indissolubile" grazie al quale è possibile trasferire alcune proprietà delle particelle in altre particelle, senza ritardo temporale. È come lanciare un dado e sapere che il suo "gemello", anche se posto a grandissima distanza, è in grado di replicare nel medesimo istante lo stesso identico numero. Ma quello che aveva infastidito Einstein è diventata la magnifica ossessione di Anton Zeilinger, il fisico austriaco che ha definitivamente dimostrato che quella misteriosa interazione è una suggestiva coreografia, un fenomeno reale con applicazioni pratiche molto promettenti.[BIO]Fisico austriaco specializzato in meccanica quantistica, professore universitario e direttore della sede viennese dell'Institute for Quantum Optics and Quantum Information, Anton Zeilinger è considerato un pioniere del teletrasporto quantistico. In Italia ha pubblicato "Il velo di Einstein" (Einaudi, 2005).

La mente quantica
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Fanelli, Vincenzo - Bishop, William

La mente quantica

Gruppo Editoriale Macro, 02/09/2017

Abstract: Questo libro è un viaggio che ti porterà a riscoprire una tua antica e sopita capacità: il Focus Universale.È qualcosa che può cambiare la tua vita immediatamente solo se ne comprendi il reale significato.Questo libro ti aiuterà a rivitalizzare questa abilità per manifestare la vita che hai sempre desiderato.Chi non ha mai sognato anche solo per un istante di avere in mano una specie di telecomando per cambiare aspetti indesiderati della propria vita sintonizzandosi su una realtà più piacevole?L'autore ha scavato così a fondo per trovare verità non rivelate sull'umanità, elementi che non solo riscriverebbero parti della nostra storia, ma anche buona parte della nostra stessa natura.In questo libro l'autore ci rivela tutto ciò che ha scoperto durante le sue ricerche sul Focus Universale, l'antica pratica mistica in grado di cambiarti l'esistenza.Gli autoriincenzo Fanelli risiede a Milano. È uno studioso di Fisica Quantistica e di Programmazione Neurolinguistica. La sua formazione in PNL (una branca della Psicologia Cognitiva) inizia nel 1993 presso diversi istituti italiani ed esteri e culmina nel 1999 con il livello Trainer in PNL riconosciuto dal Ministero Francese.Durante questi anni Fanelli arricchisce la sua formazione con altre discipline come la "Comunicazione non Verbale", "Autoipnosi", "Tecniche e Strategie di Comunicazione Efficace", "Enneagramma dei Tipi Psicologici" dedicandosi sempre più allo studio delle discipline orientali e alla Fisica Quantistica. Sperimenta la Meditazione Trascendentale, Dinamica e numerose tecniche per l'uso consapevole delle energie che ci circondano.Vincenzo fanelli crea un'interessante fusione tra la PNL e le nuove teorie della Fisica Quantistica dando luogo a metodologie efficaci per la trasformazione personale. Dal 1999 in poi svolge otre mille ore come docente in corsi aziendali ed eterogenei inerenti la Comunicazione Efficace, la Negoziazione, la Gestione delle Risorse Umane e la Motivazione Personale nelle principali città italiane.Nel 2000 Fanelli fonda, e ne è il presidente, SOLI DEO Top Comunication (TO), associazione culturale senza scopo di lucro con la finalità di divulgare tecniche di comunicazione efficace e PNL.William Bishop è lo pseudonimo di un famoso ricercatore e studioso di meccanica quantistica e di poteri psichici.Dai tempi della "guerra fredda" fa parte di un gruppo di ricerca chiamato "Aurora Team" le cui finalità sono l'esplorazione dei poteri latenti dell'uomo.In particolare si occupa del "Progetto Genesi", un programma di ricerca che esplora il potere creativo dell'essere umano. Tutt'ora, in giro per il mondo, continua a indagare e sperimentare nuovi metodi per risvegliare il potenziale umano.

La paura dei morti nelle religioni primitive
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Frazer, James George

La paura dei morti nelle religioni primitive

Il Saggiatore, 21/01/2016

Abstract: Quando i wawanga che vivono alle pendici del monte Elgon, in Kenya, attribuiscono una malattia all'influsso maligno di uno spirito trapassato, esumano il cadavere, bruciano le ossa su un nido di formiche rosse, quindi raccolgono le ceneri in un cesto e le gettano nel fiume. Talvolta, anziché riesumare la salma, conficcano una pertica appuntita nella bara e per maggior sicurezza vi versano sopra acqua bollente: così ritengono di sopprimere definitivamente lo spirito che causa la malattia.Nella Paura dei morti nelle religioni primitive, opera nata da due cicli di conferenze tenute tra il 1932 e il 1933 da Sir James George Frazer al Trinity College di Cambridge, l'ipotesi di fondo è che esista un atteggiamento unico nei confronti delle anime dei defunti: l'uomo cerca di liberarsi dei pericolosi spiriti dei morti ora con la persuasione e la conciliazione, ora con la forza e l'inganno; questa paura dei morti è all'origine delle religioni "primitive" di tutte le epoche e latitudini.Come già nel Ramo d'oro – in cui si analizzavano le somiglianze tra le credenze mitiche, magiche e religiose dei popoli di tutto il mondo, comprese le civiltà antiche e la prima cristianità, fra riti di fertilità, sacrifici umani, capri espiatori, nozze sacre, re maghi e dèi morituri –, così nella Paura dei morti, testo centrale nel corpus della sua opera, Frazer disvela la correlazione simbolica tra mito e rito, corroborando le sue argomentazioni, oltre che con un'esposizione brillante quanto rigorosa, con una ricca messe di notizie documentarie cui ancora oggi gli studiosi di mitografia attingono. Per Frazer, che si considerava discepolo e continuatore di Charles Darwin, la teoria dell'evoluzione è da interpretare come un paradigma sociale, un progresso dell'umanità in tre stadi: dalla magia primitiva nasce la religione, che a sua volta culmina nella scienza.Nonostante la scienza etnologica e antropologica successiva abbia necessariamente superato il suo comparativismo assoluto – il quale peraltro non comprendeva la ricerca sul campo, nutrito com'era di resoconti di viaggio e fonti letterarie –, Frazer resta una pietra miliare nella storia della cultura moderna e nella formazione del pensiero del Novecento, tanto da essere accostato a Karl Marx e Sigmund Freud, che a lui infatti attinse per Totem e tabù. La sua influenza si è esercitata tuttavia ben oltre i confini dell'accademia e ha condizionato generazioni non solo di pensatori e studiosi, ma anche di artisti e poeti, tra cui T.S. Eliot, W.B. Yeats e H.P. Lovecraft, nonché James Joyce ed Ernest Hemingway. Una fascinazione potente, che tuttora perdura e dalla quale il Saggiatore consente oggi di farsi ancora ispirare, come solo con i classici accade.

La promessa
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Cocco, Giovanni

La promessa

Nutrimenti, 05/11/2015

Abstract: La mattina del 24 marzo 2015, il volo 4U9525 della Germanwings partito da Barcellona con destinazione Düsseldorf precipita sul massiccio dei Trois-Évêchés, nel versante francese delle Alpi. Centoquarantaquattro passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Nessun sopravvissuto. La scatola nera rivela la sconcertante verità: a causare la strage è stata la volontà suicida del copilota, Andreas Lubitz. Il clamoroso incidente sottrae alla quotidianità l'ex giornalista Vincent De Boer, e lo proietta nel microcosmo di Le Vernet per raccontare l'indicibile. L'indagine in presa diretta – la cronaca – diventa parabola universale. Il gesto folle di un uomo assurge a una dimensione collettiva. Dopo il successo ottenuto con "La Caduta", finalista al Premio Campiello 2013, Giovanni Cocco torna con il secondo capitolo del suo romanzo globale. Un libro inquieto e lacerante, capace come pochi di raccontare i tempi moderni.

La scatola del signor Hulford
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Taschini, Giorgio

La scatola del signor Hulford

Il Saggiatore, 04/06/2015

Abstract: Farid è un giornalista di origini irachene. Dopo anni di assenza torna a Baghdad per seguire le prime elezioni democratiche dopo la caduta di Saddam. Nel tentativo di recuperare una scatola sepolta nel giardino della sua vecchia casa, un suo amico viene ucciso. Shaimà sta attraversando il deserto diretta a Baghdad. Con sé ha un po' di soldi. È sicura che saranno suffi cienti per trovare qualcuno disposto ad aiutarla, qualcuno in grado di liberarla dalla vita che porta in grembo. Tim è un soldato americano, tornato dall'Iraq a causa di una ferita riportata in un'esplosione. Un giorno riceve un'e-mail da un commilitone: un loro compagno gli ha spedito i nastri girati durante i pattugliamenti a Baghdad e si è impiccato. Tre personaggi, tre destini che si incrociano in una Baghdad da incubo e che si compiranno dall'altra parte del mondo, in un paesino sui monti Appalachi, dentro una vetrinetta del motel del signor Hulford, dove sono conservati alcuni cimeli dell'11 settembre. In una scatola di latta. Alcuni dicono che la scatola si mette a luccicare quando il signor Hulford la posa sul petto delle persone. A volte, quando dorme, il signor Hulford sogna che nel motel viene il diavolo per rubargli la scatola.È un uomo servizievole e gentile, il diavolo. Li voglio tutti, dice, dammi tutti i peccati che ci sono dentro quella scatola. Ma il signor Hulford non si spaventa mai, e sussurra al diavolo le parole di Dylan Thomas: E la morte non avrà più dominio.Creare un autentico romanzo nel nostro tempo, nell'era della post-globalizzazione e della sconcertante favola a cui la espone il nuovo mondo trasformato: è la promessa riuscita di questo racconto che si insinua e persiste, dilaga in quell'immersione che è la lettura di un'opera artistica compiuta, e quindi necessaria. Se la risposta della letteratura ai tempi di crisi è sempre ambigua e spesso si avvale di una difesa strenua della complessità, a volte facendosi illeggibile e respingente, Giorgio Taschini sceglie la strada di una narrazione apparentemente piana, esplosa al rallentatore, orizzontale e ubiqua, che rimbalza da una Baghdad descritta con precisione satellitare a un'America talmente realistica da risultare onirica, e introduce in un'atmosfera straniata, che quotidianamente viviamo perché da decenni la vediamo su qua lunque schermo. E schermo privilegiato è la letteratura, che con il suo eterno racconto ammalia e muta la percezione del mondo, e accoglie le esistenze che sembrano chiedere una redenzione qualsiasi al mistero stesso in cui sono immerse.

La scienza del linguaggio
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Chomsky, Noam

La scienza del linguaggio

Il Saggiatore, 19/11/2015

Abstract: Noam Chomsky è l'intellettuale americano più significativo degli ultimi cinquant'anni. Filosofoe pensatore politico, attivista nelle battaglie per i diritti umani, Chomsky ha costruito nel tempo un corpus imponente di scritti che spaziano dall'analisi dell'attualità statunitense alle ultime conquiste dell'intelligenza artificiale. Questi campi di indagine non hanno tuttavia distolto la sua attenzione da quella che rimane la costante più evidente del suo pensiero: la teoria linguistica, e in particolare la riflessione sull'origine, la natura e la funzione del linguaggio.In questo libro di interviste con James McGilvray – arricchito da un dettagliato glossario dei termini tecnici e da chiare appendici esplicative –, Chomsky ripercorre gli snodi centrali della sua teoria, secondo la quale il linguaggio è un sistema biologico evolutosi in un singolo individuo e in seguito trasmesso geneticamente alla sua discendenza. In questa visione, il linguaggio non è più un semplice strumento, ma diventa un elemento chiave della nostra natura. Anzi, è proprio il linguaggio a rivelare quanto c'è di autenticamente umano in noi enel modo in cui ci siamo evoluti.Con il tono persuasivo che da sempre lo contraddistingue, Chomsky parla in queste pagine– ideali tanto per chi vuole accostarsi per la prima volta al suo pensiero, quanto per chi desidera approfondirne i momenti fondamentali – del rapporto fra linguaggio e idee, dell'importanza della semplicità nell'elaborazione filosofica, del sapere e dell'apprendimento, e indaga con l'usuale lucidità e acutezza la relazione fra linguistica e politica, individuando il nesso che unisce due campi apparentemente così lontani in un impegno oggi più che mai urgente: quello per la libertà di ogni uomo.

La scienza in vetta
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Pasotti, Jacopo

La scienza in vetta

Codice Edizioni, 17/07/2015

Abstract: Dalla fisica del carving alla nascita delle montagne, dai cristalli più grandi del mondo alle strategie evolutive di piante e animali per resistere al freddo, fino ai suggerimenti su cosa fare (e cosa assolutamente non fare) se si è esposti al gelo. Fenomeni naturali, curiosità scientifiche, miti da sfatare e domande che tutti ci siamo fatti: quanto a lungo si sopravvive travolti da una valanga? Come fanno i monaci tibetani a giocare a calcio a cinquemila metri d'altezza? Com'è possibile trovare i propri occhiali da sole su un blocco di ghiaccio quasi nello stesso punto in cui sono stati abbandonati l'anno prima? Si possono prevedere le valanghe e le frane? Jacopo Pasotti si arrampica sulle montagne con l'aiuto della scienza, per raccontarle – in inverno e in estate – ad ogni altitudine, longitudine e latitudine.[BIO] Jacopo Pasotti è giornalista e comunicatore scientifico. Dopo la laurea in geologia e un master in comunicazione scientifica in Australia, ha cominciato a collaborare con "National Geographic", "l'Espresso" e "Repubblica", e ha partecipato a spedizioni scientifiche in Nepal, Artide e Antartide. Nel 2011 ha vinto il premio Piazzano per il giornalismo scientifico. È autore di racconti per bambini e viaggiatore cronico.

La scimmia e la tigre
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Van Gulik, Robert - Ricci Dèttore, Mariapaola

La scimmia e la tigre

O barra O, 30/10/2015

Abstract: Due romanzi brevi, ambientati in periodi diversi della carriera del detective più famoso dell'antica Cina, ispirati a due segni dello zodiaco cinese: la Scimmia e la Tigre. Due gemme che si incastonano mirabilmente nella serie "I casi del giudice Dee".Anno 666 d.C.: il magistrato Dee si trova nella provincia di Hanyuan. Qui grazie alla curiosità di un gibbone che stringe tra le dita un prezioso anello dall'insolita fattura, fa la scoperta del corpo senza vita di un vagabondo. Potendo contare solo sull'aiuto di Tao Gan, da poco entrato al servizio del Tribunale, il giudice nel giro di ventiquattro ore scoprirà l'identità del cadavere e del suo assassino e risolverà anche uno spinoso caso di contrabbando. Lasciamo la provincia di Han-yuan e ritroviamo il giudice, dieci anni più tardi, in viaggio verso la Capitale Celeste per assumere la più alta carica di funzionario metropolitano. A causa di una spaventosa alluvione, il magistrato rimane isolato e senza scorta nella dimora di un proprietario terriero tenuta sotto assedio da una banda di predoni. Il giudice Dee dovrà fare affidamento solo sul proprio ingegno per fronteggiare le famigerate Tigri Volanti e far luce sulla morte improvvisa della signorina Min, giovane figlia del padrone di casa.