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La terza dimensione dell'Uomo vitruviano di Leonardo. Ediz. italiana e inglese. Estratto
Gangemi Editore, 26/04/2015
Abstract: Lo scritto illustra una nuova metodica di descrizione e visione del disegno più famoso al mondo, l'Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci: una efficace filiera di acquisizione, elaborazione, visualizzazione e fruizione digitale 3D del supporto cartaceo tesa ad esaltare il realismo della percezione raggiungendo un dettaglio visivo del centesimo di millimetro. Si tratta di un sistema che quindi è in grado di mettere in luce sul disegno dettagli e particolari non rintracciabili a una sua ispezione diretta. Il workflow sviluppato va a definire complessivamente un modello di definizione speditiva di modelli digitali di disegni finalizzati a nuovi studi e spettacolari modalità di loro fruizione, comunicazione e divulgazione. | This paper illustrates a new method used to portray and view the most famous drawing in the world: The Vitruvian Man by Leonardo da Vinci. A successful workflow of acquisition, processing, visualisation and 3D digital fruition of the paper support aimed at enhancing perceptive realism and achieve a visual detail of a hundredth of a millimetre. The system highlights details of the drawing and specific features that would otherwise be invisible to the naked eye. The workflow developed by the authors is a rapid definition model of digital drawing models intended to be used in new studies as well as provide spectacular ways in which they can be enjoyed, communicated and disseminated.
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Feltrinelli Editore, 09/06/2016
Abstract: Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, il tracciato di una grande via romana: l'Appia. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, lo ha fatto ascoltando le voci del passato, lo ha fatto destando la fantasia degli increduli incontrati lungo il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le nostre gambe e la nostra immaginazione lungo la Via Appia – il nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela. Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell'Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico ii, prende corpo una galleria di personaggi memorabili, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di arabi e normanni e ci si interroga sui misteri della viabilità italiana, sull'incomprensibile abbandono dei luoghi della memoria. E intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l'ingresso nell'Oriente.Al racconto di Rumiz fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che rielabora e mette a punto le tracce del percorso: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo – considerata l'assenza di segnaletica – per chi volesse seguire le orme di Rumiz e dei suoi compagni di viaggio.
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Feltrinelli Editore, 06/02/2013
Abstract: "Nell'uomo c'è molto della bestia, eppure può, l'uomo, arrendersi? Ammettere di essere una bestia?"In una Ferrara ricca, affascinante ma oppressa dal fascismo, un giovane studente ebreo – voce narrante del romanzo – incrocia il suo destino con quello di Athos Fadigati, un maturo medico di chiara fama. L'amicizia che nasce fra i due farà scoprire al narratore che dietro tutta la cultura e la raffinatezza del dottor Fadigati si cela un abisso di solitudine dovuto alla sua presunta omosessualità. Un peccato che l'Italia di allora non contemplava fra quelli che potevano essere redenti… E gli occhiali d'oro dello stimato professionista diventano il simbolo di una diversità sempre meno tollerata – così come l'appartenenza all'ebraismo del narratore –, una diversità che non potrà che andare incontro a una catarsi tragica.
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Feltrinelli Editore, 25/05/2018
Abstract: "Ho scritto questo libro perché volevo essere giusto con la madre. Bisognerebbe provare a esserlo"Dopo aver indagato la paternità nell'epoca contemporanea con Il complesso di Telemaco e altri libri di grande successo, Massimo Recalcati volge lo sguardo alla madre, andando oltre i luoghi comuni, anche di matrice psicoanalitica, che ne hanno caratterizzato le rappresentazioni più canoniche. Attraverso esempi letterari, cinematografici, biblici e clinici, questo libro racconta i volti diversi della maternità mettendo l'accento sulle sue luci e le sue ombre. Non esiste istinto materno; la madre non è la genitrice del figlio; il padre non è il suo salvatore. La generazione non esclude fantasmi di morte e di appropriazione, cannibalismo e narcisismo; l'amore materno non è senza ambivalenza. L'assenza della madre è importante quanto la sua presenza; il suo desiderio non può mai esaurire quello della donna; la sua cura resiste all'incuria assoluta del nostro tempo; la sua eredità non è quella della Legge, ma quella del sentimento della vita; il suo dono è quello del respiro; il suo volto è il primo volto del mondo.
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Feltrinelli Editore, 25/05/2018
Abstract: "Aiutare a comprendere gli squilibri dell'umore, a modularli e ad 'agire' su di essi con varie tecniche"Malinconia, inquietudine, irascibilità, nostalgia, tristezza, disperazione, instabilità attentiva, pensieri ossessivi, paura... miscuglio sottile di emozioni e pensieri, i nostri stati d'animo sono il cuore palpitante del nostro legame con il mondo. Sempre presenti, sempre influenti, ci accompagnano in ogni momento della giornata e, quando sono costantemente caratterizzati da un polo negativo, possono rovinare la qualità della vita ancor più dei disturbi acuti. È importante perciò mantenere un equilibrio emotivo e prenderci cura del nostro aspetto mentale e psicologico non solo quando siamo agli estremi e ci troviamo costretti a ricorrere a psicologi, psichiatri e farmaci. Saper discendere in se stessi, capire che cosa c'è all'origine di vissuti emotivi negativi, imparare a farli evolvere può cambiare molto la nostra esistenza e guidarci verso una serenità e un benessere basati su una saggezza ritrovata. Tra psiche e soma, medicina occidentale e medicina cinese: prendersi cura delle emozioni che avvelenano la nostra vita e le nostre relazioni con gli altri.
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La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin
Feltrinelli Editore, 25/05/2018
Abstract: "Chi non ha sofferto, canticchia. Chi ha sofferto, canta!" Sulla caviglia dello stivale Italia, là dove sta l'osso pezzillo, nasce il nostro eroe, Isidoro Sifflotin. Nella casetta di Mattinella, che sta su da trecento anni e "non crollerà mai", il prodigioso guagliunciello Isidoro affina una dote miracolosa, ricevuta non si sa come da Quirino – il padre strabico, poetico e comunista – e da Stella, la mamma pastaia. Qual è questa dote? La più semplice: Isidoro sa fischiare, e fischia in modo prodigioso. Con il suo inseparabile merlo indiano Alì dagli sbaffi gialli, e l'aiuto di una combriccola stralunata, crea una lingua nuova, con tanto di Fischiabolario, e un messaggio rivoluzionario comincia magicamente a diffondersi. Proprio quando il progetto di un'umanità felice e libera dal bisogno sta per prendere forma, succede qualcosa che mette sottosopra l'esistenza di Isidoro. "Tutto quello che cresce si separa": con addosso questo insegnamento di mamma Stella, Isidoro, ormai ragazzo, scopre Napoli e si imbatte, senza neanche rendersene davvero conto, in un altro linguaggio prodigioso e muto: quello dell'amore. È come se il fischio di Enrico Ianniello chiamasse a raccolta intelligenza del cuore, miracoli dell'immaginazione, gioia dell'invenzione. Isidoro Sifflotin è un sicuro amico di tutti i buoni lettori. Una delle voci più felici e sorprendenti della recente stagione letteraria italiana.
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Feltrinelli Editore, 23/06/2018
Abstract: Sapremmo fare la cosa giusta, ma ci rinunciamo. Facciamo cose sbagliate, sapendo che potremmo anche evitarle. Perché resistere, pensiamo, non serve a niente. Perché la nostra passione più feroce mira alla tranquillità, non alla libertà. Perché dopotutto esiste anche una vaga felicità capitalistica. Perché conosciamo i piaceri rassicuranti della servitù volontaria. Soprattutto, siamo diventati incapaci di un gesto elementare: dire di no. Dire di no era un tempo un gesto familiare. Dire di no è stato per lungo tempo l'arma più potente di chi desiderava la libertà. Una libertà migliore di quella che il presente gli offriva. Migliore, da molti punti di vista, di quella che ci impone oggi un capitalismo che ha l'aria di essere l'orizzonte unico, tutto sommato soddisfacente, in ogni caso privo di alternative.In quale misura è stato possibile dire di no? In che misura potrebbe tornare a esserlo? Questa la domanda che assilla le riflessioni di Enrico Donaggio. Questo libro ci offre una serie di incursioni nei simboli e negli stati d'animo del disincanto e della rassegnazione, ma anche un'imprevedibile mappa psicopolitica della critica e della resistenza possibile. Scovare le nostre complicità nascoste, abolire l'autosfruttamento quotidiano, disdire l'abituale eccesso di zelo: a questo servono le pagine di questo libro. Se qualcosa del genere fosse di nuovo possibile, sotto la pelle del mostro che siamo diventati vedremmo fiorire il lampo di una nuova passione per la libertà, il senso di una nuova vicinanza ai nostri ignoti compagni di strada.
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Garzanti, 21/04/2016
Abstract: PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA 1994Altri premi:Premio Akutagawa 1958Premio letterario Shinchosha 1964Premio Tanizaki 1967Premio Noma 1973Premio Yomiuri 1982Premio Jiro Osaragi (Asahi Shimbun) 1983Legion d'onore 2002Gli anni della nostalgia ruota intorno a Gii, un personaggio affascinante e misterioso, saggio e folle, acuto lettore di Dante e profondamente innamorato della valle selvaggia in cui è nato. Agli occhi del giovane Kei, Gii è da sempre un maestro e un demone, fin dagli anni drammatici della guerra e della sconfitta del Giappone. Da allora le loro esistenze corrono intrecciate. Con il suo esempio e le sue parole, Gii sarà guida e testimone dell'iniziazione di Kei alla vita, alla poesia e alla sensualità, alla politica e all'utopia. Tra romanzo e autobiografia, Gli anni della nostalgia racconta una ricchissima educazione sentimentale. Kenzaburō Ōe intreccia con assoluta maestria molteplici temi: la città e la foresta, il Giappone e la tradizione occidentale, l'arte e la sofferenza umana, la realtà e la visione di un altro mondo. Le luci e le ombre di quei lontani pomeriggi d'estate, il vincolo appassionato e tormentato che lega Kei e Gii, segneranno per sempre questa ricerca di un'osmosi tra passato, presente e futuro che ci liberi dai gironi infernali in cui ha rinchiuso la nostra umana follia.
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Bollati Boringhieri, 01/09/2016
Abstract: "Ho amato ogni parola di questo libro... de Waal conosce perfettamente il materiale che ha trasformato in vasi bellissimi; un libro magico che alla fine crea un rapporto profondo con il suo lettore".A.N. Wilson, "Financial Times""Il libro torna continuamente al bianco, alla sua bellezza, al suo mistero e anche al suo terrore".A.S. Byatt, "The Spectator""De Waal è uno dei maggiori ceramisti al mondo... e La strada bianca è l'estensione verbale delle sue ceramiche. La scrittura e la porcellana sono inseparabili, si sostengono l'una con l'altra"."The New York Times"Una manciata di minuscole sculture giapponesi ha ispirato a Edmund de Waal. E una manciata di candidi detriti raccolta sul monte Kao-Ling, in Cina, spinge l'autore a esclamare "Questo è il mio inizio".L'inizio di un viaggio sulle tracce dell'"oro bianco", per raccontare la storia della porcellana. Qui lo seguiamo da Jingdezhen a Venezia, a Versailles, a Dublino, a Dresda, fino alle colline della Cornovaglia e ai monti Appalachi del South Carolina, mentre racconta la storia di una vera e propria ossessione per "il bianco perfetto". Lungo la strada incontra i testimoni della creazione della porcellana: tutti quelli che da quel bianco sono stati ispirati, arricchiti o afflitti; e dei tanti che hanno avuto la vita, il corpo e la mente spezzati dall'affanno della ricerca. L'autore percorre un millennio per arrivare ad alcuni dei momenti più tragici della storia contemporanea. Eroi o vittime dell'invenzione e della produzione del prezioso materiale, i personaggi più disparati: dagli imperatori cinesi ai loro schiavi; dall'elettore di Sassonia e re di Polonia Augusto II al piccolo alchimista da lui imprigionato perché produca quel materiale "semitraslucido e latteo, come i petali di un narciso"; dal farmacista quacchero che esplora le colline della Cornovaglia distratto solo dalla morte della giovane moglie; a Lenin e al suo intervento al Congresso dei lavoratori del vetro e della porcellana: "Questo bianco è una rivoluzione"; a Himmler, che allestisce a Dachau un laboratorio per la fabbricazione di statuine da regalare ai membri del cerchio magico di Hitler.In parte memoir, in parte racconto storico, in parte detective story, evoca la mappa di un desiderio legato all'arte, alla ricchezza e alla purezza. Con uno stile avvincente Edmund de Waal, ceramista di fama mondiale, racconta la sua passione per "l'oro bianco", cercando di capire come il fascino misterioso della porcellana, la sua fragilità e il suo colore abbiano ossessionato e condizionato per secoli le sorti di uomini, regni e filosofie.
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Bollati Boringhieri, 22/09/2016
Abstract: "Tra le regine del crimine inglesi, Margery Allingham è la mia preferita in assoluto".J.K. Rowling"Alligham brilla come una stella".Agatha Christie"Non cominciate neppure a leggere questi gialli se non siete sicuri di saper gestire la dipendenza".The IndipendentAlbert Campion, detective e gentiluomo, si sveglia in un letto d'ospedale, solo e spaventato, soprattutto perché non ricorda niente, di sé e di quello che è successo per farlo finire lì. Sa solo di avere una missione importantissima, un complotto da sventare, e dato che siamo nel 1940, dev'essere qualcosa che riguarda l'Inghilterra in guerra. Sente un poliziotto parlare di arresto, fuori dalla stanza, e decide di scappare rubando la tenuta da vigile del fuoco accanto all'estintore. Viene raccolto in macchina da una bella donna, che sembra conoscerlo benissimo, e portato in un'aristocratica magione dove lo aspetta un party e una buona accoglienza. Perdipiù la bella giovane donna dice di essere la sua fidanzata. Campion continua a nascondere il proprio stato di amnesia, e mette il cervello rimasto all'opera per sventare comunque il terribile pericolo che incombe sulla sua patria in guerra. Da qui il mystery si trasforma in thriller/spy story, con una serie di colpi di scena, scoperte, tradimenti, attentati, inseguimenti nella miglior tradizione di tutti questi generi. Fino alla rivelazione finale e alla scoperta del traditore.Margery Allingham rivela qui una scrittura di eccellente livello e un senso dell'umorismo degno dei migliori autori britannici. La difficoltà di raccontare per tutto il romanzo un Campion afflitto da amnesia senza svelare troppo dei retroscena dà un'idea chiara della abilità di questa autrice, famosissima, letta e addirittura rubata nelle biblioteche più di qualunque altra "regina del crimine" inglese, compresa Agatha Christie. Il premio del traditore è stato ripubblicato di recente in Gran Bretagna tra l'entusiasmo dei critici e dei lettori. Una curiosità: il complotto del romanzo, si scoprirà alla fine della guerra, era davvero stato ordito ma mai messo in atto.
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Tea, 09/06/2016
Abstract: "Uno di personaggi più singolari e più amati della narrativa gialla italiana". LA NAZIONEMilano, 1969: Bruno Arcieri indaga tra le macerie di Piazza Fontana. È per fare un piacere a una vecchia amica, e cavarne dai guai una giovane, che Bruno Arcieri, ormai ex colonnello dei Carabinieri e ritiratosi dal servizio attivo, accetta di andare a Milano proprio nei giorni immediatamente successivi alla strage di piazza Fontana. Insegue quella che gli pare un'illusione o forse soltanto la speranza di una figlia che non può rassegnarsi. La città è sconvolta, e Arcieri, ricorrendo a vecchie conoscenze, indaga con discrezione sugli ultimi movimenti di una delle vittime. Piccoli indizi, un paio di incontri, qualche voce: a poco a poco da quella che sembrava un'idea bislacca prende corpo una traccia sempre più consistente, e Arcieri si trova a dover affrontare ancora i fantasmi di un passato che non vuole passare. E mentre comincia a intravedere la verità, suo malgrado la pista lo porta a una valigetta di documenti riservati... Di nuovo toccherà a lui, vecchio servitore di uno Stato sempre meno comprensibile, e ormai sotto attacco, decidere se andare fino in fondo. Da solo, come sempre.
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Manuale tecnico del portiere di calcio. L'allievo e il maestro
Hoepli, 26/05/2016
Abstract: Il Manuale tecnico del portiere di calcio si propone di far comprendere la delicatezza del ruolo del portiere, vero e proprio sport individuale inserito all'interno di uno sport di squadra quale è il calcio: uno strumento nuovissimo ed indispensabile per la preparazione psicofisica del portiere.Grazie a un'esposizione chiara ed efficace il testo guida il lettore passo passo in un percorso corredato di spiegazioni con utili disegni e illustrazioni che lo conducono a comprendere al meglio i vari argomenti trattati.
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Networking & lavoro. Come valorizzare le relazioni professionali
Hoepli, 26/05/2016
Abstract: Il libro presenta il networking come un nuovo paradigma del mercato del lavoro grazie a una metodologia scientifica, rigorosa e innovativa. Il tema viene affrontato attraverso testimonianze ed esperienze sul campo, per trasmettere al lettore strumenti utili e facili da usare, in grado di rafforzare e ampliare la rete di relazioni, anche attraverso un uso consapevole e strategico di LinkedIn, che diventa il braccio armato del networking. Il networking trova quindi, in questo volume, la dignità di una vera e propria competenza manageriale sempre più strategica in un mercato del lavoro che sta vivendo un'evoluzione straordinariamente veloce, anche grazie alla rivoluzione digital cui stiamo assistendo. Il testo si presenta come strumento per tutti coloro (studenti, manager, consulenti, professionisti) che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali, di lavoro e/o di business, e che avranno l'occasione di cogliere autonomamente il mercato del lavoro nascosto (oltre il 70%) utilizzando e sperimentando strategie proattive, innovative e rivoluzionarie spiegate dall'autore passo per passo.
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Feltrinelli Editore, 23/06/2016
Abstract: Diciottenne appena uscito dal liceo, Karl Ove Knausgård va a vivere in un piccolo villaggio di pescatori nell'estremo Nord, sul Circolo polare artico, per insegnare in una scuola. Il giovane Karl Ove non prova davvero interesse per il lavoro, più in generale, vuole mettere da parte i soldi per viaggiare e trovare spazio e tempo per dare inizio alla sua carriera di scrittore. Tutto sembra andare bene: scrive i primi racconti, si sente a suo agio con la gente del posto e riceve lusinghiere attenzioni da diverse ragazze.Ma con la notte artica che avanza, quando il buio polare comincia a velare il meraviglioso paesaggio, la vita di Karl Ove prende una piega più scura. Le storie che scrive tendono a ripetersi. Beve sempre di più, fino a indursi stati inquietanti di incoscienza. I suoi ripetuti tentativi di perdere la verginità finiscono in umiliazione e vergogna. E sviluppa un'attrazione per una sua allieva di tredici anni che lo disturba. Lungo la strada rievoca gli anni del liceo e le radici dei suoi problemi. Tutto, sempre all'ombra del padre.
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La Consulenza finanziaria. Regolamentazione, modelli di servizio e pianificazione finanziaria
Egea, 27/05/2016
Abstract: La consulenza finanziaria e la nuova figura dei consulenti indipendenti rappresentano una delle principali novità degli ultimi anni nel mercato del risparmio italiano. La crescente diffusione delle notizie finanziarie e delle informazioni su internet e lo sviluppo dei network finanziari on line ha ridotto le asimmetrie informative tra banche e clienti, ma ha reso ancor più complesse le decisioni su come, dove e quando investire. Lo sviluppo del private banking, i nuovi modelli organizzativi e di servizio delle banche retail, l'innovazione nei prodotti e la diffusione dei consulenti finanziari indipendenti determinano per il servizio di consulenza finanziaria (con un contratto e un prezzo formalizzato) una sorta di passaggio tra passato e futuro nell'industria del risparmio. La consulenza finanziaria apre un mercato potenziale rilevante sia per le banche sia per la nuova figura professionale. Il libro, dopo una analisi del quadro normativo, affronta le strategie adottabili dai differenti operatori per cogliere le nuove opportunità fornendo anche un'analisi comparativa internazionale e un approfondimento delle tecniche di pianificazione finanziaria.
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Il romanzo del cuore e del corpo
Ponte alle Grazie, 09/06/2016
Abstract: "UNA GRANDE STORIA DI AMICIZIA MASCHILE". LE FIGARO LITTERAIRE "UNO DEI MIGLIORI ROMANZIERI DELLA SUA GENERAZIONE". LA REPUBBLICA Che cosa significa essere vivi e quando possiamo dire di esserlo davvero? Qual è, se esiste, il modo più giusto di vivere una vita? Un regista, nel mezzo dell'esistenza e della carriera, viene bruscamente messo di fronte alla malattia del migliore amico. Un presente imprevisto lo obbliga a interrogarsi su di sé, muovendo incontro ai fantasmi del passato e del futuro. E se già il corpo mostra i segni dell'età che avanza, il cuore ancora riesce ad animarlo di curiosità e di desiderio. "Sta' con i vivi" gli viene suggerito e questo gli toccherà fare, in un andirivieni di ricordi, sensazioni, immagini, facendosi guidare dagli affetti consueti e da una nuova passione amorosa. Il progetto di un film di fantascienza si intreccia così alle impressioni lasciate da un viaggio in terre lontane, alle memorie di esperienze condivise, a dialoghi rimasti interrotti, al giovane corpo di una donna, al richiamo dell'infanzia e del tempo trascorso, all'ingombrante pensiero della morte. Philippe Claudel ci conduce alla scoperta di quella impalpabile sostanza di cui siamo fatti e di quel sottile filo che invisibilmente lega gli individui, che prima sono solo estranei e poi finiscono per donarsi reciprocamente senso. Tutto assume allora un significato inedito, sbocciato all'improvviso, e si può guardare avanti un'altra volta.
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HarperCollins Italia, 16/06/2016
Abstract: Una telefonata nel cuore della notte convoca Peter Deker, detective della Omicidi di Los Angeles, sulla scena di un efferato delitto: qualcuno ha fatto irruzione nella proprietà di Guy Kaffey, ricchissimo imprenditore edile, e ha assassinato lui, sua moglie e quattro dipendenti.Deker e i suoi non ci mettono molto a capire che Kaffey, filantropo noto per aver finanziato associazioni benefiche che operano nel recupero degli ex delinquenti e per averne assunti alcuni come guardie del corpo è stato ucciso in quello che ha tutte le caratteristiche di un inside job... ma si tratta di un semplice tentativo di rapina finito male o è qualcosa di più? Perché è evidente che un uomo del genere non diventa ricco senza farsi dei nemici.Per Deker l'unica consolazione, durante le complicate indagini per risalire al mandante dell'omicidio, è sapere che sua moglie, Rina Lazarus, è stata scelta come membro della giuria in un processo e quindi è al sicuro. Poi l'incontro casuale con un interprete che lavora in tribunale trascina Rina nel cuore delle indagini del marito e sulla strada di una gang di killer spietati. E a quel punto Deker non ha alternative: se vuole salvarla deve scoprire il colpevole.Un'indagine appassionante e realistica, un susseguirsi di colpi di scena e due protagonisti favolosi: Deker e Rina. Un romanzo perfetto per tutti i fan di Kathy Reichs e serie tv come Law & Order.
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Bompiani, 03/06/2016
Abstract: "Contro te povero verme le lagnanze sono eterne", scriveva Toti Scialoja. Nello spirito del nonsense, con uno spiccato gusto della battuta, una raccolta di favole abitate da molti animali ma qua e là anche da qualche umano. La balena che si sente piccola, il cane poeta che recita la luna per le orecchie di una talpa, bambini fiori e bambini di traverso che bisogna proprio raddrizzare: una raccolta di favole del nostro tempo, in cui la morale è ribaltata e vince il paradosso o semplicemente la stravaganza dei punti di vista.
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Marsilio, 16/06/2016
Abstract: Nel 2013, all'età di cinquant'anni, Szilárd Borbély pubblica un romanzo dal titolo Nincstelenek, qualcosa come i derelitti, coloro che non hanno nulla, che sono stati spogliati di tutto. Da chi? Dagli occupanti nazisti prima, dagli occupanti comunisti poi. La vicenda si svolge tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta del secolo scorso, in un misero villaggio abitato da zingari, ungheresi, romeni di varie religioni ed etnie. Il narratore è un bambino che vive con la famiglia (un neonato, una sorella, padre e madre) in un tugurio di fango, argilla e letame. Gli strati infimi dell'esistenza nei quali si svolge la vicenda sono descritti con un linguaggio diretto, semplice, mai finto, senza evitare né forzare crudezze, ma senza nascondere nemmeno nulla. Persino il lettore che cerchi solo puro intrattenimento rimane avvinto da questa narrazione di un'onestà, di una dirittura e di una profondità oggi irreperibili nella letteratura mondiale. Non a caso infatti I senza terra è stato considerato dalla stampa internazionale un romanzo che "appartiene alla più vera, più grande letteratura contemporanea". Da tanta tensione, l'autore purtroppo è morto suicida nel 2014, l'anno successivo alla pubblicazione di quest'opera ormai tradotta in varie lingue e diffusa in numerosi paesi. C'è forse una trama avvincente alla base di tale successo? Sì. La vicenda è il semplice fluire dell'esistenza quotidiana di quel villaggio, con tutta la miseria, tutta la crudezza, tutto l'intrecciarsi di vita animale, addirittura biologica, di meschinità e schermi politici, religiosi e razziali. Eppure si esce da questa lettura come rigenerati: perché non c'è l'illusione da quattro soldi qui, ma solo coraggio, umana caparbietà e verità. (Giorgio Pressburger)In un villaggio del Nord-Est dell'Ungheria, mentre la sua famiglia lotta giorno dopo giorno per sopravvivere agli stenti e alla discriminazione, un bambino cerca di fuggire al freddo e alla fame immaginando un universo proprio governato dai numeri primi. Intorno a lui c'è il mondo crudo e ottuso di un popolo traumatizzato dalla guerra, dal gulag, dal nuovo regime che ha espropriato le terre; gente superstiziosa e ostile che, ormai privata di tutto, rimane in quella terra di confine in attesa di un riscatto che non arriva.
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Penso che un "mondo" così non ritorni mai più.
Baldini&Castoldi, 29/05/2016
Abstract: Dopo gli studi universitari in Scienze politiche a Roma e Milano, Mimma Gaspari, verso la fine del '59, a soli ventun anni, inizia la sua carriera come paroliera, a fianco di Teddy Reno. Un colpo di fortuna, ma anche un lavoro fortemente voluto, dentro al mondo della musica, che segnerà profondamente la sua vita portandola a ricoprire ruoli di grande e delicata sensibilità. Dalle Messaggerie Musicali, a Milano, fondate dall'imprenditore Ladislao Sugar, alla RCA Italiana di Ennio Melis a Roma, per circa un trentennio Mimma Gaspari si è occupata dei percorsi promozionali dei cantanti (partecipazioni al Cantagiro e al Festival di Sanremo, pubblicità, rapporti con stampa, radio e televisione) contribuendo alla nascita e al successo di quel fenomeno che furono i cantautori. Moltissimi sono i nomi con cui ha lavorato, tra cui Patty Pravo, Nada, Renato Zero, Enzo Jannacci, Gabriella Ferri, Lucio Dalla, Gianni Morandi, Paolo Conte, conoscendo anche artisti stranieri come Frank e Nancy Sinatra, Sammy Davis, Gene Pitney, Maurice Chevalier e Connie Francis. Di tutto questo parla il libro ripercorrendo la vita "dentro la canzone", con le battaglie, le conquiste, le speranze e le delusioni di un mondo che ha segnato profondamente la storia del costume made in Italy. Prefazione di Renzo Arbore.