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Il ragazzo che cavalcava il vento
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Soresi, Leonardo

Il ragazzo che cavalcava il vento

Ponte alle Grazie, 30/10/2014

Abstract: Il rarahipa è un rito di iniziazione degli indios messicani Tarahumara, che abitano le strette gole del Barranca. C'è una palla da calciare, da inseguire e da calciare ancora, lungo gli impervi e riarsi tornanti del canyon. Fino a quando non cadono sfiniti tutti i concorrenti tranne uno, che viene proclamato vincitore. Tocca anche a Javier partecipare alla gara, essere dunque iniziato alla fatica e all'ebbrezza della corsa che, per il suo popolo - nato per correre -, è molto più che un'attività sportiva: è una tradizione antichissima, un tratto fondamentale dell'identità. Questa competizione sarà per Javier una vera e propria entrata nella vita adulta: l'inizio di un percorso che lo porterà a varcare il confine degli Stati Uniti d'America per misurarsi con i migliori corridori in una gara che non sarà solo una grande sfida con se stesso e con i propri limiti, ma anche un modo per rivalersi di torti subiti, per dare voce al suo popolo e alla sua terra. La corsa diventa così strumento di rivalsa, libertà, espressione della propria identità e potenza.

Un gatto, un cappello e un nastro
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Harris, Joanne

Un gatto, un cappello e un nastro

Garzanti, 30/10/2014

Abstract: CHE COSA VI PORTERESTE SU UN'ISOLA DESERTA? L'autrice di Chocolat non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all'occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l'immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in Un gatto, un cappello e un nastro sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà; una madre a caccia del figlio perduto fra le maglie insidiose di Twitter; un attore alla ricerca di una nuova vita e di una nuova casa che si rivelerà già occupata da una famiglia di fantasmi; un aspirante investigatore più portato all'avanspettacolo. Ancora una volta dopo Profumi, giochi e cuori infranti Joanne Harris torna alla forma, a lei più che congeniale, del racconto. Mondi lontani e vicini, atmosfere calde e coinvolgenti, personaggi ironici e incredibilmente veri: ci sono tutti gli elementi che permettono all'autrice di dare voce al suo straordinario talento, concentrando in poche pagine una forza narrativa che nulla ha da invidiare ai suoi romanzi più amati.

Un altro mare
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Magris, Claudio

Un altro mare

Garzanti, 30/10/2014

Abstract: Alle soglie della Grande Guerra, il giovane Enrico Mreule, grecista e filosofo, s'imbarca per il Sudamerica e va a fare il gaucho in Patagonia, dove sparisce nell'anonimato e nella solitudine. Abbandona la sua Gorizia ancora absburgica, col suo mosaico di culture diverse, e tra la fuga e il ritorno, fra la caduta dell'impero e le tragedie della seconda guerra mondiale e del comunismo, tra i grandi spazi d'oltreoceano e il caparbio ritiro immobile su uno scoglio dell'Adriatico, la sua esistenza si consuma interiormente in un'ansia di perfezione che la conduce al nulla, si brucia per troppa luce e si chiude in un acre e nostalgico diniego. In una narrazione asciutta e tagliente, scandita dall'incalzare dei fatti e affidata a una scrittura epica ed essenziale, Magris racconta la storia di un amore per la vita che approda all'impossibilità di vivere, una parabola che si richiama all'odissea di altri grandi fuggiaschi della letteratura e della cultura moderna.

Biglietto, signorina
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Vitali, Andrea

Biglietto, signorina

Garzanti, 30/10/2014

Abstract: "Bellano è una Macondo fatta di storie e di uomini simpatici e accattivanti."la Repubblica - Antonio Gnoli"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"Alla stazione ferroviaria di Varenna, a pochi chilometri da Bellano, c'è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza biglietto. E senza un quattrino per pagare la multa. Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l'italiano, e capire cosa vuole è un bel busillis. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e consegna la ragazza al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Il regolamento però è chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla. E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficetto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel giugno del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un'aria effervescente di novità. Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del '48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall'attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte, lecite e anche no. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l'aiuto di cui ha bisogno. Biglietto, signorina – storia apparsa in una prima versione nel 2001 con il titolo L'aria del lago nell'omonima raccolta, e qui interamente reinventata, riscritta e ampliata – ci porta nel bel mezzo dell'Italia della ricostruzione, alle prese con la ritrovata libertà. In un paese che fatica a risollevarsi dalle macerie della guerra, ognuno tenta la sorte per imbastire il proprio futuro.

Il cammino oscuro - La vendetta degli Albi
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Heitz, Markus

Il cammino oscuro - La vendetta degli Albi

Casa Editrice Nord, 30/10/2014

Abstract: La Forra Oscura. È in quel luogo selvaggio e pericoloso, da cui nessuno è mai uscito vivo, che sono stati esiliati Sisaroth e Firûsha. Un tempo considerati tra gli albi più valorosi e stimati del regno, i figli del governatore dello Dsôn Sòmran sono stati accusati di omicidio e condannati a un destino peggiore della morte. Nessuno è riuscito a dimostrare la loro innocenza, eppure qualcuno è ancora convinto che si tratti di un complotto orchestrato per minare il potere del padre: Tirîgon, il loro fratello. Pronto a tutto pur di riabilitare il nome del suo casato, il giovane albo ha un'unica strada da seguire, quella che s'inoltra nel cuore della Forra Oscura, un mondo ostile e popolato di mostri, dove ogni passo potrebbe essere l'ultimo. E infatti Tirîgon si rende subito conto di non avere nessuna speranza di ritrovare i fratelli da solo: ha bisogno di una guida. Ma l'unico aiuto che gli viene offerto è quello di un indomito guerriero della stirpe dei nani, da secoli in lotta contro gli albi. Tirîgon dovrà quindi fare una scelta: affidarsi al peggior nemico del suo popolo, o rischiare di vagare per sempre in quel labirinto di tenebre...

Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore
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Uddenberg, Nils

Il vecchio e il gatto. Una storia d'amore

Corbaccio, 30/10/2014

Abstract: LA STORIA TENERA E IRRESSISTIBILE DI UN PROFESSORE E DEL GATTO CHE SI È FATTO STRADA NEL SUO CUORE. Si è presentata davanti alla finestra della camera da letto una mattina d'inverno e lo ha fissato con i suoi begli occhi tondi e color oro. In quel momento esatto ha cominciato a farsi strada nella sua vita. Questo libro è incantevole come una micetta di sei settimane. Uddenberg descrive come nasce una vera e propria storia d'amore, con emozioni e sentimenti non dissimili da una storia fra esseri umani: lei chi è? Le piaccio? Adesso cosa pensa? Perchè si comporta così? Domande a cui l'autore, professore universitario in pensione, risponde facendo appello alla letteratura, alla filosofia, all'etologia. E a cui risponde con fantasia, umorismo e tanta delicatezza.

Utopia e disincanto
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Magris, Claudio

Utopia e disincanto

Garzanti, 30/10/2014

Abstract: Utopia e disincanto raccoglie un'ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris tra il 1974 e il 1998. È un itinerario che percorre territori ben conosciuti dai lettori de Il mito absburgico, Lontano da dove, Itaca e oltre, Dietro le parole e L'anello di Clarisse, ma attraversa anche zone nuove e inesplorate. Il lettore incontrerà scritti di ampio respiro, che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica (quali la svolta di fine secolo, il ruolo dell'intellettuale, la frontiera e l'identità, il libero arbitrio), ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. I grandi scrittori hanno ovviamente un ruolo centrale: incontriamo Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andrić, Tagore e Primo Levi. Ma ci sono pure i libri di viaggio e d'avventura (come i romanzi di Stevenson e Sealsfield) e le opere di "non scrittori", di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l'anonimo poeta amazzonico che canta l'ultimo viaggio di una canoa. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull'attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane affrontate con passione e ironia. Il filo rosso che unifica i vari saggi, inseguito nelle pagine della letteratura e nel frastagliato e contraddittorio mondo della vita, è il nesso tra utopia e disincanto. Magris ci invita a confrontarci con la crisi dei grandi sistemi di valori e dei progetti di ordinare il mondo. Ci pone di fronte alla realtà togliendoci l'illusione di riscattarla una volta per tutte, ma non la disillusa e caparbia speranza di correggerla. Si tratta, insomma, di vivere nella consapevolezza che la bacinella del barbiere non è l'elmo di Mambrino, come credeva don Chisciotte, ma che senza la ricerca di don Chisciotte il mondo è incompleto.

Dietro le parole
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Magris, Claudio

Dietro le parole

Garzanti, 30/10/2014

Abstract: Il tono apparentemente cronachistico di queste pagine mette a fuoco, in realtà, decisivi nodi dialettici come il confronto tra classicità e avanguardia, visto specialmente in rapporto al contrasto tra totalità e disgregazione, il dissidio tra esperienza e parola, lo stereotipo culturale mitteleuropeo, la sintesi tra poesia e scienza, ma anche il dramma dell'anarchismo reazionario, studiato qui quale struttura in filigrana dei nazionalisti e dei fascismi "entre deux guerres". Un motivo di particolare suggestione nasce dal fatto che Magris si cimenta qui sovente con materie e aree culturali diverse, dalla "piccola patria" triestina agli intrighi della grande letteratura cosmopolita, da Biagio Marin, insomma, a Joyce e Proust, ma senza trascurare il vecchio Salgari dei nostri libri giovanili.

Io sono un'arma. Memorie di un marine
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Tell, David

Io sono un'arma. Memorie di un marine

Longanesi, 30/10/2014

Abstract: "Il libro scritto da David Tell è un manuale su come l'uomo possa essere modellato a non temere, non soffrire, non provare empatia né pietà." Roberto Saviano, la Repubblica È notte fonda quando il diciottenne David Tell scende dall'autobus che l'ha portato a Parris Island, la base militare dove avviene la prima, estenuante e selettiva fase dell'addestramento dei marines. David è sempre stato idealista e patriottico, ma niente poteva prepararlo a quello che lo aspetta: un addestramento massacrante, un incubo fatto di soprusi, vessazioni, vere e proprie torture, dal quale David riesce a uscire soltanto quando tocca il fondo dentro di sé e scopre di poter resistere. Tanto che nei mesi successivi David terminerà l'addestramento – rischiando la vita più volte – e apprenderà le tecniche di combattimento più avanzate, con le armi da fuoco e senza, le tattiche di sorveglianza e di aggressione, le manovre di invasione degli edifici occupati dai nemici... E i suoi risultati saranno tanto eccellenti che verrà selezionato per entrare a far parte della Fast Co (Fleet Anti-Terrorism Security Team Company): un'unità speciale all'interno dei marine, un'élite composta da uomini scelti diventati vere e proprie armi viventi. Con una voce asciutta e struggente al tempo stesso, David rivela segreti e retroscena inediti che riguardano il corpo militare più famoso al mondo, raccontando la storia vera di come imparare a uccidere significhi avere la possibilità di diventare un eroe... Ma significhi anche estrema solitudine ed estrema diffidenza nei confronti dei civili, della famiglia, degli affetti più cari. E persino di se stessi.

Soltanto silenzio. Un'inchiesta del commissario Micuzzi
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Cassani, Massimo

Soltanto silenzio. Un'inchiesta del commissario Micuzzi

TEA, 30/10/2014

Abstract: "Massimo Cassani: impianto classico, scrittura raffinata." Camilla Gaiaschi, la Repubblica Milano, ottobre 1978. In una domenica pomeriggio qualsiasi, durante una partitella all'oratorio del quartiere di Casoretto, scoppia il finimondo. Il giovanissimo Aristide Mastronardi – passione per il calcio e un futuro da carabiniere – viene abbattuto in area. A fischiare il rigore è un ragazzetto del Ticinese: Sandro Micuzzi, capelli rossicci e un futuro da commissario di Polizia. E mentre giocatori, padri e cugini se le danno di santa ragione, non lontano dal campetto accade un episodio all'apparenza insignificante, ma legato a uno dei fatti più controversi dell'Italia del dopoguerra. L'unico a notarlo è il fratello maggiore di Aristide, Gaetano, coinvolto pure lui nella rissa. A più di trentacinque anni di distanza, in una Milano autunnale e malinconica, il reticolo di misteri legati a quell'episodio riemerge inaspettato a opera di un avvocato americano. E mentre il commissario Micuzzi, trasferito per punizione nel commissariato di via Padova, oltre ad assistere attonito all'ennesima "sorpresa" della sua ex moglie Margherita, si trova coinvolto in una vicenda dai contorni confusi, complicata dalle ambiguità della Questura e dalla presenza invisibile del Servizi segreti italiani. E quando tutto sembra essere destinato a risolversi...

Il maiale. Storia di un cugino poco amato
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Pastoureau, Michel

Il maiale. Storia di un cugino poco amato

Ponte alle Grazie, 30/10/2014

Abstract: "Del maiale non si butta via niente": raramente proverbio è così vero. Da quando l'uomo ha iniziato ad addomesticarlo, tra il VII e il VI millennio a.C., il maiale si è rivelato una preziosa fonte di ricchezza: la sua carne è sinonimo di scorpacciata, il suo sangue e le budella sono usate per sanguinacci e salsicce, il grasso per le candele, la pelle e i tendini per fare corde di strumenti musicali, le setole spazzole e pennelli. Ciononostante, nel corso dei secoli il maiale ha conosciuto alterne fortune, che lo hanno visto animale degno di essere sacrificato agli dèi in Egitto e in Grecia, trasformato poi in simbolo di lussuria per colpa del manto rosa che lo fa sembrare nudo e addirittura condannato davanti a tribunali in piena regola con l'accusa di infanticidio. Un destino di alti e bassi, quello di questo nostro "cugino poco amato", che attraverso lo sguardo di Michel Pastoureau diventa lo specchio della mutevole storia culturale e sociale dell'uomo, una riflessione colta e prosaica su un rapporto ambivalente e sempre passionale tra noi e l'animale biologicamente a noi più affine, a cui è sempre più legata la nostra sopravvivenza.

Vaticano Spa
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Nuzzi, Gianluigi

Vaticano Spa

Chiarelettere, 30/10/2014

Abstract: Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata. Tutto grazie all'archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. Dopo la fuoriuscita di Marcinkus dalla Banca del Papa, parte un nuovo e sofisticatissimo sistema di conti cifrati nei quali transitano centinaia di miliardi di lire. L'artefice è monsignor Donato de Bonis. Conti intestati a banchieri, imprenditori, immobiliaristi, politici tuttora di primo piano, compreso Omissis, nome in codice che sta per Giulio Andreotti. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria "lavanderia" nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.

Abusivi
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Ippolito, Roberto

Abusivi

Chiarelettere, 30/10/2014

Abstract: L'abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l'inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani. A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Per l'Istat gli irregolari sono tre milioni e centomila. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. E prosperano: falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l'abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli, i trecento metri di strada a Sestri Levante e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l'arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata istallata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata collocata abusivamente una statua della Madonna. Perché l'Italia è una lunga lista di problemi irrisolti che fa sorridere ma anche no.

Dopo "Holocaust" 1979
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Anders, Günther

Dopo "Holocaust" 1979

Bollati Boringhieri, 30/10/2014

Abstract: Nel gennaio 1979 un fremito di orrore e vergogna sconvolse venti milioni di tedeschi. A innescare un tale sussulto morale collettivo, di una radicalità mai registrata dalla fine della guerra, fu una miniserie televisiva di produzione americana, Holocaust, con James Woods e Meryl Streep. Una narrazione cinematografica piuttosto convenzionale aveva trovato il varco emotivo per raggiungere una zona opaca della coscienza nazionale, rimasta inerte per decenni, inaccessibile nonostante la schiacciante massa documentale sulla Shoah. Tra le innumerevoli prese di posizione, gli interventi, le riflessioni che dilagarono nel discorso pubblico si segnalano come vere folgorazioni queste note diaristiche di Günther Anders. I suoi lampi di pensiero rischiarano ciò che allora nessuno realizzò con altrettanta acutezza: per entrare nel campo visivo di un intero popolo, la rappresentazione dello sterminio andò "rimpicciolita" a misura percettiva umana. Solo così, attraverso i protagonisti di un modesto film, riacquistarono fattezze di individui le vittime di un crimine oscurato dalla propria smisurata contabilità. E solo così per i tedeschi fu possibile spezzare quel paradigma della non-colpa che li aveva esonerati dal rimorso. "Grazie a Dio, ora si disperano, finalmente si disperano ... hanno trovato la fermezza di guardare in faccia, per ore e ore, l'indicibile".

Il principe Lestat
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Rice, Anne

Il principe Lestat

Longanesi, 30/10/2014

Abstract: C'è una Voce che solo loro possono sentire. Una Voce che non parla alle loro orecchie, né alla loro mente, ma direttamente al loro sangue. Una Voce di morte. Dolenti e magnifici, specchio oscuro delle nostre più ancestrali paure e del nostro eterno e inappagabile desiderio di immortalità, i vampiri sono tra noi. Vittime delle loro passioni, si muovono seduttivi e terribili nel mondo di oggi come in quello di ieri, scavalcando le ere e i confini geografici nello spazio di un giorno, pronti a scatenare le antiche e potenti forze della notte sul mondo ignaro, pronti a succhiare il sangue umano per vivere... Se può essere considerata vita la loro eterna dannazione. Ma ora qualcuno (qualcosa?) sta colpendo il mondo cristallizzato e terribile dei Non Morti. Da Parigi a Mumbai, da Hong Kong a Kyoto a San Francisco, una Voce misteriosa spinge i Bevitori di Sangue a combattersi tra loro, e sembra essere tornato il tempo dei Grandi Roghi. Anche il Principe Lestat la sente sussurrare e piangere nella propria mente... Che cosa vuole la Voce? Come potrà la tribù dei Non Morti sconfiggere questa forza immane che ha gettato tutti nel panico? Con la sua scrittura immaginifica, visionaria e sontuosa, Anne Rice torna al mondo affascinante dei vampiri, intrecciando le storie dei suoi personaggi più amati: il bellissimo Armand, Mekare e Maharet, Pandora e Flavius, e ancora David Talbot, generale superiore del Talamasca, mentre su tutti domina, pericoloso e ribelle, l'abbagliante principe Lestat, forse unica speranza di salvezza per i Non Morti...

Una folle passione
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Rash, Ron

Una folle passione

Salani Editore, 30/10/2014

Abstract: IL BESTSELLER DA CUI È STATO TRATTO IL FILM OMONIMO CON JENNIFER LAWRENCE E BRADLEY COOPER.Stati Uniti, 1929: George e Serena Pemberton, appena sposati, viaggiano da Boston alle montagne del North Carolina. Il loro è un sogno più che ambizioso: creare un'impresa destinata a diventare un impero, disboscando le montagne e lavorando il legname. Una nuova vita e una sfida che fin dall'inizio si rivela carica di difficoltà e imprevisti, ma i Pemberton eliminano chiunque possa intralciare la loro avanzata. Anno dopo anno l'impero cresce, mentre i boschi si diradano e la terra sfiorisce. E poco alla volta anche il patto che lega i Pemberton – un patto d'amore, di ambizione, di conquista – comincia a sfaldarsi, spingendo George e Serena verso una sconvolgente resa dei conti.Una protagonista dalla personalità dominante, un marito disposto a tutto pur di essere alla sua altezza: una coppia implacabile, descritta con stile magistrale, motore di un'azione dal ritmo impeccabile, al centro del film omonimo in uscita in Italia. Una passione esclusiva, una forza che non conosce limiti. Un romanzo di culto in America, inesorabile come una tempesta. Un classico moderno che sa incantare.***"Con uno stile da brividi, una lingua pervasa di grazia e l'amarissimo fatalismo di una ballata folk, il romanzo di Ron Rash incanta pagina dopo pagina. Il libro migliore dell'anno."NEW YORK TIMES"Troppo ipnotico per smettere di leggerlo."The Washington Post"L'inizio è indimenticabile. Le ultime pagine ancora di più. Un narratore magistrale."Kirkus Reviews"Un romanzo travolgente, necessario e pericoloso. Rash è andato oltre qualunque altra storia gotica e ha realizzato un ritratto ricco e affascinante, nella tradizione di Gabriel García Márquez."The Huffington Post"Dall'inizio alla fine, l'escalation di dramma e tensione non lascia tregua. Estremamente emozionante."People

La chimica dell'amore
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Young, Larry - Alexander, Brian

La chimica dell'amore

Bollati Boringhieri, 30/10/2014

Abstract: Com'è possibile che due persone totalmente estranee giungano alla conclusione che non solo sarebbe piacevole condividere la vita, ma che è necessario farlo? Non se ne può proprio fare a meno! C'è un'intricata catena di eventi che porta quella donna a pensare di avere bisogno proprio di quell'uomo, ci racconta questo libro; una catena non poi così differente da quella che si mette in moto nella dipendenza dalle droghe. Sono gli stessi circuiti nervosi che si animano in entrambi i casi. Insomma, l'amore è una droga, benché molto, molto bella e per fortuna universalmente accettata. Per l'amore e per il sesso siamo disposti a ridefinirci da capo a piedi: accettiamo di avere bambini (cosa che prima escludevamo categoricamente), diventiamo religiosi o atei, a seconda di come la pensa il nostro partner, cambiamo casa, lavoro, amicizie, idee e gusti. L'attrazione fisica, la gelosia, l'infedeltà trovano in La chimica dell'amore una nuova dirompente definizione.Tutto quello che avremmo voluto sapere sul sesso: come funziona, da chi siamo attratti e soprattutto perché.

Finis mundi
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Barbera, Gianluca

Finis mundi

Gallucci, 30/10/2014

Abstract: Italia, 12 aprile 2036. Mentre si dirige a casa di amici, Marco Salieri, giornalista dandy e privo di scrupoli, commette un omicidio. Occultato il cadavere nel bagagliaio dell'auto e imbottitosi di Sirenill (una droga dall'azione sedativo-ipnotica di cui nel jet set si fa largo uso) si rimette al volante. Lo attende una cena nella villa di Tomas, "santone" dell'high-tech e fratello dell'ucciso. Ma non si tratta di una serata qualsiasi. Per le due di notte è previsto l'arrivo di un gigantesco asteroide in possibile rotta di collisione con la Terra. Durante l'attesa gli ospiti prenderanno parte a un gioco di società noto come Simposio 2.0, una riedizione del banchetto platonico in chiave apocalittica. E sarà il momento della resa dei conti definitiva. Marco Salieri, del resto, ha in mente un piano criminale da attuarsi prima che scocchi l'ora. Perché, se la fine del mondo è prossima, nulla può più considerarsi proibito.Un romanzo ironico e apocalittico. Un'opera complessa e portentosa. Un unicum nell'odierno panorama letterario.

Coma
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Nelli, Divier

Coma

Gallucci, 30/10/2014

Abstract: Una donna si risveglia dal coma. Non ricorda nulla dell'incidente stradale di cui è stata vittima, non ricorda nulla della sua vita, neppure il proprio nome. Si chiama Claudia Volpi, così le hanno detto. Ma chi è Claudia? Nell'ospedale in cui ha ripreso conoscenza dopo il coma, è sola. Nessuno che possa aiutarla a recuperare la propria identità, né amici né familiari. Claudia studia i propri documenti e man mano scopre di essere stata una stimata docente di diritto, razionale e distaccata. Dimessa dall'ospedale, torna in una casa isolata e in disordine che fatica a riconoscere come propria. Da lì comincia ad affiorare il suo passato, con un segreto che sembrava ormai sepolto…Dopo Amore dispari, Divier Nelli dà nuova prova della sua abilità di narratore con un thriller psicologico dallo stile asciutto e affilato.Una storia misteriosa e densa, come il dramma che racconta. "Dio, se esiste, è come quegli scrittori che si divertono a trattare male i personaggi delle loro storie"

Uscire dalla paura
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Krishnananda - Amana

Uscire dalla paura

Feltrinelli Editore, 29/10/2016

Abstract: Esplorare le ferite del bambino interiore e comprendere quanto queste condizionano la nostra vita e la nostra possibilità di essere felici costituisce solo un primo passo nella conoscenza di sé. Occorre anche rendersi conto che con quelle ferite abbiamo finito per identificarci: noi pensiamo di essere quel ?bambino emozionale" che costituisce un'esperienza di sé piena di paura, vergogna, sfiducia e fatta di comportamenti compulsivi, che è dentro di noi e sfugge però al nostro controllo e alla nostra coscienza. Il secondo passo consiste dunque nel capire che non siamo questo bambino ferito, poiché questa autoimmagine negativa non è che il risultato di un potente condizionamento proveniente dal passato. È proprio il cambiamento della percezione di sé che può cambiare anche la vita: per usare una metafora, se ci siamo sempre identificati con il brutto anatroccolo serve la consapevolezza di ciò e la presa di distanza dall'immagine che ci siamo fatti di noi per sentirci finalmente cigni. L'identificazione con il bambino emozionale è profonda, poiché è iniziata quando si stava formando il concetto di sé, e influisce in modo determinante sulle nostre esistenze tramite ripetizione degli stessi schemi di comportamento, assuefazione a un dato atteggiamento, riproporsi di certi incidenti o malattie, continuo sabotaggio della propria vita, rassegnazione o scoraggiamento. Ecco allora che, proseguendo nel cammino di ricerca interiore iniziato sotto il suo maestro spirituale Osho e basandosi sull'esperienza personale e quale conduttore di gruppi, Krishnananda mostra come sia possibile osservando in noi il bambino emozionale liberarci poco alla volta dal suo controllo, dalla sua influenza e dalla paura che ancora suscita in noi.