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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: Una storia del teatro che sia seria ed esauriente al tempo stesso è francamente impossibile, poiché nessuno può pretendere di coprire l'arco di conoscenze necessarie a narrare 2500 anni di vita, articolati in civiltà estremamente diverse, e in almeno venti lingue irrinunciabili. Questa Breve storia adotta un criterio diverso, e racconta il teatro quale noi lo conosciamo collegando sinteticamente quegli aspetti, quei momenti, quei movimenti e quei nomi che hanno contribuito a farne quello che è. Non tanto dunque una storia del teatro nella sua inabbracciabile estensione e sovrumana complessità, quanto la storia del "nostro" teatro come logico punto di arrivo del passato.
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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: "… Dovremo d'ora in poi includere la precarietà tra le categorie dell'arte moraviana, quale matrice del suo inestinguibile bisogno di attualità. Moravia è uno scrittore perennemente "precoce", necessitato a bruciare senza sosta un passato sempre "breve", volto e per così dire condannato all'attualità …"Geno PampaloniLa bella vita è la prima delle tante raccolte moraviane di racconti. Testimonia perciò la nascita di un grande scrittore, il suo esordio letterario con Cortigiana stanca del 1927, che proviene dal cantiere ancora in costruzione de Gli indifferenti (1929), e la successiva ricerca, fino alle soglie del secondo romanzo Le ambizioni sbagliate (1935). Presenta dunque allo stato nascente le figure, le problematiche, i modelli di una esperienza letteraria tra le maggiori del Novecento italiano E mentre il giovane scrittore ripensa la propria vita e il proprio ambient, in piccoli capolavori come Inverno di malato illumina anche i molti vizi e le poche virtù della realtà italiana negli anni del fascismo, e getta a grande profondità uno scandaglio sui nodi oscuri dell'esistenza.
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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: La diciassettenne Katya Spivak sta camminando con i due dei bambini a cui fa da baby sitter per Bayhead Harbour, New Jersey, quando viene avvicinata da Marcus Kidder, un uomo gentile, dai capelli grigi, uno dei cittadini più in vista della zona. All'inizio le sue attenzioni verso Katya sembrano innocue, disinteressate; al contrario quelle della ragazza sembrano precocemente manipolatorie. La sua bellissima casa in riva all'oceano, il suo essere un artista, i libri per bambini che ha scritto, la musica classica che le fa ascoltare, i suoi generosi regali: la vita di Kidder non ha nulla a che vedere con l'ambiente da cui proviene Katya, che ha una famiglia di bassa estrazione sociale e vicina alla piccola criminalità. Gradualmente, però, a piccoli passi, la relazione tra Katya e Marcus Kidder cambia, e fargli da modella non ha più l'aura romantica dell'inizio. Cosa vuole davvero un uomo così ricco e misterioso da Katya, abbastanza giovane da essere sua nipote? E cosa è pronto a rischiare per ottenerlo? Come sempre nello stile di Joyce Carol Oates, Una brava ragazza è un racconto ambiguo e inquietante in grado di coinvolgere il lettore, trascinandolo con crescente suspense nell'oscurità dell'animo umano.
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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: "Partendo dal Risorgimento sino alla Seconda repubblica, siamo andati alla ricerca di 150 luoghi milanesi legati ad altrettanti eventi che hanno segnato la storia dell'Italia unita.Ci siamo imbattuti in tanti eventi obbligatori e irrinunciabili, ma abbiamo cercato di dare spazio anche a un'altra storia: quella della cultura, delle idee e del costume. Quindi non solo sommosse e fucilazioni, arresti e bombardamenti, atti terroristici e stragi; ma anche case editrici, riviste, gallerie d'arte, agenzie di pubblicità, industrie, festival, canzoni, film, fumetti, innovazioni tecnologiche, attraverso luoghi emblematici come il caffè e il salotto, la sala cinematografica e il bordello.Il risultato è una suggestiva cartografia, una mappa cronologica della città, un percorso nel tempo e nei luoghi reali e dell'immaginario da cui traspare la storia d'Italia."dall'introduzione di Alberto Pezzotta e Anna Gilardelli
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Io sono il diavolo-Ipocrita 1943
Bompiani, 24/07/2013
Abstract: Io sono il diavolo una raccolta di quarantadue racconti editi nel 1941, e Ipocrita 1943, un magma di riflessioni, confessioni, rimuginamenti, iniziato nel 1943 – completato negli anni successivi e pubblicato, nel 1955, in volume presso Bompiani -, segnano una svolta epocale nella creatività di Zavattini.Il suo umorismo diviene più impegnato e riflessivo, rispecchia la coscienza di crisi di un intellettuale sfibrato dal fascismo e appena uscito dalla guerra. La formula fulminante del racconto breve, la spregiudicatezza del genere surreale-umoristico, permettono a Zavattini di smascherare il buon senso qualunquista, di confessare la sua passione civile e politica e di restituire in immagine i suoi conflitti profondi. Come scrive Silvana Cirillo, nell'Introduzione, "ci sono dei momenti in cui c'è la parola e la vita, ci sono dei momenti in cui la parola è la vita".
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Bompiani, 24/07/2013
Abstract: Due coppie si incontrano, nasce un'amicizia che dura per ben nove anni e che sembra basata sull'affetto e sul rispetto reciproci. La morte di Florence, la moglie del protagonista, John Dowell, pone fine a questo sodalizio. E sarà proprio John, ricostruendo con l'aiuto della memoria quegli anni trascorsi, a scoprire che quelli che sembravano esseri puri e innocenti altro non erano che demoni corrotti e portatori di corruzione. Il buon soldato è innanzi tutto un romanzo che si fa leggere in quanto tale, in quanto racconto di casi umani avvincenti e insieme disperanti nella loro tragica imprevedibilità. Sarà in un secondo momento, a una riflessione successiva, che si potrà vedere nel vuoto emotivo e morale al centro di questa storia uno dei paradigmi importanti di tanta letteratura contemporanea.
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Come scrivere atti e pareri. Dall'esame di abilitazione alle prime attività di studio. Civile
IlSole24Ore, 24/07/2013
Abstract: Nel presente volume dedicato al diritto civile, sono state selezionate le sentenze della Cassazione più significative degli ultimi anni e costruito attorno ad ognuna di esse un mosaico completo: il parere, l'atto, la rassegna giurisprudenziale e l'inquadramento teorico degli istituti rilevanti toccati dalla sentenza.
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Garzanti Classici, 25/07/2013
Abstract: Pur nella sua spiccata originalità, La monaca rivela l'influenza dei romanzi di Richardson – Clarissa e Pamela – di cui Diderot fu grande ammiratore. Figlia adulterina di una famiglia aristocratica, Suzanne è costretta a diventare monaca. La sua incrollabile volontà di ribellione e infine la fuga non sortiscono però liberazione: la sventurata è perseguitata e torturata dalla sprezzante riprovazione della società. La società delle famiglie fondate sul denaro, dei conventi fondati sulla violenta complicità tra guardiane e giovani recluse, della religione a garanzia della frustrazione dei bisogni vitali. Sostenuto da un'analisi psicologica straordinariamente audace e penetrante, focoso e misurato a un tempo, ravvivato da una profonda umanità, è considerato fra i migliori racconti di Diderot.
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Feltrinelli Editore, 24/07/2013
Abstract: "In altre città ero stato uno di Napoli, bastava agli altri e a me quella provenienza. A Napoli non mi era accreditata. Tra gli operai della mia lingua ero accolto come un forestiero. Ero per loro uno di altre città" ritornato a Napoli per un amore, Erri De Luca si ritrova a rivivere la città dell'infanzia e della fanciullezza con altri occhi, gli occhi di un manovale che suda ogni giorno sotto la pressa del sole, che ritorna a casa con sottobraccio Viaggio al termine della notte, che conosce l'amore e la tentazione amara di accettare un conto che ci è presentato sotto spoglie ingannevoli. Tratto da "In alto a sinistra"e "Il contrario di uno" pubblicati da Feltrinelli. Numero di caratteri: 24297.
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Feltrinelli Editore, 24/07/2013
Abstract: Ha conosciuto Genova andando al Gaslini da bambino, Maurizio Maggiani. E da quel viaggio notturno, dall'impresa del passo del Bracco, dalla luce accecante del mare, da quel giorno rimarrà per sempre segnato. Da quel giorno e da tutte le cose che ha visto e non avevano ancora un nome prima che lui, bambino, glielo assegnasse.Ed è così che l'affascina e lo richiama, Genova. La città con i suoi vicoli stretti, cavalieri che uccidono draghi, pesci variopinti nell'acquario e quelle strane "m" tracciate su tombini e muri (chissà ad approvare cosa, in realtà). Tratto da "Mi sono perso a Genova" pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 65308
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Longanesi, 25/07/2013
Abstract: "Gli dei parlano per mezzo di segni: il cadere di una foglia in estate, il lamento di un animale in agonia o uno squarcio tra le nubi. Quel giorno gli dei mandarono una violenta tempesta, di quelle che restano impresse nella memoria; fu il giorno in cui a Ratharryn giunse lo Straniero. E con lui le losanghe d'oro. E con esse la fine della pace. Gli dei non si limitarono a parlare, quel giorno: gridarono." È un giorno d'estate, quello in cui lo Straniero giunge a Ratharryn e viene ucciso nel Vecchio Tempio. Eppure non è la sua morte a cambiare la vita degli abitanti del villaggio, bensì la prodigiosa quantità di losanghe d'oro ritrovate accanto al suo corpo, in apparenza un dono del cielo, il tanto atteso segno di benevolenza del temibile Slaol, il dio del sole, la cui ira ha causato a Ratharryn indicibili sofferenze. E invece sarà proprio quella miracolosa, inaspettata ricchezza a provocare altre sciagure, scatenando un conflitto insanabile tra i figli del capo tribù. Per mezzo dell'oro, infatti, Lengar, il guerriero, intende spodestare il padre e ridurre in schiavitù i popoli vicini, e ciò a dispetto del fratello, il temutissimo mago Camaban, il quale non soltanto ha avuto la " visione " di un tempio imponente che inaugurerà un nuovo mondo di pace, ma ha anche previsto che sarà il fratello più giovane, Saban, "il Favorito ", a portarne a termine la costruzione. Ma alla profezia che indica Saban come nuovo capo di Ratharryn non si possono piegare né Lengar né lo stesso Camaban, geloso dell'amore che lega Saban alle proprie spose, la potentissima maga Derrewyn e la splendida Aurenna. Eppure sarà proprio grazie alla determinazione di Saban che il tempio sarà costruito, diventando non solo un luogo caro agli dei, ma anche un'imperitura testimonianza di grandezza della tribù che l'ha concepito e edifìcato... Stonehenge: un nome che, lungo quaranta secoli di storia, è diventato sinonimo di mistero; un luogo che ha alimentato ogni sorta di ipotesi e leggende; ora, grazie a Bernard Cornwell, una saga appassionante intorno a uno dei monumenti più inquietanti (e proprio per questo più ricchi di fascino arcano) costruiti dall'uomo.
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Longanesi, 25/07/2013
Abstract: All'inizio dell'Ottocento, l'occupazione britannica dell'India occidentale dilaga come un fiume in piena. Nel tentativo di arginarla, i rajah della Confederazione degli Stati maratti decidono di far fronte comune contro gli invasori, scatenando la guerra. Nell'agosto 1803, Sir Arthur Wellesley — il futuro duca di Wellington —, forte dell'alleanza con la Compagnia delle Indie Orientali e alcuni sovrani locali, muove la sua armata verso la città fortificata di Ahmadnagar, nell'Hyderabad. Tra i soldati inglesi c'è il giovane sergente Richard Sharpe, cui viene assegnato il rischioso compito di catturare il maggiore William Dodd, che ha tradito l'esercito di Sua Maestà e guidato un drappello di mercenari maratti nel massacro di un'intera guarnigione britannica. Unico sopravvissuto all'ecatombe, Sharpe è il solo in grado di riconoscere il criminale, che però, benché Ahmadnagar venga espugnata, riesce a far perdere le proprie tracce. Quando, in una missione diplomatica presso il comandante dei maratti, costui offre a Sharpe il grado di tenente — che lo metterebbe al riparo dalle trame di Hakeswill, suo perfido avversario —, il giovane sergente sarà costretto a scegliere tra la lealtà verso l'esercito — e l'amico McCandless in difficoltà — e il tradimento. Il suo futuro e le sorti della guerra si decideranno sull'assolato campo di Assaye, dove gli inglesi, in inferiorità numerica e in territorio nemico, dovranno affrontare l'esercito dei maratti in un'epica battaglia...
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Lettere a una sconosciuta. L'ultimo amore del Piccolo Principe. Ediz. illustrata
Bompiani, 25/07/2013
Abstract: L'ultimo amore del Piccolo Principe "Quando la chiamo non c'è mai La sera non è più tornata Per giunta non mi chiama Con lei divento matto!"
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All'ordine del giorno è il terrore
Bompiani, 25/07/2013
Abstract: Gli attentati dell'11 settembre hanno messo all'ordine del giorno il Terrore. Ma più giusto sarebbe dire che ce l'hanno rimesso. Perché il Terrore costituisce fin dalle sue origini rivoluzionarie il compagno segreto della nostra modernità politica, il calco negativo delle sue speranze e delle sue promesse, l'alterità assoluta attraverso cui si legittima ogni ordine costituito. Una mitologia, più che una pratica, che il pensiero critico deve profanare – non esorcizzare come fanno i politici e i media – rifiutando la sua segregazione in una sfera separata, altra, sacra, e interrogandola invece nei suoi nessi con l'esperienza comune. È ciò che da secoli fa la letteratura di cui si occupa questo volume, da Sade a Don DeLillo, da Schiller ad Artaud, da Manzoni a Zola, da Dickens a Ballard, da Dostoevskij a Pamuk, da Conrad a Rushdie, da Turgenev a Ellroy, da Gidea Updike e a molti altri ancora: non per spiegare cosa sia o come funzioni il terrorismo, ma per mostrare quanto nel terrorismo siano in gioco l'identità e il destino di tutti noi.
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Fazi Editore, 24/07/2013
Abstract: Una delle più grandi catastrofi del '900 intrecciata inestricabilmente con una delle storie d'amore e di morte più note della letteratura e del cinema del secolo scorso: la vicenda del Titanic. Quando il 10 aprile del 1912 si imbarca sul Titanic, Morgan ha poco più di vent'anni, un'infanzia trascorsa con un zio ricco e dispotico, armatore del transatlantico, un futuro incerto davanti a sé. Diviso tra un sentimento sottilmente snob della vita e un desidero indefinito di fare grandi cose, Morgan affronta il viaggio inaugurale del Titanic verso New York con l'animo pieno di speranze e progetti ambiziosi. L'incontro con alcuni amici di famiglia, tra cui la bella e distaccata Wallis di cui si scopre innamorato, e il misterioso Scurra, un affascinante avventuriero dal passato oscuro, lo porterà a mettere in discussione se stesso fino a perdere ogni punto di riferimento. Così in pochi giorni, attraverso una serie di piccoli avvenimenti e di inattese e dolorose scoperte su Wallis e Scurra, Morgan conoscerà tutta la propria inadeguatezza e riuscirà a scorgere, oltre la linea d'ombra che l'ha sempre accompagnato, una nuova strada da intraprendere quando finalmente arriverà in America. Ma durante la notte del 14 aprile il Titanic si scontra con un iceberg e si inabissa: Morgan sarà tra i pochi superstiti, consapevole suo malgrado di quanto gli ha gridato Scurra prima di essere inghiottito dal mare: ognuno per sé.
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Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale Falso!
Laterza, 04/09/2012
Abstract: Molti si sono convinti che il nostro welfare è un lusso, che mantenendo certe conquiste sociali abbiamo 'vissuto al di sopra dei nostri mezzi', e che è ora di ridimensionarci.Ma siamo sicuri che sia l'unica alternativa possibile?Siamo davvero sicuri che l'Europa è in declino perché statalista e assistenziale?Chi lo ha detto che lo Stato sociale deve essere smantellato? Ascolta l'audio della puntata di Faharenheit su Radio 3 con Federico Rampini (18 settembre 2012) Federico Rampini partecipa a "8 e mezzo" su La 7 (19 settembre 2012) Guarda il video Ascolta l'audio della puntata di 28 minuti Radio 2 con Federico Rampini (20 settembre 2012) Presentazione del libro con Mario Monti e Antonio Martino (20 settembre 2012)
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Siam poi gente delicata. Bologna Parma, novanta chilometri
Laterza, 18/05/2012
Abstract: Allora Bologna, che è il centro della città Bologna Modena Reggio Emilia Parma, scrivere una guida di Bologna stando nel quartiere periferico Parma forse non è così assurdo."A me piacciono gli spettacoli teatrali che non sembrano spettacoli teatrali, mi piacciono i film che non sembrano film. Anche i matrimoni, lunico matrimonio che mè piaciuto, tra quelli a cui sono andato, era un matrimonio che non sembrava un matrimonio. Mi piacciono i romanzi che non sembrano romanzi, gli scrittori che non sembrano scrittori. Forse anche per quello, scrivo delle guide che non sembrano guide di città che non sembrano città."Qui non si prova a scrivere una guida senza riuscirci, qui non ci si prova neanche, perché è successo dellaltro.Ascolta Paolo Nori a Fahrenheit
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Laterza, 18/05/2012
Abstract: A proposito della nascita di Milano, numerose fonti letterarie raccontano che nel VI secolo a.C. Ambigato, re dei Celti, mandò suo nipote Belloveso al di qua delle Alpi in cerca di nuove terre, e che questi, arrivando nella Pianura Padana in un luogo non lontano dal Ticino, vi fondò una città chiamata Medhelan. Il sito gli venne indicato da una scrofa semilanuta, il cui arrivo era stato predetto da un oracolo.Che valore possiamo dare a questi racconti? Sono pura fantasia o invece, seppure in forme simboliche, riprendono fatti realmente accaduti intrecciandoli con materiale mitologico e dando origine a un mito di fondazione? E a cosa serve un mito di fondazione? Per provare a rispondere, si deve ricordare che la questione delle origini di una città ha a che vedere con il piano della verità storica e, insieme, con linvenzione di una tradizione: in altre parole, per una città ricostruire il proprio passato serve anche, e soprattutto, a costruire e a rappresentare il senso di sé.A questo sono intesi i miti di fondazione, quello ad esempio delle origini troiane di Roma, o quello relativo alla costruzione del cosiddetto miracolo greco e, appunto, quello della scrofa semilanuta: a delineare unideologia in grado di rafforzare il senso dellappartenenza alla comunità politica. Perché lidentità di una città, non meno che quella di una nazione, è un processo in continuo divenire.
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Laterza, 01/12/2011
Abstract: I libri: siamo abituati a vederli, toccarli, annusarli. Sono compagni di vita, un piacere e insieme una necessità. Ma oggi, nellera degli e-book e dei libri in rete, il mondo dei testi e della lettura sta vivendo una rivoluzione. La quarta, dopo il passaggio da oralità a scrittura, da rotolo a libro paginato, da manoscritto a libro a stampa. Sei lezioni, piacevoli e discorsive, alla scoperta dei sorprendenti strumenti che ci aiuteranno a leggere.Nel 1951, Isaac Asimov pubblicava su una rivista per ragazzi un breve racconto: Chissà come si divertivano! Il racconto ambientato nel futuro si apre con una descrizione stupita del libro a stampa, residuo di unepoca ormai superata e quasi dimenticata: "Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: Oggi Tommy ha trovato un vero libro! Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quandera bambino lui, suo nonno gli aveva detto che cera stata un'epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta. Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, comera previsto che facessero: su uno schermo, è logico." La descrizione proposta da Asimov sembra oggi straordinariamente attuale. Lo schermo è quello, piccolo e portatile, di dispositivi dai nomi strani: Kindle, iPad, Nook… È davvero questo il futuro che aspetta il libro? Gli e-book riusciranno a raggiungere e superare la perfezione e la comodità dei libri su carta? E quali conseguenze avrà, sul libro come oggetto culturale e sulle abitudini di noi lettori, l'incontro con il mondo digitale?
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Laterza, 16/03/2011
Abstract: Lidentità è oggi come un vestito che si usa finché serve: sessuale o politica, religiosa o nazionale è precaria come tutto della nostra vita. Un libro scoppiettante di intelligenza e immaginazione di un maestro del pensiero contemporaneo.