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L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
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Sacks, Oliver

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Adelphi, 08/07/2013

Abstract: Oliver Sacks è un neurologo, ma il suo rapporto con la neurologia è simile a quello di Groddeck con la psicoanalisi. Perciò Sacks è anche molte altre cose: "Mi sento infatti medico e naturalista al tempo stesso; mi interessano in pari misura le malattie e le persone; e forse anche sono insieme, benché in modo insoddisfacente, un teorico e un drammaturgo, sono attratto dall'aspetto romanzesco non meno che da quello scientifico, e li vedo continuamente entrambi nella condizione umana, non ultima in quella che è la condizione umana per eccellenza, la malattia: gli animali si ammalano, ma solo l'uomo cade radicalmente in preda alla malattia". E anche questo va aggiunto: Sacks è uno scrittore con il quale i lettori stabiliscono un rapporto di tenace affezione, come fosse il medico che tutti hanno sognato e mai incontrato, quell'uomo che appartiene insieme alla scienza e alla malattia, che sa far parlare la malattia, che la vive ogni volta in tutta la sua pena e però la trasforma in un "intrattenimento da "Mille e una notte"". Questo libro, che si presenta come una serie di casi clinici, è un frammento di tali "Mille e una notte" – e ciò può aiutare a spiegare perché abbia raggiunto negli Stati Uniti un pubblico vastissimo. Nella maggior parte, questi casi – ma Sacks li chiama anche "storie o fiabe" – fanno parte dell'esperienza dell'autore. Così, un giorno, Sacks si è trovato dinanzi "l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" e "il marinaio perduto". Si presentavano come persone normali: l'uno illustre insegnante di musica, l'altro vigoroso uomo di mare. Ma in questi esseri si apriva una voragine invisibile: avevano perduto un pezzo della vita, qualcosa di costitutivo del sé. Il musicista carezza distrattamente i parchimetri credendo che siano teste di bambini. Il marinaio non può neppure essere ipnotizzato perché non ricorda le parole dette dall'ipnotizzatore un attimo prima. Che cosa vive, se non sa nulla di ciò che ha appena vissuto? Rispetto alla normalità, che è troppo complessa per essere capita, e tende a opacizzarsi nell'esperienza comune, tutti i "deficit" o gli eccessi di funzione, come li chiama la neurologia, sono squarci di luce, improvvisa trasparenza di processi che si tessono nel "telaio incantato" del cervello. Ma queste storie terribili e appassionanti tendono a rimanere imprigionate nei manuali. Sacks è il mago benefico che le riscatta, e per pura capacità di identificazione con la sofferenza, con la turba, con la perdita o l'infrenabile sovrabbondanza riesce a ristabilire un contatto, spesso labile, delicatissimo, sempre prezioso per i pazienti e per noi, con mondi remoti altrimenti muti. Questo è il libro di un nuotatore "in acque sconosciute, dove può accadere di dover capovolgere tutte le solite considerazioni, dove la malattia può essere benessere e la normalità malattia, dove l'eccitazione può essere schiavitù o liberazione e dove la realtà può trovarsi nell'ebbrezza, non nella sobrietà". "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel 1985.

La traduttrice
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Alameddine, Rabih - Vighi, Licia

La traduttrice

Bompiani, 10/07/2013

Abstract: Aaliya Sobhi ha 72 anni, la sua città è Beirut. Ripudiata molti anni prima dal marito impotente, vive sola in un grande appartamento.Deve decidere ancora cosa iniziare a tradurre. E ha tempo per ricordare. Aaliya è stata una libraia e traduttrice in arabo dei capolavori della letteratura mondiale; una passione, quella di tradurre, coltivata nel silenzio, per il suo esclusivo piacere: nessuna di quelle traduzioni è mai stata pubblicata. Ma lei, Aaliya, ha continuato a farne, e sempre a partire dal primo di gennaio, all'inizio di ogni nuovo anno.Ma un giorno una luce diversa da quella che emanano i libri aveva illuminato la vita di Aaliya: Ahmed, un giovane profugo palestinese, aveva iniziato a lavorare nella sua libreria.L'amore per i libri avrebbe potuto intrecciarsi, come i tralci di una vite, alla passione tra i due ragazzi, ma l'odio e la guerra, in agguato, e i loro bagliori, come quelli dell'amore, ancora non si spengono.Dopo Il cantore di storie, Rabih Alameddine ci offre una favola contemporanea, una storia d'amore densa di lirismo, passioni, verità.Ma La traduttrice è anche un attestato d'amore per le pagine dei grandi libri, dei classici che, coltivati nel silenzio, alimentano la Storia.

Tu sei mio
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Ward, J. R.

Tu sei mio

BUR, 10/07/2013

Abstract: John Matthew è un guerriero eccezionalmente abile, ma profondamente solo: non può parlare, e il suo silenzio nasconde un passato di violenza e un presente continuamente in bilico tra il mondo umano e quello dei vampiri. Ora si è guadagnato un posto nella Confraternita del Pugnale Nero e la battaglia contro i lesser è il suo unico motivo per andare avanti. Soprattutto quando Xhex, la guerriera metà vampira e metà symphath di cui è innamorato, viene fatta prigioniera da Lash, il feroce mezzosangue capo dei lesser e figlio dell'Omega. Anche Xhex è una guerriera, piena di coraggio, forte e orgogliosa, ma diffidente: rifiuta di essere amata e solo nella battaglia si concede completamente. Toccherà a John salvare Xhex dal suo carnefice, e da se stessa. Perché nessunodei due può sfidare e vincere il destino che li ha fatti incontrare.L'ottavo episodio della saga dedicata alla Confraternita del Pugnale Nero è una storia intensa e tragica, in cui i protagonisti dovranno attraversa e superare il dolore più grande, per conquistare finalmente l'amore.

Ashenden
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Maugham, W. Somerset

Ashenden

Adelphi, 10/07/2013

Abstract: Benché a differenza di molti suoi colleghi non ne abbia mai fatto mistero, pochi sanno che W. Somerset Maugham è stato a lungo un agente segreto al servizio di Sua Maestà Britannica – e non di secondo piano, se lo scopo del suo viaggio nella Russia del 1917 era, lo dice lui stesso, "impedire lo scoppio della rivoluzione bolscevica e mantenere il paese in guerra". Nella realtà, sempre un po' più brutale della sua rievocazione, Maugham era stato spedito a Lucerna sotto copertura, la copertura essendo un necessario periodo di isolamento da dedicare alla stesura di una commedia. Nella Svizzera di quegli anni, assai più vivace rispetto all'iconografia corrente, il materiale narrativo certo non mancava: lo spettro del comunismo si aggirava per l'Europa, e i fantasmi degli imperi, estinti e sopravvissuti, proseguivano con altri mezzi la guerra appena conclusa. Così, appena smessa l'uniforme virtuale, Maugham si inventò una delle sue controfigure più celebri: Ashenden appunto, scrittore come lui, come lui di stanza nella Confederazione, e come lui atterrito in egual misura dagli intrighi internazionali, dagli agenti nemici, dalle perversioni burocratiche dei compatrioti, e dagli inquilini più imprevedibili del continente europeo: gli elvetici. Il che spiega come mai queste storie di spie, per quanto ritoccate e reinventate, abbiano un altissimo tasso di verosimiglianza, e un altrettanto formidabile potenziale di commedia. E rende perfettamente consequenziale la scelta della BBC, che per uno dei ruoli di spicco nella miniserie tratta dal libro ha scritturato l'interprete più congeniale: Alan Bennett.

La mosca dorata
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Crispin, Edmund - Dettore, Mariapaola

La mosca dorata

Giano, 09/07/2013

Abstract: Manca solo mezz'ora per arrivare a Oxford, quando la locomotiva lascia la stazione di Didcot. Il professor Gervase Fen ha, tuttavia, esaurito la pazienza. Innervosito dall'ennesimo, ridicolo, convegno a cui è stato costretto a presenziare, prova a immergersi nella lettura di alcuni appunti sull'esploratore William Dunbar o a rilassarsi affondando la testa nella soffice poltrona di prima classe, ma la puzza di bruciato proveniente dai freni surriscaldati, il fracasso dei bagagli che dalle reticelle franano come rocce sopra le teste di passeggeri isterici, e le continue e inutili soste di fronte a fattorie e cimiteri, lo hanno stremato. Avesse almeno tra le mani un caso di rapimento o di omicidio da risolvere…Solo due giorni dopo, il desiderio del professore con la passione per i gialli viene accontentato. La vittima è Yseut Haskell, una maliziosa attricetta di poco talento arrivata a Oxford per prendere parte a Metromania, opera teatrale scritta dal celebre Robert Warner. Il suo corpo viene rinvenuto con un foro di proiettile in mezzo alla fronte, e la parte superiore del volto annerita per lo sparo. Sir Richard Freeman, capo della polizia, ha tutta l'intenzione di dichiarare rapidamente che si tratta di suicidio, per potersene tornare ai suoi amati libri. Ma Gervase Fen, che al contrario del capitano non vede l'ora di mettere da parte gli studi per dedicarsi alle indagini, non è d'accordo. E quando viene a sapere che la ragazza era detestata da tutti, intuisce che il colpevole potrebbe essere un qualsiasi membro della compagnia.Magari Sheila Mcgaw, la scenografa del teatro di Oxford; oppure Helen Haskell, la sorellastra col dente avvelenato; o forse il commediografo Robert Warner, frustrato per i recenti insuccessi nella capitale, oppure la sua amante ebrea Rachel West; o, invece, l'organista Donald Fellowes, il capitano d'artiglieria Peter Graham, il giornalista Nigel Blake, innamorato di Helen… Come scovare chi ha sparato, quando tutti ammettono che avrebbero volentieri premuto il grilletto?Muovendosi come un segugio tra camerini e aule universitarie, e svelando depistaggi, asti mai sopiti e indizi troppo chiari per essere veri, Gervase metterà a nudo un intreccio di relazioni sentimentali degno della più incredibile delle opere teatrali. Fino all'inatteso svelamento finale.Giallo ironico e dalla trama impeccabile, La mosca dorata segna la nascita di un protagonista, Gervase Fen, destinato a diventare un personaggio di culto.

Il pasticciere del re
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Capella, Anthony - Togliani, Maddalena

Il pasticciere del re

Neri Pozza, 08/07/2013

Abstract: È il 1670 e il dolore regna alla corte inglese di Carlo II Stuart. Madame Enrichetta, lamata sorella del re andata in sposa a Filippo di Francia, fratello di Luigi XIV, è morta in circostanze misteriose a Versailles, e il re, il principe inglese amante dei piaceri, convinto che lamata sorella sia stata uccisa dal marito, si è trasformato in un monarca infelice. Ha cacciato via il sarto, mandato via lamante e sprofondato la corte intera in un lutto stretto.Per riguadagnare i favori del re triste, decisivi nel conflitto con lOlanda, Luigi XIV ha deciso di spedire a Londra un giovane italiano, Carlo Demirco, e una belle bretonne, Louise de Kérouaille.Affascinante con il suo tricorno in testa portato senza parrucca, Carlo Demirco possiede un dono raro in quellepoca in cui le corti europee fanno a gara nellesibire i più sofisticati divertissements: è il pasticciere di Versailles, il creatore dei mirabolanti sorbetti di fiori canditi, di pesche aromatizzate alla galanga, di pere insaporite con crema inglese, che stupiscono i cortigiani e le loro dame durante i grandiosi ricevimenti per mille e più invitati, con teatri e grotte grandi quasi quanto lintero palazzo reale e lussureggianti comédies-ballets. Ha appreso la sua arte da un persiano al servizio dei Medici a Firenze, un uomo burbero che gli ha trasmesso i segreti dei sorbetti che venivano preparati un tempo alla corte dello scià Abbas a Isfahan. A Versailles, tuttavia, ha affinato quegli antichi procedimenti fino a ottenere qualcosa di mai visto, e assaporato, prima: una crema morbida e vellutata, totalmente priva di granelli di ghiaccio.Occhi meravigliosamente verdi, ricci neri ribelli, la bellezza severa delladolescenza dipinta sul volto, Louise Renée de Penancoët, dame de Kérouaille, figlia maggiore della famiglia più antica di Bretagna, spedita a corte dai genitori per trovare marito e risollevare le sorti del casato decaduto, ha anche lei un merito non da poco agli occhi di Luigi XIV: è stata la damigella preferita di Madame Enrichetta, la sua più intima confidente, colei che è al corrente di tutti gli sforzi profusi dalla consorte di Filippo per aver Carlo dalla parte della corona francese.Demirco e la belle bretonne hanno un compito preciso: ridestare ai piaceri della vita Carlo II Stuart e ricondurlo così sulla retta via del suo antico legame con Parigi.Abile ricostruzione di un capitolo importante della storia europea del Seicento, Il pasticciere del re è un sorprendente romanzo storico che ha il pregio di unire una vvincente storia di passioni e intrighi, di alleanze e tradimenti allinvenzione di una delle maggiori delizie del palato: il gelato.

Vita di Pantasilea
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Romano, Luca

Vita di Pantasilea

Neri Pozza, 10/07/2013

Abstract: Roma, 1527. Tra i vicoli, i palazzi, le rovine antiche, le chiese in costruzione, si muove un popolo sempre in bilico tra la gloria del passato e la miseria del presente, tra il lusso della corte papale e la precarietà della vita quotidiana,tra la corruzione degli alti prelati e la fede sincera della gente comune. Ma questa realtà, apparentemente solida e immutabile, è minacciata e poi sconvolta da uno degli avvenimenti più sanguinosi della storia d'Italia: il sacco perpetrato ai danni della città eterna dai soldati dell'esercito dell'imperatore Carlo V guidati dal Conestabile di Borbone. Spagnoli, tedeschi e lanzichenecchi, che, diversi in tutto – religione, moralità, abitudini – ma accomunati dalla brama di denaro e di rivalsa, occupano, distruggono, derubano, violentano, uccidono senza pietà colpevoli e innocenti, puri e corrotti, giovani e anziani.Su questo sfondo si muove Pantasilea, una cortigiana molto particolare, non ricca ma elegante, non nobile ma colta, una ragazza giovane e piena di un'assoluta voglia di vivere e di amare. È innamorata di Benvenuto Cellini – dalla cui Vita è tratto lo spunto narrativo per questa storia – ed è incinta di lui: l'artista, che lavora come orafo, però non è disposto a lasciarsi frenare nella sua strada verso la fama e il successo dal sentimento per una donna. Pantasilea dovrà quindi cercare altre vie per assicurarsi un futuro, scontrandosi con il freddo opportunismo dei più forti e dei più ricchi, che la useranno el'abbandoneranno. Ma proprio la violenza scatenata dal saccheggio degli imperiali pareggerà i conti, accomunando umili e potenti, offrendo ad alcuni una possibilità di riscatto, togliendo ad altri ricchezza e potere, smascherando le ipocrisie ed esaltando la vera lealtà.Dagli incontri e confronti tra la varia umanità che popola Roma nasce una narrazione corale dalla trama avvincente, ricca di colpi di scena, imprevisti e scherzi del destino che hanno il sapore della vita vera: una vita umiliata, sconfitta, offesa dalla violenza della guerra, ma che saprà avere la meglio sulla devastazione, in nome del coraggio e della speranza. Un romanzo avvincente, dunque, ma anche un'opera di sapiente ricerca storica, spinta fino alla ricostruzione di dialoghi documentati e alla cura della toponomastica e del lessico specifico dei diversi gruppi sociali, oltre che degli ambienti e dei costumi dell'epoca; così che il lettore, quasi dimenticandosi di avere davanti un'opera di fantasia, viene preso per mano e condotto attraverso un mondo descritto come passato, ma ancora fin troppo attuale.

L'angelo egoista
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Romano, Luca

L'angelo egoista

Neri Pozza, 10/07/2013

Abstract: Giugno 1930, Parigi. Nei giardini dell'hôtel particulier della contessa Anna Letizia Pecci Blunt, si svolge il ballo più elegante della stagione. In quella serata un po' magica, tra principi, artisti e dame dell'alta società, un ragazzo di diciassette anni, arrivato da Londra per studiare all'École des Beaux-Arts, incontra Lee Miller. Sottile, slanciata, gli splendidi capelli biondi tagliati alla garçonne, Lee ha solo due anni più di lui, ma possiede già un fascino e una bellezza inafferrabili. Ed è soprattutto una donna emancipata e libera che suscita irrefrenabili passioni nei molti uomini che entrano nella sua vita. È arrivata dagli Stati Uniti un anno prima, dopo essere diventata la modella preferita di Condé Nast, il fondatore di Vogue. Quella sera è accompagnata da Man Ray, di cui è diventata la musa, l'amante e l'instancabile collaboratrice nella creazione di straordinarie immagini surrealiste. Ma questo non le impedisce di trascorrere con il giovane sconosciuto la prima di molte notti d'amore. Inizia così un tormentato rapporto che, tra rotture e riappacificazioni, terminerà solo con la morte di Lee, quasi cinquant'anni dopo. In questo lungo arco di tempo cambieranno molte cose, ma in lui rimarrà la consapevolezza di essere l'unico uomo a conoscerla e accettarla completamente. Per lei ci saranno due matrimoni, molti amanti, le amicizie con i grandi artisti dell'epoca. Ci sarà il giornalismo di guerra, la folgorante carriera di fotografa che la porterà sul fronte della Normandia e poi a Dachau, a fotografare gli indicibili orrori dei campi di concentramento. E ci saranno anche gli anni dell'autodistruzione, tra centinaia di sigarette e fiumi di whisky e di cognac, mentre l'Europa e il mondo intero innalzano il loro canto del cigno.L'angelo egoista è la storia di Lee Miller, un romanzo che celebra il talento e il coraggio, il desiderio di vita e di libertà di una delle donne più straordinarie del secolo scorso.

Zero
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Rizzo, Frank

Zero

Giano, 10/07/2013

Abstract: "Lo vuoi lo scoop dell'anno?" è la domanda che ogni reporter di cronaca nera sogna di sentirsi rivolgere. Se poi a offrirla su un piatto d'argento è uno sbirro onesto non c'è giornalista che rinuncerebbe a cogliere l'occasione al volo. Un po' meno però D.G.M. Stone, cronista del Courier di San Francisco. Italo-americano atipico con tre primi nomi impronunciabili in inglese, da tempo vivacchia annoiato, si nutre di colesterolo e perde tempo col suo barista preferito, DeLano, nel suo bar a downtown. Quando l'amico d'infanzia Harry Dugan, capo della squadra omicidi della città californiana lo invita a presenziare sulla scena di un delitto e a scriverne un articolo da prima pagina, ci va con i piedi pesanti e molto scetticismo.Il quadro che si presenta a Stone è a dir poco inquietante. La vittima, Julius Sinter, è un noto uomo d'affari con fisico palestrato e conoscenze influenti, innanzi tutto quella con il Presidente degli Stati Uniti. La morte è avvenuta per dissanguamento dopo due colpi di pistola ai genitali. Sul petto del cadavere l'assassino ha scritto col sangue un misterioso messaggio: "Meno uno".Mentre il capitano Dugan indaga, Stone avanza sul suo giornale l'ipotesi piú probabile alla luce del teatro del crimine: quella di un omicidio commesso da un killer omofobo che si aggira per la tollerante San Francisco.Ma nulla è mai facile come sembra, specialmente in un mondo dove ricchezza, sesso e politica sono strettamente legati. Se davvero Sinter era gay, che cosa ci faceva in assidua compagnia di Carson Lamarr, splendida bruna dal mestiere ignoto? E l'incontro di Stone con l'ancor piú splendida Eleonore Drakeman, ricchissima bionda malinconica con gli occhi turchese, di mestiere investigatore privato, può essere casuale? Eleonore è una donna con molti segreti e una vena violenta. Harry l'ha incrociata piú volte, la considera pericolosa e avverte Stone senza mezzi termini di stare alla larga.E ancora: può essere un caso che di lí a pochi giorni sia prevista una visita in città proprio del Presidente, con un dispiegamento dei servizi di sicurezza mai visto prima? In effetti, l'inquilino della Casa Bianca non è amato da tutti, anzi da molti è odiato. C'è chi crede che non sia nemmeno nato negli Stati Uniti, altri pensano che sia musulmano. Fra questi ci sono gli aderenti alla cosiddetta Nuova Famiglia, un'organizzazione di fondamentalisti cristiani che dopo l'11 settembre ritengono che la preghiera non sia piú sufficiente.In attesa dell'arrivo del Presidente per una cena al St. Francis Hotel in cui forse qualcosa si chiarirà, tutto per Stone sembra andare a gambe all'aria: il suo posto al Courier è in pericolo, la sua amicizia con Harry sembra giunta al capolinea, per non parlare delle sue vicende sentimentali tra la bruna, la bionda e una ex moglie preda di fanatismi e legami insospettati.

La mano sinistra di Dio
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Hoffman, Paul

La mano sinistra di Dio

Casa Editrice Nord, 11/07/2013

Abstract: Non lasciatevi ingannare. Si chiama Santuario dei Redentori, quello in cima a Shotover Scarp, ma è un luogo che non dà nessun rifugio e offre ben poca redenzione. Anzitutto è circondato, a perdita d'occhio, da un'arida boscaglia, è avvolto da una perenne coltre di fuliggine ed è così grande che è facilissimo perdersi, proprio come ci si perderebbe in una landa desolata. Poi ci vivono più di diecimila ragazzi, tormentati dalla fame e dal gelo, costretti a pregare e a fare penitenza, stremati da punizioni brutali e da un addestramento sfibrante. E tutto perché i Redentori hanno un disperato bisogno di soldati da mandare in guerra contro gli Antagonisti, contro coloro che non credono in nessun Dio. Una guerra che dura ormai da due secoli. Questa è stata la vita di Cale da quando, dieci anni prima, è stato strappato alla sua famiglia e condotto nel Santuario. Adesso Cale di anni ne ha quattordici: il suo passato è stato cancellato, il suo presente è un inferno e il suo futuro è la morte sul campo di battaglia. La stessa fine di tutti suoi compagni. Però Cale non è come gli altri. Non si lamenta, non rimpiange, non protesta. Il suo sguardo è freddo e spietato, il suo cuore è calmo e risoluto, la sua mente è lucida e determinata. Perché Cale ha un piano. Deve fuggire. Ma non si può sfuggire al destino. Perché, dopo aver abbandonato il Santuario, Cale si ritroverà in un mondo ancora più crudele e pericoloso. Un mondo in cui bisogna combattere con le armi e con l'astuzia. Un mondo che regala l'amore soltanto per strapparlo via. Un mondo in cui amici e nemici hanno lo stesso volto. Un mondo che aspetta e teme colui che forse lo distruggerà: la Mano Sinistra di Dio...

I love fashion
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Clarke, Angela - Katerinov, Ilaria

I love fashion

Tea, 11/07/2013

Abstract: Dopo essere stata lasciata dal fidanzato storico, Angela ha il cuore spezzato e il morale a terra. Essere assunta da una prestigiosa agenzia di moda londinese, quindi, sembra proprio l'occasione ideale per ricominciare da capo. In realtà Angela non sa assolutamente nulla di moda, e con la sua taglia 42 viene considerata scandalosamente sovrappeso, ma ha la testa piena di sogni e di entusiasmo.Ben presto si renderà conto di essere atterrata su un altro pianeta, tanto magico e scintillante quanto folle: un mondo dove al colloquio di lavoro il fattore determinante è indossare le scarpe dello stilista giusto, non il curriculum; dove le torte di compleanno si annusano (e poi si buttano via), non si mangiano; dove i cagnolini viziati delle star viaggiano in prima classe; dove a trent'anni il botox è già un must; dove a dettare legge sono l'hair stylist e il make-up artist. E soprattutto dove, tra una vendita di campionario e un party esclusivo, rischi seriamente di ritrovarti con il conto in rosso e di allontanare da te le persone che ami davvero.Oltre a svelare i retroscena più assurdi, divertenti e piccanti dell'industria del glamour, I love fashion racconta la favola moderna di una ragazza come tante alla ricerca della felicità, del vero amore e dell'autentica se stessa.

Apocalisse Z. L'ira dei giusti
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Loureiro, Manel

Apocalisse Z. L'ira dei giusti

Casa Editrice Nord, 11/07/2013

Abstract: Non è rimasto più niente. Non esistono più Stati, né governi, né leggi. Gli zombie hanno spazzato via tutto: quelli che un tempo erano uomini e donne, bambini e anziani, sono adesso una caotica e insaziabile orda di non-morti che vaga per l'Europa. All'Apocalisse Z sono sopravvissuti solo in tre. Lucía, Viktor e lui, il giovane avvocato che ha convinto gli altri a salire su una piccola imbarcazione e a rifugiarsi in mare aperto, nella speranza di essere trasportati a ovest dalla corrente. E, dopo settimane passate in balia del vento e dell'oceano Atlantico, accade il miracolo: un'enorme petroliera incrocia la loro rotta, li fa salire a bordo e li conduce sulle rive del Mississippi, a Gulfport, l'unica città degli Stati Uniti risparmiata dalla furia degli zombie. Lì, i tre entrano a far parte di una piccola comunità che resiste strenuamente alla pressione dei non-morti e che – almeno in un primo momento – sembra accogliere a braccia aperte i nuovi arrivati. Tuttavia, col passare dei giorni, Lucía e i suoi compagni si rendono conto che c'è qualcosa di molto strano nei loro "salvatori": qualcosa di ancora più pericoloso degli zombi da cui sono fuggiti...

Nuvole di fumo
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Sepúlveda, Luis

Nuvole di fumo

Guanda, 11/07/2013

Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeI racconti di un maestro. Che succederebbe se due angeli, dopo tanti anni di esperienza di volo e di onorato servizio, si scontrassero in un increscioso incidente e, caduti a terra, mandassero tutti al diavolo per andarsi a bere un buon whisky e fumarsi una sigaretta in santa pace?

Una lunga trattativa
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Fasanella, Giovanni

Una lunga trattativa

Chiarelettere, 11/07/2013

Abstract: Non basta la verità giudiziaria. Nel mare di accuse e veleni che continuano a inquinare i processi in corso sulla trattativa Stato-mafia, con particolare riferimento alle morti di Falcone e Borsellino, e che hanno addirittura coinvolto indirettamente il presidente della Repubblica, è necessario provare a spostare il nostro angolo visuale e fare un passo indietro. La storia ci viene in aiuto per capire che cosa sta succedendo. La partita è troppo grossa perché possa rimanere nelle aule di un tribunale. In gioco è la Repubblica italiana, il nostro Stato. Entrambi nati con l'appoggio fondamentale della mafia. L'autore spiega come e perché. Dalla vittoriosa cavalcata di Garibaldi aiutato dai picciotti siciliani durante la spedizione del 1860 agli omicidi impuniti d'inizio secolo che contaminano il tessuto economico-finanziario, all'alleanza col fascismo che si limitò a contrastare la manovalanza armata. Poi il patto di sangue con gli angloamericani nel 1943 per indirizzare la pace, seguito dagli omicidi e dalle stragi del dopoguerra perché la sinistra non avesse il sopravvento al Sud, fino alle tragiche vicende oggetto degli attuali processi. Difficile ammetterlo, però è così: la mafia è stata una risorsa decisiva per lo Stato italiano sin dai suoi albori unitari offrendo appoggio anche militare a chi vigilava sul controllo "democratico" del paese e talora a chi sosteneva veri e propri disegni eversivi. La magistratura non ce la può fare da sola a spaccare questa crosta spessa di bugie, inganni e depistaggi pilotati. In nome della pace e di una ragione che di Stato ha ben poco. Una pace insanguinata. Per la difesa di interessi internazionali, per il controllo del Mediterraneo. Una partita a scacchi che ci vede di volta in volta spettatori fragili e passivi, collaboratori interessati o eroi coraggiosi, fino alla morte.

L'ordine della croce. Black Friars
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De Winter, Virginia

L'ordine della croce. Black Friars

Fazi Editore, 11/07/2013

Abstract: La leggenda vuole che, quando anche il Settimo Cavaliere dell'Ordine della Croce si sarà risvegliato, avrà il compito di chiudere le porte di questo mondo perché sarà ormai distrutto dal male.La Vecchia Capitale non ha pace. Scossa dai tumulti del Presidio, avvelenata dai malefici di Belladore de Lanchale, l'antica città dovrà ora affrontare un nemico senza eguali. L'ultima erede della dinastia Blackmore, garante della tregua con le creature del Presidio, è stata ritrovata, ma le malvagie entità accetteranno che sia proprio la giovane Sophia a custodire un armistizio suggellato dalla sua antenata migliaia di anni prima? Le forze del male hanno destato dal suo riposo l'Ordine della Croce e i cavalieri sono pronti a imbracciare le mitologiche spade per difendere il genere umano dalla minaccia delle nebbie demoniache. Intanto, ancora ignara del pericolo, Eloise Weiss è alle prese con il misterioso ritrovamento dello scheletro di uno studente dell'Università. Questa volta i suoi poteri di Evocatrice sono vani, ma grazie alle sole conoscenze mediche giunge a una verità inquietante: le ossa rinvenute sono le chiavi di uno scrigno che sigilla i segreti più oscuri della Vecchia Capitale, segreti di personaggi potenti disposti a tutto perché non siano svelati. Eppure, come in un labirinto di delitti e apparizioni dal passato, ogni filo di questa storia passionale e avvincente sembra destinato a ricongiungersi. Virginia de Winter chiude la serie culto Black Friars con una giostra di rocambolesche avventure cappa e spada, di potenti cavalieri e coraggiose eroine che rischieranno tutto per compiere il loro destino.

La vipera. Un nuovo omicidio sull'isola di Gotland
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Östlundh, Håkan

La vipera. Un nuovo omicidio sull'isola di Gotland

Fazi Editore, 11/07/2013

Abstract: Un elicottero vola sopra il mar Baltico trasportando il detective Fredrik Borman, ferito gravemente alla testa e con scarse possibilità di sopravvivere. Tre settimane prima due cadaveri sono stati rinvenuti in una fattoria vicino Levide: una donna, uccisa con un colpo alla testa, e un uomo fatto a pezzi, il cui corpo non è più riconoscibile. Al momento del ritrovamento sul pavimento in parquet del soggiorno, i due erano già morti da giorni. Il proprietario della casa, Arvid Traneus, era appena rientrato dal Giappone dopo anni di lavoro laggiù come consulente di una grande impresa. Sulle prime la polizia pensa che sia lui l'uomo assassinato, dato che la donna viene riconosciuta come la moglie. Ma le indagini condurranno a identificare il corpo dell'uomo come quello del cognato di Arvid e il caso cambierà direzione, mentre chi è sospettato sembra essere svanito nel nulla.

L'anima del mondo
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Palomas, Alejandro - Sichel, Silvia

L'anima del mondo

Neri Pozza, 11/07/2013

Abstract: Che cosa succede quando la vita decide di dare una seconda opportunità a chi ha sofferto l'infelicità per una perdita indimenticabile o per il sottile male di stare al mondo?In un pomeriggio di fine giugno, Otto Stephens e Clea Ross fanno il loro ingresso alla residenza per anziani "Buenavista", a pochi chilometri da Barcellona. Tutti e due da soli e sulle proprie gambe. "Ricovero volontario, pattuito e sollecitato dagli interessati in pieno possesso delle proprie facoltà mentali" recita l'etichetta adesiva rossa che campeggia sulle loro schede d'ammissione.Otto, capelli bianchi, fazzoletto al collo, pantaloni dal taglio impeccabile e bastone con il manico di legno scuro, entra accompagnato dalla sua risata gioiosa e cristallina. Clea, invece, fedelmente seguita da Rita, una cagnetta bianca a macchie nere e marroni.Clea è stata una promessa del violoncello, ma ha dovuto abbandonare la musica e la carriera per restare accanto al marito, noto direttore d'orchestra, e adesso vive di rimpianti. Otto, a novant'anni, è ancora lo stesso scanzonato e brillante dongiovanni che era un tempo.Quando i due anziani richiedono i servizi di un'infermiera privata che si prenda cura di loro e a entrambi viene affidata Ilona, le loro esistenze, destinate a spegnersi tra le mura dell'ospizio, magicamente si ridestano e si rimettono in moto.Capelli neri, pelle chiara e occhi azzurri, Ilona è fuggita anni prima dall'Ungheria comunista. Ora lavora diligentemente come infermiera. Nel tempo libero, tuttavia, medita incessantemente sulla storia d'amore appena finita con un liutaio di nome Miguel. Così, quando Otto le chiede di dargli una mano a fabbricare un violoncello, lei decide di aiutarlo, memore del suo passato amore.E mentre lo strumento si anima a poco a poco, le vite di Otto, Ilona e Clea si toccano, si incrociano e si sovrappongono fino a creare un mosaico, toccante e rocambolesco, di rivelazioni e confidenze, mezze verità e bugie. E quando il violoncello sarà terminato, a ciascuno non resterà che un ingrato compito: vincere le proprie paure e ricominciare a vivere.

Gandhi. Il risveglio degli umiliati
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Attali, Jacques

Gandhi. Il risveglio degli umiliati

Fazi Editore, 11/07/2013

Abstract: Ma come ha fatto, questo timido uomo – nato da famiglia modesta, in una casta "dignitosa" ma inferiore ai bramini, senza conoscenze – a diventare la guida morale di un paese tra i più sofisticati, i più gerarchizzati, i più religiosi del mondo? Come è riuscito quest'uomo dalla voce esitante, che a trent'anni era incapace di parlare in pubblico, a riunire, vent'anni dopo, milioni di uomini pronti a morire per lui? Jacques Attali, con una prosa ricca di citazioni, aforismi e materiali inediti, ripercorre la vita del "mahatma", dalla sua infanzia fino al suo assassinio, raccontandoci l'uomo, le sue scelte politiche, il suo mondo spirituale. Seguendo il suo incredibile destino si comprenderà che non vi è nulla di più universale che questa vita così particolare, così intensa, così mistica tutta rivolta alle istanze di liberazione e indipendenza del suo popolo.

Alberto Sordi e la sua Roma. Ediz. illustrata
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Mollica, Vincenzo - Nicosia, Alessandro - Satta, Gloria - Appetito, Tiziana - Mollica, Vincenzo - Nicosia, Alessandro - Satta, Gloria

Alberto Sordi e la sua Roma. Ediz. illustrata

Gangemi Editore, 10/28/2015

Abstract: Alberto Sordi non è stato soltanto un grande attore, un inimitabile interprete di commedie: nessuno come lui ha raccontato l'Italia dai tempi del fascismo al nuovo millennio attraversando la ricostruzione, l'emigrazione, il boom economico, il femminismo, l'euforia degli Ottanta, il rapporto con la Chiesa, l'evoluzione della coppia, l'arroganza del potere, la solitudine degli anziani. In circa duecento film, tutti preziosi documenti antropologici, Alberto ha smantellato la retorica dei sentimenti con l'umorismo spietato della sua osservazione. La sua forza? Portare sullo schermo tipi umani presi dalla realtà, nei quali chiunque potesse riconoscersi. E nella storia di Sordi, Roma è stato il grande amore, il luogo dove magicamente si sono intrecciati i film dell'attore e la sua biografia densa di eventi e incontri, appassionante come un romanzo. Oggi, a dieci anni dalla scomparsa di "Albertone", questo libro ripercorre attraverso immagini, testimonianze, battute celebri, ricordi, la grande storia d'amore di Sordi con la sua città.

Via da Gormenghast
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Peake, Mervyn

Via da Gormenghast

Adelphi, 17/07/2013

Abstract: Quando, alla fine del secondo pannello della trilogia, il giovane Tito, signore di Gormenghast, trova la forza di strapparsi al suo reame, la cui bellezza si è ormai corrotta in cupa fatiscenza, le parole della madre – "Non esiste un altrove. Tutto conduce a Gormenghast" – sembrano richiudersi sulla sua fuga come una pietra tombale. Scoprirà che un altrove esiste, ma che è divorato non meno di Gormenghast dal Male: la città a cui approda è solcata dalle disumane meraviglie del controllo poliziesco – figure con l'elmetto che paiono scivolare sul terreno, sciami di velivoli senza pilota simili a equazioni di metallo, globi dalle viscere colorate quasi umane –, sottomessa a una scienza dispensatrice di morte. E nei cunicoli del Sottofiume vive una immane popolazione di reietti, fuggiaschi, falliti, mendicanti e cospiratori che non vedranno mai più la luce del sole. Scoprirà che al di là della sua nessun'altra realtà è per lui decifrabile, così come la sua è per gli altri inconcepibile: lontano da Gormenghast non c'è che l'ossessione del ricordo, e la follia. Dovrà, sorretto dall'aiuto di pochi – il gigantesco Musotorto, l'amorosa Giuna, i transfughi del Sottofiume Cancrello, Frombolo e Sbrago –, combattere, sfuggire a insidie, sottrarsi a ogni vincolo d'amore, amicizia e riconoscenza per conquistare l'unica verità che conti: "Era come una scheggia di pietra, ma dov'era la montagna dalla quale si era staccata?". Anche in questo terzo e ultimo volume la vastità di respiro e la potenza visionaria di cui Peake si mostra capace lasciano ammirati, dando ragione di ciò che asseriva C.S. Lewis: "I libri di Peake sono vere e proprie aggiunte alla vita; come certi sogni rari, ci offrono sensazioni che non abbiamo mai sperimentato, ampliando in noi la gamma delle esperienze possibili".