Trovati 855455 documenti.
Trovati 855455 documenti.
Risorsa locale
Vallardi, 11/11/2010
Abstract: "E adesso che mi ritrovo seduto sui gradini d'ingresso della Facoltà con la mia brava laurea, magari con tanto di 110 e lode, ma ormai fuori dall'università, che cosa faccio, dove vado, cosa c'è là fuori? Che fare?"Ogni anno circa 160.000 laureati si fanno la stessa domanda: Mi sono laureato! E adesso? non è un generico manuale, ma un testo destinato a guidare i giovani a "vendere" al meglio la propria candidatura.Le tappe fondamentali su cui si struttura il libro sono il curriculum (a cosa serve, come si scrive e quali informazioni mettere in evidenza per farsi notare ed essere convocati al successivo colloquio di selezione); i master e i tirocini formativi (quali sono le opportunità di alta formazione post laurea e come distinguere master, tirocini e stage "buoni" da quelli "cattivi"); il colloquio di selezione (come prepararsi per convincere l'intervistatore ad assumere proprio noi e quali domande fare per capire se il posto di lavoro che viene offerto è veramente quello che fa per noi).
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: "Il funambolismo non è un'arte della morte, ma un'arte della vita – della vita vissuta al limite del possibile. Ogni volta che mette piede sul cavo, Philippe tiene in pugno quella vita e la vive in tutta la sua esilarante immediatezza, in tutta la sua gioia. Possa egli viverla fino a cent'anni". Paul Auster "Philippe Petit è un artista, e il suo teatro è il cielo". Robin Williams "È un libro bellissimo. Punto. Uno di quei libri che ti cambiano la vita. Lo leggi e non sei più lo stesso. Io l'ho letto diversi anni fa e mi ha colpito moltissimo. È proprio così: lo leggi e non puoi essere più lo stesso. L'equilibrio, come la libertà, non è definitivo, va conquistato e difeso tutti i giorni da quelli che ce lo vogliono fottere, che sono tanti". Vasco Rossi CON UNA PREFAZIONE DI PAUL AUSTER "Ecco un libro di consigli per quelli che, un giorno, oseranno l'impossibile: camminare dritti incontro al cielo e raggiungere le stelle. Esso mostra l'arte di colmare e illuminare il Vuoto, un vuoto tra due torri, due orli di precipizio, due pianeti, o lo spazio fra il cuore e lo spirito. Un filo collega ciò che sarebbe rimasto separato per sempre nella solitudine. [...] Ecco un libro sulla paura e la solitudine, un libro sul sogno e la poesia, sulle altezze crudeli e le nobili audacie, sull'equilibrio maestoso e l'immobilità d'un altro mondo, sulla caduta e la morte. Esso evoca un'estasi che sonnecchia nel profondo di ciascuno, uno stato interiore magnifico, come una luce nascosta. Ti rendo omaggio, Philippe, Uomo Fragile del Filo, Imperatore dell'Aria. Come Fitzcarraldo, sei tanto raro e prodigioso che più non si potrebbe: un Conquistador dell'Inutile. E m'inchino con rispetto profondo". Werner Herzog Philippe Petit è un funambolo di fama mondiale, che ha attraversato su un filo la distanza tra le guglie di Notre-Dame, tra le Torri gemelle del World Trade Center, tra altissimi picchi alpini e tra sponde di pericolose cascate. In questo libro Petit ha raccolto l'essenza del funambolismo, un'arte sottile, effimera e ineffabile come l'arte di vivere: l'uomo che sa camminare sulla corda, cammina anche sulla corda metaforica tesa sulle difficoltà quotidiane della vita. Per questo il Trattato di funambolismo è risultato fatalmente un libro sulla vita, poetico e filosofico, ed è subito diventato un caso letterario che ha affascinato artisti e intellettuali di tutto il mondo.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 17/10/2012
Abstract: Una donna di umili origini che vive in campagna, partorisce in ospedale una bambina, ma dopo qualche giorno le dicono che la figlia è morta in seguito a una febbre violenta. Lei non si rassegna, si convince che la piccola sia ancora viva, e decide di agire. Con l'aiuto di un avvocato scopre che nell'ospedale dove era stata ricoverata ci sono troppe morti sospette e trova una donna pronta a testimoniare di aver sentito i medici parlare chiaramente di un rapimento: il sospetto di un traffico illegale di adozioni e di organi diventa quasi una certezza. E allora, insieme ad altre madri nella stessa situazione, decide di creare un'associazione che si batte per portare alla luce gli orribili crimini. Un giorno, durante un sit-in, vede una bambina tenuta per mano dalla moglie del ministro degli Interni, è certa che sia sua figlia. In un impeto di gioia rabbiosa l'abbraccia e tenta di strapparla alla falsa madre. Immediatamente arrestata, viene internata in un ospedale psichiatrico. Lì lotta per non impazzire e con caparbietà non rinuncia all'idea di riavere sua figlia…Il dolore di una madre, la determinazione a non rassegnarsi, la grinta con cui si batte per riavere ciò che le è stato tragicamente strappato. La storia di una donna che non si arrende, e che con la sua disperata tenacia riesce ad aiutare altre donne che come lei vivono il dramma della perdita..
Risorsa locale
Il provinciale. Settant'anni di vita italiana
Feltrinelli Editore, 17/10/2010
Abstract: Il "romanzo" di Giorgio Bocca. La memoria spavalda, insolente, appassionata di un "provinciale" che ha attraversato settant'anni di vita italiana. Un provinciale che, in quanto personaggio guida di questa autobiografia, balza fuori continuamente. Emerge con il tratto burbero della disciplina sabauda, scivola con severa curiosità sul Paese che cambia, si staglia come il vero protagonista della storia sociale italiana: è lui, il provinciale che va alla conquista del mondo, protetto dalla certezza borghese, sospettoso e al contempo permeabile al nuovo. Consapevole di sé e della sua formazione, Bocca ci restituisce un cammino che penetra nel tessuto connettivo del nostro Paese, sommando personaggi minori e personaggi maggiori, il rumore del mondo e il chiacchiericcio intellettuale. La Topolino degli anni cinquanta e dei primi anni sessanta sembra aprire una immaginaria pista che arriva sino a noi, per un giornalismo "on the road" che è sempre stato un tratto forte del lavoro di Giorgio Bocca. Dal "cumenda" Angelo Rizzoli al "cavaliere" Berlusconi, da Enrico Mattei "onesto e corruttore" al generale Dalla Chiesa tre settimane prima della morte, i ritratti si animano, memorabili, tolstojanamente protagonisti di quella "marcia inesorabile degli eventi" che è la Storia..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 10/03/2011
Abstract: Nell'Argentina degli anni settanta, sotto la dittatura militare, due uomini si trovano a condividere la cella in una prigione di Buenos Aires. Luis Alberto Molina è un omosessuale condannato a una reclusione di otto anni per il reato di corruzione di minorenni, Valentín Arregui Paz è un militante politico arrestato mentre promuoveva azioni di disturbo in una fabbrica. Non potrebbero avere caratteri più distanti: dolce e trasognato il primo, che passa il tempo a inseguire i suoi ideali di bellezza e amore romantico; duro e intransigente l'altro, la cui vita ruota tutta attorno al dovere e all'impegno. Eppure la vicinanza coatta, la condivisione della quotidianità di carcerati e soprattutto i racconti, particolareggiati e appassionati, dei film che fa Molina finiscono per schiudere nuovi orizzonti nell'oscurità della prigionia. Cade la barriera di incomprensione tra loro e si apre la porta a una relazione nuova. In un racconto serrato e coinvolgente, quasi tutto basato sui dialoghi dei due protagonisti, tra evanescenti evocazioni di vecchie pellicole e note a piè di pagina di commento, Puig segue l'evoluzione del rapporto verso una sempre maggiore intimità nonostante la feroce realtà del carcere, del ricatto, della tortura.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 11/03/2011
Abstract: Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono già prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete più vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era già finito," scrive Bocca.Bocca ha girato il mondo e all'Italia ha dedicato i suoi più recenti e appassionati libri: qui ritorna alla "patria alpina", alla provincia incastonata tra le montagne da cui proviene e che diventa in Le mie montagne il crogiuolo in cui si mettono alla prova gli uomini e le idee.Dalla grande schiatta piemontese dei maestri di antifascismo – i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco – al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, alla scoperta dell'eredità occitanica tra Piemonte e Francia, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma è politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero..
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: In una innominata cittadina dell'Irlanda contemporanea un ragazzo salta in aria nel giardino di casa. La versione ufficiale è che "stava fabbricando un razzo", il sospetto è che fosse un bombarolo legato all'Ira. La madre viene ricoverata in un ospedale psichiatrico in stato di choc. La famiglia fa quadrato intorno all'amour fou di questa madre per il figlio compianto. La figlia Olivia decide di sacrificare gli anni dell'adolescenza, e solo quando vede la situazione migliorare, col ritorno della madre a un'apparente normalità, lascia l'Irlanda per l'Inghilterra per fare l'attrice. Farà ritorno sull'isola per assistere alla morte del padre e aiutare la madre in quella circostanza.Poco a poco, tutte le ferite aperte dalla morte violenta del ragazzo sembrano rimarginarsi.La verità sull'amore è il sesto romanzo di Josephine Hart, il suo romanzo più ambizioso, che segna il suo grande ritorno in Irlanda. Se Il danno mostrava come un uomo apparentemente stabile ed equilibrato poteva essere letteralmente distrutto da una romantica ossessione, qui si procede in senso contrario, per mostrare come il cuore si può rimettere insieme dopo essere stato spezzato. La verità sull'amore è un coraggioso e imperdibile romanzo psicologico sul dolore e sull'elusività della consolazione: sul cuore, le sue ragioni, le sue regole segrete."La tessitura ambiziosa e poetica di una antica tragedia famigliare in una tragica storia, e storie, dei nostri tempi. Josephine Hart è tornata a casa in trionfo." John Banville
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 19/10/2012
Abstract: Questo saggio ruota intorno alla seguente domanda: che futuro si prospetta per la memoria e il sapere in una società nella quale il compito di elaborare, accumulare e reperire informazione dovrebbe svolgersi prevalentemente in rete e tramite il computer? Un cambiamento tanto radicale contribuirà a un potenziamento o a un depotenziamento della nostra capacità individuale e collettiva di ricordare e di conoscere? Con altri due libri precedentemente pubblicati dall'autore, Reale e virtuale e Critica della ragione informatica, si compone una sorta di trilogia il cui denominatore comune è il tentativo di misurarsi con l'impatto sociale, politico e culturale che le nuove tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni possono avere nel futuro.In Memoria e conoscenza, si cerca di scorgere gli effetti destabilizzanti che queste tecnologie hanno (o possono avere) sulla nostra identità, sociale e individuale; sulle pratiche quotidiane del parlare, dell'ascoltare, dello scrivere e del leggere e, pertanto, sull'acquisizione e trasmissione del sapere; sull'idea che abbiamo dell'intimità domestica; sulla natura dei processi di apprendimento e dell'educazione, così come su quella del linguaggio, della percezione audiovisiva e delle capacità intellettive.Vengono documentati i contributi dei pensatori che, nel passato, hanno cercato di indagare sulla natura (e funzione) della memoria, soprattutto quelli che hanno avanzato ipotesi ora al centro di molti dei programmi di ricerca scientifica sui meccanismi del ricordo e dell'oblio. Il lettore viene poi familiarizzato, pur a livello divulgativo, con le nozioni più frequenti nell'ambito della ricerca scientifica sui processi mnestici. .
Risorsa locale
La lunga notte del dottor Galvan
Feltrinelli Editore, 10/03/2011
Abstract: Giovane medico di guardia al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, Gerard Galvan non tiene alla carriera: vuole che sul suo ideale biglietto da visita (vera ossessione del brav'uomo) trovi finalmente spazio il proprio nome e la qualifica: Fondatore della società francese dei medici d'urgenza. Solo la notte al pronto soccorso (soprattutto la domenica e quando c'è la luna piena) un medico è veramente medico. Quando la dedizione coincide con il dare conforto. Così racconta Galvan a un suo interlocutore contro il bizzarro fondale di un'autofficina. Racconta della domenica in cui molti anni prima, fra crisi di asma e arti spappolati, era stato finalmente notato un uomo seduto su una sedia che, interpellato, sapeva solo ripetere: "Non mi sento tanto bene". Questo è l'inizio della folle notte del dottor Galvan. Salvare quell'uomo, impedire che muoia, questa diventa la sua missione. Peccato che a ogni sintomo e a ogni diagnosi facciano seguito un nuovo sintomo e una nuova diagnosi. Il malato passa da tutti gli specialisti, convocati d'urgenza a risolvere uno dopo l'altro crisi acute di ogni genere: occlusione intestinale, esplosione della vescica, attacco epilettico, attacco cardiaco. Viene anche convocato il luminare prossimo alla pensione ma ancora in grado di mettere in soggezione gli ex allievi. "Non mi sento tanto bene" ripete il paziente e il vecchio luminare lo dà per spacciato. La notte è lunga. Rimasto accanto al suo letto, Galvan si addormenta e al mattino il malato non c'è più. è morto? è sparito? Dove è stato portato? Galvan non sa neppure come si chiama. Nessuno lo sa. Colpo di teatro numero uno: il malato riappare. Colpo di teatro numero due: le cose che dirà e farà il paziente saranno per il buon Galvan la fine di un sogno. Ritmo frenetico, battute a raffica, brevi quadri delineati con umorismo feroce. Ironico, affettuoso e appena venato da un'ombra di amarezza, come nei migliori Malaussène.La lunga notte del dottor Galvan è anche uno spettacolo teatrale di Giorgio Gallione per il Teatro dell'Archivolto, in scena a partire dal novembre 2005. Protagonista Neri Marcorè.
Risorsa locale
Quello che ogni uomo dovrebbe sapere sulla paternità
Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: Tanto abbondano i libri sulla maternità –osservata, spiegata, analizzata in ogni suo aspetto e prospettiva –, tanto scarseggiano quelli sulla paternità. Ma che cosa significa per un uomo l'arrivo di un figlio? Perché se è vero che, al giorno d'oggi, i padri sono molto più consapevoli del proprio ruolo, e desiderano contribuire all'educazione e allo sviluppo del proprio bambino, le incertezze e la paura di non essere all'altezza sono sempre le stesse e necessitano più che mai di una risposta adeguata. Consapevole di questo – in quanto psicologo e in quanto padre – David Cohen si rivolge direttamente ai papà, deciso a offrire una guida per orientarsi lungo il difficile cammino che li attende. Dal concepimento alla vita adulta, si prodiga in consigli, condivide emozioni e suggerisce comportamenti per affrontare una delle esperienze più significative nella vita di un uomo, con la chiarezza degna di un manuale e il brio e la vivacità di un memoir ricco di aneddoti personali e di umorismo.
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 27/10/2010
Abstract: Sopravvissuto alla Grande Guerra, ma dolorosamente segnato dalla morte dell'adorata moglie e del figlio, Laurence Bertram non desidera altro che una vita da recluso. Una lettera inviatagli dalla sorella di un vecchio compagno di studi, però, lo strappa di colpo dal suo isolamento, costringendolo a riprendere contatto con il mondo e, peggio ancora, a confrontarsi di nuovo con le atrocità della Prima guerra mondiale. Perché il giovane capitano di fanteria John Emmett si è suicidato al rientro dal Fronte occidentale? Poco a poco, Laurence si addentra nei meandri di un fitto mistero, portando alla luce il complicato intreccio che vede coinvolti un gruppo di poeti di guerra, una spietata faida interna a un reggimento e storie d'amore segrete. Alla sua prima prova narrativa, Elizabeth Speller ordisce una trama sapientemente giocata sul filo della tensione, che fin dalle prime battute cattura grazie a pagine dense di sentimento. Nella cornice di una solida ricostruzione storica, l'autrice sviluppa una riflessione lucida e coraggiosa sulle devastazioni della guerra, sull'insondabilità dell'animo umano, sul peso della responsabilità morale e su quanto il senso di colpa incida in modo irreparabile sulla storia individuale e collettiva.
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 27/10/2010
Abstract: Uomini invisibili dalle voci metalliche rapiscono italiani qualunque per sottoporli a uno strano processo: c'è chi vede un filmato in cui muore, chi le prove delle proprie relazioni clandestine, chi immagini del proprio posto di lavoro o dell'intimità familiare. Gli intervistatori sanno ogni cosa eppure hanno comunque molto da domandare, sgangherati e crudeli giudicano e condannano tutti: è il giudizio universale di un'Italia di palestre e baretti, parcheggi a pagamento e case di vecchie zie con il televisore sempre acceso, un'Italia volgare e individualista, nervosa e disperata. Gli intervistatori arrivano da un vuoto inconoscibile di ministeri e servizi deviati: uccidono o fanno perdere il senno o mettono in fuga per le strade di un centro-sud metafisico e attualissimo, dove la memoria è sostituita dai souvenir dell'autogrill, le strade non portano da nessuna parte, non c'è sentimento di fraternità né forse possibilità di riscatto. Solo Ivano, malcapitato finanziere di Frosinone, tenterà di fuggire, di resistere a questo complotto escatologico: un "complotto che sembrava mirare a un generico controllo/smantellamento di tutto". Grazie a una voce sospesa tra candore ed orrore, a una scrittura in perfetto bilico fra umorismo e follia, Fabio Viola ci cattura d'un fiato nel più assurdo dei nostri incubi, l'incubo italico di cui, anche quando sembriamo innocenti, siamo ad ogni istante tutti colpevoli.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 01/01/2010
Abstract: L'appassionata esistenza di Frida Kahlo dal vertice estremo dei suoi giorni. Un monologo fulminante che ripercorre i patimenti della reclusione forzata, i lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, la relazione con Diego Rivera. In un Messico quanto mai reale e al tempo stesso immaginifico, Pino Cacucci mette in scena la sintesi infuocata di un'esistenza, la parabola di una grande pittrice la cui opera continua a ottenere altissimi ed entusiastici riconoscimenti. .
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 25/11/2012
Abstract: Tornato da un breve viaggio d'affari, Aguilar ritrova in una camera d'albergo, dove lo ha convocato uno sconosciuto, la sua compagna Agustina in preda al delirio. Agustina Londoño è la bellissima figlia di un latifondista colombiano, un'affascinante maga hippy con capacità divinatorie, spesso in preda a manie depressive e turbe psichiche. Aguilar è un ex professore di letteratura all'università, molto più anziano di lei, divorziato e comunista. Poco tempo dopo l'apparizione del delirio, arriva in casa della coppia zia Sofi, una donna di cui Aguilar ha sempre ignorato l'esistenza ma che si comporta nei confronti di Agustina come fosse la madre. Ma questo non è l'unico suo aspetto sconosciuto. Il professore lentamente si rende conto di quale coacervo di dolore, odi sopiti e passioni represse sia la famiglia della sua compagna. Emergono così i segreti: la relazione del padre con la cognata (zia Sofi, appunto), il maltrattamento del fratello minore per le sue tendenze omosessuali, l'abbandono della casa paterna dopo una tragica serata, i silenzi della madre. Ma la follia è anche un'eredità familiare. Resta da capire come Agustina sia arrivata nell'hotel. E qui si dipana l'altro filo del racconto, dal ritmo e dalle tematiche quasi thriller, di cui è protagonista Midas McAlister, ex fidanzato di Agustina dedito ad affari illeciti, affiliato a Pablo Escobar, e miglior amico di Joaco Londoño. Senza voler rivelare la vicenda, è interessante notare che inaspettatamente il finale è a lieto fine e l'amore trionfa. Un mistero svelato lentamente, drammi familiari, tradimenti, incesti non consumati ma non per questo meno deleteri, forza bruta delle passioni e la necessità di farle tacere in nome della salvaguardia delle apparenze, storie d'amore e di follia sono gli ingredienti che rendono questo romanzo davvero avvincente. Ma è la Colombia la vera protagonista del romanzo: attraverso una serie di personaggi e comparse ben disegnati, Laura Restrepo illustra la realtà contemporanea del paese, i suoi vizi e la sua violenza, con uno sguardo caleidoscopico sulla società."Delirio è un'espressione di tutto ciò che la Colombia ha di affascinante, incluso ciò che è terribilmente affascinante. E quando il livello di scrittura arriva dove lo ha portato Laura Restrepo, bisogna togliersi il cappello. Lo dico a nome mio e a nome della giuria che non ha risparmiato applausi per questa opera."José Saramago"Una scrittrice impeccabile e una persona coraggiosa." Isabel Allende"Laura Restrepo costruisce una singolare miscela d'indagine giornalistica e creazione letteraria. Da lì il fatto che la disgrazia e la violenza che si annidano nel cuore della società colombiana siano sempre presenti; ma lo è anche la sua passione per la cultura popolare, il suo impeccabile humour, quell'ironia acuta e dolce allo stesso tempo che salva i suoi romanzi da qualsiasi tentazione di patetismo o melodramma, e le dota di un inconfondibile piacere letterario." Gabriel García Márquez"Un risultato eccezionale… un saga famigliare alla García Márquez ritoccata da Quentin Tarantino." The New York Times Book Review
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: Il 9 agosto 1945 a Nagasaki, Hiroko Tanaka esce sulla veranda di casa: leggera dei suoi ventun anni, innamorata del suo Konrad, i pensieri alati come le tre gru che le attraversano la schiena, ricamate sul suo kimono. All'improvviso, il cielo esplode di un bianco abbagliante e le strade si anneriscono di migliaia di ombre... E nel giro di un istante a Hiroko non rimane più nulla, a parte tre ustioni a forma di gru sulla schiena, ricordo indelebile di tutto ciò che la bomba le ha strappato. Due anni dopo arriva a Delhi, desiderosa di ricominciare. Come un fresco temporale estivo, entra nelle vite di Elizabeth, la sorella di Konrad, di suo marito James Burton, e di Sajjad Ashraf, un giovane indiano alle dipendenze dei Burton, da cui inizia a prendere lezioni di urdu. Gli anni passano, nuovi legami sostituiscono quelli perduti, vecchie guerre cedono il passo a nuovi conflitti. Ma tanto la Storia quanto le vicende personali gettano la loro ombra sulle vite ormai saldamente annodate dei Tanaka, dei Burton e degli Ashraf, trasportati dal Pakistan a New York, e di lì all'Afghanistan, all'indomani dell'11 settembre... In un romanzo poetico, teso e commovente, tra i cieli di Nagasaki, i giardini dell'India, l'asfalto di New York e il deserto afghano, Kamila Shamsie racconta un'epica vicenda di disastri scampati e affrontati, lealtà infrante e ricostruite, amori ripagati e traditi. E nei destini personali e comuni dei protagonisti canta la sua terra e la sua gente, sempre capaci e desiderose di far rinascere una speranza dalle profonde e ingombrati cicatrici di una guerra, che non cessa mai di dispensare il suo tragico abbraccio, con l'accanimento di una maledizione – o di un'amante.
Risorsa locale
Corbaccio, 26/10/2010
Abstract: Il libro più importante del NovecentoNobel Letteratura 1929Edizione aggiornata e corretta a luglio 2014La montagna incantata, uno dei romanzi che hanno improntato il secolo letterario, fu concepito inizialmente da Mann come racconto. Gli era stato ispirato da una breve permanenza nel sanatorio svizzero di Davos, e, nelle sue intenzioni, "non doveva essere altro che un riscontro umoristico alla Morte a Venezia". Ma, via via, il racconto crebbe in estensione e complessità, fino a diventare romanzo, nella piena tradizione del Bildungsroman. Il protagonista, il giovane Hans Castorp, quando arriva a Berghof è il tipico tedesco settentrionale, un solido e rispettabile borghese; ha però le sue curiosità spirituali ed è intellettualmente aperto all'avventura. A contatto con il microcosmo del sanatorio, vero e proprio panorama di tutte le correnti di pensiero dell'epoca, il suo carattere subisce un'evoluzione e un'incremento: passa attraverso la malattia (Behrens e Krokowski), l'amore (la signora Chauchat), il razionalismo e la gioia di vivere (Settembrini), il pessimismo irrazionale (Naphta), senza che nessuna di queste posizioni lo converta. Ma in mezzo a tante forze contrastanti, Castorp trova il proprio equilibrio. Nel mondo della "montagna magica" dove il tempo si dissolve e il ritmo narrativo si snoda in sequenze di ore, giorni, mesi e anni resi tutti indistinti dalla routine quotidiana, egli può liberamente crescere. Paradossalmente (l'umorismo di Mann), dopo essere stato convertito alla vita Castorp tornerà alla pianura per perdersi nell'inutile strage della "grande" guerra."Il Graal che egli, anche se non lo trova, intuisce nel suo sogno quasi mortale prima di essere trascinato dalla sua altezza nella catastrofe europea", disse Mann, parlando agli studenti di Princeton nel 1939, alla vigilia di un'altra strage, "è l'idea dell'uomo, la concezione di un'umanità futura, passata attraverso la più profonda conoscenza della malattia e della morte. Il Graal è un mistero, ma tale è anche l'umanità: poiché l'uomo stesso è un mistero, e ogni umanità è fondata sul rispetto del mistero umano... Fate il favore di leggere il libro sotto questo angolo visuale: troverete allora che cosa sia il Graal, il sapere, l'iniziazione, quel 'supremo' che non solo l'ingenuo protagonista, ma anche il libro stesso va cercando."
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 18/10/2010
Abstract: È l'alba di una domenica qualunque.Giulia aspetta, Mia non è ancora tornata dai suoi sabati senza freno. Sono madre e figlia divise da un precipizio di anni e segreti, apparentemente sicure delle proprie scelte: hanno applicato alle loro vite teoremi precisi e sembrano funzionare. Ma quando Giulia si ritrova a leggere il diario di Mia, l'ingranaggio si rompe. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna ai ricordi di una giovinezza ferita: il perbenismo della sorella, la fragilità di una madre che non voleva guerre, l'amicizia con una suora peruviana curiosa dell'amore e dei balli e che di Dio non parlava mai. Torna ai primi passi da medico, tra corsie e sale operatorie, al matrimonio con un primario, alla lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione."Penelope non riconosce Ulisse quando lo vede tornare.E io non riconosco te.Una madre non lo fa, dicono gli esperti.Non si leggono i diari, non ci s'infila nei pensieri dei figli.I ladri entrano dalla finestra. I ladri, non le madri.Una madre non lo fa, ripetono.Scusami, ma la tua bocca è chiusa, Mia. E come faccio a capirti se non ti scippo i pensieri dalla carta.Scusami, ma la tua porta è blindata, Mia. E come faccio a entrarti dentro se non passo dalla finestra.Una madre non lo fa, assicurano.Farò in fretta, un passo dopo che te ne sei andata, un passo prima che torni. Ti leggerò e mi scriverò.Una madre non lo fa, io sì."
Risorsa locale
Vallardi, 04/09/2014
Abstract: Nella rubrica televisiva di Italia 1, "Cotto e mangiato", Benedetta Parodi, moglie e mamma superimpegnata ma attenta alla gioia che può procurare un pasto appetitoso consumato tutti insieme, svelava ogni giorno, direttamente dalla propria cucina, la ricetta di un piatto facile e di sicuro successo. Accogliendo le richieste dei suoi numerosissimi fan, Benedetta ha raccolto in un libro il meglio del suo tesoro culinario e lo ha dedicato a tutte quelle donne (ma anche agli uomini!) che, pur indaffarate, prive di tempo e di fantasia, non vogliono rinunciare ai piaceri della tavola e a condividerli con gli altri. La sua formula di successo è semplice e più che mai attuale: ricette per tutti, facili, veloci, sane ed economiche, con un occhio di riguardo ai tempi di realizzazione e al portafogli. I suoi 243 antipasti, piattini, finger food, primi, secondi, insalate, piatti unici, contorni e dolci sono comodamente suddivisi secondo le occasioni: in famiglia (le ricette più semplici e più amate dai familiari di Benedetta; quelle contrassegnate con una faccina fanno impazzire le sue bambine); con gli amici (ricevere è un'arte... per una cena riuscita ci vogliono anche una buona organizzazione e qualche trucco); romanticamente in 2 (qui una cuoca si può dilettare; riflettete: l'abilità ai fornelli può essere molto sensuale).
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 31/12/2010
Abstract: Nel 2012 non finirà certamente il mondo: ma potrebbe cambiare la Storia. Il triennio '12-14 si prospetta infatti come un crocevia di eventi epocali. Non solo, come già paventano banche centrali e istituti di rating, siamo ancora dentro la crisi, ma essa potrebbe intensificarsi gravemente. Fra le cause, la fragilità economica legata al debito USA ma anche di alcuni paesi europei, con la scadenza di titoli di Stato e obbligazioni per il mostruoso totale di circa ventimila miliardi; la guerra valutaria e commerciale fra Occidente e Cina; la crisi dell'Unione Europea con il rischio di una sua scissione, ed eventi politici di grande portata: le elezioni presidenziali in USA, Francia e Russia, il cambio della dirigenza cinese, la nomina del nuovo governatore della BCE e, nella nostra piccola Italia, la possibilità strisciante di forme soft o meno soft di secessione. Grazie al rigoroso supporto di dati per lo più ignoti al pubblico, con impareggiabile capacità divulgativa e, quando serve, ironia, Aldo Giannuli ricostruisce gli scenari che da questo complesso puzzle di avvenimenti potrebbero sorgere negli anni a venire. Associando lettura economica e lettura politica degli eventi con una precisione e una competenza rare, 2012: la grande crisi è anche un vademecum per la comprensione del mondo d'oggi, uno strumento che ci consentirà di affrontare le sfide e partecipare ai dibattiti dei prossimi anni.
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 07/11/2010
Abstract: Qui si racconta la storia di Germain, lo "scemo del villaggio". Centodieci chili di muscoli per sorreggere una testa selvatica, un passato di mancata educazione sentimentale e un presente di conta dei piccioni e pomeriggi spesi al bar. Qui si racconta di un incontro straordinario nel più ordinario dei luoghi, un parco pubblico. Si traccia il delicato resoconto della più improbabile delle complicità, quella tra un gigante semi analfabeta e una vecchina con i capelli viola e la passione per i libri. Si dimostra che l'intelligenza è altra cosa dalla cultura. Quando le vite di Germain e Margueritte si accomodano sulla medesima panchina, ogni cosa, dentro e fuori, comincia a cambiare. E così questa può anche essere una storia che parla di avventure o di amore... o di indiani. Perché no? I sentimenti, come le parole, non sono innati. Bisogna acquisirli, piano piano. E quando sbocciano non conta più il vuoto che c'è ancora da riempire, ma tutto il pieno che invade il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare. Il mondo in cui pianta le sue radici un'altra selvatichezza, fatta di affetti, fatta di parole. Come quella di Germain e Margueritte, e del vocabolario che ne riscrive i destini.