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Troppo umana speranza
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Mari, Alessandro

Troppo umana speranza

Feltrinelli Editore, 21/01/2011

Abstract: Prima metà del diciannovesimo secolo. Sullo sfondo di un'Italia che non è ancora una nazione, quattro giovani si muovono alla ricerca di un mondo migliore: un orfano spronato dalla semplicità che è dei contadini e dei santi; una donna, sensi all'erta e intelligenza acuta, avviata a diventare una spia; un pittore di lascive signore aristocratiche che batte la strada nuova della fotografia; e il Generale Garibaldi visto con gli occhi innamorati della splendente, sensualissima Aninha. Siamo di fronte a un'opera che si muove libera nella tradizione narrativa otto-novecentesca – europea e americana. Racconta, esplora documenti, inventa, gioca e tutto riconduce, con sicuro talento, a un solo correre fluviale di storie che si intrecciano e a un sentimento che tutte le calamita.Alessandro Mari scrive un grande romanzo sulla giovinezza. La giovinezza del corpo, della mente, di una nazione. Una grande storia popolare.L'avventura letteraria di un esordiente: Alberto Rollo, direttore letterario di Giangiacomo Feltrinelli Editore, racconta come è nato Troppo umana speranza di Alessandro Mari.Vai allo specialeSegui la storia su Facebook

Una linea perfetta. Consigli e strategie per mantenersi in forma
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AA. VV.

Una linea perfetta. Consigli e strategie per mantenersi in forma

Edizioni Gribaudo, 18/10/2010

Abstract: Un manuale pratico su come impostare un'alimentazione corretta in base al valore energetico dei cibi, conoscendo quante calorie contengono. Un manuale per capire le differenze tra un alimento e l'altro, per garantire il benessere del nostro corpo e prendersene cura dentro e fuori. La forma estetica, soprattutto quella femminile, è sempre stata importante. Ma oggi, mentre il peso ideale si abbassa, il peso reale sta aumentando: obesità e sovrappeso, malattie che riducono la speranza di vita e ne peggiorano la qualità sono in aumento soprattutto nell'età infantile. Per prevenire e combattere questi disturbi e mantenervi in forma, all'interno del volume troverete tanti semplici consigli, corredati da pratiche e utili tabelle esplicative.

La casa di Babbo Natale
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Agostini, Sara - Tonin, Marta

La casa di Babbo Natale

Edizioni Gribaudo, 18/10/2010

Abstract: Libro illustrato per bambini a partire dai 4 anni. Al Polo Nord elfi e folletti lavorano giorno e notte per costruire giocattoli. All'improvviso arriva una brutta sorpresa: Babbo Natale e i suoi aiutanti sono stati cacciati di casa! Come faranno a distribuire i regali ai bambini?

Pazienza! Ediz. illustrata
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Agostini, Sara - Tonin, Marta - Tonin, Marta

Pazienza! Ediz. illustrata

Edizioni Gribaudo, 18/10/2010

Abstract: Libro illustrato per bambini nella collana delle Paroline Magiche. A volte uno vince e un altro perde e per l'invidia diventa verde. Pazienza! Non ti devi arrabbiare: non si gioca per vincere ma per giocare. A volte ti trovi a dover rinunciare a qualcosa che invece vorresti fare. La magica parolina ti basterà dire, così ogni tristezza vedrai svanire. Età di lettura: da 3 anni.

Cristo con il fucile in spalla
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Kapuscinski, Ryszard

Cristo con il fucile in spalla

Feltrinelli Editore, 01/01/2010

Abstract: Il titolo di questa raccolta di reportage sui movimenti rivoluzionari a cavallo tra la fine degli anni sessanta e settanta richiama la figura del sacerdote colombiano vissuto tra i contadini dell'America Latina e che, in sottana e con il fucile in spalla, andò a combattere in un reparto partigiano in Colombia, dove morì. Al centro del libro, il tema del sacrificio e la lotta dell'essere umano per la dignità, la figura del ribelle dotato di una ferma convinzione etica.Uscito per la prima volta nel 1975, Cristo con il fucile in spalla fu subito acclamato come il libro dell'anno e continuamente ripubblicato. Mai apparso in Italia, fa conoscere gli inediti punti di vista di Kapuściński, soprattutto noto per i suoi reportage africani, su altre parti del mondo, altre genti, altre tragedie. Sono reportage dal Medio Oriente, dall'Africa Orientale e dall'America Latina, di cui sono protagonisti palestinesi, siriani, libanesi, giordani, ebrei, i partigiani del Mozambico e del Salvador, l'ambasciatore della Repubblica Federale Tedesca in Guatemala Karl von Spreti e, infine, il presidente Salvador Allende e il rivoluzionario Che Guevara, di cui nel 1969 Kapuściński aveva tradotto in polacco e pubblicato il Diario dalla Bolivia. Cristo con il fucile in spalla è un'opera chiave del maestro polacco del reportage perché è uno sguardo inedito e ancora di grande attualità, ma anche perché permette di comprendere la sua visione del mondo, la sua sensibilità sociale e la sua empatia come metodo e attitudine. Infine, perché tradisce un sincero entusiasmo di Kapuściński per le rivoluzioni e le guerriglie di quegli anni.

Manuale di pittura e calligrafia
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Saramago, José

Manuale di pittura e calligrafia

Feltrinelli Editore, 24/01/2013

Abstract: La voce narrante è un pittore privo di talento che conosciamo solo per la sua iniziale, H., un ritrattista ufficiale che comprende finalmente che la sua non è affatto arte ma una forma di schiavitù al potere. Da quel momento sarà la scrittura – e quindi la calligrafia – a dover trasmettere ciò che avrebbe dovuto passare attraverso la pittura. Nella migrazione da una forma d'arte all'altra, dalla pittura alla calligrafia, dalle immagini alla rappresentazione verbale, si snoda la storia della crisi di un uomo e di un paese, un percorso che simbolicamente si conclude il giorno della caduta del regime fascista portoghese. Un romanzo definito dal suo autore "forse il mio libro più autobiografico", sospeso fra il Portogallo e l'amatissima Italia. Un percorso di rinascita di un uomo, di un artista e di una nazione..

Viaggio in Portogallo
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Saramago, José

Viaggio in Portogallo

Feltrinelli Editore, 25/01/2011

Abstract: "Questo Viaggio in Portogallo è una storia. Storia di un viaggiatore all'interno del viaggio da lui compiuto, storia di un viaggio che in se stesso ha trasportato un viaggiatore, storia di un viaggio e di un viaggiatore riuniti nella fusione ricercata di colui che vede e di quel che è visto… Prenda il lettore le pagine che seguono come sfida e invito. Faccia il proprio viaggio secondo un proprio progetto, presti minimo ascolto alla facilità degli itinerari comodi e frequentati, accetti di sbagliare strada e di tornare indietro, o, al contrario, perseveri fino a inventare inusuali vie d'uscita verso il mondo. Non potrà fare miglior viaggio."Una "guida" anomala che va oltre la geografia di un paese amato, per addentrarsi nella psicologia di un popolo. Un invito a perdersi, più che a trovare la strada..

Scusa
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Agostini, Sara - Tonin, Marta

Scusa

Edizioni Gribaudo, 18/10/2010

Abstract: Libro illustrato per bambini nella collana delle Paroline Magiche. C'è chi pretende senza sostadi vedere esaudita ogni richiesta. Se gli altri non sembrano ascoltare, resta solo una cosada fare. Ci sono due magiche parolette che le domande rendon perfette: se qualcosavolete ottenere, ricordate di dire "per piacere". Età di lettura: da 3 anni.

Manuale della birra. Una guida indispensabile per scegliere, acquistare, degustare e abbinare una buona birra
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AA. VV.

Manuale della birra. Una guida indispensabile per scegliere, acquistare, degustare e abbinare una buona birra

Edizioni Gribaudo, 18/10/2010

Abstract: Un manuale, con oltre 400 immagini a colori, indispensabile per avventurarsi nelfavoloso mondo di questa bevanda, per conoscere i produttori più prestigiosi e permuoversi a proprio agio nel variegato panorama delle birre. Questo volume vi permetteràdi esplorare l'affascinante universo delle birre, sia industriali sia artigianali, scoprendonele diverse tipologie e lo stretto legame con i Paesi di origine. Oltre a noti-zie dicarattere storico e di costume, il libro affronta varie tematiche che vanno dal collezioni-smo agli stili, dalla degustazione all'homebrewing.

Amrita
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Yoshimoto, Banana

Amrita

Feltrinelli Editore, 18/10/2010

Abstract: Una famiglia insolita, "allargata", che sembra nascere dalle ceneri dell'istituto tradizionale; due fratelli con percezioni del reale diverse da quelle usuali; un gruppo di amici che, come sempre nella vita, deve venire a patti con mutamenti, felicità, sofferenza. Una volta di più Banana Yoshimoto illumina in modo sottile la dimensione magica dell'esistenza..

La magia dei numeri
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Tomatis, Mariano

La magia dei numeri

Kowalski Editore, 17/10/2010

Abstract: La matematica non gode spesso di buona stampa: i numeri non mentono, ma con i numeri si può mentire, si dice.La sfida di Mariano Tomatis assomiglia quindi a un doppio carpiato: l'autore racconta la matematica proprio partendo dalla magia, da quelle insidiose zone di confine della conoscenza dove si addensano i fenomeni paranormali, i poteri della mente, le profezie, i grandi enigmi storici e i simboli esoterici.La matematica di Tomatis è però un coltellino svizzero: ogni accessorio, usato al momento giusto, apre smonta e disvela al lettore molti misteri, dove invece è solo l'abile camuffamento di schemi numerici e strutture logiche ad averli resi indecifrabili.Il trucco c'è...

L'ultima amante di Hachiko
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Yoshimoto, Banana

L'ultima amante di Hachiko

Feltrinelli Editore, 18/10/2010

Abstract: Il Giappone delle sette religiosi, l'India dell'ascesi e della pace interiore, il richiamo dell'Italia, terra di artisti. Sono questi gli elementi decisivi che fanno da sfondo alla delicata educazione sentimentale narrata da Banana Yoshimoto in questo onirico e toccante romanzo di formazione. Mao è una ragazzina che vive in una comunità religiosa sorta attorno alla carismatica figura della nonna veggente. Ma la setta, dopo la morte della fondatrice, si è trasformata in una disordinata accolita di esaltati paranoici. Mao, dotata di qualche potere sovrannaturale e di un singolare talento artistico, se ne allontana e va a vivere con Hachi, al quale la legano una profetica promessa e una passione smemorante. Hachi, però, ha deciso di tornare nel suo paese di adozione, l'India, per un rito spirituale destinato a durare tutta la vita. L'inevitabile fine della storia d'amore, e forse della giovinezza, è siglata dal sogno di un appuntamento (l'ultimo) davanti alla celebre statua del cagnolino Hachiko e all'albeggiare di una rinnovata percezione dell'esistenza e di un più maturo equilibrio..

Ribelli!
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Cacucci, Pino

Ribelli!

Feltrinelli Editore, 26/11/2010

Abstract: Narrando le azioni e le ragioni che muovono i corpi ribelli, l'autore attraversa epoche e luoghi diversi, portando alla luce le esistenze di uomini e donne che hanno sacrificato tutto a un ideale. Insieme alle gesta di Tupac Amaru o del condottiero maya "Serpente Nero", rivivono le imprese di "Quico" Sabaté, l'anarchico inventore di un mortaio lancia-proclami per bombardare i franchisti; le beffe della primula rossa Silvio Corbari, il partigiano che prendeva in giro i nazifascisti; le destrezze di Jacob, l'autentico Arsenio Lupin; le prodezze di "Tania la Guerrigliera", la donna dalle mille identità a fianco del Che. Dall'esempio delle vite in rivolta possono nascere eventi che sconvolgono il mondo, ma a volte la ribellione può anche diventare una forma di autodistruzione quando è vissuta come l'estrema via di fuga: così è stato per Jim Morrison, l'eroe di una generazione, accomunato agli altri protagonisti del libro da un invincibile istinto contro ogni ordine imposto..

In clandestinità
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Capossela, Vinicio - Costantino, Vincenzo

In clandestinità

Feltrinelli Editore, 21/01/2011

Abstract: "Un libro a 4 guantoni in forma di round. Un incontro senza filtro, la storia di un'amicizia corpo a corpo. Colpi di vita mandati al tappeto, in un concertato di poesia e prosa. Il cammino della clandestinità, il suo affrancamento, tra vittorie, sconfitte e rivincite nella quotidianità e sulla carta, per gettare finalmente la spugna all'angolo del quartiere."Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino "Cinaski". Due amici – Mr Pall e Mr Mall – complementari e indivisibili come la scritta sul pacchetto di sigarette, alle prese con l'epica della quotidianità. Ubriacature e abbandoni, solitudine e vagabondaggi notturni, scorribande negli ipermercati e vecchie auto scassate e, su tutto, l'amicizia che sempre salva e tiene a galla.Attacca Vinicio, risponde "Cinaski". Racconto contro racconto, poesia contro poesia, si squaderna tutto il mondo di Vinicio Capossela, un mondo che è insieme circo felliniano, panopticon, giostra di memoria, sarabanda di sentimenti.Vinicio Capossela, Mr MallGehrden, Germania, 1965, 78 kg, 152 canzoni, 1450 incontri disputati in pubblico, 49 capitolazioni letterarie, 10 titoli discografici, 4 abbandoni e mezzo prima del limite, 2 volte contato a terra, 3 risollevamenti dal tappeto, 5 sconfitte ai punti, da professionista.Ancora vivo.Vincenzo Costantino "Cinaski", Mr PallMilano 1964, 104 kg, Campione di incasso, 1 pubblicazione – Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare, 4 spettacoli teatrali, 5 anni di Caravanserraglio, 162 incontri pubblici, 20 clandestini, 8 anni di domiciliari, mai un ritiro, spesso al tappeto, scarsa preparazione atletica, 440 poesie, 1608 bar. Cinico e sensibile, guardia destra.Ancora vivo.

Delfini
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Yoshimoto, Banana

Delfini

Feltrinelli Editore, 13/01/2013

Abstract: "Il nostro vero nemico siamo noi stessi, le paure del nostro ego."Kimiko, giovane scrittrice di romanzi d'amore, esce con Gorō. Una sera, dopo una visita all'acquario di Tōkyō per vedere i delfini, fanno l'amore, ma Kimiko capisce subito che la loro storia non ha futuro; Gorō convive infatti con un'altra donna, più grande di lui e dalla quale non vuole separarsi. Kimiko decide allora di abbandonare Tōkyō per trovare rifugio in un tempio vicino al mare, dove conosce Mami, ragazza dalle doti soprannaturali. È da lei che viene a sapere di essere incinta. Le notti, i sogni di Kimiko si popolano di delfini, meravigliose creature che l'accompagnano, insieme ad Akane, la bambina che porta in grembo, verso un futuro che non si era immaginata. Un romanzo molto intimo, quasi privato, dove brilla ancora una volta la straordinaria capacità di esplorare e mappare il mondo delle emozioni con cui Banana Yoshimoto ha conquistato i lettori di tutto il mondo.

La banda dei brocchi
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Coe, Jonathan - Serrai, Roberto

La banda dei brocchi

Feltrinelli Editore, 29/01/2004

Abstract: Trotter, Harding, Anderton e Chase: sembra il nome di un prestigioso studio legale; in realtà si tratta di un quartetto di giovani amici, che frequenta un liceo elitario di Birmingham, quel tipo di scuola che preleva giovani intelligenti dal loro background ordinario e li fa atterrare in una classe sociale diversa da quella dei loro genitori. I ragazzi sono destinati a Cambridge e Oxford, a carriere importanti, mentre i loro genitori rimangono impantanati nel loro mondo di matrimoni sciovinisti, scontri sindacali, guerre di classe e di razza, di ignoranza culturale. Siamo negli anni settanta, anni completamente marroni, come scrive Coe, dove s'incastrano sconvolgimenti sociali, lotte politiche, attentati dell'IRA, nuove richieste culturali. Su questo mare in tempesta cercano di destreggiarsi, con alterne fortune, i quattro ragazzi. A fianco di questo ristretto gruppo di amici, si muovono altre figure, non meno interessanti e ben delineate, che aiutano a definire l'atmosfera e il sapore di quegli anni. Perché è anche l'epoca a rendersi protagonista: sono anni di grandi speranze egualitarie, di nuova musica, di grandi esperimenti sociali, di altrettanto grandi delusioni. Anni volutamente dimenticati, ma ancora strettamente legati ai nostri. Divertente, pungente e teneramente romantico, La banda dei brocchi fa per gli anni settanta ciò che La famiglia Winshaw ha già fatto per gli anni ottanta.

La vita moderna
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Vreeland, Susan - Ortelio, Massimo

La vita moderna

Neri Pozza, 12/01/2011

Abstract: È il 1880 a Parigi e Pierre-Auguste Renoir, i pennelli nella mano destra e l'astuccio ereditato da Claude Monet nella sinistra, è appena giunto sulla terrazza della Maison Fournaise, una locanda amata dagli artisti dove si può mangiare, dormire o affittare una barca.Alphonsine Fournaise, la figlia del padrone della locanda, l'ha condotto fin lì per mostrargli un tratto della Senna dove le due rive offrono un paesaggio incomparabile allo sguardo di un pittore.La blusa a righe e il costume da bagno aderente sulle sue curve procaci, Alphonsine allarga le braccia davanti alla meraviglia che si spalanca non appena scosta la tenda a righe grigie e rosso corallo.Le canoe affiancate lungo la riva spiccano sul verde scuro dell'acqua. Sulla riva orientale una locanda, con i muri bianchi e il tetto di tegole rosse, è illuminata dal sole pomeridiano. Più a valle, un cantiere si allunga sul fiume circondato di barche, e qua e là si vedono case di contadini accoccolate accanto ai loro orti.In che modo Renoir potrebbe ritrarre quel magnifico luogo in cui la città incontra la campagna? Dipingendo alla maniera degli impressionisti una scena da ballo su una delle rive? Oppure una gita in barca con poche, veloci pennellate?Non darebbe, in questo modo, ragione a Émile Zola che accusa lui, Pissarro, Sisley, Caillebotte e gli altri impressionisti, di creare "bozzetti ancora freschi di pittura", opere incomplete e strampalate?No, sulla terrazza della Maison Fournaise, Auguste cercherà di creare il suo capolavoro, la grande opera che sogna da anni: un inno alla vie moderne, un quadro che rappresenti l'ebbrezza e l'allegria che caratterizzano il nuovo stile di vita nelle grandi metropoli europee, Parigi innanzi tutto…Così Susan Vreeland immagina, nelle pagine che seguono, la nascita di una delle opere fondamentali dell'impressionismo, Il pranzo dei canottieri, un quadro in cui Renoir celebra se stesso come il pittore per eccellenza della joie de vivre, del sentimento gioioso della vita.Monsieur Fournaise e la bella Alphonsine, il barone Barbier, la seducente Angle, Lestriguez, l'ipnotizzatore affascinato dall'occultismo, Paul Lhote, l'instancabile rubacuori, Jeanne Samary, Gustave Caillebotte, il pittore che amava dipingere barche, Ellen Anurie, Maggiolo, e soprattutto Aline Charigot, la donna che avrebbe stregato Renoir, tutti i personaggi del Pranzo dei canottieri rivivono magnificamente in questo romanzo destinato a diventare un classico della narrativa dedicata all'arte.

La casa di vetro
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Mawer, Simon - Ortelio, Massimo

La casa di vetro

Neri Pozza, 11/01/2011

Abstract: Viktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. Sono a bordo di una Landauer 80 cabriolet, una macchina dell'azienda di famiglia di Viktor, un vero e proprio impero industriale che produce automobili e motociclette. Viktor è di religione ebraica, ma non praticante. Liesel appartiene a una famiglia dell'alta borghesia tedesca. Nella casa dei suoi genitori gli ospiti possono ammirare, tra le numerose opere d'arte esposte, un ritratto della madre realizzato da Klimt. Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia, dove soggiornano al Royal Danieli. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer Von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt è galante con Liesel, giovane donna attraente e sofisticata e loquace con Viktor, con cui si impegna in appassionate conversazioni sull'architettura moderna.Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l'acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia. Von Abt accetta e nel 1929 iniziano i lavori della casa di vetro, un magnifico edificio modernista fondato su una radicale concezione dello spazio aperto, trasparente.Una volta finita, la casa diviene il centro dell'esistenza dei Landauer. È nella casa di vetro che compare sulla scena Hana, donna giovane, spregiudicata, con molti amanti oltre a un marito, che stabilisce subito un morboso, intimo rapporto con Liesel e funge da trait d'union tra il mondo ceco e quello tedesco, tra gli ambienti dell'arte e quelli della finanza. È dalla casa di vetro e dalla sua rarefatta eleganza che Viktor a volte fugge tra le braccia della seducente Kata. Così, tra amori proibiti e segreti inconfessabili, prosegue la vita dorata dei Landauer finché l'avvento del nazionalsocialismo non si abbatte come una scure sulla loro esistenza e sulla loro magnifica dimora.I Landauer fuggono in America e la casa diviene un laboratorio per gli esperimenti genetici dei nazisti.Romanzo struggente, commovente, straordinario, basato sulla storia vera di casa Tugendhat, il celebre edificio di vetro e acciaio costruito da Mies van der Rohe a Brno per una ricca famiglia ebrea, La casa di vetro illumina il tramonto di un'epoca di splendore e magnificenza, bruscamente travolta dalla prima guerra mondiale e definitivamente annientata dalla seconda, con gli orrori del nazismo prima e dello stalinismo poi.

Snob
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Fellowes, Julian - Savioli, Maria Cristina

Snob

Neri Pozza, 12/01/2011

Abstract: C'è stato un tempo in cui la tribuna della Royal Enclosure ad Ascot era davvero un luogo sacro, in cui principi e duchesse, famose bellezze e milionari passeggiavano sui prati curati in haute couture , e Edoardo VIII poteva accogliere l'incauto aristocratico che osò presentarsi un giorno in giacca di tweed con un: "Sta andando a caccia di topi, per caso?". Oggi, però, tra i visitatori della Enclosure fanno bella mostra di sé soprattutto uomini d'affari di mezza età accompagnati da consorti in chiassose mise di chiffon. I membri della più ristretta e antica aristocrazia inglese non hanno, tuttavia, cessato per questo di trarre un piacere quasi commovente dal vestirsi e comportarsi ad Ascot come se fossero a un elegante ed esclusivo evento fatto apposta per loro, e se ne vanno in giro per la Royal Enclosure salutandosi l'un l'altro come se partecipassero a un raduno ai giardini di Ranelagh nel 1770. Dalle gradinate della tribuna, Edith Lavery, la giovane e attraente figlia di un noto revisore di conti londinese, li sta, in questo momento, guardando con curiosità e attenzione. Edith non conosce nessuno di loro, nessun principe e nessuna duchessa, anche se, dopo il cocktail party che ha dato al Claridge, è stata ricevuta dalle figlie di svariati pari d'Inghilterra, compreso un duca. La sua frequentazione dell' upper class londinese (della "corte", come dice con una certa ironia sua madre) è però finita lì. Del resto, Edith non vive in un castello in campagna, ma in un appartamento su Elm Park Gardens, nella parte sbagliata di Chelsea; e la galleria dei ritratti della sua famiglia si arresta miseramente al nonno di suo padre, immigrato ebreo giunto in Inghilterra nel 1905 per sfuggire ai pogrom del defunto e non compianto zar Nicola. In compagnia di un attore e di una coppia di amici, Edith attende con pazienza l'arrivo della famiglia reale e pensa che nessun conte, nessun principe e nessun duca noterà la sua grazia giovanile, il suo elegante tailleur di lino celeste, il suo cappellino tondo senza tesa che le scende lievemente sulla fronte e le dà un'aria frivola e così sobria e chic, così in netto contrasto con le matrone di Ascot e i loro fronzoli di organza. Quello che l'attraente figlia del revisore di conti ignora è che, subito dopo la giovanile figura di Zara Phillips, l'unica esponente della famiglia reale presente in succinto abbigliamento da spiaggia, davanti ai suoi occhi appariranno i lineamenti carnosi e affabili di Charles, conte di Broughton, erede del marchese di Uckfield, figlio di Lady Uckfieldy, la celebre e terribile Googie, ancien riche che ha accresciuto la sua ricchezza con la Thatcher e l'ha raddoppiata con l'accomodante New Labour, aristocratico purissimo e suo prossimo consorte. Con la sua scrittura elegante, misurata e ironica, che "ricorda Jane Austen e Ewelyn Waugh" (Tim Lott), Julian Fellowes ci offre, con Snob, un romanzo esilarante che ci svela i codici, i rituali, le abitudini di un mondo ostinatamente chiuso in se stesso e ossessionato dal pericolo di nouveaux riches e parvenus d'ogni specie.

Il cane che andava per mare
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Malatesta, Stefano

Il cane che andava per mare

Neri Pozza, 12/01/2011

Abstract: Gli italiani non hanno mai avuto fama di essere stravaganti. Nel corso dei secoli sono stati definiti attraverso una moltitudine di luoghi comuni: geniali, cinici, opportunisti, trasformisti, artisti, umani e brava gente, estroversi, simpatici, impareggiabili amatori e attori nati, anarchici e poco osservanti delle leggi, magnifici nelle avversità e pessimi nel benessere, rumorosi, canterini, superstiziosi, mandolinari e tutto il resto. A nessuno è mai venuto in mente di definirli eccentrici. Gli unici eccentrici italiani, dice Stefano Malatesta, sono i siciliani. E la differenza starebbe in quella forma mentale che si chiama insularità. Un atteggiamento di spirito, un carattere, un modo tutto particolare di vedere le cose per estremi, prima ancora di essere un dato geografico. Luigi Pirandello aveva parlato di corda pazza. Gli eccentrici amano raccontarsi. Chiunque sia andato in Sicilia si è accorto della generale e naturale propensione al racconto divertente e curioso. Storie di personaggi irripetibili, di figure di dissennati, particolarmente numerosi nell'aristocrazia, quasi ci fosse un dovere di stravaganza per titolo e per censo. Vicende esilaranti, ma anche complicate, riferite in innumerevoli e contraddittorie versioni, continuamente arricchite da altre testimonianze anche loro in contrasto. Solo un non siciliano come Malatesta, ma che conosce la Sicilia come pochi altri, poteva avere la presunzione di scriverne, e il piacere di estrarle dalle leggende metropolitane o paesane e di definirle.Sono ventinove storie di varia natura e lunghezza e la prima parla di un cane marinaio e viaggiatore: perché lasciar fuori gli animali? Le altre riguardano gli umani, tutti siciliani, con le eccezioni di tre forestieri: uno psicologo-mulattiere tedesco, un famoso scrittore inglese dell'Ottocento e un arciduca d'Asburgo, che si sono meritati la corda pazza ad honorem. Il resto dell'elenco comprende due cugini di Tomasi di Lampedusa, il primo gay dichiarato di Corleone, l'uomo che ha venduto una statua greca a un museo americano per il prezzo più alto mai pagato per un'opera d'arte antica, un paio di principesse, un duca scrittore di cose d'Africa e gastronomo, numerosi baroni veri e falsi, un mecenate d'arte, un mago nero, due registi, un artista che ha scolpito tremila teste, un ragioniere molto particolare, uno sciamano, un poeta-pecoraio e altri ancora. Il risultato è uno straordinario, assolutamente anomalo ritratto della Sicilia, che Malatesta ha scritto nella sua casa siciliana, fortunosamente arrivatagli da un eccentrico.