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In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo
Fazi Editore, 17/01/2019
Abstract: In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo un lupo attraversa il confine polacco-tedesco e si dirige verso Berlino. Un manovale polacco bloccato in autostrada a causa di un incidente lo vede e lo fotografa. La sua compagna fa pubblicare la foto. Negli stessi giorni due adolescenti scappano di casa e dalla provincia brandeburghese si mettono in viaggio per raggiungere la capitale, dove sperano di rintracciare un amico; un padre alcolista esce dalla clinica e si mette sulle tracce dei due ragazzi; una madre depressa torna nei luoghi della sua radiosa gioventù; un losco cileno proprietario di un locale tinteggiato di nero ospita i due ragazzini… E mentre la città, coperta di neve, s'impregna di un misto di paura e attrazione verso il lupo e crede di avvistarlo in ogni angolo, l'animale si nasconde, si sottrae, per poi apparire dove nessuno se lo aspetta. Una silenziosa parabola del cercare, del morire, del bere, del perdersi e del ritrovarsi segna il debutto narrativo del drammaturgo tedesco più tradotto al mondo.In un chiaro, gelido mattino di gennaio all'inizio del ventunesimo secolo è una fiaba metropolitana ambientata sul palcoscenico minimalista della Berlino dei nostri giorni: Schimmelpfennig posiziona i riflettori in modo da illuminare di volta in volta un solo angolo della scena, mostrandoci personaggi incapaci di uscire dalla solitudine del loro cono di luce; sullo sfondo, i fantasmi della DDR incontrano i mostri della gentrificazione."Una geniale favola dai molti risvolti"."Financial Times""Un romanzo potente, straordinariamente impetuoso e contemporaneo – una narrazione ad anelli avvincente e perturbante"."Der Spiegel""Schimmelpfennig connette il quotidiano con il mitico, e lo fa con una leggerezza che è tedesca quanto García Márquez in un giorno di sole". "The Village Voice""Un libro commovente, che cattura in modo delicato ed esperto un'atmosfera predominante nella società: quella del disorientamento, della desolazione, dei sentimenti inespressi". "Deutschlandradio Kultur"
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Opera capitale e innovatrice, sia per la sostanza sia per il metodo, "Il pensiero cinese" è il libro della piena maturità di Marcel Granet, dove vengono a confluire e ad amplificarsi i risultati delle sue geniali ricerche. Il lettore non vi troverà soltanto una storia del pensiero cinese, ordinata per date e autori: ben più ambizioso è il compito che Granet si è scelto. Con questo libro – si può ben dire per la prima volta – un sinologo ha provato, con straordinaria felicità, a ricostruire una per una le categorie in cui il pensiero cinese si è manifestato, superando così, audacemente, il limite più grave che incontriamo anche nelle più attendibili storie della filosofia cinese, per esempio in quella di Forke: e cioè di essere pur sempre una sorta di ritraduzioni del pensiero cinese nel linguaggio filosofico che ci è familiare dalla nostra tradizione. Non solo: applicando con conseguente radicalismo la teoria sociologica della scuola di Durkheim, e soprattutto le formulazioni di Marcel Mauss, Granet non ha ritenuto possibile di dar conto del pensiero cinese senza seguirlo in atto nei più minuti e oscuri aspetti della vita sociale e dell'etichetta, nei presupposti cosmologici e mitologici, e infine nei tanti travestimenti in cui la infida storia cinese ha fatto ricomparire per secoli sempre la stessa serie di princìpi fondamentali. Una rete speculativa immensa si tesse in questo libro, dove le vite dei grandi pensatori, spesso così elusive e sottratte a ogni certezza, si intrecciano con i particolari di un rito, con una antica metafora, con la figurazione di una danza arcaica; dove la musica occupa altrettanto spazio della morale, e anzi spesso vediamo l'una illustrare l'altra; dove alla teoria dei numeri è dedicata una memorabile analisi che forma da sola quasi un libro a parte, analisi che rivela per la prima volta la fisionomia della sottilissima numerologia cinese, scienza qualitativa più che quantitativa, antitetica alla nostra matematica; dove, infine, Lao tseu e Confucio, i due più famosi pensatori della Cina, vengono presentati non tanto come capiscuola di opposte dottrine filosofiche, quanto come due costanti nella fenomenologia del pensiero cinese, sicché la loro opera ci appare, più che come l'irripetibile costruzione di un singolo, come una sorta di ricettacolo dove il fondo stesso del pensiero cinese arcaico si è raccolto e si è dato due forme complementari. Questo libro è valso anche a dimostrare come, più che in ogni altra delle grandi civiltà, in quella cinese i diversi piani, filosofico, religioso e sociale, fossero, in origine, pressoché indistinguibili: Granet è riuscito a darci della Cina arcaica una immagine totale.Uscita nel 1934, e accolta dal silenzio delle riviste specializzate, quest'opera fu così giudicata qualche anno dopo da un altro grande sinologo, J.J.L. Duyvendak: "Si possono senz'altro rimproverare a questo libro certe stravaganze, ma esso appartiene in ogni caso a quanto di più splendido sia stato scritto sul pensiero cinese". In anni più recenti, Joseph Needham, la massima autorità fra i sinologi viventi, ha definito il libro di Granet "a suo modo un'opera di genio". Oggi "Il pensiero cinese" è universalmente ritenuto come un'opera classica: ma si tratta di un classico ancora in buona parte da scoprire, carico di suggerimenti, suggestioni e ipotesi sorprendenti.
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Molti anni prima che lo facessero gli sceneggiatori dei grandi serial americani (uno per tutti: "True detective") Roberto Bolaño aveva usato quella che potremmo chiamare la tecnica della "confessione incrociata" nel suo primo romanzo. Tre sono i personaggi che si raccontano, si confessano e si difendono in questo perfetto congegno narrativo, dove a una trama decisamente noir – l'omicidio di una vecchia cantante d'opera semialcolizzata che vive da barbona in un campeggio della Costa Brava – si intrecciano, intersecandosi, diverse storie d'amore: un poeta messicano in esilio, innamorato della cupa e sfuggente Caridad, che va in giro con un coltello nascosto sotto la maglietta; il proprietario del campeggio, amante della bellissima Nuria, campionessa nazionale di pattinaggio; e un funzionario socialista, un "ciccione" pateticamente innamorato della capricciosa pattinatrice, per la quale, stornando fondi pubblici, fa costruire una pista di ghiaccio dentro una grande villa fatiscente di proprietà del comune. Seminando sapientemente indizi preziosi e tracce fuorvianti, Bolaño riesce a creare un'atmosfera rarefatta di suspense che, è stato scritto, "non ha niente da invidiare a quella dei migliori giallisti" – anche se non gli interessa poi tanto che l'assassino venga arrestato, e non tutti gli innamorati vivranno "felici e contenti" –, e conduce la narrazione di questo "giallo notturno e cubista" con la consueta, ipnotica visionarietà.
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Adelphi, 17/01/2019
Abstract: Sin dal suo inizio storico la filosofia è stata la volontà di incarnare il sapere assolutamente innegabile. Ma come è possibile "la stabile conoscenza della verità", si chiede Emanuele Severino, "in un clima come quello del nostro tempo, dove non solo la scienza, ma la filosofia stessa ha quasi ovunque voltato le spalle a ciò che essa ritiene il "sogno" di un sapere siffatto?". In verità, già nel modo in cui la "scienza della verità" compiva i primi passi era presente l'errare più radicale in cui l'uomo possa trovarsi, quella che per Severino è la Follia estrema: "la fede nella quale si crede che le cose diventano altro da ciò che esse sono ... affermando che l'evidenza suprema è che le cose escono dal nulla (dal loro non essere) e vi ritornano". Tutta l'opera di Severino, sin dal suo primo libro ("La struttura originaria"), è volta dichiaratamente allo "smascheramento della Follia di questa fede", per "consentire al linguaggio di testimoniare l'assoluta innegabilità del destino della verità". E in queste pagine l'intero percorso viene ripresentato nell'insieme dei suoi tratti fondativi, approfondendone alcuni temi centrali quali l'interpretazione, il rapporto tra destino e scienza, l'essenza linguistica del sapere originario, il senso ultimo dell'esser uomo e la storia infinita dell'uomo, il senso della salvezza. Un percorso, dunque, attraverso l'intero 'terreno' di Severino, da cui il lettore potrà spaziare con lo sguardo: "Non basta possedere un campo: bisogna coltivarlo. Il campo di cui qui si tratta è l'insieme dei 'miei scritti'. Un linguaggio, dunque. E anche questo libro intende indicare l'autentica "pianura della verità"".
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Ultra, 17/12/2018
Abstract: Milano, anni Sessanta. In un bel palazzo d'epoca abita la giovane Nicolle Gherardi, brillante studentessa di ottima famiglia. Il suo sogno? Diventare scrittrice. Suo padre, l'Avvocato Gherardi, ha un programma diverso per lei: una carriera già scritta tra arringhe e perizie e un matrimonio perfetto, con Antongiulio Bestetti, pupillo del suo Studio Legale. Nicolle è innamorata della musica, le sue ambizioni sono artistiche e romantiche, ben lontane dai desideri del padre. La sorella Priscilla, al contrario, farebbe carte false per un matrimonio di sicuro successo economico. E poi c'è lui, Jacopo Castiglioni, un giovane musicista che abita nel deposito di strumenti del "compianto" Maestro Bartolomeo Mantegazza, per "gentile concessione" degli eredi. Jacopo fa fatica a pagare l'affitto di quell'abbaino e, per il decoro del palazzo, è costretto a usare un ingresso secondario, lontano dalla vista dei proprietari che non gradiscono affatto la sua presenza. La vista impagabile dal tetto ispirerà al giovane Jacopo le melodie più dolci e malinconiche. Una straordinaria scoperta, tra le carte del Mantegazza, darà il via a questa travolgente favola d'amore.
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Elliot, 17/12/2018
Abstract: Ne L'albero di Natale di Charles Dickens, che dà il titolo a questa raccolta, troviamo uno dei racconti più intimi e autobiografici dell'autore, quasi una meditazione proustiana sull'infanzia, sorprendentemente toccante. Di tutt'altra atmosfera è il racconto natalizio di O. Henry, in cui il regalo di Natale a cui fa riferimento il titolo è in realtà una pistolettata improvvisa. E ancora, a comporre questa eterogenea antologia, Louisa May Alcott e le sue narrazioni familiari, Thomas Hardy e la storia del quattordicenne Hubert ne I ladri che non riuscirono a frenare lo starnuto, Emma Orczy con la sua Tragedia di Natale, e infine Ring Lardner, con l'intenso Un Natale in famiglia. Con i racconti di: Charles Dickens Thomas Hardy G.K. Chesterton O. Henry Louisa May Alcott Emma Orczy Ring Lardner
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Elliot, 17/12/2018
Abstract: I suoi demonietti bretoni, la sua malalingua, il suo cuore d'oro, li amo, li ammiro e tutti gli dobbiamo qualcosa" scriveva Jean Cocteau a proposito di Max Jacob, figura eccentrica e profetica dello spirito dei tempi moderni. Arte poetica (1922) è una costellazione di pensieri folgoranti in bilico tra classicismo ed Esprit Nouveau, una riflessione sulla poesia che si fa essa stessa poesia; Consigli a un giovane poeta (1945) può essere considerato il testamento letterario dell'autore, scritto "per formare un probabile poeta dell'avvenire (di cui non conosco un solo verso e neppure una lettera)". Entrambi gli scritti hanno in comune la forma frammentata, priva di manifesti programmatici, in cui ogni aforisma custodisce un riflesso della varietà inesauribile dell'oggetto rappresentato: la poesia e il suo rapporto con l'emozione.
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Edizioni e/o, 06/02/2019
Abstract: E se il mondo in cui viviamo fosse congegnato per renderci infelici? E se invece potessimo fare qualcosa al riguardo? Il mondo ci sta confondendo la mente. Aumentano ondate di stress e ansia. Un pianeta frenetico e nervoso sta creando vite frenetiche e nervose. Siamo più connessi, ma ci sentiamo sempre più soli. E siamo spinti ad aver paura di tutto, dalla politica mondiale al nostro indice di massa corporea.Come possiamo rimanere lucidi su un pianeta che ci rende pazzi? Come restare umani in un mondo tecnologico? Come sentirsi felici se ci spingono a essere ansiosi?Dopo anni di attacchi di panico e ansia, queste domande diventano questione di vita o di morte per Matt Haig. Che inizia a cercare il legame tra ciò che sente e il mondo intorno a lui. Vita su un pianeta nervoso è uno sguardo personale e vivace su come sentirsi felici, umani e integri nel ventunesimo secolo."Assumere Vita su un pianeta nervoso due volte al giorno, prima o dopo i pasti. Un libro pieno zeppo di saggezza, intuizione, amore e umorismo". Stephen Fry"Un libro caloroso, generoso e profondo sulle difficoltà del genere umano oggi. Haig è uno dei più importanti scrittori del nostro tempo". Dolly Alderton
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Edizioni e/o, 13/02/2019
Abstract: Storia di un giornale ribelle in un califfato di morte. Nel 2015, a soli 25 anni, l'autore senegalese Mohamed Mbougar Sarr ha vinto con questo romanzo il Premio Ahmadou Kourouma al Salone del Libro di Ginevra e il Gran premio del romanzo meticcio all'isola della Réunion. Il Sumal è un paese felice, almeno fino a quando gli uomini della Fratellanza, feroci integralisti islamici, non occupano il nord dello stato. Per la maggior parte della popolazione, non integralista, comincia un incubo fatto di violenza, barbarie, giustizia sommaria e rigido moralismo in osservanza alle norme della sharia. In queste difficili condizioni un ristretto gruppo di intellettuali decide di fare opera di resistenza attraverso un giornale di opposizione che scatena il furore di Abdel Karim, crudele capo della polizia islamica. Ne consegue un'immediata e spietata repressione che fa sorgere dubbi morali al dottor Malamine, al professor Déthié, alla bella informatica Madjigueen Ngoné e agli altri autori del giornale clandestino: qual è l'effettiva utilità della loro azione, se deve portare all'arresto e alla tortura di chiunque legga o detenga una copia del foglio ribelle? Nel frattempo si scatena la caccia ai misteriosi giornalisti condotta da Abdel Karim con una micidiale alternanza di brutalità spiccia e astuzie psicologiche. Ma non c'è clima di terrore in grado di impedire la nascita dell'amore, che a un certo punto sboccia potente tra due membri del gruppo segreto. Amore e morte si mischiano e si sovrappongono nella vita degli avventurosi protagonisti.
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Fazi Editore, 24/01/2019
Abstract: Ambientato in una Toscana appartata e solitaria, tra boschi incontaminati e vigneti, Foschia è il racconto di una storia familiare dai contorni decisi, intenso e conturbante.Adulta e già malata, Marta decide di ripercorrere con la memoria il rapporto teso e tormentato vissuto con il padre Lapo, un affermato critico d'arte, uomo carismatico di grande fascino e talento. Nel ricordo, l'ammirazione da parte di lei bambina si trasforma dapprima in infatuazione e poi, via via, in una forma di attrazione più subdola e pericolosa. Dopo l'infanzia passata a Lupaia, luogo affascinante e misterioso, Marta si trasferisce con il padre e il fratello nella più austera Torre al Salto, dove, preda di pulsioni che coincidono con un naturale risveglio dei sensi e delle inevitabili trasformazioni dovute all'adolescenza, vive un momento delicato all'interno di una famiglia che non sente più come sua. Sono lontani i giorni in cui Marta cresceva accanto alla madre, donna anticonformista e inquieta, dal carattere quasi selvaggio ma profondamente legato alla natura, e lontano è il ricordo delle gite fatte insieme a Lapo nei dintorni di Lupaia per vedere le opere di Piero della Francesca o del Pontormo. Avvolti da una densa foschia sono anche gli anni in cui Marta aveva esaltato la figura del padre, legandola a ideali di purezza e bellezza, che lo scontro con la realtà porterà irrimediabilmente a rinnegare, non senza uno strascico di dolorose conseguenze.Con uno stile affilato e allo stesso tempo avvolgente, Anna Luisa Pignatelli, già definita da Tabucchi"una voce insolita nella letteratura italiana di oggi", rivela gli aspetti più nebulosi e le ambiguità delle relazioni familiari in un gioco delle parti in cui i ruoli della vittima e del carnefice, dell'uomo e della donna, si alternano e si confondono per una storia forte, difficile da dimenticare.Hanno detto di Ruggine:"Severo e bello Ruggine. Un ritratto del mondo che dà i brividi".Ida Bozzi, "Corriere della Sera - La Lettura""La storia desolata di Gina potrebbe essere una riscrittura – appena straniata – di Un cuore semplice di Flaubert. L'arte di non coincidere perfettamente con il proprio tempo è quella che rende un testo vicino all'essere un classico e questo è il caso di Ruggine". Filippo La Porta, "Il Sole 24 Ore""Una storia "dura", di simenoniana memoria".Bruno Quaranta, "TTL""Una Maddalena moderna e tragica. Nell'asciuttezza dello stile, nella precisione dello sguardo, l'autrice ricorda Giovani di Federigo Tozzi e Casa d'altri di Silvio D'Arzo". Alessandro Zaccuri, "Avvenire""La prosa di Anna Luisa Pignatelli appartiene alla migliore tradizione narrativa italiana". Guido Caserza, "Il Mattino""Scrittrice dal palato letterario fine e ben riconoscibile".Renato Minore, "Il Messaggero"
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Conquista il tuo quartiere e conquisterai il mondo. La mia vita con il rap
Edizioni Interno4, 18/12/2018
Abstract: "Militant A degli Assalti Frontali è uno dei pionieri dell'hip hop italiano, e in questo libro racconta una parte della sua storia, quella legata ai viaggi, all'educazione, alla "predicazione" del verbo rap. Un diario e un romanzo appasionante e vero" - Robinson, La RepubblicaTorna il pioniere del rap italiano e leader del gruppo musicale Assalti Frontali con un libro che si può leggere alternativamente come un romanzo, un diario di viaggio, un manuale per imparare l'arte di rappare. Militant A narra così la sua specialità degli ultimi tempi: il laboratorio rap. La sfida è quella di creare un gruppo, gestire l'energia collettiva e tirare fuori da ciascuno la poesia che non ti aspetti. L'azione si svolge come un filo unico nelle scuole e nei quartieri di Roma e d'Italia, in Libano al confine con la Siria, nei campeggi di vacanza in riva al mare, nel lago della Snia ribattezzato il Lago che combatte, in un piccolo paese diventato grande per la sua lotta: Casale Monferrato. Attraverso i racconti delle persone e le rime che ne pennellano i ritratti, si crea un'atmosfera comune che ha l'obiettivo di favorire la libera espressione e la capacità di fronteggiare situazioni di stress, di accrescere l'autostima e avvicinare centinaia di ragazzi alla musica, alla poesia, alla memoria, ai diritti umani, alla vita, per creare una comunità che racconti di sé nel contesto in cui vive e che lanci messaggi al mondo altrimenti sconosciuti. Questo libro è rivolto non solo alle migliaia di fan che continuano ad affollare i concerti di Militant A, ma anche ai molti docenti impegnati nell'insegnamento delle tecniche poetiche e musicali presso gli studenti delle scuole elementari, medie e nei licei.
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Homo Sapiens e altre catastrofi. Per una archeologia della globalizzazione
Meltemi, 20/04/2018
Abstract: Questo è il romanzo avventuroso dell'evoluzione umana. Una storia che nessuno scrittore avrebbe immaginato così sorprendente. Le ultime scoperte scientifiche hanno infatti rivoluzionato le nostre idee sulla storia naturale di Homo sapiens. Facendo dialogare biologia evoluzionistica, paleoantropologia, genetica ed ecologia in una sorta di avvincente biografia familiare, Telmo Pievani va alla scoperta della molteplicità delle specie umane vissute negli ultimi sei milioni di anni e della complessità del popolamento sulla Terra, nella convinzione che non si possa comprendere a pieno il significato dei processi di globalizzazione contemporanei senza una loro collocazione nel tempo profondo della planetarizzazione della nostra specie. Per capire da dove veniamo e, forse, dove andiamo, in un libro in cui scienza e scrittura letteraria si mescolano fin dalla prima pagina.
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Viaggio al termine delle onlus. Diario di uno sfruttamento
Meltemi, 14/11/2018
Abstract: Quali interessi si muovono dentro al macromondo della beneficenza in Italia? È possibile descrivere quei meccanismi che legano il lavoratore al proprio posto di lavoro in un rapporto di fidelizzazione perversa, a fronte di guadagni e tutele quasi inesistenti? Zoe Vicentini, con questa coraggiosa ricerca, ci mostra il funzionamento della piramide del dono; ci mostra dove vanno davvero a finire i soldi raccolti nei quartieri così detti "qualificati" della città e attraverso quali trucchi di marketing i dialogatori riescono a convincere migliaia di persone a sostenere un progetto umanitario. Frutto dell'esperienza diretta dell'autrice (per diverso tempo collaboratrice di una onlus), Viaggio al termine delle onlus, senza rinunciare al rigore della ricerca etnografica, seziona il business della beneficienza, svelandone le ipocrisie e le logiche di sfruttamento.
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HarperCollins Italia, 10/01/2019
Abstract: Quello è il cielo, Virginia pensò sollevando cautamente gli occhi, ci sta sopra da quando siamo nati e passiamo la vita senza nemmeno farci caso, convinti che basti alzare la testa per vederlo sempre lì.Virginia è solare, ingenua e forte, nonostante appaia agli occhi degli altri sprovveduta e un po' folle. Cresciuta tra la miseria e le sopraffazioni, sa da cosa sta scappando e dove vuole arrivare: diventare un'attrice a Roma e avere una vita felice. Francesco invece è il ricco e viziato rampollo di una dinastia di industriali. Un ragazzo che può avere tutto e per il quale, alla fine, niente ha più valore.Mentre Virginia cammina per la sua strada con passo sognante e deciso, travolge la vita di Francesco. L'attrazione è forte, ma il loro incontro sembra destinato a sbiadire nella quotidianità. Ma con un drammatico capovolgimento è il caso stesso che li unisce, costringendoli ad affrontare insieme un doppio sequestro di persona. Virginia resiste con tutte le sue forze ed è la roccia a cui Francesco si aggrappa: nell'inferno dei mesi di prigionia è solo l'amore che scoprono di provare l'uno per l'altra che riesce a tenerli in vita. Ma quel sentimento saprà resistere ai pregiudizi e alle macchinazioni del mondo esterno?
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HarperCollins Italia, 31/01/2019
Abstract: Rubano momenti al lavoro per stare insieme e si fanno regalini inutili al fine di strapparsi sorrisi. Più che un uomo e una donna uniti da nove anni, Davide e Valentina sembrano quasi due adolescenti e sono molto diversi dalla coppia consumata e stanca che erano solo qualche mese fa. Da quando hanno ripreso possesso del loro matrimonio, dopo la piccola crisi coniugale che li ha tenuti distanti per qualche tempo, nella loro relazione è finalmente tornato il sereno e ora che stanno riscoprendo il loro amore si sentono più forti e completi. A Milano l'estate è agli sgoccioli: la città si sta ripopolando, riprende pian piano i suoi ritmi e la sua vera identità. Nell'ora più calda Davide e Valentina approfittano della pausa pranzo per darsi appuntamento in una caffetteria in centro. Eccitati dalla prospettiva di costruire di nuovo il futuro insieme, stanno progettando il loro prossimo viaggio quando un ragazzo irrompe nel locale. Ha i capelli tagliati cortissimi, uno zainetto sulle spalle, gli occhi pieni di astio e una pistola in mano. Pretende giustizia per il fratello licenziato e non ha intenzione di liberare nessuno fino a quando non avrà ottenuto quello che vuole. Il sequestro dura sedici ore e ha conseguenze devastanti, in grado di trasformare il peggiore degli incubi in realtà e di spazzare via ogni certezza, passata e futura. Ed è così che l'odio esplode incontrollato…Dopo Dammi tutto il tuo male, Matteo Ferrario dà prova ancora una volta di un'abilità rara: esplorare il lato più cupo dell'animo umano con una scrittura lucida e schietta. Il silenzio che rimane è un romanzo potente, dalla cifra stilistica matura, che ci chiude a chiave in una tolleranza claustrofobica, spalanca al tema della follia e della rabbia e cavalca con freddezza i nervi più scoperti della società contemporanea.
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Ultra, 20/12/2018
Abstract: Il calcio non è uno sport per signorine, si sa. Figuriamoci se va bene per un finocchio. E invece no: benvenuti nell'Italia del calcio gay. Dagli Outsiders Milano ai Bugs Bologna, dai Revolution Soccer Team ai Toret Torino, dagli Arzenal Genova passando per i Phoenix a Roma fino ai Pochos di Napoli, in tutta la penisola è ormai un vero e proprio fiorire di squadre maschili in cui l'orientamento omosessuale non è proprio un problema, anzi. Un universo variegato di tornei e associazioni, un "altro calcio" parallelo che ha le stesse regole di quello "normale". E, udite udite, anche un Fantacalcio. In questo libro questi ragazzi che vogliono solamente giocare a pallone ci raccontano le loro storie: storie difficili di volgare discriminazione ma anche gioiose, divertenti e piene di passione sportiva e di amicizia. Storie che infrangono il più resistente luogo comune di questo sport, sempre sbandierato da giocatori e allenatori professionisti, secondo il quale nel calcio, italiano e non, i gay semplicemente non esistono. Certo, la strada è ancora lunga. Che si cominci a percorrerla, però, è un buon segno. Fischio d'inizio.
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La collezione come forma d'arte
Johan & Levi, 02/07/2014
Abstract: Se ogni epoca ha un suo modo di collezionare, quello contemporaneo è segnato da un reciproco legame con la pratica artistica, tanto che le due attività spesso si sovrappongono fin quasi a confondersi. Gli esempi abbondano: da Joseph Cornell, cacciatore di bizzarrie con cui compone le sue scatole divinatorie, a Claes Oldenburg, che espone come opera propria una raccolta di oggetti d'affezione; da Marcel Broodthaers, per cui il collezionare è all'origine della scelta di diventare artista, a Hans-Peter Feldmann che, sulla scia di Malraux, da anni ritaglia, classifica e incolla immagini per un insolito museo. Il collezionismo non è più solo affare di chi, non artista, raccoglie oggetti in quantità rilevante, ma diventa modalità espressiva di quegli artisti che li radunano per costruire opere d'arte secondo il principio warburghiano del montaggio. D'altro canto, lo stesso collezionista è un artista che accetta di esprimersi tramite immagini dotate di un forte potere simbolico, le quali diventano un'estensione della sua persona. Appena l'occhio li cattura, gli oggetti si caricano di qualità supplementari: spogliati della loro funzione, un sapiente lavoro di accostamenti e rimandi crea fra loro un fertile dialogo, dando vita a un insieme organico che non tollera mutilazioni. La collezione assume così lo statuto di opera d'arte.Eclettismo, trasversalità, soffio personale definiscono una tipologia di collezione agli antipodi rispetto a quella chiusa e preordinata dei musei. A questa dimensione più privata e creativa fa riferimento Elio Grazioli il quale, nel ricostruire il percorso che dalla Wunderkammer porta al collage e all'assemblage, racconta un collezionismo non utilitarista ma passionale, meno vetrina di rappresentanza e più gioco per intenditori che sappiano apprezzare le articolazioni impreviste. Pratica, questa, che ha molto da insegnare a quelle istituzionali: una maggiore libertà e una necessità più sentita.
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Camera straniera. Alberto Giacometti e lo spazio
Johan & Levi, 20/12/2018
Abstract: Alberto Giacometti è uno dei principali artisti del Novecento e le sue opere hanno raggiunto le vette delle quotazioni internazionali. I temi del suo lavoro sono molteplici e le modalità espressive quasi tutte quelle contemplate dalle arti visive (disegno, dipinto, scultura). In questa varietà Marco Belpoliti sceglie di concentrarsi su un aspetto trasversale e molto forte, ossia lo spazio. Dallo spazio circoscritto all'interno degli ambienti a quello che circonda le sculture, soprattutto le creazioni di grandi dimensioni concepite per gli spazi pubblici, Belpoliti ci guida in un percorso tra scritti e opere, dichiarazioni e interpretazioni, rapporti famigliari e amicizie, per ritrovare non solo lo spazio fisico ma anche lo spazio emotivi del grande artista. Il volume è pubblicato in formato solo testo.
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Johan & Levi, 07/10/2020
Abstract: Che cos'è l'arte? È questo l'eterno interrogativo sul quale il filosofo e critico Arthur C. Danto ritorna in un saggio che è insieme dissertazione filosofica e riflessione autobiografica. Prendendo le distanze da chi vorrebbe ridurre l'arte a ciò che è considerato tale in un contesto istituzionale o da chi addirittura la ritiene indefinibile, l'autore individua alcune caratteristiche che le restituiscono contorni netti: l'arte ha una sua permanenza ontologica nelle forme pur variabili in cui si manifesta. A determinare un'opera d'arte è la capacità di dare corpo a un'idea, di esprimerla per mezzo di un "fare artistico" che traduce il pensiero in materia nel modo più efficace, travalicando le contingenze. Ma ciò non basta. Essa deve incarnare qualcosa di impalpabile, che la accomuni a un sogno a occhi aperti e che conduca il fruitore a uno stato emotivo e sensoriale nuovo. Danto approda così a conclusioni lontane dal relativismo che per decenni gli è stato attribuito: per capire l'arte non ci vuole un concetto aperto, ma una mente aperta.Nel guidare il lettore tra i grandi nomi del pensiero filosofico e dell'arte di ogni epoca (in particolare Michelangelo, Poussin, Duchamp e Warhol), l'autore traccia un ambizioso percorso che dalle teorie platonica e kantiana prosegue analizzando le innovazioni ‒ prospettiva, chiaroscuro, fisiognomica e nascita della fotografia ‒ che hanno segnato il progresso dell'arte occidentale, fino al suo apparente esaurimento con l'avvento delle poetiche concettuali e la scomparsa dell'estetica come valore.Che cos'è l'arte riassume riflessioni decennali, ricavandone nuovi affascinanti sviluppi, e rappresenta così una via d'accesso ideale al sistema filosofico del maggior critico americano nell'ambito delle arti visive.
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Arte in tv. Forme di divulgazione
Johan & Levi, 09/11/2017
Abstract: Nell'ormai lunga storia della TV italiana l'arte ha avuto fin da subito uno spazio preciso, se si pensa che il 3 gennaio 1954 non solo segna il debutto delle trasmissioni rai ma anche la messa in onda del primo approfondimento culturale, Le avventure dell'arte. E di avventura si è trattato fin da subito: le estreme potenzialità comunicative del nuovo mezzo, che portava letteralmente nelle case degli italiani per la prima volta argomenti elitari, si scontravano presto con la diffidenza, per non dire l'ostracismo, di una parte consistente di critici e intellettuali, ma anche con le difficoltà e le ambiguità insite in ogni traduzione da un medium a un altro.A distanza di sessant'anni lo scenario e i protagonisti di questo racconto sono decisamente cambiati, con la presenza delle emittenti private prima e della pay tv poi – e quindi con il deciso ampliarsi dell'offerta –, tra il passaggio al digitale e l'evoluzione naturale del linguaggio televisivo e dei suoi interpreti, artisti e critici compresi. Ma se il contesto muta, le questioni attorno a cui il rapporto arte-tv si gioca rimangono le stesse, in primis quella della legittimità di un medium a vocazione popolare a veicolare un contenuto alto, e soprattutto quella riguardante le funzioni che il piccolo schermo svolge nei confronti dell'arte, a partire dalla divulgazione che, pur nelle sue varie tipologie, è considerata storicamente la principale e più ovvia declinazione del mezzo.Proprio a quest'ultimo aspetto in particolare è dedicata la serie di saggi raccolti nel presente volume, sia che si muovano dal campo specifico della comunicazione televisiva sia che scelgano di privilegiare l'ambito artistico. Pur nella varietà di metodo, a risaltare è la stretta relazione tra i due mezzi che più hanno influenzato lo scenario visivo della seconda metà del Novecento.