Trovati 855421 documenti.
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Feltrinelli Editore, 04/09/2021
Abstract: Montse Barderi, con grande senso pratico e un punto di vista originale che mescola psicologia e filosofia, vi porterà a ragionare con lucidità sulla relazione che state vivendo e a sbarazzarvi di ciò che vi spinge a perpetuare rapporti nocivi. Troverete un nuovo modo di interagire con voi stessi così da poter costruire legami di coppia sani e duraturi.Lasciarsi alle spalle un cattivo amore, se è necessario, è l'occasione per iniziare una nuova vita e crescere come individui.
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Bollati Boringhieri, 29/08/2019
Abstract: Quante volte, a scuola, ci hanno esortati a non divagare? Ci sono poi materie – la matematica innanzitutto – che ancor meno di altre sembrano tollerare delle diversioni. Eppure Michele Emmer, tra i più noti matematici italiani, non esita a uscire dall'abituale tracciato logico-deduttivo che porta alla dimostrazione, per addentrarsi in animate vie laterali, dove i numeri incrociano storie di donne e di uomini, vanno al cinema, a teatro e alle mostre d'arte, si intendono di poesia, filosofia, letteratura e architettura. Insomma, prendono colore. "Sono molto stringati i lavori dei matematici, raccolgono solo i risultati giusti, non parlano dei dubbi, dei cambiamenti, degli errori. Sembrano tavole della legge immutabili, scritte così perché così dev'essere. Quando invece si narra, bisogna saper raccontare, non basta essere intelligenti". In queste pagine intelligenza matematica e narrazione scoprono la loro congenialità, vagando felicemente tra la preistoria e l'oggi, con il gusto di molti incontri inaspettati e il piacere di ritrovare qualche volto conosciuto: rivediamo la Medaglia Fields Cédric Villani, passato di recente dalle derivate parziali agli scranni parlamentari, o il mistico russo Pavel A. Florenskij, che fino all'ultimo si è battuto per non ridurre la matematica a "disciplina morta", ma assistiamo anche allo storico "sermone" di Luca Pacioli su Euclide nella Venezia del 1508, di fronte a un uditorio inimmaginabile ai nostri giorni, e ci appassioniamo alle avventure millenarie di una superficie continua che dalle culture precolombiane arriva alla teoria psicoanalitica di Jacques Lacan, si imprime sulle sculture di Max Bill e ispira le sperimentazioni topologiche di Zaha Hadid. Ed è proprio la geometria impersonale del nastro di Möbius, che scivola via senza inciampi, a dare forma al saggio avvolgente di Emmer, in cui l'intero mondo della vita appare scritto in vibranti caratteri matematici.
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Adelphi, 29/08/2019
Abstract: I poeti d'amore sono una specie estinta, lamenta Ceronetti. Erano d'amore i poeti che morivano giovani, mentre oggi "invecchiano, fanno il beta-bloccante, la ricucitura coronarica, una pastiglia al giorno, conferenze a Harvard, cure per lo stress in Svizzera". Un motivo in più per amare Catullo, che della passione devastatrice ha conosciuto "tutti i gradi: la cristallizzazione stendhaliana, l'adorazione, l'esecrazione, il tradimento, la vergogna della propria schiavitù, eroe del "beau rôle" e chicchirichì del professor Unrath". E un motivo in più per amare questa traduzione audace, sfrontata, discussa ma "capace di svelamento" (Sergio Quinzio), che sposta Catullo "fino alla nostra peculiarità sonora", e che è subito apparsa un'incursione ribalda contro la maniera scolastica che lo teneva in ostaggio e il conformismo delle "ipertrofiche università di morte".
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Adelphi, 29/08/2019
Abstract: Costretto a rifugiarsi in Svizzera all'indomani della feroce repressione dei moti di Milano del maggio 1898 (i cannoni di Bava Beccaris...), il giovane militante socialista Giuseppe Rensi vi pubblicava nel 1902 la prima edizione di questo libro, che regge benissimo il tempo e sembra riemergere nei momenti più tesi della storia italiana (altre edizioni apparvero nel 1926 e nel 1945). Osservando i caratteri di tre forme di governo (l'antico assolutismo, la monarchia costituzionale e le forme "repubblicane-democratiche moderne"), Rensi si poneva un interrogativo che è rimasto centrale: come impedire che una minoranza organizzata domini sempre una maggioranza disorganizzata? È lo stesso tema che ritroviamo in Gaetano Mosca e Vilfredo Pareto – e già si delineava in Tocqueville. Come sempre, Rensi è magnifico nell'analisi, nell'enucleare le contraddizioni, nel trarre conseguenze da episodi. E la sua critica, spietata e impassibile nei confronti dell'assolutismo e della monarchia costituzionale, non è meno corrosiva quando si appunta sulla democrazia rappresentativa: proprio per salvarla dai suoi mali cronici Rensi introdusse – con un occhio alla confederazione svizzera – il tema, provocatorio allora come oggi, della democrazia diretta."La democrazia diretta" apparve per la prima volta nel 1902 col titolo "Gli anciens régimes e la democrazia diretta". Lo riproponiamo qui sulla base dell'edizione del 1926, l'ultima licenziata dall'autore.
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Adelphi, 29/08/2019
Abstract: Perseguitato dal fascismo durante la vita, dimenticato per anni dopo la morte, Giuseppe Rensi fu una di quelle figure solitarie e testarde che talvolta attraversano la cultura italiana come corpi estranei. Ma, alla fine, sono piuttosto loro a resistere al tempo. Rensi fu sin dall'inizio un filosofo che non si adattava al suo contesto: scettico radicale, inscalfito dalla fede nella razionalità del reale, riusciva già per questo ugualmente irritante per idealisti e scientisti. Ma anche il suo scetticismo era di una specie inquieta e mobile: sempre più, con gli anni, i suoi testi si potevano leggere come pagine di un mistico senza confessione e pretese di salvezza, che rifugge dall'appellarsi alla divinità ma parla di un'esperienza più affine a quella di Meister Eckhart o dello Pseudo-Dionigi l'Areopagita che non a quella dei filosofi che occupavano le cattedre da cui era stato scacciato. Grande lettore e commentatore dei classici del pensiero, prosatore terso ed efficace, Rensi ha predisposto in queste "Lettere spirituali", apparse postume nel 1943, il tracciato perfetto che ci permette di ripercorrere, partendo da un punto vicino alla fine, tutto il suo cammino filosofico.
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Nietzsche, il politeismo e la parodia
Adelphi, 29/08/2019
Abstract: Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per la libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui, con gesto risoluto, sgombera subito il campo da interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti, come quella erronea "del "superuomo" deliberatamente separato dal suo corollario, ossia la dottrina dell'eterno ritorno": occorre infatti, anzitutto, "liberare opportunamente l'esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle manipolazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità" – l'inevitabile prezzo che doveva pagare "un'anima condotta all'incandescenza". E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietzsche dove s'intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità, e dalla piena identificazione con un aforisma della "Gaia scienza": "Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi" – vale a dire, precisa Klossowski, "troppo legati a tutto ciò che è stato vissuto nel corso del tempo, esperito in luoghi diversi; insomma, troppo ricchi e quindi troppo liberi per rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un'appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio".
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L'architetto. Sette sfide manageriali per la crescita professionale
Egea, 27/08/2019
Abstract: Un buon management è fondamentale per una buona architettura. Molte delle sfide che l'architetto affronta nella sua attività sono infatti di natura imprenditoriale e manageriale. Grazie all'esperienza, unica, maturata dagli autori in una serie di workshop con architetti, designer e ingegneri, il libro suggerisce logiche e pratiche di management per affrontare in modo vincente le sette sfide che interessano la professione:1. la sfida imprenditoriale: come sviluppare imprenditorialmente uno studio di architettura?2. la sfida dei clienti: come generare valore per il cliente e attraverso il cliente?3. la sfida delle persone: come far crescere le persone in quanto risorse chiave dello studio?4. la sfida del team: come creare e gestire il team di lavoro in modo efficace?5. la sfida dei progetti: come applicare strumenti di project management a commesse piccole e grandi?6. la sfida dei numeri: come misurare e valutare i risultati economici dello studio?7. la sfida della crescita: perché crescere e quali strategie adottare?Guida esauriente sia per chi decida di avviare un'attività professionale in proprio sia per chi già lavori all'interno di uno studio di architettura in posizioni tecniche o con ruoli di gestione, il libro propone modelli di management e strumenti operativi declinati sulle specificità del settore. I casi di realtà professionali di dimensioni diverse e le interviste a partner e fondatori dei principali studi di architettura italiani per fatturato (Antonio Citterio Patricia Viel, Global Planning Architecture, Lombardini22, One Works, Progetto CMR, Renzo Piano Building Workshop) offrono una preziosa occasione di confronto, mentre la dettagliata checklist fornita nel capitolo conclusivo permette di fare un "check-up" del proprio studio e di applicare immediatamente nella gestione quotidiana del lavoro quanto proposto nel libro.
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L'ultimo sopravvissuto di Cefalonia
Longanesi, 19/09/2019
Abstract: "Quando nel 2018 Bertoldi compì il suo primo secolo di vita, il quotidiano locale se ne uscì con un appello accorato: "Per favore, se qualcuno avesse tempo e le capacità per scriverci un'autobiografia monumentale, si faccia avanti". E' merito di Filippo Boni se il monumento è ora finalmente in libreria: le trecento, vibranti pagine de "L'ultimo sopravvissuto di Cefalonia" rendono giustizia a un uomo mite che ha sconfitto la ferocia della storia."Il Venerdì - la Repubblica - Raffaele Oriani"Quando nel 2018 Bertoldi compì il suo primo secolo di vita, il quotidiano locale se ne uscì con un appello accorato: "Per favore, se qualcuno avesse tempo e le capacità per scriverci un'autobiografia monumentale, si faccia avanti". E' merito di Filippo Boni se il monumento è ora finalmente in libreria: le trecento, vibranti pagine de "L'ultimo sopravvissuto di Cefalonia" rendono giustizia a un uomo mite che ha sconfitto la ferocia della storia."Il Venerdì - la Repubblica - Raffaele OrianiL'eccidio di Cefalonia del settembre 1943 sembra oggi lontanissimo, ma è ancora prepotentemente vivo negli occhi di Bruno Bertoldi. E lui, cento anni compiuti il 23 ottobre 2018, è rimasto l'ultimo a poterlo raccontare. In quei giorni, migliaia di soldati italiani della Divisione Acqui vennero trucidati dai nazisti. Bertoldi riuscì miracolosamente a fuggire, ma fu subito catturato dai tedeschi e portato ad Atene. Da qui venne caricato su un treno diretto allo stalag di Leopoli, in Ucraina. La Wehrmacht cercava meccanici e Bertoldi fu destinato a un deposito di panzer, auto e moto a Minsk, in Bielorussia. Dopo una fuga rocambolesca, lui e altri tre italiani furono presto catturati dai partigiani polacchi che dopo un periodo di lavori forzati li consegnarono ai russi. Ebbe così inizio una terribile marcia per centinaia di chilometri, anche a trenta gradi sotto zero, finché, una volta arrivati a Mosca, vennero trasferiti nell'infernale gulag di Tambov, dove in gelide caverne scavate sottoterra Bertoldi vide morire migliaia di soldati italiani. Nella primavera del '45, fu spedito a seminare e a raccogliere cotone, in condizioni estreme, nel gulag di Taškent, in Uzbekistan. Nell'ottobre 1945, venne caricato su un carro bestiame e finalmente mandato a casa, a Castelnuovo Valsugana, dove arrivò, ormai ridotto al lumicino e con la malaria, soltanto la notte di Natale. La storia delle incredibili avventure di Bruno Bertoldi è quella di un eroe suo malgrado: un uomo per bene che ha attraversato tutti gli orrori del Novecento cercando in ogni modo di sopravvivere, ma senza voler mai rinunciare alla propria dignità.
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Longanesi, 26/09/2019
Abstract: Oggi. Sara Terracini, impegnata in una lunga traversata a bordo del Williamsburg insieme al marito, l'inafferrabile Oswald Breil, riceve un singolare incarico: tradurre un antico diario rinvenuto in un monastero di Lisbona. A scrivere le proprie memorie è un grande navigatore italiano, dal cognome molto eloquente: Alessandro Terrasini.Lisbona, 1755. I viaggi tra Italia e Portogallo della Frelon, l'imbarcazione del capitano Terrasini, sembrano procedere con regolarità e con profitto, grazie all'accordo per il commercio delle stoffe stretto con padre Rafael de Alves. Ma un duplice, tragico evento cambierà per sempre il loro destino. Il grande terremoto di Lisbona rade al suolo la città, provocando morti e devastazione. E nel quadro di instabilità civile e politica che ne segue, qualcuno si muove nell'ombra per portare a compimento le proprie oscure trame. Alessandro, Rafael e la giovane contessina Elisa si troveranno al crocevia di uno scontro di potere ad altissimo livello, costretti a contrastare negrieri, criminali ed eminenze grigie per salvare la propria vita e la propria stirpe.Congo e Stati Uniti, anni Sessanta. Separati a causa di un attentato, i due fratelli congolesi Matunde e Kumi Terrasin sono costretti a lasciare la terra natia per sopravvivere. Matunde, provetto chitarrista e cantante, cambierà nome in Matt Under e raggiungerà la fama, ma la sua sfolgorante carriera di rockstar sarà interrotta dalla terribile guerra in Vietnam. Kumi trova momentaneo rifugio a Parigi e diventa uno dei protagonisti della stagione di proteste studentesche. Ma nessuno dei due può sfuggire a lungo agli inseguitori, da sempre sulle loro tracce, perché i due fratelli sono gli unici testimoni viventi di qualcosa di sconvolgente. Qualcosa che nessuno deve sapere. Oggi. Matt Under, fratello del neopresidente del Congo Kumi Terrasin, è stato rapito. E c'è soltanto un uomo che può salvarlo: Oswald
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Garzanti, 19/09/2019
Abstract: "Graham scrive liriche contagiose e coinvolgenti, dove la parola ritrova la sua eticità e spiritualità tendendo all'infinito."Claudio Magris"Per la poesia dopo il 1980, Jorie Graham è ciò che Bob Dylan rappresenta per il rock dopo il 1960. Entrambi hanno cambiato le regole dell'arte che hanno scelto."The New York Times"L'ultima opera poetica di Jorie Graham è una meditazione intensissima, un tentativo di comprendere, accettandone la prospettiva, l'uomo postmoderno."Il Foglio - Domenico Iannaco"Jorie Graham ricorre a una scrittura di vasto respiro che possia sull'esempio di Walt Whitman."la Lettura - Corriere della Sera - Roberto GalaverniQuella di Jorie Graham è una delle voci poetiche più importanti e significative dei nostri giorni. L'uscita di ogni suo libro è sempre, immancabilmente, un evento. In questa nuova raccolta – la più personale, coinvolgente e innovativa – Graham esplora i limiti dell'umano e le inquietanti seduzioni del post-umano. Evocando una varietà di voci e prospettive diverse – dalla sacra sindone ai fondali oceanici – questi testi danno forma e urgenza alla sempre più rapida trasformazione da cui è investito il pianeta: tra cyber-vita, "vita" stampata in 3D, vita dopo la morte, vita biologicamente, chimicamente ed elettronicamente modificata, fast getta luce sulla nostra esistenza, sulla nostra individualità e su una civiltà che sembra correre veloce verso la sua implosione.
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Garzanti, 26/09/2019
Abstract: "Una delle migliori penne del momento."The Times"Quando si inizia uno dei suoi romanzi, lo si capisce subito: è qui che si vuole stare.""Sigrid Nunez ci rende lettori migliori."la Repubblica di Napoli - Antonella Cilento"Chi ha condiviso almeno un tratto della sua vita con un animale non potrà non commuoversi, colpito dalla delicatezza di questa narrazione che entra in punta di piedi nel singolare amore che nasce da un dolore comune."Il Mattino - Santa Di Salvo"Una riflessione sul senso ultimo dell'esistenza."Corriere della Sera - Cristina Taglietti, VINCITORE DEL NATIONAL BOOK AWARD"Un romanzo sublime sul valore della letteratura. Un'autrice di inestimabile talento"The New York TimesKaren Blixen era convinta che si potesse rendere tollerabile ogni sofferenza inserendola in una storia, come se le parole fossero un balsamo che lenisce ogni ferita. Ma è davvero così? C'è solo una persona cui la protagonista del romanzo potrebbe chiederlo, una sola persona di cui si fiderebbe: il suo più vero e caro amico. Ma non può farlo. Troppo tempo è passato da quando si sono conosciuti, lui professore di un corso di scrittura e lei la sua studentessa più promettente. Quelle lezioni le hanno aperto un mondo fatto di libri. Le hanno insegnato che nessuna pagina scritta è mai sprecata perché, anche se non funziona, si può trarne un insegnamento. Le hanno impresso nella mente le parole di Rilke: se si riesce a vivere senza scrivere, allora meglio non fare lo scrittore. Poche ore nelle aule dell'università e i due sono diventati inseparabili. Un'amicizia che si è nutrita di sapere, pensieri e poesia. Ed è a questi ricordi che la protagonista si aggrappa di fronte all'eredità inaspettata che lui le ha lasciato: un simpatico e ingombrante alano. Perché il professore era d'accordo con Kundera – le relazioni tra umani e animali sono idilliache – e forse aveva ragione anche in questo. Forse dietro quel regalo si nasconde qualcosa. O forse l'amore merita sempre una possibilità. Perché più il tempo passa, più la natura di ciò che la legava all'amico assume forme diverse, sopite, mai confessate. Chissà se è arrivato il momento di dare vita al romanzo che non ha mai avuto il coraggio di scrivere.L'amico fedele ha decretato l'ascesa di Sigrid Nunez tra le più importanti voci contemporanee. Vincitore del National Book Award, il più prestigioso premio letterario internazionale, rientra fra i cento libri più belli del Ventunesimo secolo secondo il "New York Times". È stato tradotto cinematograficamente da Scott McGehee e David Siegel, autori di The Friend, un film subito acclamato dalla critica. Naomi Watts e Bill Murray mettono in scena un romanzo sublime sull'affetto rivolto ai nostri amici animali. E sul valore della letteratura che, come loro, può essere confidente, spalla su cui piangere, fonte di gioia e nutrimento inesauribile per l'animo umano.Sigrid Nunez è una delle più importanti autrici americane contemporanee. Con L'amico fedele ha vinto il National Book Award, il più prestigioso premio letterario internazionale. Appena uscito negli Stati Uniti ha scalato le classifiche del "New York Times" ed è ora pubblicato in tutto il mondo. Per tutte le testate internazionali è il libro migliore dell'anno. Un romanzo sublime sul valore della letteratura: amica, confidente, spalla su cui piangere, fonte di gioia e nutrimento inesauribile per l'animo umano.
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Guanda, 05/09/2019
Abstract: Le Cancellature di Emilio Isgrò hanno sollevato una questione che va oltre il mondo dell'arte e della letteratura: la possibilità della parola umana di sopravvivere in una società dominata dalla comunicazione virtuale. Cancellare non vuol dire distruggere, ma sottolineare le oscillazioni della parola tra essere e non essere, in un continuo mutamento che il mondo globalizzato sembra voler dimenticare.Anche i libri di poesia di Isgrò si muovono in questa prospettiva. In Quel che resta di Dio sono le stesse zone tematiche a opporsi l'una all'altra, in un processo ininterrotto di cancellazione che travolge il Sud e l'amore, gli alberi e le pietre, la Sicilia e le tigri, la carne e il dopoguerra, Lorenzo il Magnifico e il Papa romano, l'America delle merci e il Mediterraneo degli annegati. Il tutto sostenuto da un linguaggio vario e composito dove i modi alti e solenni si alternano con naturalezza a quelli più bassi e colloquiali, riprendendo tecniche poetiche della cultura europea e italiana, come il sonetto, la terzina e la canzone, che oggi vanno difese dai tentativi di offesa.Quel che resta di Dio, alla fine, è proprio la possibilità di nominarlo.
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La nave di Teseo +, 22/08/2019
Abstract: Il nostro corpo brulica di decine di trilioni di microbi. È un mondo intero, una colonia piena di vita. In altre parole, conteniamo MOLTITUDINI. I nostri partner microscopici costruiscono gli organi, ci proteggono dalle malattie, condizionano il nostro comportamento e ci bombardano con i loro geni. Hanno anche in mano le chiavi per comprendere tutta la vita sulla Terra. In Contengo moltitudini, Ed Yong ci aiuta a aprire gli occhi, invitandoci a osservare noi stessi e gli altri animali sotto una nuova luce, meno come individui e più come rigogliosi ecosistemi. Vedremo come i batteri possono modificare la nostra risposta ai farmaci anti-cancro, come calibrano il nostro sistema immunitario, influenzano la nostra evoluzione e persino modificano il nostro corredo genetico. E incontreremo gli scienziati impegnati a manipolare questi organismi microscopici a nostro vantaggio. In un milione di minuscoli modi, Contengo moltitudini modificherà radicalmente la maniera in cui pensiamo al mondo naturale, e l'idea che abbiamo di noi stessi. Non siamo mai soli, anche quando siamo soli. Esistiamo in simbiosi, un termine meraviglioso che descrive diversi organismi che vivono insieme. Alcuni animali sono colonizzati dai microbi quando sono ancora uova non fecondate; altri acquisiscono i loro primi partner al momento della nascita. Procediamo lungo le nostre vite sempre in loro presenza. Quando mangiamo, mangiano anche loro. Quando viaggiamo, viaggiano con noi. Quando moriamo, si nutrono di noi. Siamo un vero e proprio zoo: una colonia racchiusa all'interno di un singolo corpo. Un collettivo multi-specie. Un mondo intero."Pieno di sorprese e idee affascinanti. Un esempio di giornalismo scientifico al suo meglio."Bill Gates"Il libro di Yong è all'altezza del suo titolo, contiene una moltitudine di notizie rese in modo accessibile a tutti."The Wall Street Journal" Entusiasmante in modo contagioso."The New York Times Book Review
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La nave di Teseo +, 01/08/2019
Abstract: In Psysique du rôle, il regista Andrea Marchesini è alle prese con il suo nuovo film: un fanta-horror sulla licantropia, in un'Umbria che sembra la Transilvania. Durante le riprese tutto procede per il verso giusto, finché l'attore che è stato scartato per la parte del protagonista non irrompe sul set… A volte i mostri della notte possono essere più vicini di quanto si creda.
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Baldini&Castoldi, 21/08/2019
Abstract: L'ispettore Romeo Giulietti è un uomo di speranze, è uno che crede nelle parole, più che nei numeri, e nei miracoli, perché gli è capitato di vederne qualcuno. La sua casa è il suo rifugio dove spesso sogna. Sogna frammenti della vita degli altri. I loro amori, le loro miserie, i loro dolori gli cadono dentro quando chiude gli occhi, quando il sonno dovrebbe essere ristoro e invece si trasforma in un valzer di immagini e parole da cui Giulietti cerca di trarre una soluzione, una spiegazione, un abbozzo di verità. Combattuto tra la legge che ha giurato di servire e la giustizia cui profondamente anela, tra l'amore impossibile per Rebecca, che lo ha lasciato e a cui non ha mai smesso di pensare, e le indagini da portare avanti, Giulietti trova conforto nel pragmatismo tagliente del suo fido assistente Michele, detto appunto 'a polemica, nei libri dei suoi autori preferiti, che sfoglia ogni volta che ha bisogno di trovare risposte, nella contemplazione di quel mare – il suo mare – che, silenzioso e onnisciente, è il solo (forse) in grado di restituirgli il vero senso delle cose. Così, in una Napoli sommersa dai rifiuti, l'ispettore si schiera dalla parte di un'umanità piccola piccola che lotta per sopravvivere. Per questo quando viene brutalmente assassinato Tatore 'o Scarrafone, che vive di furti e di espedienti, Giulietti vuole a tutti i costi scoprire la verità.Mi sono trovato dentro Napoli, nel suo metabolismo famelico, in mezzo ai suoi febbrili anticorpi, e ne sono uscito a fine storia, accompagnato all'uscita con un foglio di via, altrimenti sarei rimasto dentro.Dalla prefazione di Erri De LucaL'ispettore Romeo Giulietti non crede ai numeri e alle statistiche. Perché i numeri sono ignoranti, non sanno troppe cose, troppe storie e poi sono bugiardi, nascondono le facce, gli occhi. I numeri non sanno niente. E nemmeno sanno di non sapere.
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Corbaccio, 26/09/2019
Abstract: Un potente inno alla natura e al ruolo che le piante ricoprono nella nostra vitaMarc Jeanson è uno scienziato e un sognatore, appassionato di piante, di fiori, di alberi e di ramoscelli. Bisogna essere un po' folli, oppure ben consapevoli dei pericoli che gravano sulla Terra per percorrerla senza sosta tentando di ricostruirla all'interno del più grande erbario del mondo: quello di Parigi. Qui si trovano milioni di tesori: ghirlande di Ramses II, palme del Madagascar, camomilla d'Athis-Mons, rampicanti polinesiani ormai estinti, ma anche zucche e rabarbaro, cipollotti e susini… Otto milioni di esemplari raccolti in più di tre secoli e provenienti da tutto il pianeta, frutto di un'appassionata corsa al disvelamento di una natura vasta, misteriosa e tutta da decifrare, e nutrita dall'appetito di botanici che insieme erano anche orticoltori, missionari, esploratori e avventurieri come Michel Adanson, Joseph Pitton de Tournefort o Pierre Poivre.Uomo moderno, abituato ad attraversare la biodiversità con la velocità degli aerei e non con la lentezza dei viaggiatori che vedevano cambiare la vegetazione al ritmo lento dei loro passi, Marc Jeanson conserva però, degli antichi "botanisti", il piacere della scoperta, dei viaggi che fin da ragazzo lo hanno portato in tutto il mondo. Ma oggi, rispetto al passato, Marc Jeanson non si può accontentare di catalogare le specie vegetali: classificando, organizzando, testimonia anche tutta la ricchezza che è andata perduta, spesso a causa dell'uomo. E così facendo, non fa rivivere ciò che è scomparso, ma ce ne regala la magia. È un universo intero quello che dispiega davanti ai nostri occhi, palpitante, colorato, sublime, testimonianza del passato e monito per un futuro ancora possibile.Il botanista, scritto a quattro mani da Marc Jeanson e Charlotte Fauve, è un libro straordinario che attraversa tre secoli e mezzo di storia e che ci farà entrare in un mondo di cui non sappiamo quasi nulla e che tuttavia è sempre più in pericolo: il nostro.
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Adelphi, 05/09/2019
Abstract: Questo libro, di cui presentiamo la prima traduzione al mondo, si apre sugli anni del primo Novecento russo. Era il momento di una equivoca ed esaltante mescolanza fra arte e vita: "Tutte le strade erano aperte, con un solo obbligo: andare quanto più possibile veloce e lontano. Questo era l'unico, il fondamentale dogma. Si poteva esaltare Dio come il Diavolo. Si poteva essere posseduti da qualsiasi cosa, entità: l'importante era la "pienezza della possessione"". Tutto andava offerto sull'altare delle emozioni. "Cogliamo gli attimi distruggendoli" disse Brjusov, gran sacerdote del simbolismo. C'era la posa teatrale e c'era il colpo di pistola. ""Perdo succo di mirtillo!" gridava il pagliaccio di Blok. Ma il succo di mirtillo talvolta si rivelò sangue vero".Chodasevič era allora un giovane poeta, dal segno elegante, dall'aria morbosa, dall'intelligenza acutissima. Oggi sappiamo che era un astro nella costellazione dei grandi poeti russi malmenati dalla storia, accanto alla Achmatova, a Mandel'štam, alla Cvetaeva, a Pasternak, anche se la sua opera solo ora comincia a essere scoperta. "Nell'aria afosa, come prima dei temporali, di quegli anni", troppo colmi di presagi (il suo amico Muni ne era così ossessionato che arrivò a dichiarare: "I presagi sono aboliti"), Chodasevič visse la nascita caotica della letteratura moderna in Russia. Si conoscevano tutti, percepivano miserie e incanti gli uni degli altri, avevano passioni per le stesse donne, litigavano, bevevano, perdevano al gioco. Poi venne la guerra, venne la rivoluzione, ai poeti cominciarono ad accompagnarsi i delatori. Pietroburgo appariva come "una città morta, sinistra". Nel 1922 Chodasevič riuscì ad abbandonare la Russia, non senza aver esortato i suoi amici nelle "ultime ore prima della separazione" a concordare i segnali "da scambiarsi nella tenebra che incombe". Da allora sino alla morte si può dire che non abbia assistito che all'estendersi, intorno a lui, di una sterminata "necropoli". Morivano uno dopo l'altro, suicidi, o assassinati o ridotti al silenzio. E uno dopo l'altro sfilano in questo libro: da Brjusov a Blok, da Esenin a Sologub, da Belyj a Gor'kij. Chodasevič non riesce a parlare di questi scrittori senza darci anche un giudizio penetrante sulla loro opera, ma non riesce a parlare della loro opera senza evocare la loro presenza, il loro gesto, spesso il loro convivere con le più ingombranti contraddizioni. Erano tutti personaggi di un immenso "romanzo russo", e come tali qui ci appaiono. Oscillavano tutti fra estremi, e riuscivano talvolta a mascherarne la natura. Come per Sologub, di ciascuno era difficile dire "da dove è partito e dove è arrivato, se dal sacrilegio alla preghiera o viceversa, dalla benedizione alla maledizione o viceversa". Crudele e commosso, questo libro è un salvataggio nella memoria dell'ultima grande letteratura russa, operato da uno dei suoi protagonisti, prima che la "necropoli" inghiottisse anche lui. Come scrisse lo stesso Chodasevič: "In un certo senso la storia della letteratura russa potrebbe essere definita la storia della distruzione degli scrittori russi".
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Adelphi, 05/09/2019
Abstract: Non sempre un'opera prima segna la nascita di uno scrittore. Ma se si tratta di William Faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo può avvenire. Quando "La paga dei soldati" esce per la prima volta, nel 1926, Faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della Grande Guerra raccontando episodi del conflitto; e l'impressione che il lettore comune ricava dal libro è che il suo protagonista, il tenente Donald Mahon, sia un alter ego dell'autore. Così non è, dal momento che Faulkner, scartato dall'aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l'Europa prima dell'armistizio: dunque non era stato, come Mahon, orribilmente ferito in combattimento, né aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne – la sensuale fidanzata Cecily, "insincera come un sonetto francese", la governante Emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova Margaret Powers. Il dolore e le passioni di Mahon – o di quanto resta di lui – si trasformano così in quell'urlo che di Faulkner diverrà più tardi l'emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla "muta cacofonia dorata delle stelle".
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Bollati Boringhieri, 05/09/2019
Abstract: Leopardi ci è familiare, molto più di altri classici del canone letterario. Tuttavia – come a volte accade con gli affetti profondi – non sapremmo dire tutte le ragioni di questa consonanza. Le letture adolescenti, mediate dalla scuola, lasciano in quelle adulte dei sedimenti che alimentano suggestioni, ma creano anche velature: è il caso del pessimismo, il cui manto "doloristico" mette in ombra ambivalenze irriducibili a formule compendiose. Forse perché nessuna categoria critica, per quanto temperata dall'acume di generazioni di esegeti, sfugge a un certo sentore di convenzione se si espone alla parola leopardiana. Antonio Prete l'ha interpellata lungo un'intera esistenza di studioso e di poeta, ed è la sua ininterrotta prossimità ad aiutare la nostra ad articolarsi, a trovare espressione. Sfiorando i testi con rara grazia, Prete ci conduce là dove poesia e pensiero diventano una sola cognizione del mondo, siano i Canti, le Operette morali, lo sconfinato Zibaldone, gli interni d'anima dell'Epistolario. In prosa o in versi, un'identica lingua del sentire, del desiderare e del patire dà voce alla finitudine umana, rinuncia a ogni protezione trascendente e sfida la "spiritualizzazione delle cose" che scorpora la vita da se stessa. Continuano ad aggirarsi tra noi, ancora più temibili di allora, i fantasmi della modernità, che Leopardi teneva a bada con un pensiero poetante capace di prestare ascolto alla "singolarità senziente, rammemorante e fantasticante". Un antropologo del concreto, cantore del vivente, terrestre e cosmologico insieme, ci viene qui incontro, preso per mano da un grande interprete.
Risorsa locale
Chiarelettere, 05/09/2019
Abstract: Ascoltami – disse Kapoor –, il segreto è che la morale è solo un altro modo di dire la parola economia. Capito? "Credo che Zardi ami scrivere come baluardo contro la grettezza che ci circonda."Valeria Parrella "Ho sempre avuto una passione per i personaggi capaci di unire una totale assenza di morale a una certa simpatia umana." In un'Europa dilaniata dagli scontri e tagliata in due, in una società in cui la democrazia è stata svuotata di ogni significato e ogni cosa è decisa dagli imperativi dell'economia, l'azienda più grande del mondo ha riunito le migliori giovani menti del continente e ha affidato loro il compito di inventare un nuovo futuro. Tra questi promettenti scienziati c'è Lucia Franti che a Parigi lavora su un progetto di ibridazione genetica: l'obiettivo è porre le basi per un allevamento su larga scala di animali donatori di organi. La morte di una delle cavie, tuttavia, svelerà una realtà che nessuno vuole riconoscere e Lucia, suo malgrado, si troverà costretta a prendere decisioni che, in un drammatico crescendo di eventi, metteranno in pericolo la sua stessa vita.Ambientato in un futuro imminente, L'invenzione degli animali ruota attorno ai temi della coscienza degli esseri umani, la relazione tra genetica e mente, la diversità rifiutata, la responsabilità morale dei singoli individui e i rischi legati alla perdita di un'idea etica del mondo. Con una scrittura efficace e asciutta, Zardi costruisce un thriller inaspettato che ha il coraggio di guardare in faccia gli aspetti più oscuri del contemporaneo.