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Guanda, 30/01/2020
Abstract: L'esegesi coranica e il corpo agiografico musulmano hanno reso la figura del profeta Maometto un riferimento assoluto per l'islam. Sulle bandiere dell'Isis si legge la frase "Dio è Messaggero di Maometto". Ma come può Dio diventare Messaggero del proprio profeta? È questa la domanda da cui riparte il dibattito tra Adonis e la psicoanalista Houria Abdelouahed, un confronto che mira a dimostrare come in questa religione la nozione stessa di profezia, con i suoi aspetti simbolici e i dogmi religiosi, sia utilizzata al fine di camuffare e sorreggere le strutture del potere. Per farlo Adonis svela come mistificazioni, omissioni e imposizioni abbiano permesso alle leggende di mescolarsi alla Storia fino a diventare realtà. Ed è quando Storia e leggenda divengono indistinguibili, sostiene, che si genera una violenza ai danni del pensiero, che fa da sfondo a quella fisica. Dopo Violenza e islam – che ha messo a fuoco il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici e la nascita dell'Isis – Adonis prosegue il tentativo di elaborare una comprensione oggettiva dell'islam, che permetta di distinguere tra "chi legge il Corano per interesse personale e chi per avvicinarsi a Dio".
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Bollati Boringhieri, 30/01/2020
Abstract: "Freedman naviga nella storia con grande abilità."The Daily TelegraphOggi la parola Cabbalà evoca mistero, segreti millenari, verità cosmiche sussurrate nel buio di una stanza, angeli potenti, magie inspiegabili e tremende, e mondi ultraterreni. Questa visione esoterica ha una storia precisa e documentabile, che ha inizio nell'Italia del Rinascimento, dove vari personaggi erano stati attirati da certe antiche tradizioni ebraiche, che tuttavia reinterpretavano a modo loro. La Cabbalà (con la C) è la stessa che sta anche all'origine di una moda contemporanea, intrisa di New Age, talvolta al centro di scandali e di oscuri giri di denaro. La Kabbalah (con la K), invece, è una cosa ben più complessa, più antica e senza dubbio più affascinante. La storia che Harry Freedman racconta magistralmente in questo libro lascia intravedere la complessità della ricerca mistica del divino e del suo rapporto col mondo operata da generazioni e generazioni di pensatori ebrei e tramandata con sacralità e timore reverenziale nel corso di due millenni.È forse il più complesso tentativo intellettuale mai concepito per avvicinarsi il più possibile all'inconoscibile fonte di ogni cosa, allo scopo di sanare l'universo, curarne le imperfezioni e ricondurre il cosmo alla sua perfezione originale.La storia comincia con l'inizio stesso della Bibbia: "Che sia la luce. E la luce fu". In questi versi antichi si dice infatti che il mondo scaturì direttamente dalla voce di Dio; ma la voce è fatta di parole e le parole di lettere, e le lettere sono i mattoni del mondo. Per capire la creazione bisogna allora studiare a fondo le lettere e il loro significato più nascosto, soprattutto quello numerico, che ogni lettera ebraica racchiude in sé. Da questo studio deriveranno poteri immensi, come quello – reso famoso dalla letteratura yiddish – di creare un golem dall'argilla, che, sempre con l'uso sapiente delle lettere, può essere fermato.Dal Libro della Creazione, composto tra I e IV secolo, allo splendore dello Zohar, dalle comunità ebraiche del XII secolo tra Spagna e Provenza alla scuola di Safed, in Galilea, dai movimenti messianici del XVIII secolo ai saggi eruditi otto e novecenteschi: la storia della Kabbalah diventa in queste pagine avvolgenti una narrazione alternativa della storia dell'ebraismo, condotta con grande maestria da Harry Freedman in un libro al tempo stesso avvincente e documentato.
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Vallardi, 06/02/2020
Abstract: Un libro che rende indimenticabile la vita e il pensiero dei filosofi che hanno fatto la storiaPerché Eraclito morì sepolto vivo sotto il letame?Cosa ci raccontano il dolce morire di Democrito in una vasca piena di miele e il tuffarsi nell'Etna di Empedocle?Perché Thomas More fu decapitato e Giordano Bruno arso vivo?Cosa nascondono la cicuta di Socrate, la polmonite di Descartes e la pleurite di Schopenhauer?Per Matteo Saudino, il Prof più seguito d'Italia, morire è l'atto più filosofico del nostro vivere. La morte è un caleidoscopio attraverso cui osservare frammenti di puzzle esistenziali e ricostruire trame del pensiero. Partendo dal racconto delle memorabili morti di quindici grandi filosofi, Saudino ci svela lo stretto legame che intreccia vita e pensiero: ecco quindi che nella loro fine ritroviamo l'essenza del loro sistema filosofico che, così raccontato, ci appare inaspettatamente chiaro, logico, lineare e, soprattutto, indimenticabile.Una prospettiva originale e intrigante per comprendere a fondo il pensiero dei grandi filosofi e arricchire la nostra conoscenza.
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Feltrinelli Editore, 22/01/2022
Abstract: Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra – incredibile, ma vera – prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?R.S.
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In miniatura. Perché le piccole cose illuminano il mondo
Johan & Levi, 23/01/2020
Abstract: È più probabile farsi un'idea dell'universo creando oggetti infinitesimali che nel rifare il cielo intero.A metterla su questo piano è lo scultore Alberto Giacometti che, per afferrare la verità e darle forma tangibile, finiva spesso per ridurre in scala l'esistente. D'altronde gli oggetti rimpiccioliti hanno qualità profondamente rivelatrici: fin da bambini maneggiamo macchinine, omini, mattoncini, dando vita a imperi in miniatura da poter dominare, mettendoci alla pari di un adulto, forse perfino di un gigante. Un'aspirazione che non sempre si estingue una volta cresciuti, e che talvolta si trasforma in dedizione totale alle imprese più eccentriche. Come è accaduto negli anni venti a Edwin Lutyens, che progettò con minuziosa maniacalità la casa delle bambole per la regina Maria, dotandola di oggetti piccoli, piccolissimi, tutti perfettamente funzionanti e realizzati dai più famosi artisti e artigiani dell'epoca.Simon Garfield si muove nel tempo e nello spazio alla scoperta di un microcosmo popolato di collezionisti, modellisti e appassionati irriducibili. Ne celebra il puntiglio e l'ossessione, indaga l'origine di questa scintilla e riesce a scovare universi insospettati nelle crune degli aghi: incontreremo allora abilissime pulci circensi, microscopici abitanti di città lillipuziane, una signora di Chicago che ricostruisce scene del crimine delle dimensioni di un guscio di noce, l'esercito di migliaia di minuscoli Hitler dei fratelli Chapman. Perché la miniatura ha molto a che fare con l'arte: amplia la percezione di ciò che la nostra mente crede già di conoscere, donandoci spunti profondi e illuminanti sul mondo, in scala reale, che ci circonda.Edizione con immagini.
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La pietra nera del ricordo. Giornata della Memoria. I primi vent'anni
IlSole24Ore, 27/02/2020
Abstract: Per la Giornata della Memoria la Domenica de Il Sole 24 ORE propone ai suoi lettori la raccolta di articoli della rubrica Giudaica scritti da Giulio Busi, un itinerario critico costruito attraverso episodi del presente e del passato che raccontano in retrospettiva un momento della storia da non dimenticare, oggi più attuale che mai, attraverso la narrazione intensa e puntuale del massimo ebraista italiano."...Giulio Busi, il massimo ebraista italiano e uno dei più accreditati studiosi nel mondo (non a caso, infatti, invece di insegnare in una università di Pisa o di Venezia o di Roma, insegna a Berlino) ...", Giorgio Montefoschi, "Il Corriere della Sera", 7 September 2007 Giulio Busi si è formato all'Università Ca' Foscari Venezia, dove, dal 1992, ha insegnato Lingua e letteratura ebraica. Nel 1999 è stato chiamato all'Università libera di Berlino per dirigere l'Istituto di Giudaistica. Oltre a collaborare con molte riviste specialistiche, dal 2000 scrive regolarmente, per il supplemento Domenicale del "Il Sole 24 ORE", articoli dedicati alla letteratura e alla storia ebraica. Giulio Busi vive tra Berlino, Milano e Castiglione delle Stiviere.
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La nave di Teseo, 30/01/2020
Abstract: Luglio 1096: fa molto caldo sotto le mura di Nicea. All'ombra dei fichi, nei giardini fioriti, circolano notizie inquietanti: una truppa formata da cavalieri, fanti, ma anche donne e bambini, marcia su Costantinopoli. Si dice che portino, cucite sulla spalla, delle croci in tessuto e che vengano a sterminare i musulmani fin dentro Gerusalemme. Resteranno due secoli in Terra Santa, saccheggiando e massacrando in nome del loro dio. Un'incursione barbara compiuta dall'Occidente contro il cuore del mondo musulmano segna l'inizio di un lungo periodo di decadenza e oscurantismo, e l'eco della violenza di quell'attacco si fa sentire ancora oggi. Nell'intento di raccontare le crociate da un punto di vista inedito e completo, Maalouf ha fatto ricorso agli scritti degli storici arabi, molti dei quali sconosciuti in Europa, gettando al di là della barricata uno sguardo che ci riserva non poche sorprese: un affresco a colori violenti, ma anche un monito inquietante per i nostri tempi. Torna in libreria, arricchito da una nuova introduzione dell'autore, il primo saggio scritto da Amin Maalouf, pubblicato nel 1983 e da allora divenuto riferimento critico essenziale per la comprensione del rapporto e delle tensioni più profonde fra il mondo arabo e quello occidentale."Il riflesso di eventi che in Occidente ci sembrano solo favole: avvincente e brillante." The New Yorker "Un'opera originale e meravigliosa." L'Express "Un libro splendidamente scritto." Le Point "Illuminante." Le Figaro littéraire
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La nave di Teseo, 30/01/2020
Abstract: Dal Taccuino dell'aiuto-regista impaginato da Bruno Munari a Parliamo d'altro, passando per L'uovo alla kok, straordinario capolavoro di letteratura gastronomica, per la prima volta sono qui raccolte in un unico volume tutte le opere di Aldo Buzzi (1910-2009), "maestro nascosto" della nostra letteratura. Eclettico, (auto)ironico, imprevedibile, in oltre sessant'anni di scrittura Buzzi conduce il lettore dalla Roma del cinema di Fellini e Lattuada alla New York dell'amico Saul Steinberg, alla Russia di Cˇechov, in un montaggio serrato di tempi, luoghi, persone e stati d'animo. Condotta sulle carte dell'archivio personale di Buzzi, questa edizione comprende un'ampia scelta di scritti rari e inediti e una cronologia della vita e delle opere."Aldo Buzzi fu un uomo che amava perdersi nei frammenti. Per questo adottò i generi più diversi: taccuini, viaggi, lettere, ricette, memoria. Fece della originalità il punto fondamentale dove il desiderio di svanire urtava con quello di esserci. Quel modo di raccontare che Buzzi amò somiglia a certi giardini pubblici: incolti e per questo liberi e incantevoli. Luoghi proibiti dove nessuno poteva avere accesso. Al massimo era permesso spiare il loro rigoglio disordinato attaccati alle sbarre di un cancello arrugginito." Dall'introduzione di Antonio Gnoli
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La nave di Teseo, 30/01/2020
Abstract: Kevin Pace è un artista e lavora da tempo a un dipinto che non lascia vedere a nessuno: non ai figli, non al migliore amico Richard e neppure a sua moglie Linda. Questa enorme tela di quattro metri per sette, interamente ricoperta da strati di vernice blu di diverse sfumature, potrebbe essere infine il suo capolavoro. Kevin non sa ancora dirlo o, meglio, non gli interessa, perso com'è nel suo passato di cui questo quadro sembra essere una sintesi, un'enigmatica e incomprensibile rappresentazione. Perché Kevin custodisce un segreto: dieci anni fa, a Parigi, ha avuto una relazione con una giovane pittrice e, seppur oggi non riesca a spiegarsi cosa lo mosse allora, il fantasma della ragazza e le bugie raccontate per anni non smettono di assediarlo. Mentre combatte con i demoni della sua memoria, Kevin deve difendere i sacrifici fatti in nome dell'arte e proteggere la sua famiglia da ciò che non hai mai avuto il coraggio di rivelare: il suo quadro, che racchiude un'indicibile verità, potrebbe essere la sua salvezza, o la sua condanna definitiva.Pungente, capriccioso, raffinato, imprevedibile Quanto blu ci mostra la migliore scrittura di Percival Everett e l'irrinunciabile festa di un romanzo perfetto."Uno dei romanzi più eclettici e originali mai scritti in America." Harper's Magazine "Meraviglioso." Kirkus Reviews "Un romanzo in cui vale la pena tuffarsi." Los Angeles Times "Ogni singola pagina esprime l'urgenza di continuare, questo romanzo è un capolavoro." The Boston Globe"Percival Everett ha tracciato fin dal suo primo libro una linea ascendente, Quanto blu è un romanzo generoso e appassionante, scritto da uno dei più grandi maestri letterari americani." NPR
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La nave di Teseo, 30/01/2020
Abstract: Giorgia incontra Filippo a una festa di laurea: lui si innamora della sua fragilità, lei si sente rassicurata dalla normalità di quel ragazzo laureato in Lettere, che ha dovuto rinunciare al giornalismo per dedicarsi al bar dei genitori. Come molti coetanei, la loro vita di coppia si scontra con ambizioni negate e costanti problemi economici, così Giorgia non riesce più a trattenere la sua inquietudine, che esplode quando ritrova per caso Mauro, il suo vecchio maestro di teatro. La recitazione era già stata per lei l'ancora di salvezza nei momenti più bui del suo passato, e il palco ora sembra finalmente riaccenderla. Ma incendiare un'anima irrequieta può diventare un esercizio rischioso se l'attrice protagonista perde di vista il confine tra realtà e finzione.Filippo e Mauro si troveranno complici e avversari al tempo stesso, sedotti da un gioco pericoloso per riconquistare Giorgia: scrivere il copione per la sua vita perfetta.In questo folgorante romanzo d'esordio già in corso di traduzione in Francia e in Germania, Claudia Petrucci racconta il confine ambiguo tra l'amore e il possesso con una scrittura limpida, avvincente, magnetica.
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Laterza, 23/01/2020
Abstract: Se la postdemocrazia ci ha condotto fin qui, gestirla non è più sufficiente: occorre combatterla. Non soltanto, infatti, quelle che erano le principali nuove armi di cui la società civile dispone – le armi offerte dalla tecnologia dell'informazione – le si stanno rivoltando contro, ma nelle democrazie consolidate di tutto il mondo siamo di fronte a una messa in discussione profonda dell'ordine costituzionale e a un risveglio xenofobo. Queste sfide, sebbene non estreme come quelle portate dal fascismo e dal nazismo tra le due guerre mondiali, sono di segno politico analogo. È arrivato il momento di difendere le nostre democrazie.Già nel 2003 Colin Crouch delineava le debolezze e le caratteristiche della nostra democrazia rappresentativa: il crescente disinteresse dei cittadini alla vita pubblica, la competizione elettorale che si trasforma in uno spettacolo controllato da esperti nelle tecniche di persuasione, il peso delle lobby all'interno dei parlamenti eletti. Questa nuova fase fu denominata da Crouch 'postdemocrazia'. Oggi è essenziale aggiornare e ridefinire il quadro postdemocratico alla luce dei più importanti eventi politici, economici e sociali degli ultimi anni: la crisi economica del 2008 e, due anni dopo, la crisi dell'Unione europea; la crescita e l'affermazione dei partiti populisti e xenofobi di destra; l'utilizzo politico della rete e dei social network (che all'inizio promettevano l'allargamento del dibattito democratico mentre oggi si rivelano strumento di controllo e persuasione di massa); ma anche i movimenti ambientalisti e femministi cresciuti e rafforzatisi negli ultimi anni. Nell'ultima parte del libro, Crouch si concentra su alcune proposte concrete in grado di salvaguardare la democrazia rappresentativa e costruire un'alternativa a un futuro che appare a tratti distopico.
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Lo Stato illegale. Mafia e politica da Portella della Ginestra a oggi
Laterza, 23/01/2020
Abstract: La mafia è storia di un intreccio osceno di interessi, affari comuni e favori reciproci con pezzi del mondo legale. Lungi dall'essere un nemico invisibile, è da sempre ben conosciuta anche dai governi del Paese. Un nemico addirittura, a volte, volentieri tollerato."Ci si può stupire se un mafioso chiede il pizzo a un negoziante? Se ricatta? Se uccide? È un mafioso, che cosa vuoi che faccia? Alla fine le mosse di un mafioso le puoi prevedere. È la gran parte 'sana' della società a essere imprevedibile e a fingere. Finge di non sapere, finge di non capire, finge di non potere, finge che quel che accade non la riguardi. Insomma, finge di essere 'sana'. Finge così tanto che, forse, ci crede veramente. È una 'associazione di finzione mafiosa'. Io non ho paura del mafioso, ho paura del mio vicino che finge di essere come me."PIF (Pierfrancesco Diliberto)Oltre un ventennio ci separa dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio del 1992 e da quelle di Firenze, Milano e Roma del 1993. Una tragedia nazionale che sembrò scuotere definitivamente le coscienze e provocare una reazione finalmente determinata dello Stato contro la criminalità organizzata. Eppure, la mafia è tornata a essere molto forte. Per capire le ragioni del suo radicamento dobbiamo volgere indietro lo sguardo e ripercorrere una serie di tappe che dalla strage di Portella della Ginestra, il 1° maggio 1947, arrivano fino a oggi. Ricostruendo questa storia, Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte mostrano che le mafie non sono tanto il prodotto di una arretratezza economica e culturale, quanto di una caratteristica perversa della società e dello Stato italiani. Cosa nostra è una organizzazione criminale che ha affermato, troppo spesso in maniera indisturbata, la propria 'sovranità' di Stato illegale. Come tutti gli Stati, anche Cosa nostra ha una sua politica interna e un suo ordinamento giuridico. E ancora, come tutti gli Stati, pure Cosa nostra ha un suo sistema funzionale ed efficace di relazioni esterne. La mafia non va dunque affrontata come semplice fatto criminale: costituisce invece l'esplicazione di un modello inquinato e inquinante che ostacola lo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese.
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Debre Libanos 1937. Il più grave crimine di guerra dell'Italia
Laterza, 23/01/2020
Abstract: Tra il 20 e il 29 maggio 1937 ebbe luogo, in Etiopia, il più grave eccidio di cristiani mai avvenuto nel continente africano: nel villaggio monastico di Debre Libanos, il più celebre e popolare santuario del cristianesimo etiopico, furono uccisi circa 2000 tra monaci e pellegrini, ritenuti 'conniventi' con l'attentato subito, il 19 febbraio, dal viceré Rodolfo Graziani. Fu un massacro pianificato e attuato con un'accurata strategia per causare il massimo numero di vittime, oltrepassando di gran lunga le logiche di un'operazione strettamente militare. Esso rappresentò l'apice di un'azione repressiva ad ampio raggio, tesa a stroncare la resistenza etiopica e a colpire, in particolare, il cuore della tradizione cristiana per il suo storico legame con il potere imperiale del negus. All'eccidio, attuato in luoghi isolati e lontani dalla vista, seguirono i danni collaterali, come il trafugamento di beni sacri, mai ritrovati, e le deportazioni di centinaia di 'sopravvissuti' in campi di concentramento o in località italiane, mentre la Chiesa etiopica subiva il totale asservimento al regime coloniale. L'accanimento con cui fu condotta l'esecuzione trovò terreno in una propaganda (sia politica che 'religiosa') che andò oltre l'esaltazione della conquista, fino al disprezzo che cominciò a circolare negli ambienti coloniali fascisti ed ecclesiastici nei confronti dei cristiani e del clero etiopici, con pesanti giudizi sulla loro fama di 'eretici', scismatici. Venne a mancare, insomma, un argine ad azioni che andarono oltre l'obiettivo della sottomissione, legittimate da una politica sempre più orientata in senso razzista. I responsabili di quel tragico evento non furono mai processati e non ne è rimasta traccia nella memoria storica italiana. A distanza di ottant'anni, la vicenda riappare con contorni precisi e inequivocabili che esigono di essere conosciuti in tutte le loro implicazioni storiche.
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Lo sfruttamento nel piatto. Quello che tutti dovremmo sapere per un consumo consapevole
Laterza, 23/01/2020
Abstract: "Il viaggio raccontato da Mangano lungo la complessa filiera agroalimentare permette di conoscere ciò che si nasconde nel piatto in cui mangiamo. La conoscenza come strumento per essere liberi e scegliere consapevolmente. Il cibo come elemento con una potenza straordinaria capace al contempo di indebolire o favorire giustizia sociale: nostra la scelta, nostra la responsabilità."Carlo Petrini, Slow FoodAl supermercato siamo contenti di trovare passate di pomodoro e arance 'sottocosto'. Spesso le compriamo, soddisfatti del risparmio. Poi capita di indignarci leggendo certe notizie spaventose sui lavoratori delle campagne.C'è un filo comune che lega quelle notizie ai nostri comportamenti d'acquisto. Questo libro indaga la filiera di alcuni prodotti agricoli ad alto rischio, dalle arance ai pomodori, all'uva. Andando a ritroso dal supermarket ai centri di distribuzione, fino alle serre e ai campi, scopriamo che la brutalità del caporalato e la 'modernità' della globalizzazione convivono senza scontrarsi. E che l'economia globale porta i contadini di Rosarno a competere con quelli brasiliani; i pugliesi con i cinesi; i piemontesi con gli spagnoli. I ghetti sono la parte visibile del problema. Le cause vanno cercate in una filiera dominata dagli intermediari e sovrastata da oligopoli capaci di imporre i prezzi, a ogni costo.Antonello Mangano ci accompagna in un lungo viaggio dagli agrumeti di Rosarno alle industrie di succo d'arancia tra Messina e Catania, dai supermercati del milanese ai campi di pomodori di Foggia e Ragusa, fino alle centrali logistiche padane. Infine, scopriremo i frutteti di Saluzzo e i vigneti del Chianti, perché lo sfruttamento si annida persino nelle aree più ricche.Il libro si chiude con una domanda cruciale: se non voglio essere 'complice' di un sistema ingiusto, come devo comportarmi? Le alternative, per fortuna, sono numerose.
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Dieci respiri verso la felicità. La pratica del respiro consapevole
Edizioni Il Punto d'incontro, 20/12/2019
Abstract: La felicità è un'abilità che possiamo sviluppare grazie alla consapevolezza e alla concentrazione. In Dieci respiri verso la felicità Glen Schneider presenta un approccio semplice ma efficace per creare l'abitudine a essere felici. Nel cervello ci sono percorsi neurali molto frequentati. Quando veniamo in contatto con qualcosa che normalmente stimola l'ira, percorrere pedissequamente quella via neurale diventa un'abitudine. Con la pratica del respiro consapevole, possiamo invece aprire nuovi percorsi neurali. E quando questa diventa un'abitudine, la chiamiamo abitudine alla felicità. Ogni momento può essere dunque un momento di felicità. Attraverso istruzioni chiare, esempi concreti e storie di vita personale, Dieci respiri verso la felicità illustra tecniche di respirazione e di mindfulness che porteranno un nuovo modo di vedere la vita a chiunque sia alla ricerca di pace e senso di appagamento. "Tutti possiamo beneficiare di più felicità. Quindi prendetevi il tempo per respirare. Può fare la differenza. Lasciate andare e diventate liberi. E in quanto persone libere vi accorgete che ci sono molti modi di reagire alla stessa situazione, non uno soltanto. Quando siamo in grado di generare l'energia dell'amore e della compassione, la felicità è lì. Questo è ciò di cui abbiamo più bisogno. Questo è ciò di cui il mondo ha più bisogno".– Thich Nhat Hanh
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La guerra della plastica. Un materiale straordinario o un nemico da combattere?
Hoepli, 15/01/2020
Abstract: Può assumere qualsiasi forma, è indistruttibile e costa pochissimo. Ed è finita dappertutto: nelle case, nelle auto, negli aerei, nei vestiti, perfino nelle creme solari e nei dentifrici. È la plastica: un materiale fantastico che ha alimentato il boom della società dei consumi.Ma ora è diventata un nemico. Ne produciamo troppa e gli oggetti monouso inquinano l'ambiente. I fiumi e i mari ne sono pieni. E abbiamo scoperto che anche l'acqua del rubinetto contiene microparticelle di plastica. Per questo città, governi nazionali e sovranazionali come l'Unione europea le hanno dichiarato guerra. Con interviste a esperti, ambientalisti, manager e imprenditori, questo libro conduce il lettore in un appassionante viaggio alla scoperta delle origini della plastica, spiega perché è diventata un problema per l'ambiente e infine presenta le possibili soluzioni: dalla bioplastica all'utilizzo della plastica riciclata fino al riciclo chimico.
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Fisica dei rapporti umani. Dieci lezioni di comportamento secondo natura
Hoepli, 15/01/2020
Abstract: La fisica spiega il funzionamento della Natura a ogni livello, dall'immensità dell'Universo alle particelle subatomiche, e le sue leggi si possono tradurre anche in formule di comportamento nelle relazioni interpersonali.L'autore conduce in un viaggio dell'intelletto fra concetti che raramente sono stati accostati: la metrica dei comportamenti umani, il principio di azione e reazione nelle relazioni interpersonali, la termodinamica degli esseri umani, le leggi della dinamica e le interazioni tra le persone.Il libro si rivolge a chiunque gestisca rapporti umani, ovvero tutti, negli ambiti familiari, lavorativi e sociali; e racconta come, a fronte del nostro sforzo di coltivare una dimensione "tecnica" e psicologica nei rapporti umani, la nostra natura – o meglio la Natura, di cui facciamo parte – ci mostra qualche scorciatoia per capire meglio noi stessi e gli altri.
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Marsilio, 30/01/2020
Abstract: Questo libro è una guida all'ascolto di 70 musiche del repertorio classico relative al periodo che va dal Barocco al primo '900. La selezione segue un criterio che dà senso al titolo: 70 brani di musica strumentale che descrivono qualcosa che sta al di fuori di sé, un qualche "mondo", sia esso materialmente tangibile o più legato all'universo della vita interiore. Da Beethoven a Mahler, da Vivaldi a Händel, da Debussy a Schönberg – e poi Čajkovskij, Dvořák, Ives, Mendelssohn, Chopin, Mozart, Šostakovič, Liszt, Verdi, Janáček, Rossini, Haydn, Berlioz, Schumann, Wagner, Strauss, Skrjabin, Musorgskij –, Roberto Favaro ci fa vivere e immaginare paesaggi e paesi, figure di eroi e personaggi letterari, architetture e sogni, dipinti e ambienti sonori.
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Sotto il radioso dominio di Dio
Marsilio, 30/01/2020
Abstract: Tra osservare il futuro e osservare il passato, alcuni scelgono il secondo. Così fa Matteo, giovane romano, appassionato di sport e, in fondo, di studi, anche se non sono quelli a cui la famiglia lo vorrebbe votato. Matteo è il rampollo, se ha senso usare questo termine, di un'importante famiglia romana, tra i cui avi importanti e di rilievo storico c'è padre Tacchi Venturi, il gesuita del Duce, lo "strumento normale per i messaggi tra il papa e Mussolini". Matteo vorrebbe essere certo che il prozio non sia stato antisemita. Vorrebbe esserne certo perché essere limpidi è sempre meglio di non esserlo. Perché essere parte della Storia – quella grande, quella di tutti – certe volte impone di tentare di capirla, visto che non si può riscrivere. E capendo, perdonare.Così il primo è un capitolo di patriottismo, vecchie tradizioni, amori. E anche di tradizioni inventate, condivise ipocrisie, menzogne. Che un altro uomo, tanti anni dopo, prova a smascherare. Il secondo è una caccia tesa a capire se la posizione di padre Tacchi Venturi sia stata antisemita, una ricerca del rapporto tra il vecchio gesuita e Mussolini. Il terzo è un epilogo: muore un padre e ne parla una figlia. Il quarto capitolo comincia in un cimitero e poi si corre per la città: a correre è un giovane disorientato, la città è Roma. Tutto vorrebbe essere connesso.Sotto il radioso dominio di Dio è l'appassionante esordio di Giorgio Zanchini, la voce quotidiana di Radio anch'io, giornalista e studioso. A cavallo tra realtà e finzione, tra ossessioni private e accurate ricostruzioni storiche, il romanzo racconta i rapporti tra padre Tacchi Venturi, la santa sede e Mussolini. Senza dimenticare di mettere in scena un se stesso di nome Matteo, la sua vita, i suoi dubbi e le sue ricerche alle prese con una storia sfuggente, dove non mancano i buchi neri e le false piste.
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Una certa età. Per una nuova idea della vecchiaia
Solferino, 16/01/2020
Abstract: In un mondo dove l'uomo crede di avere in mano il suo destino, corriamo un grande rischio: non ammettere che il filo rosso dell'esistenza si possa indebolire e spezzare e non comprendere gli aspetti positivi di ogni trasformazione a partire dalla bellezza di invecchiare.Vittorino Andreoli ci racconta la vecchiaia come capitolo originale dell'esistenza e non come un'età "malata". Chi ha "danzato a lungo col tempo" ha maggiore capacità di sperimentare la gioia e considerare il piacere. Talvolta è sufficiente un sorriso, un nipote che si mostra interessato ad ascoltare, l'affiorare di un sentimento puro.Il piacere si lega alla tenerezza, a una nuova intimità, alla lentezza di un gioco che impegna tutto il corpo e che si fa sempre più creativo, slegato com'è dai modelli prestazionali della cosiddetta "vita attiva". Siamo passati dalle generazioni biologiche a quelle psicologiche e, infine, a quelle digitali, che hanno ribaltato i rapporti tra giovani e vecchi, mettendo in crisi l'idea di saggezza e di autorevolezza.Ma è solo recuperando il ruolo cruciale dell'ultima età che possiamo iniziare a riparare la società in cui viviamo, sostituendo ai concetti meccanici di salute e malattia una nuova dimensione del "bendessere".