Trovati 855410 documenti.
Trovati 855410 documenti.
Risorsa locale
La nave di Teseo, 11/04/2023
Abstract: "Un'impacciata studentessa, rivolgendomi una domanda, mi chiamò 'Signora Auschwitz'. Luogo che abitava il mio corpo e che mi sentivo anche addosso, come una camicia di forza sempre più stretta, che negli ultimi due anni mi stava letteralmente soffocando, senza che fossi capace di liberarmene."Ha inizio così il viaggio nei tormenti dell'anima di una "sopravvissuta", destinata a dibattersi tra i lacci di una memoria cui non si scappa e il desiderio di liberarsi del peso insopportabile di un passato che la inchioda al ruolo di "testimone". Obbligata a rendere conto di un orrore che non si lascia raccontare e rinnova il sentimento di una perdita irreparabile, la "sopravvissuta" non può andare "oltre" e ritrovare una serena normalità, è costretta ogni volta a ricominciare da capo. Eppure al destino non si sfugge e "il dono della parola" è anche il suo eterno tormento. Il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire, e il desiderio di fuga riaccende un insopprimibile senso di colpa. Come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento.Un racconto sul dolore della memoria, sulla distanza che lenisce, sull'indifferenza degli altri, sulla disperazione di fronte all'incredulità, sull'eroismo necessario per raccontare l'orrore che si è vissuto.
Risorsa locale
Beat, 25/04/2023
Abstract: Questo romanzo è il racconto di un'infanzia della fine degli anni Settanta, quando una piccola vettura gialla stracolma di bagagli poteva scivolare su e giú per la penisola, dalla Sicilia al Veneto, e, con aria di festa e trasgressione, trasportare sogni, speranze e memorie di un paese antico e moderno. Attraverso i ricordi della bambina di ieri, ricordi impressi nel corpo, nel suono, nel canto, Patrizia Laquidara appronta un mirabolante inventario di vite e persone, nomi e nomignoli, oggetti e animali: dalla figura tenera e inquietante di un medium bizzarro a un pappagallo irriverente, dalle voci dei pescatori al mercato di Catania al fragore di una vecchia fornace a Murano, dove si forgia il vetro con il fuoco. Un universo magico, in cui si specchia l'incanto proprio di ogni infanzia, ma anche quello di un paese che, tra il mare di Catania e lo stretto di Messina, l'autostrada del Sole, i treni infiniti attraverso le gallerie dello stivale, le campagne e le colline dell'alto vicentino, approda alla modernità trasportando tutto il peso delle sue antiche radici e leggende. Piú di tutto colpisce, in quest'opera, lo stile in cui è scritta, che riproduce, in una prosa sobria e insieme sofisticata, il suono dei racconti orali appresi da bambina, assolvendo cosí il compito proprio della letteratura e del canto: riproporre il miracolo della voce umana."A me il terremoto non piace e lo dico per esperienza, non per sentito dire, perché è l'unica cosa che mette paura ai grandi. Ma stanotte è diverso: c'è la luna piena in cielo e siamo distesi vicini, parliamo sottovoce da un capo all'altro della fila. A tratti arriva l'odore della spazzatura marcescente e torna la paura di morire schiacciati, ma è poca cosa rispetto alle stelle che splendono sopra di noi, all'aria tiepida sulla pelle, al profumo intenso del gelsomino, che è il fiore piú bello di tutti perché nasce libero nei luoghi piú luminosi del mondo".
Risorsa locale
Neri Pozza, 21/04/2023
Abstract: Questa è una storia di passioni, di slanci generosi ma anche di inganni, di doppi giochi, di rivalità intestine, di tradimenti, di deliberati raggiri, che i documenti recentemente desegretati degli Archivi Nazionali di Londra ci mostrano in tutta la loro crudezza. Una storia che alla fine lasciò l'amaro in bocca ai suoi protagonisti, uomini che vissero i tempi di ferro del fascismo e della guerra. Uno di loro, Benedetto Croce, pensò, fino al 25 luglio 1943, che non si potessero volgere le armi contro la patria neppure quando quella patria si era seduta dalla parte sbagliata del tavolo. Un altro, Gaetano Salvemini, reputò che era possibile, anzi doveroso farlo, ma solo a patto di conservare all'Italia che sarebbe uscita dal conflitto, perdente sí ma piú libera e piú giusta, la sua indipendenza e la sua integrità territoriale. Altri ancora, Emilio Lussu, Alberto Tarchiani, Aldo Garosci, Max Salvadori, Leo Valiani, scelsero di militare sotto altra bandiera, senza nessuna remora, e si arruolarono nelle file dello Special Operations Executive, la punta di lancia dell'intelligence britannica, ritenendo che la lotta contro il Moloch del nazifascismo, "guerra santa" per tutelare i diritti dell'umanità tutta intera e non "guerra di Stati e di popoli", aboliva ogni gretto, ristretto, egoistico sentimento di appartenenza nazionale. Una storia che alla fine vide i suoi protagonisti nelle vesti di vincitori ma forse anche di vinti. Perché, dopo l'alba radiosa del 25 aprile 1945, tutti gli attori di questa vicenda dovettero riconoscere, con Croce, magari senza ammetterlo se non nel foro riservato della loro coscienza, che quella guerra, in cui si erano impegnati, sacrificando molto della loro esistenza, non era stata "solo la "guerra per la libertà", ma, come tutte le altre, per il dominio, per il vantaggio economico e politico, per l'egoismo di Imperi e di Nazioni, e che la guerra per la libertà si dovrà combattere, poi, e con mezzi piú vari e piú adatti che non siano le armi". Questo libro narra le loro vicende, senza emettere giudizi, con un forte sentimento di pietas, nella consapevolezza del travaglio interiore che la scelta di combattere sotto altra insegna comportò per la maggioranza di essi, anche se non per tutti."Anche stanotte dormito poco, da mezzanotte alle quattro. Fisso è il pensiero alle sorti dell'Italia: il fascismo mi appare già un passato, un ciclo chiuso, e io non assaporo il piacere della vendetta; ma l'Italia è un presente doloroso". Benedetto Croce
Risorsa locale
Neri Pozza, 21/04/2023
Abstract: Viviamo in un'epoca in cui la gestione d'impresa vige in ogni campo, i cittadini sono diventati "portatori di interessi", la volontà politica sovrana del popolo "accettabilità sociale", le leggi "norme", i vincoli sociali "responsabilità sociale d'impresa". Un'epoca in cui lo spirito pubblico, come àmbito a sé stante di abitudini, costumi, linguaggi condivisi, è un reperto del passato. Al suo posto è subentrato il campo dei "portatori di interessi", l'arena delle dispute identitarie in cui ogni individuo si rapporta esclusivamente al proprio io e ne rivendica il "valore", servendosi di categorie un tempo importanti e ridotte oggi a meri cliché: censura, privilegio, razzismo. I costumi cessano cosí di definire un mondo comune e diventano il terreno di una feroce battaglia per stabilirne le norme. Alain Deneault offre, in queste pagine, diversi esempi di questa trasformazione in cui non ne è piú nulla di ogni autentica prospettiva di emancipazione. Dal tentativo di imporre norme estranee all'uso consolidato della lingua – la lingua è per eccellenza ciò che vi è di piú comune e, dunque, ciò che non è possibile modificare attraverso norme, si pensi al fallimento di ogni lingua artificiale, esperanto in testa – alla rimozione del conflitto sociale in favore della disputa, permeata di presunte virtú morali intrise di sociologia, tra sessi, orientamenti sessuali, età ed etnie. Può accadere cosí, nota Deneault, che "si lotti per i diritti degli omosessuali, mostrandosi ostili all'immigrazione musulmana nel proprio paese, e allo stesso tempo che i poveri vengano detestati perché considerati responsabili dell'assistenzialismo sociale di cui usufruiscono". Per riaprire la prospettiva di una lotta per l'emancipazione occorre, per Deneault, rompere totalmente con le dinamiche delle dispute identitarie, opporsi sia alla sinistra cannibale odierna, che le ha elette a propria ragione d'esistenza, sia alla destra vandalica, che difende con le unghie e con i denti la libertà di espressione per gli unici discorsi che le si addicono, e battersi per l'uguaglianza, la cultura, la salvezza del mondo comune, nell'istante in cui una devastante crisi sociale e ambientale ne minaccia l'esistenza. "Le buone maniere non rappresentano piú un modo abituale e consueto di moderare le comunità, ma una legittimazione che i puristi e gli impostori si arrogano per sferrare i loro attacchi". "Deneault ha il pregio di dire le cose chiaramente". Il Sole 24 Ore
Risorsa locale
Neri Pozza, 18/04/2023
Abstract: 1925, Parigi. Quando l'uomo entra nel ristorante, il maître col monocolo fissa con sospetto la sua camicia mal stirata, la giacca con le toppe ai gomiti da cui spunta una mano sola, le scarpe lucidate ma col fango sotto la suola. Chi ha combattuto si porta la guerra addosso, sotto la pelle, per sempre. Ed è stata una guerra feroce, tremendissima, quella che a lui ha strappato una mano, alle famiglie ha strappato padri, fratelli, figli. C'è una donna che lo attende seduta al tavolo con una questione urgente da sottoporgli: suo figlio non è mai tornato dal fronte e, sebbene siano trascorsi nove anni dalla battaglia di Verdun, Madame Joplain è graniticamente certa che Émile sia ancora vivo. L'uomo riconosce il lampo di folle speranza negli occhi di chi ha perso qualcuno ma non ha una tomba su cui piangere; ha cercato le tracce di tanti soldati spazzati dal conflitto, anche se finora non ne ha mai trovato uno in vita: che la triste signora non si faccia illusioni di sorta. Sono passati oltre dieci anni da quando lui stesso ha dovuto lasciare il combattimento attivo per colpa di quella mutilazione e da allora non ha mai smesso di occuparsi delle tragedie che la guerra ha lasciato dietro di sé, cercando un modo per fare ammenda, per perdonare a sé stesso di essere ancora tra i vivi. Per questo accetterà l'incarico, si metterà in cerca di Émile su campi di battaglia ormai freddi, fra ex soldati e testimoni che cercano solo di dimenticare; avvierà un'indagine disperata che si tramuterà in annosa ossessione e porterà alla luce mille storie di dolore e sangue ma anche di amore e speranza. Tra queste, una spicca per intensità e poesia, la storia della Figlia della Luna, quella donna bellissima che attraversava, notte dopo notte, la terra di nessuno tra i due schieramenti in cerca dell'amato perduto, indenne dal fuoco perché invisibile al nemico, come una creatura soprannaturale. E quando sulla Francia, sull'Europa intera, cominciano a soffiare nuovi venti di guerra con il loro carico di orrore e caos, è a quella storia dolce che il protagonista si aggrappa, unica luce in un mondo che affonda nelle tenebre. "Attraverso la vicenda di un soldato perduto nella Grande Guerra, Gilles Marchand ci fa scoprire una storia d'amore magnifica e folle". Le Soir "Marchand vola alto, in perfetto equilibrio fra le atrocità della guerra e il romanzo onirico". Ouest France "Un romanzo talmente ricco che parlarne non può rendergli giustizia. Niente può esprimere il prodigio di questo libro meglio del libro stesso". ActuaLitté
Risorsa locale
Adelphi, 07/04/2023
Abstract: Nessun libro ha saputo raccontare con così mirabile precisione il momento sospeso, afoso, immobile che precedette lo scatenarsi delle armi nella seconda guerra mondiale – e nello stesso tempo far vibrare, in filigrana, una possente raffigurazione dello sfacelo che i nazisti stavano portando nel mondo. Ma non già perché l'autore ricorra a una densa simbolicità. Anzi, con la sua funambolica lievità, con il suo gesto sovrano di mistificatore che introduce al vero mistero, Lernet-Holenia riesce qui ad avvolgere e camuffare i suoi segnali in una aggrovigliata storia d'amore, che nasce a Vienna e subito ci trasporta in quel "mondo intermedio" dove gli spiriti e i corpi, la vita e la morte, il passato e il futuro amano scambiarsi le parti – ed è la vera terra delle sue storie. Immersa in questa realtà irreale, la guerra non perde nulla del suo atroce peso, stagliandosi in immagini incombenti, come una nitida allucinazione.
Risorsa locale
Adelphi, 07/04/2023
Abstract: "Una prosa dove a ogni passo, a ogni frase, il pensiero può trasportare il lettore molto lontano, come su un tappeto volante".Roberto Calasso"Dolore e ragione" apparve a New York nel 1995, poche settimane prima della scomparsa dell'autore – e così offrendosi inevitabilmente come opera testamentaria. Di fatto, leggendo i tre grandi saggi su Frost, Hardy e Rilke – o la memorabile "Lettera a Orazio" – che fanno da perno al libro, risulta difficile immaginare un grado ulteriore di comprensione: sono prove stupefacenti di come si possa illuminare un testo quasi aderendo alla tensione muscolare della mano del poeta che scrive. Ma parlare di questi autori, per Brodskij, ha sempre significato parlare di tutto e del tutto, poiché per lui la poesia era "l'unica assicurazione disponibile contro la volgarità del cuore umano".
Risorsa locale
La nave di Teseo, 04/04/2023
Abstract: Benedetta è una studentessa universitaria, ha un fisico mozzafiato e si muove con inusitata eleganza sui tacchi a spillo. Legge classici della filosofia, è incurante dei tabù alimentari e delle nevrosi della società moderna, e ama, riamata, un benestante signore di mezza età. Sulla carta la relazione non ha molto futuro, e invece, sulla tela, sarà eterna. Perché lei fortunatamente non è interessata ai beni materiali e allora lui, come regalo, la fa ritrarre dai più affermati pittori del nostro tempo. Affinché la sua bellezza rimanga per sempre, insieme al sentimento di colui che ha commissionato i quadri.Un romanzo sullo struggente desiderio di ogni innamorato di rendere eterno l'oggetto del suo amore.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: Gesù non è venuto a fondare una religione, ma a mostrare un modo nuovo di vivere, raccontando una possibilità diversa di vita umana sulla Terra. Da troppo tempo sembra sia stato dimenticato. Ma chi meglio di un bambino o una bambina può ricordarlo? I bambini sono naturalmente inclini a porsi le grandi domande dell'esistenza, le stesse vissute e rilanciate da Gesù. I più piccoli possono capire che la religione può rappresentare un diverso modo di vivere. Possono comprendere che il peccato non è una questione di catechismo, ma uno sbagliare bersaglio, facendo male agli altri e a se stessi. Possono essere interessati alla preghiera: non un ripetere formule a memoria, ma un pensare, un ascoltare e un porre domande alla vita. Possono scoprire che Gesù amava in modo particolare proprio loro, i bambini. In quest'ottica, questo libro vuole presentare, in modo umano e non religioso, cinquanta parole significative tra quelle usate da Gesù, ciascuna abbinata a un'illustrazione che la illumina.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: "Il mio miraggio è il libro che mette le mani addosso, il libro che sbatte per aria, il libro che 'fa' qualche cosa alle persone che lo leggono." Queste parole di Giangiacomo Feltrinelli non possono non risuonare nella mente quando si affronta un testo come La banalità del male, che Feltrinelli pubblica nel 1964, un anno dopo rispetto all'edizione originale. È un libro sconvolgente, che merita appieno l'aggettivo "necessario". Perché a quindici anni dalla fine della Seconda guerra mondiale Arendt ci fa assistere insieme a lei al processo contro Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili dell'organizzazione della "soluzione finale". Nel resoconto e nella riflessione che ne conseguono l'autrice mostra che, contrariamente a quello che potremmo aspettarci, Eichmann non è un demone con la schiuma alla bocca e l'inconfondibile marchio del male stampato addosso. È un uomo normale. Il naso aquilino, l'occhiale di tartaruga, la corporatura minuta, la stempiatura abbondante. Quando la sua linea di difesa viene impostata su un superficiale "stavo solo eseguendo gli ordini", si delinea la cupa presa di coscienza di questo volume: solo raramente il male è "grande"; molto più spesso ci somiglia, ha l'abito grigio della compiacenza, ha la sagoma della persona che ci precede nella fila al supermercato. E questo è terrificante. Arendt rifiuta un facile manicheismo e si chiede cosa voglia dire essere umani in un mondo in cui il male può essere tanto banale. "Il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n'erano tanti e che questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali."
Risorsa locale
Sette giorni per diventare amici
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: Aldo e Thomas hanno quattordici anni e frequentano lo stesso liceo ma non potrebbero essere più diversi: il primo ama il rap, a scuola cerca di cavarsela come può e trascorre tanto tempo con gli amici. Il secondo, invece, è schivo e ossessionato dalla perfezione, specialmente quando si tratta di suonare il suo amato violino. Aldo e Thomas si conoscono di vista e non si piacciono tanto. C'entrerà anche il fatto che uno ha la pelle bianca e l'altro nera? Ma un giorno a sconvolgere le loro vite arriva… il concerto di Ghali! Quella sera i due litigano e nello scontro finiscono a terra. Un attimo dopo, li investe un lampo di luce e da quel momento nulla sarà più lo stesso.La mattina seguente, quando Aldo e Thomas si svegliano si accorgono di essere finiti ciascuno nel corpo dell'altro. Iniziano così una vita completamente diversa. E mentre cercano di capire perché questo evento magico sia capitato proprio a loro, sperimentano sulla propria pelle uno sguardo nuovo, a tratti molto scomodo. Per una settimana proveranno in ogni modo a tornare indietro, scoprendo di loro stessi molte più cose che nei quattordici anni vissuti fino ad allora.
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: Io all'inferno ci sono stata e ne conosco anche il peso specifico. Quarantadue.Quarantadue erano i chili di troppo che mi imprigionavano nel corpo e nell'anima. A volte li sento ancora addosso. Come quegli sguardi, un misto tra il disgusto e la compassione, "oh poverina, e pensare che ha un viso così bello, se solo non fosse così grassa!". Sì, ero quella bella di faccia. Il resto era tutto troppo.Vi siete mai guardate allo specchio senza riconoscervi? Io l'ho fatto per tanto, tantissimo tempo. Forse troppo. Avete mai sentito il respiro cedere, mentre il desiderio di cibo cresceva?Io lo sapevo: non ero il mio peso, ma lo sono stata a lungo.Io non ero curvy, ero grassa, eppure odiavo quella parola. Che in realtà, se uno si accetta, non fatica a riconoscerlo: dopo tutto, è la descrizione di un corpo, come esiste il magro, così il grasso. E allora perché io non volevo sentirmelo dire?Io non mangiavo per fame. Né mangiavo per noia. Mangiavo dolore.Volevo soffocare il pianto con il cibo. Volevo vincere la guerra e alla fine ho perso me stessa.E sono scesa all'inferno. L'inferno dell'obesità.Ma la fine non era la fine. Era l'inizio della mia seconda vita.Più di un intimo memoir, non solo una storia di rinascita: una voce che sovverte la body positivity per come ce la siamo raccontata, ripercorre come si finisce imprigionati e ci si libera dal cibo e dal grasso, riscatta dal body shaming.Commuove e fa tornare a brillare."Irene racconta con delicatezza come è riuscita a vincere gli stereotipi, rimanendo fedele a se stessa e alla sua idea di felicità, che è passata anche dal riappropriarsi del suo corpo."Giovanna Botteri"Con questo libro Irene ci regala la parte più profonda di sé. A partire da quella bambina che, davanti allo specchio, non poteva fare altro che baciarsi per lasciare il segno rosso delle sue labbra. Ti ho amata molto, piccola Irene."Sonia Bruganelli"Un libro da tenere sul comodino e da leggere tutte le volte che non ci sentiamo mai abbastanza."Stefania Orlando
Risorsa locale
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: Victor Iordanescu non è certo un lettore forte. Mai si sarebbe sognato di frequentare abitualmente una libreria, se non fosse stato per un incontro.Giovane compositore di talento, si guadagna da vivere come fattorino. Perché, oggigiorno, chi è disposto a dare lavoro a un musicista in erba, per di più immigrato?Durante i suoi giri di consegne, Victor si diverte a studiare le abitudini delle persone. Di una è particolarmente curioso, una misteriosa donna che si fa recapitare spesso dei libri.Il giorno in cui le porta un pacchetto di una nota marca di lingerie, la sua immaginazione vola. Ma come conoscerla se lei non è mai a casa? Forse proprio attraverso quei libri che sembra tanto apprezzare.Così Victor varca la soglia di una piccola libreria indipendente, La fata dei libri, dove la proprietaria gli consiglia un titolo per rompere il ghiaccio.È il primo passo in un mondo pieno di sorprese. Di libro in libro, spaziando dai classici ai bestseller più recenti, conosce un ragazzino un po' saputello e fin troppo intraprendente, un cane di nome Venerdì, una dodicenne chiacchierona che inventa storie fantastiche e un club di lettura molto attivo. E mentre il suo furgone si popola, Victor scopre che la letteratura può divertire, intrattenere, provocare e, soprattutto, unire.Perché ogni libro è solo l'inizio di tante altre storie.
Risorsa locale
Storielle per granchi e per scorpioni
Feltrinelli Editore, 03/04/2025
Abstract: Chiamarle "storielle" è cosa seria – come seri sono sempre i giochi –, perché in verità questi racconti, con una vena umoristica che percorre tutto il libro, invitano a meditare, e con il lettore – proprio come fa il titolo – giocano continuamente: lo spiazzano, ne spostano lo sguardo sollevandolo dalla quotidianità o, al contrario, spingendolo nelle pieghe dei giorni per osservarle al microscopio. Racconti filosofici, insomma, ma "da prendere con le pinze", come avvertono il Signor Granchio e il Signor Scorpione che, dialogando fra loro di letteratura e deprecando l'abitudine degli uomini a scrivere solo di uomini, aprono il ventaglio delle possibilità narrative a tutti i regni: animale, minerale, vegetale, con l'aggiunta dello spettrale regno dei fantasmi. Ed ecco allora un saporito susseguirsi di storie di uomini ma anche di gatti e di batteri, di mosche che mangiano divani, ecco congiure di ceneri e spettri di soldati caduti in battaglia, ecco capre che fanno innamorare e fiori che emigrano in Norvegia. Luigi Lo Cascio, confermando il suo talento di scrittore e forte di una tradizione letteraria che va da Landolfi a Buzzati e da Kafka a Borges, dà voce alle nostre più grandi paure e alle piccole ossessioni, denudandole e portandole all'estremo, al punto da renderle paradossali e grottesche – quando non, per contro, liriche e commoventi.
Risorsa locale
Il "Corriere dei piccoli". Una supernova tra le riviste d'autore
Edizioni NPE, 03/04/2023
Abstract: Con i suoi oltre 4.500 numeri divisi in 88 annate, il "Corriere dei Piccoli" rappresenta un tassello fondamentale della cultura italiana. A partire dal 1908, ha pubblicato racconti illustrati e introdotto le strisce americane, presentando narratori di primo piano. L'editoriale contenuto nel primo numero è considerato il manifesto di fondazione del Fumetto italiano. Questo saggio ripercorre origini ed evoluzione della rivista, passando in rassegna storie e autori ospitati nelle sue pagine. Con interviste ai protagonisti e curiosità inedite.Nato nei primi del Novecento come supplemento del "Corriere della Sera", il "Corriere dei Piccoli" mirava alla diffusione della cultura tra coloro che fino ad allora ne erano stati esclusi. Lo spazio dedicato alle storie illustrate riscosse un tale successo da renderla nel tempo una vera e propria rivista di fumetti, la prima in Italia. Le sue pagine hanno ospitato grandi autori, come Hugo Pratt, Dino Battaglia e Mino Milani, e fatto conoscere personaggi che hanno segnato un'epoca, tra cui Corto Maltese, Cocco Bill, i Puffi e Lucky Luke. Una pubblicazione che ha attraversato tutto il XX secolo, raccontando la società e i suoi cambiamenti, e che ora rivive in questo approfondito saggio di Andrea Carta.Il volume parte dagli inizi, passando in rassegna racconti e romanzi pubblicati negli anni, con un focus sul periodo in cui hanno fatto irruzione i fumetti. Con le interviste a Mino Milani, tra i più grandi storyteller italiani, e Alfredo Castelli, critico e fumettista noto per aver ideato la serie "Martin Mystère".La ricostruzione storica della prima rivista di fumetti italiana.
Risorsa locale
Disuguaglianze e Conflitto, un anno dopo
Donzelli Editore, 03/04/2023
Abstract: Quali sono le origini della crisi che scuote i confini fra Russia e resto d'Europa? Quale alternativa alla formazione caotica di blocchi mondiali economici contrapposti anche militarmente? Quali sono le carte dell'Unione europea? E in Italia: come interpretare le diverse anime di destra del governo Meloni e in quale rapporto con Draghi? Quali sono i tratti di un partito di sinistra che leghi in un nuovo blocco sociale le quattro tensioni primarie del mondo d'oggi (classe, genere, "razza" e ambiente), orientando la trasformazione digitale alla riduzione delle disuguaglianze? Le organizzazioni di cittadinanza attiva e del lavoro possono e come misurarsi con la dimensione politica e con i partiti, da fuori, in modo autonomo?".
Risorsa locale
Longanesi, 24/04/2023
Abstract: ""La storia dolorosa e coraggiosa di una giovane coppia che diventa un'importante fotografia della realtà odierna dove l'emotività è più fluida e l'identità sessuale può essere messa in discussione." "La Lettura - Patrizia VioliFrancesco è un giovane disoccupato, spesso prigioniero delle proprie fragilità. Viola per lui è una rivelazione. Gli dà forza e fiducia in se stesso e lui la adora, adora tutto di lei. E anche Viola impara ad amarlo e ad aprirsi con lui, nonostante la propria natura un po' da gatto e un po' da istrice.È soltanto grazie a lei che Francesco ha imparato a guardare il mondo da una nuova prospettiva, capovolta. Le cose non sono come sembrano, e non devono per forza andar sempre male. Così le loro vite – lui che trova finalmente un impiego in un mercatino dell'usato, lei che lavora nel bar dei genitori – si uniscono in modo indissolubile. L'innamoramento porta alla convivenza e poi al matrimonio. Ma l'idillio dura poco, perché Francesco si accorge che Viola è sempre più cupa e scontrosa, c'è qualcosa che la tormenta e la divora da dentro. Il ragazzo decide di affrontarla e, sulla scorta di un terribile sospetto, le chiede se ci sia un altro uomo. E un altro uomo, in effetti, c'è: è Viola stessa. Viola che non è mai stata a suo agio dentro il corpo di una donna, dentro quell'identità. Viola che ha deciso di ascoltarsi, finalmente, e avviare il processo di transizione di genere. L'amore che prova per Francesco non è messo in discussione e lui, sospinto da un sentimento assoluto e incrollabile, cerca con tutto se stesso di accettare la situazione e di sostenere la moglie. Ma l'amore, il vero amore, può davvero resistere a tutto? Un esordio narrativo di straordinaria forza e incredibile attualità, scritto con estrema grazia e grande lucidità espressiva: nessun aspetto viene nascosto al lettore, né sentimentale né fisico o sessuale, in un percorso che sfida le convenzioni raccontando l'amore come non è mai stato raccontato prima.Una narrazione matura, energica e allo stesso tempo delicata, che supera con coraggio gli stereotipi e trascina il lettore nei meandri più profondi dell'animo umano.
Risorsa locale
Parlarne aiuta. Il libro per capire che forma ha la tua ansia
Longanesi, 24/04/2023
Abstract: "Vorrei che questo libro fosse una scoperta dentro di te. Un'avventura alla ricerca di chi sei tu, di quello che senti dentro, di che forma ha la tua ansia e di quel che pensi quando ti guardi allo specchio." Questo libro serve a offrirti informazioni e risposte per aiutarti a comprendere cosa ti succede quando stai male e vivi sensazioni che sfuggono alle esperienze considerate "normali". Lo si vede bello tondo, sui social, quanta sofferenza c'è in giro. Un'ansia immensa. Francesca Picozzi, millennial e psicologa clinica con una specializzazione in consulenza sessuale, ne sa qualcosa in prima persona dal momento che ha uno dei profili TikTok italiani più seguiti sui temi della salute mentale. Nel suo primo libro ha scelto di affrontare il problema di cui i ragazzi le parlano di più in assoluto: l'ansia, in tutte le sue sfaccettature. C'è un'ansia legata alla scuola, alle aspettative per il futuro, alle situazioni che si vivono in famiglia, così come alla vita sui social – che spesso fanno sentire esposti, inadatti e sbagliati –, all'amore e al sesso. L'ansia insomma ha tante forme e per riuscire a liberartene devi prima capire qual è la tua, e cosa è venuta a dirti.Capitolo dopo capitolo Francesca ti aiuterà a vedere che non sei sol* in questa battaglia: ci sentiamo un po' tutti così, perché nel mondo in cui viviamo è sempre più complicato orientarsi, e leggere le nostre emozioni. Lungo questo percorso incontrerai anche degli spazi bianchi dove, con la guida di Francesca e delle sue domande, potrai scrivere di te, un diario insomma, pensato come un luogo sicuro dove raccontarti senza difese e senza paure, per liberarti dall'oppressione di un malessere non riconosciuto. Perché conoscersi e accettarsi è la sola via per crescere in modo armonioso, sconfiggendo i nostri mostri interiori e guardando al futuro con la giusta dose di ansia.
Risorsa locale
Marsilio, 18/04/2023
Abstract: È il 1919 e Kiev è invasa dalla cacofonia della rivoluzione. Dopo l'arrivo dell'Armata rossa, in città imperano il caos e l'anarchia. Il vecchio ordine è in pezzi e il paese è alla ricerca di una propria identità: russi bianchi da un lato, nazionalisti dall'altro, e nel mezzo i delinquenti comuni, ladri e balordi. Sono tutti fianco a fianco e tutti contro tutti.In questo tumultuoso e vacillante mondo pre-sovietico, dominato dalla totale assenza di regole, il giovane studente Samson Kolečko si ritrova da un giorno all'altro a dover badare a se stesso, dopo aver perso in un'imboscata il padre (e l'orecchio destro) sotto la spada di un cosacco. Da quel momento, la sua vita prende una piega inaspettata. Arruolato in modo del tutto fortuito nel neonato corpo di polizia, Samson si butta a capofitto nella prima indagine: una serie di traffici loschi che coinvolgono due soldati, sgraditi occupanti del suo appartamento. Oltre all'inaspettata assistenza che riceve – ebbene sì – dall'orecchio perduto, Samson può contare sulla bella Nadežda, una ragazza con la speranza nel nome, impiegata dell'Ufficio statistiche e bolscevica convinta, che in breve conquista il suo cuore.Denso dei colori e del fervore polifonico della grande letteratura dell'Est Europa, L'orecchio di Kiev è il primo episodio di una nuova serie firmata da Andrei Kurkov, un romanzo picaresco che ridà vita al passato del suo paese, confermandolo come uno dei migliori autori viventi di lingua russa. Un poliziesco di grande ritmo e, per di più, un libro divertente. E in tempi bui, abbiamo tutti bisogno di storie che, oltre ad aiutarci a capire, siano anche capaci di farci ridere.
Risorsa locale
Le ragazze in camice bianco. Come le prime donne medico hanno rivoluzionato la medicina
Aboca, 31/03/2023
Abstract: Ai primi dell'Ottocento, moltissime donne morivano di malattie curabili perché si rifiutavano di sottoporsi alle visite mediche dato che queste erano eseguite esclusivamente da dottori di sesso maschile ed erano spesso umilianti o persino dolorose. A quel tempo, inoltre, le donne erano terrorizzate dal pensiero di essere giudicate malate e di vedersi così precludere la possibilità di trovare marito, lavoro, o di entrare in società. Spinte dalle loro storie personali di perdita e frustrazione causate da cure mediche inadeguate, Elizabeth Blackwell, Elizabeth Garrett Anderson e Sophia Jex-Blake hanno cominciato a battersi perché le donne potessero accedere a un trattamento dignitoso ed equo e trovare il loro spazio all'interno del mondo della medicina che allora era esclusivamente in mano agli uomini. Per la prima volta in assoluto, "Le ragazze in camice bianco" racconta la storia integrale di queste temerarie pioniere che nonostante infiniti ostacoli sono riuscite a conquistare una laurea in medicina e hanno aperto la strada a tutte le altre donne che desiderassero seguire i loro passi. Anche se erano molto diverse tra di loro, per personalità e circostanze, insieme sono state capaci di avviare ospedali e centri di insegnamento gestiti da donne, creando così per la prima volta nella storia delle strutture in cui le donne potessero essere curate da altre donne. Con una narrazione avvincente, supportata da una ricerca massiccia che ha portato l'autrice ad accedere a materiali d'archivio finora poco studiati, "Le ragazze in camice bianco" fa conoscere al grande pubblico la storia di tre donne coraggiose che diventando dottoresse hanno scardinato le barriere di genere in ambito medico, favorendo le possibilità di cura per tutte le donne del mondo.