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L'uomo che coltivava le comete
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Nanetti, Angela - Ovani, Germano

L'uomo che coltivava le comete

Neri Pozza, 06/12/2022

Abstract: Il bambino è nato in una giornata in cui il sole spuntava oltre le cime dei larici e invadeva la stanza: una giornata cosí bella da spezzare il cuore. Perciò la quindicenne Myriam, sua madre, non è riuscita a risolversi a lasciarlo andare. Ha voluto tenerlo con sé, anche se era ancora una bambina lei stessa, anche se sarebbe dovuta andare a scuola, anche se possedeva solo due pecore da latte e una casetta fatiscente. Per questo ha dato al bambino il nome di un eroe, un cavaliere coraggioso: Arno. E Arno è diventato un bambino dall'animo puro, capace istintivamente di vedere il cuore delle cose, ma inquieto come l'acqua dello stagno di Isbue, "che basta una nuvola a farle cambiare colore", Per questo Arno aspetta la cometa, una cometa eccezionale, a cui esprimere il desiderio che più gli appesantisce lo spirito: veder tornare il proprio padre.Intanto la vita al paese continua, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, fra la madre Myriam, bellissima ragazza di origine zigana che ama cantare e ballare; il fratellino Bruno, tanto allegro e spensierato quanto lui è ritlessivo e pensoso; Nenele, il fantasma di una vecchia nonna dalle sembianze di una strega; Cocò, la pecorella intelligente che lo accompagna dappertutto come un buffo cane lanoso, e il signor Lorenz, fornaio e sindaco del paese, che offre a questa piccola famiglia lavoro, ciambelle calde, protezione e disciplina. Fino a quando Arno non fa un incontro inaspettato. Uno straniero, che abita nella baita abbandonata nel bosco. No, non è suo padre, Arno ne è sicuro: non ha i suoi occhi chiari né i capelli biondi. Eppure ha una certa eleganza, un modo strano di parlare, E uno strano mestiere: dice di coltivare le comete. Con L'uomo che coltivava le comete, Neri Pozza riporta in libreria il piccolo capolavoro, corredato dalle suggestive tavole di Germano Ovani, con cui Angela Nanetti ha superato sé stessa. Un gioiello per grandi e piccini; una favola candida e commovente che racconta di sogni e di perdita, di dolcezza e di gioia, piena al tempo stesso di realtà e di poesia."Ouesta cometa che doveva arrivare, lui non riusciva a figurarsela bene. Con una coda lunga e tanta luce, una specie di regina. Sarebbe spuntata dal bosco laggiú, all'improvviso, come Myriam. Bellissima come lei".

Dear Mussolini
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Cornwall, William J. - Basile, Gianbattista

Dear Mussolini

Neri Pozza, 13/12/2022

Abstract: Ha venticinque anni, è l'erede di molte miniere di carbone in Galles, la madre londinese è una regina di cuori nell'alta società, il padre fiorentino è in continua fuga da tribunali e amanti imbrogliate. Laureato a Cambridge in letteratura medievale, si chiama George Glenville per l'impero britannico e Giorgio Del Bello per il Regno d'Italia. A fine maggio del 1940 a lui si rivolge Winston Churchill, appena nominato alla guida del governo di sua maestà, per recapitare una lettera segretissima a Mussolini. Il primo ministro inglese propone al duce un patto di mutua assistenza pur restando fieri nemici. George effettua la consegna al termine di una rocambolesca partita a tennis sul campo di villa Torlonia, la residenza romana della famiglia Mussolini.Incomincia così una spy story, che abbraccia la Seconda guerra mondiale fino al 1945. George diventa l'agente di fiducia di Churchill per le operazioni in Italia: lo portano a incrociare gli intrighi dei Savoia e il declino del fascismo, le prime intese sotterranee da Londra a Roma e i preparativi per lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio '43. A ogni missione cresce il legame fra Churchill e George, curiosamente uniti dallo stesso dolore: essere stati abbandonati da un genitore invano inseguito da entrambi. Nelle sue incursioni in Italia George s'invaghisce della contessa Paola Torresani: sono due naufraghi nel mare in tempesta, speranzosi di potersi confortare, viceversa diventano l'uno un problema per l'altra. L'armistizio dell'8 settembre, il tacco tedesco sulla Penisola complicano i rapporti, costringono George e Paola a esporsi sempre di più finchè la situazione non precipita del tutto. George è convocato da Churchill per una missione fuori da ogni regola: incontrare Mussolini di nascosto. Ormai prossimo alla disfatta, il duce ha chiesto al premier inglese di essere aiutato in cambio della restituzione della lettera recapitatagli proprio da George. Nei mesi finali del conflitto George gioca, per conto di Churchill, una partita tanto delicata quanto disperata. I suoi faccia a faccia con Mussolini non sortiscono risultati; la furia nazifascista gli infligge perdite dolorose. L'estremo inseguimento del prezioso documento lo conduce a incrociare Mussolini nella prefettura di Milano il 25 aprile e ad assistere alla sua esecuzione il 28 a Mezzegra. Una fine che lascia un'inquietante domanda: in quali mani sarà finita la lettera di Churchill?"Dear Mussolini, vi scrivo al termine di una giornata pregnante di accadimenti, dove un raggio di sole ha trafitto la spessa coltre di nubi. Ho appena ricevuto la conferma che ognuno dei ministri del mio gabinetto è pronto a farsi uccidere entro il più breve tempo possibile e a perdere la famiglia e tutti i suoi, piuttosto che cedere".

Doppio cieco
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St. Aubyn, Edward - Briasco, Luca

Doppio cieco

Neri Pozza, 13/12/2022

Abstract: Nel 2012 Edward St Aubyn pubblicò Lieto fine, l'ultimo capitolo della saga dei Melrose, e a numerosi critici apparve subito chiaro che uno scrittore di immenso talento aveva fatto il suo ingresso sulla scena letteraria internazionale. Alcuni videro nei suoi romanzi l'opera di una specie che si pensava estinta con Evelyn Waugh: l'anatomista dell'upper class. Altri colsero opportunamente nella sua scrittura, in cui la vasta gamma dei sentimenti che la anima non sfugge mai allo humour e all'ironia, "una densità filosofica" (Zadie Smith) rara nella narrativa contemporanea.Doppio cieco è, per profondità di pensiero e accuratezza dello stile, l'opera di St Aubyn più accostabile al ciclo narrativo dei Melrose. Apparentemente è un libro alla maniera di Ian McEwan – uno dei suoi personaggi minori è, non a caso, il dottor McEwan, neurochirurgo – in cui la letteratura si cimenta con i temi propri della scienza. Biochimica, botanica, immunoterapia, schizofrenia ed etica dei placebo sono, infatti, tra gli argomenti trattati. In realtα, è un'opera sulla contemporaneità e sul conflitto tra determinismo e libertà che la caratterizza.Spiccano, nella galleria dei personaggi che vi compaiono e ne fanno un romanzo corale, le figure di Olivia e Lucy, amiche sin dalla loro frequentazione di Oxford. Olivia è una biologa che si innamora di Francis, un naturalista incontrato a un convegno sulla megafauna, il quale, per conto di ricchi mecenati, si occupa di "ricreare" la spontaneità della natura.Lucy si innamora, invece, di Hunter Sterling, un capitalista megalomane e immaginifico che vuole "ricreare" l'esperienza dei mistici con il suo "casco Nirvana". Attorno a loro, un coro di figure minori, rappresentanti perfetti del caos della contemporaneità: accademici saccenti, impostori ammantati di linguaggio pseudoscientifico, schizofrenici, psicoanalisti, e sacerdoti come l'indimenticabile padre Guido, spedito a casa di Hunter dal Vaticano, incuriosito dalle sue mirabolanti invenzioni.Nell'universo tecnoscientifico dominato dalla "Medusa del determinismo" irrompe a un certo punto la fragilità della vita umana, la sua finitezza in cui solo consiste la libertà, la possibilità, ciò, di decidere e di prendersi cura dell'esistenza."Non c'è niente, nella narrativa di questi anni, che possa reggere il confronto con la cruda, ironica ricchezza del mondo di St Aubyn e con la densità filosofica delle sue pagine". Zadie Smith"Doppio cieco vede St Aubyn spingersi in un territorio sconosciuto – scienza, ecologia e capitale di rischio". The New York Times

Il brigante
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Berto, Giuseppe

Il brigante

Neri Pozza, 06/12/2022

Abstract: Nel 1951, l'anno in cui pubblica Il brigante, Berto è già uno scrittore affermato. I due libri precedenti, Il cielo è rosso e Le opere di Dio, composti nell'isolamento del campo di prigionia di Hereford e apparsi tra il 1947 e il 1948, erano stati accolti favorevolmente in Italia e all'estero, dove la stampa non aveva mancato di accostare lo scrittore ai maestri del neorealismo cinematografico italiano. Con Il brigante, Berto decide dunque di rendere aperto omaggio al romanzo al cui centro vi siano scottanti problemi sociali – dirà successivamente di aver scritto un libro "marxista" –, alla maniera dei narratori che, come mostra Gabriele Pedullà nello scritto che accompagna questa edizione, orbitano, in quella stagione letteraria, "attorno a Elio Vittorini e si riconoscono genericamente in un movimento neorealista dalle molte facce diverse". Traendo ispirazione da un fatto di cronaca, Berto narra la vicenda di Michele Renda, giovane reduce di guerra che, tornato nel villaggio natio tra i monti della Calabria, ingiustamente accusato di omicidio, si dà alla macchia e diventa un brigante. Una storia che consente all'autore del Cielo è rosso di porre in risalto "il conflitto assoluto di Bene e di Male, lo scandalo della virtú perseguitata, la riscossa delle vittime innocenti" (Gabriele Pedullà), e di comporre pagine particolarmente felici sulla vita delle campagne calabresi in un momento di radicale trasformazione. Come, tuttavia, Berto farà notare nella prefazione all'edizione del 1974, Il brigante non è un romanzo interamente ascrivibile al neorealismo, al movimento culturale, cioè, che mirava alla "rigenerazione morale del paese" e al "raggiungimento d'una decente giustizia sociale". Michele Renda, il suo protagonista, è un "sorpassato", un uomo "indissolubilmente legato al mondo arcaico dell'odio, del tradimento, della vendetta" e la comunità in cui si muove, animata da dicerie, è quanto di piú lontano dal grande mito della "comunità organica". In realtà, gli elementi psicologici propri della scrittura di Berto, quelli che troveranno la loro massima espressione nel Male oscuro, sono già presenti in questo romanzo in cui un eroe, estraneo e irriducibile al suo mondo, è mosso da un universo interiore nel quale bene e male sono divisi soltanto da un esile filo. Nel 1961, Renato Castellani trasse dal Brigante un film giudicato da Berto il migliore di tutti i film tratti dai suoi romanzi, e dalla critica odierna un capolavoro della cinematografia italiana. "Uno dei piú belli e tragici romanzi che siano apparsi da anni, veramente un piccolo capolavoro". Time Magazine"Volgendosi "in presa diretta" alla Calabria piú povera e afflitta, Il brigante ripete il gesto compiuto da Berto nei primi due romanzi, dove campeggiano le distruzioni della guerra, ma il senso dell'operazione è diverso perché questa volta Berto ambisce consapevolmente a iscriversi nella letteratura impegnata del periodo". Gabriele Pedullà"

Il principe di Bombay
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Massey, Sujata - Prandino, Laura

Il principe di Bombay

Neri Pozza, 06/12/2022

Abstract: India, novembre 1921. Per le strade di Bombay infuria la protesta contro l'arrivo in città del principe Edoardo, l'erede al trono d'Inghilterra destinato a reggere anche le sorti del subcontinente indiano. Non appena la sfarzosa parata di accoglienza allestita dal governo locale termina, e il corteo con il principe si allontana, la protesta non violenta indetta da Mohandas Gandhi sfocia in scontri feroci. Perveen Mistry, prima donna avvocato di Bombay, professionista fiera e appassionata, assiste agli incidenti senza sorprendersi piú di tanto. Il popolo in India soffre da tempo il giogo inglese e l'arrivo di Edoardo, principe di Galles ma non certo di Bombay, è come un getto di benzina sulle braci di una rivolta inevitabile. Sotto le tribune del Woodburn, Perveen scorge, a un certo punto, un corpo senza vita. Una tragica fatalità, a prima vista, una ragazza forse scivolata dal balcone di un edificio. Quando però Perveen si avvicina e scopre che la giovane è Freny Cuttingmaster, studentessa diciottenne che, appena il giorno prima, le ha chiesto come gli alunni del Woodburn College potessero boicottare la parata senza subire gravi conseguenze legali, il suo cuore sobbalza, come se volesse uscirle dal petto. Perché non ha dedicato alla ragazza l'attenzione che meritava? Perché non la ha trattenuta piú a lungo? Nascondeva forse altri timori, per rivolgersi a lei? Nei giorni successivi, l'indagine su quella morte inaccettabile si rivela tutt'altro che semplice: a Bombay dilaga la rivolta e i ribelli attaccano chiunque sembri avere un legame con la Corona. In particolare chi, come Perveen, ha tutto l'aspetto di una donna sola e indifesa. Per giungere alla verità stavolta saranno necessari coraggio e determinazione inusitati. Nuovo capitolo delle inchieste di Perveen Mistry, Il principe di Bombay è una storia di indipendenza e di ribellione, che mette in luce la forza e la passione di una straordinaria, e ostinata, eroina. "Perveen Mistry è una delle protagoniste piú incantevoli e appassionate che possiate mai trovare in un romanzo". New York Journal of Books "Eccezionale. Sujata Massey al suo meglio". Publishers Weekly "Perveen, la nostra eroina, è molto piú che una Miss Marple in sari… Deliziosa". Kate Quinn

Gli aristopiatti. Storie e ricette della cucina aristocratica in Italia
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Capasso, Lydia - Esposito, Giovanna - Biscalchin, Gianluca

Gli aristopiatti. Storie e ricette della cucina aristocratica in Italia

Guido Tommasi Editore, 28/11/2022

Abstract: Settantadue ricette di sei territori italiani, un libro di cucina scritto per riscoprire i piatti, anzi gli aristopiatti, della nostra tradizione.C'erano una volta un principe russo, alcuni cuochi di talento, una corte piemontese. C'erano anche un cuciniere-alchimista-confetturiere dalla vita travagliata, un re goloso ma dai gusti semplici e un confine vicino, quello con la Francia...".Inizia così un viaggio nel tempo e nel gusto, che si snoda attraverso sei territori italiani, alla ricerca di piatti – aristopiatti, per la precisione – che hanno costituito, ognuno a suo modo, un pezzetto della storia del nostro Paese.Sebbene l'argomento possa sembrare impegnativo e l'intento ambizioso, non è un trattato di storia o di gastronomia quello che state per leggere, ma un ricettario con il gusto del racconto in cui sono state raccolte settantadue ricette e molte storie, a volte autentiche, altre verosimili, altre ancora tanto incredibili da meritare di essere narrate; storie sempre affascinanti che ci ricordano come dietro un piatto si celi più di quanto pensiamo: vicende umane, curiosità, leggende.Il risultato è un viaggio in Italia – leggero, accurato, mai noioso – attraverso i segreti e il dietro le quinte delle cucine dei Palazzi e dei papati nel corso dei secoli.

La scena
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Fontana, Alessandro - Vescovo, Piermario

La scena

Marsilio, 25/11/2022

Abstract: Un aneddoto, riportato da Samuel Sharp e poi ripreso, tra gli altri, da Diderot, Nietzsche, Croce, Lacan, racconta di un predicatore a Largo di Castello a Napoli che richiama la folla distratta dal chiasso dei burattini agitando il crocefisso e gridando: "Questo è il vero Pulcinella". Intorno a esso e a questa dialettica costitutiva, ovvero ai tempi forti che hanno scandito nei secoli la vita pubblica in Italia, si raccoglie "tutta la massa eterogenea di racconti, cronache, osservazioni sulle feste italiane". Accanto a questa scena simbolica si apre un'altra dimensione, una scena immaginaria, in cui si riuniscono "tutte le attività "ludiche" attraverso le quali una società si rappresenta, dando una sorta d'immagine pubblica di sé". E, infine, si rivela una terza scena, definita reale, "nella quale si ritrovano tutti quei fatti spettacolari (i riti punitivi, soprattutto), di cui né la scena simbolica, né la scena immaginaria possono rendere conto".

Bob Dylan. La risposta è nel vento
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Formola, Luigi - Corrao, Stefano - Melarosa, Alessandra - Corrao, Stefano - Melarosa, Alessandra

Bob Dylan. La risposta è nel vento

Edizioni NPE, 30/11/2022

Abstract: Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, classe 1941, non ha bisogno di presentazioni.Di questo 2018 è stata la lunga diatriba in merito al Premio Nobel per la letteratura che gli è stato assegnato, che lui all'inizio non aveva degnato di risposta.Questo graphic novel rappresenta un biopic completo che passa attraverso la sua vita, raccontandoci gli inizi e la carriera: ogni pagina è costellata di fan service per gli appassionati del compositore americano, ossia copertine di dischi e citazioni a piene mani.Il fumetto è magistralmente disegnato da due autori stilisticamente molto diversi: Stefano Corrao, che affronta con il suo tratto realistico tutta la fase iniziale della vita di Bob Dylan e la sua fase matura, e l'elegante Alessandra Melarosa, che firma la copertina e le tavole che raccontano la fase centrale di crescita artistica del cantautore.Il volume si inserisce perfettamente nella catena di successi inanellata dalla collana Music & Comics di Edizioni NPE, che partì con La Storia della Musica Metal a Fumetti e La Storia della Musica Rock a Fumetti, facendole seguire dai volumi biopic di David Bowie, Bruce Springsteen e dal recente imperdibile Jugband Blues – a graphic trip on the tracks of Syd Barrett.

Le rivelazioni
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Hoel, Erik - Pennisi, Marco - Ellero, Olimpia

Le rivelazioni

Carbonio Editore, 02/12/2022

Abstract: Completamente allo sbando dopo aver abbandonato il PhD, il giovane neuroscienziato Kierk Suren vince un'insperata borsa di studio per un prestigioso progetto di ricerca all'Università di New York. Lì, tra calcoli complessi, appunti notturni, macachi vivisezionati e proteste di agguerriti gruppi animalisti, Kierk lavora senza sosta con la geniale e avvenente collega Carmen per trovare una risposta alle domande su cui si arrovella da sempre: qual è il segreto della coscienza? Quale mistero si nasconde nei meandri inesplorati del nostro cervello? Come si spiegano quelle rivelazioni inaspettate che all'improvviso, camminando per strada, o guardando un dettaglio, rischiarano il buio della mente? Dati scientifici, realtà quotidiana e complesse relazioni umane si intersecano in un gioco filosofico e onirico, intrigante e avvincente, finché la misteriosa morte di un altro borsista trasforma la ricerca scientifica di Kierk in una vera e propria indagine per omicidio…Sullo sfondo, le luci e le ombre di una New York affascinante come non mai, in un puzzle sfavillante, gioiosamente disordinato e irresistibilmente enigmatico.

Siamo tutti influencer. Metaverso, blockchain e creator economy. La mappa della nuova era di internet
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Colletti, Giampaolo

Siamo tutti influencer. Metaverso, blockchain e creator economy. La mappa della nuova era di internet

ROI Edizioni, 30/11/2022

Abstract: Viviamo in un mondo in cui una bambina di sette anni può far cambiare le linee produttive di un colosso internazionale come Lego con una lettera e dove un video di protesta con la canzone composta da un musicista arrabbiato con United Airlines può far crollare del 10 per cento il valore azionario del vettore statunitense che gli aveva danneggiato la chitarra durante un volo. È la magia del potere editoriale diffuso: grazie alla tecnologia (e a un po' di spirito d'iniziativa) tutti possiamo essere dei creatori di contenuti e conquistarci l'attenzione di un pubblico. Giampaolo Colletti, uno dei più noti giornalisti di marketing in Italia, fotografa le trasformazioni in corso nel mondo di Internet e della comunicazione digitale attraverso parole e concetti chiave, tracciando così una mappa del nuovo panorama plasmato dalla creator economy e, grazie ai consigli e alle case history dei creator più affermati, mette a disposizione di tutti gli strumenti per vivere da protagonisti la nuova era.

Just Us
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Rankine, Claudia

Just Us

66THAND2ND, 01/12/2022

Abstract: "Just Us" si apre con un gioco di parole – tra "justice", giustizia, e "just us", solo noi, dal suono quasi identico – di cui l'attore Richard Pryor si serviva per descrivere con ironia la solitudine degli afroamericani di fronte alla legge. Assemblando conversazioni, invettive, poesie e im¬magini, in queste pagine Claudia Rankine affronta le dina¬miche razziste della contemporaneità dando spazio a voci e tesi altrui, in particolare quelle dei bianchi offuscati dai loro stessi privilegi, e unendo il racconto autobiografico a commenti e note che mettono in discussione l'autorità delle fonti e delle opinioni riportate. In un momento in cui il suprematismo bianco allarga i suoi consensi e la politica e le istituzioni americane vivono una crisi senza precedenti, Just Us è un invito a smascherare le ipocrisie quotidiane dei nostri luoghi pubblici e privati – i terminal degli aeroporti, i teatri, le cene tra amici, la scuola –, dove la cortesia e la neutralità prosperano dissimulando punti di vista, interessi e pregiudizi diversi. Ironico, delicato, profetico, "Just Us" è l'opera più intima e complessa di Claudia Rankine, a cui non importa tanto essere giusta, quanto essere vera.

L'amore indicibile
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D'Intino, Franco

L'amore indicibile

Marsilio, 25/11/2022

Abstract: Questo libro si addentra nei Canti a partire da alcuni ingressi strategici: l'esordio, il centro, la fine. Contro l'erosione dei significati che investe la modernità, è affidata alla poesia un'azione riparatrice ispirata da Eros, forza che travolge, sì, ma può anche salvare. Al cuore dell'immaginario leopardiano è il sacrificio d'amore, in cui si rigenera un'energia vitale che rischiava di spegnersi. Così è nella canzone inaugurale, All'Italia: il canto vibrante di gioia di Simonide, scaturito dall'alveo sepolto dell'eros paidikòs, celebra la morte e la gloria futura dei martiri, dando un nuovo orizzonte alla "miseria" del presente. Dieci anni dopo, l'enigmatica ieraticità di A Silvia affonda le radici nei culti persefonei per esprimere il mistero della morte-rinascita vegetale. Alla fine del libro della vita, i Frammenti affermano, in tono volutamente minore, il rimpianto del tempo perduto e il puro desiderio di vivere, nel breve tempo che resta, "i presenti diletti".

Allah non è mica obbligato
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Kourouma, Ahmadou

Allah non è mica obbligato

Edizioni e/o, 02/12/2022

Abstract: Traduzione dal francese a cura degli allievi della Scuola Europea di Traduzione Letteraria. Direzione e coordinamento di Egi Volterrani.Ahmadou Kourouma racconta le guerre e i disastri del suo continente, scegliendo l'unico registro che forse è ancora possibile di fronte a tanta atrocità, quello del sarcasmo e dell'iperbole. Il romanzo segue le tracce di Birahima, il bambino-soldato, attraverso le innumerevoli guerre tribali, di liberazione, di saccheggio, scatenate dai signori della guerra appoggiati e armati volta per volta da qualche potenza occidentale per ottenere diamanti o petrolio o qualche altro bottino. Le disavventure di Birahima, eroe grottesco dei nostri tempi, diventano così un viaggio iniziatico ed esemplare nel cuore di tenebra del grande continente nero.

Il quid imprenditoriale. Oltre la retorica del Made in Italy
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Salvemini, Severino

Il quid imprenditoriale. Oltre la retorica del Made in Italy

Egea, 09/01/2023

Abstract: L'Italia è la patria della bellezza, tempio dell'arte e di una cultura millenaria. "Bel Paese" per antonomasia, il nostro è altresì il paese del "ben fatto", culla di quella passione per il fare che i nostri artigiani hanno saputo rendere uno stile di vita e, al tempo stesso, la più autentica ragione di successo del Made in Italy. Ma che cos'è il Made in Italy? Fermarsi al mero slogan ci impedisce di cogliere i tratti distintivi di un fenomeno complesso che ha permesso alle nostre imprese di temperare il tecnologismo della globalizzazione con un nuovo umanesimo all'insegna del gusto e della creatività, e di sostituire alla filosofia finanziaria anglosassone uno stile di management tutto italiano. Per comprendere questa "inafferrabile composizione chimica" Salvemini sceglie di raccontare 53 storie esemplari di aziende che hanno fatto dell'eccellenza la loro bandiera. Dalle sue pagine emerge un ritratto a tutto tondo degli ingredienti del primato internazionale del Made in Italy: prodotti di qualità e alta gamma, la cui progettazione implica una forte valenza estetica e un "saper fare" che pochi altri Paesi sanno attivare; una classe imprenditoriale eccellente che sa aggiungere alla razionalità dell'operare l'intuizione, la passione e il sentimento; una capacità manifatturiera diffusa, legata spesso a doppio filo con aree geografiche ben definite e oggetto di una conoscenza tacita difficilmente imitabile; una governance che si alimenta del rapporto fecondo con il territorio e nella quale un ruolo centrale è giocato dalla famiglia dell'imprenditore nel dipanarsi della sua storia generazionale.

Preferisco il rumore del vento
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Bonsignorio, Rosangela

Preferisco il rumore del vento

Il Canneto Editore, 02/12/2022

Abstract: Matti e Edo si conoscono il primo giorno di scuola, si piacciono e cominciano a frequentarsi con alterne fortune. Una storia come tante? Forse. Ma la famiglia di Edo è tutto tranne che normale e Matti ha un gatto chiacchierone disposto a fare qualsiasi cosa per lei. Edo ha quattordici anni, comprende il linguaggio degli animali, all'occorrenza sa volare, anche se solo per brevi tratte. Non ha idea di chi sia suo padre, di certo un umano. Vive con la madre, la valchiria Tora, e Muninn, il corvo che gli ha regalato Odino. Sono tempi difficili per le divinità degli antichi vichinghi: nessuno crede più in loro e piano piano Thor e tanti altri hanno preferito invecchiare come gli umani e spegnersi. Abituati a essere adorati, non si sono rassegnati all'oblio. Incuriositi dai racconti di Edo, Odino, sommo tra gli dèi, Loki, dio dell'inganno e Freya, dea dell'amore, decidono di avventurarsi di nuovo nel mondo, dopo secoli di esilio su un'isola sperduta al largo della Danimarca…

I colori sono di tutti?
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Luzzatto, Lia - Pompas, Renata

I colori sono di tutti?

Edizioni Mediterranee, 02/12/2022

Abstract: Quanti sono i rossi? Vediamo 10 milioni di colori? Il giallo è felicità? Di che colore sono i sogni?Tante volte ci capita di soffermarci sugli aspetti più inconsueti del colore, ad esempio quando in cucina ci domandiamo se la ricchezza dei colori del nostro piatto riuscirà a trasmetterne il sapore. Oppure quando nella vita di relazione ci chiediamo se ci sono tonalità più seducenti di altre. E a chi non è capitato di sognare e di chiedersi se il sogno era a colori o in bianco e nero.In questo affascinante saggio troviamo le risposte a queste e a molte altre domande, che sono state poste alle due autrici nel corso degli anni da persone di ogni età, cultura e professione: domande che spaziano in diversi campi di interesse e svelano cosa si cela dietro il ricco universo cromatico.

Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri
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Sgarbi, Vittorio

Roma. Dal Rinascimento ai giorni nostri

La nave di Teseo, 13/12/2022

Abstract: Ci sono luoghi che attraversiamo quotidianamente nelle nostre città e che nella fretta di una meta da raggiungere manchiamo di cogliere. Roma è piena di queste occasioni di bellezza: dai palazzi rinascimentali, attraverso la grande stagione del Barocco, alle architetture avveniristiche di questo secolo, tra chiese, fontane, piazze e musei, luoghi celebri e sorprese da scoprire.Vittorio Sgarbi compie una ricognizione totale delle bellezze architettoniche di Roma, suggerisce al lettore una serie di itinerari d'autore per orientarsi tra queste meraviglie e compone un'opera straordinaria per la quantità di edifici e autori citati. Con oltre 650 schede di autori e 1500 opere segnalate, questo libro è una guida alle architetture della capitale e uno strumento prezioso di conoscenza della storia artistica della città, che guarda al suo passato ma anche ai nuovi progetti in corso di realizzazione. A turisti e abitanti di Roma non resta altro che alzare gli occhi e, fosse anche solo per pochi secondi, fermarsi a godere con consapevolezza le mirabilia della città eterna.

Il mondo che ho visto
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Praz, Mario

Il mondo che ho visto

Adelphi, 06/12/2022

Abstract: Questo libro è l'ultimo lavoro a cui si dedicò Mario Praz: una vasta scelta dai suoi scritti di viaggio (in buona parte mai prima raccolti), preceduta da un'introduzione inedita, che è un magistrale profilo della storia del Grand Tour. In queste pagine Praz osserva che "pochi viaggiatori sanno essere personali, sanno vedere con occhi che penetrano nell'essenza delle cose" – e accenna a certi scrittori che hanno lasciato, nei loro diari, puri elenchi di monumenti e chiese visitate. Praz è ovviamente l'opposto: come nella sua attività di critico era attratto sempre e soltanto dalla peculiarità – e dal risuonare delle peculiarità l'una sull'altra – così nella sua veste di viaggiatore lascia vibrare la sua attenzione, di preferenza, non già dinanzi agli spettacoli obbligatori, ma dinanzi a scene laterali, ad angoli dimenticati, a piccole "enclaves" nello spazio, verso le quali il suo passo rabdomantico è ogni volta attirato. Il suo amato Charles Lamb, "quando si recava a far visita a una qualche famosa "country-house" d'Inghilterra, per prima cosa chiedeva del salottino cinese". Allo stesso modo, dopo una doverosa gita alle Piramidi, Praz prende subito l'occasione per una lunga visita alla deplorevole villa di Faruk. Quanto al neoclassico, lo insegue fino in Tasmania. E mai il greve orrore delle celebrazioni guerriere gli apparirà così incombente come nel War Memorial di Canberra. Ci sono luoghi e cose che sembravano attendere da tempo il suo sguardo: in un seminterrato alla periferia di Washington, una vera città fatta di case di bambole; le "carrozzelle decrepite" di una "Baden-Baden tropicale", la Petropolis di Pedro II; i palazzi di Nancy, dai "balconcini rococò... su cui i viticci e le conchiglie dorate serpeggiano come rampicanti delle Esperidi o d'un altro paese di favoleggiata beatitudine..."; le rovine di Palmira, dove "il tempo ha smussato gli ornamenti, steso un velo di poesia su quel che poteva esserci di crudo, di provinciale in questo impero d'una stagione". Mentre la vita immediata, invadente poco lo tocca, il suo vagare è una ricerca delle "anime morte delle innumerevoli cose". Per lui, "il massimo piacere del viaggiare si raggiunge quando allo spostamento nello spazio si unisce lo spostamento nel tempo". Allora è la sua acuminata percezione del senso del tempo a guidarlo verso l'esistenza-sospesa, quasi ritagliata dal resto, dei "suoi" luoghi, come la minuscola St. Luke's Church di New York: "Simili angoli sono come i sogni della città, remoti archetipi che passano sull'anima di una città come nubi, e la città pare per un momento dimenticarsi, rimanere sospesa sull'orlo d'un'esistenza prenatale, ma poi la risveglia lo scampanio dei carri dei pompieri".

La conoscenza di sé
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Daumal, René

La conoscenza di sé

Adelphi, 06/12/2022

Abstract: Questo volume riunisce scritti di Daumal compresi fra l'estate del 1939 e l'autunno 1941. Poco più che trentenne, lo scrittore ha qui raggiunto la sua piena maturità. Da una parte continua a elaborarsi la sua opera letteraria, dall'altra la conoscenza approfondita del sanscrito lo arricchisce di un tesoro che egli vuole anche trasmettere ad altri: e rimane insuperata la trasparenza con cui Daumal ha saputo attuare questa trasmissione, come provano in questo volume certi suoi saggi quali "Per avvicinare l'arte poetica indù" o certe sue traduzioni, dalle "Upanisad" o dal "Panca-tantra". È a questo punto della sua vita che si situa un "cambiamento di programma", con il manifestarsi della malattia che lo avrebbe portato alla morte nel 1944. Si avverte, in tutto ciò che Daumal ha scritto in questo periodo, il senso di un'urgenza che gli impedisce di stornare lo sguardo dall'essenziale. D'ora in poi tutti i testi di Daumal, che si muovevano su direttrici apparentemente disparate, e in genere tutto ciò che scrive – comprese le lettere, rivelatrici, anch'esse qui raccolte – sembra convergere verso un centro invisibile: la conoscenza di sé, intesa nel senso della antica tradizione indù, per la quale "il "sé" è l'oggetto primo della conoscenza; conoscenza non soltanto sperimentale, ma trasformatrice".

Storie di Kuno Kohn
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Lichtenstein, Alfred

Storie di Kuno Kohn

Adelphi, 06/12/2022

Abstract: L'opera di Alfred Lichtenstein appartiene agli anni splendidi dell'espressionismo tedesco, fra il 1910 e il 1914: anni in cui i giovani autori si chiamavano Gottfried Benn, Else Lasker-Schüler, Georg Heym, Jakob van Hoddis, e in cui, ognuno per la sua via, si rivelavano Georg Trakl e Franz Kafka. Di quel breve periodo Lichtenstein è una figura limite, perché tutto il suo operare vi è racchiuso: nel settembre 1914, a soli venticinque anni, egli sarebbe caduto al fronte fra le prime vittime della guerra.Le prose che qui si pubblicano – racconti, brevi schizzi e appunti – sono tenute insieme dal progetto di un romanzo incompiuto. Con tono inconfondibile di finto candore e leggerezza da "cabaret", Lichtenstein disegna ritratti corrosivi, illumina ombre scandalose di una società che non sapeva di essere finita. L'allegra disperazione del nichilismo dà al suo gesto un'eleganza che ben pochi fra i suoi, anche illustri, coetanei hanno raggiunto. In poche pagine Lichtenstein riesce a mettere in piedi una tragicommedia permanente i cui protagonisti, spesso facilmente riconoscibili, sono i più noti scrittori espressionisti e le donne del loro ambiente: i luoghi variano, a Berlino, fra il famoso "Café des Westens", redazioni di riviste letterarie, camere ammobiliate e vicoli notturni. Qui l'avanguardia, già nel suo nascere, fa una definitiva parodia di se stessa: tutti i suoi tic, il suo imponente apparato grottesco, le sue goffe manie erotiche, la rampante gelosia letteraria, non hanno mai trovato celebrazione altrettanto precisa e comica. E Lichtenstein stesso è il primo oggetto della propria ironia: larvatamente, egli si presenta nella memorabile figura del gobbo Kuno Kohn, che congiunge ed esalta in sé gli aspetti insieme perversi e risibili, inermi e mostruosi del nuovo letterato.Maestro dello "humour nero" nelle sue prose – e in questo senso le sue notazioni erotiche sono di squisita ferocia –, Lichtenstein fu anche un notevole poeta, anzi la sua fama, per molti anni, fu legata soprattutto alle sue poesie. In esse la generazione espressionista si riconobbe interamente: oggi testimoniano, come poche altre, di quello squarcio nel tessuto connettivo del linguaggio che l'espressionismo produsse.