Judith
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Loro, Filippo

Judith

Abstract: "Conobbi Judith in un parcheggio, mentre cercavo la mia auto sotto il cielo rosso gengiva di un tardo pomeriggio. La sera stessa decise di stabilirsi a casa mia, sempre che si possa definire 'casa' una centrale nucleare abbandonata e occupata abusivamente. Judith diceva cose strane, ma ancora più strane erano le sue improvvise metamorfosi: sì, perché se la sera le sue labbra erano sottili e sfuggenti, la mattina dopo erano carnose e sensuali. Un giorno i capelli erano biondi e mossi, quello successivo erano rossi e più lunghi di quattro dita. E così via. Non era facile vivere accanto a lei: non facevo in tempo a innamorarmi di un particolare del suo corpo, che quello improvvisamente non c'era più, sostituito da un altro. Quando glielo dissi, mi rispose che il suo corpo era espressione della sua libertà, una libertà a cui tutti dovrebbero avere accesso: quella di potersi sbarazzare di un'identità univoca, casuale e imposta che ci rende tracciabili. Prima o poi avrei capito anch'io". Qualcuno le dà la caccia, qualcuno la nasconde, tutti si chiedono: chi è Judith?


Titolo e contributi: Judith

Pubblicazione: WePub, 18/09/2012

Data:18-09-2012

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 18-09-2012

"Conobbi Judith in un parcheggio, mentre cercavo la mia auto sotto il cielo rosso gengiva di un tardo pomeriggio. La sera stessa decise di stabilirsi a casa mia, sempre che si possa definire 'casa' una centrale nucleare abbandonata e occupata abusivamente. Judith diceva cose strane, ma ancora più strane erano le sue improvvise metamorfosi: sì, perché se la sera le sue labbra erano sottili e sfuggenti, la mattina dopo erano carnose e sensuali. Un giorno i capelli erano biondi e mossi, quello successivo erano rossi e più lunghi di quattro dita. E così via. Non era facile vivere accanto a lei: non facevo in tempo a innamorarmi di un particolare del suo corpo, che quello improvvisamente non c'era più, sostituito da un altro. Quando glielo dissi, mi rispose che il suo corpo era espressione della sua libertà, una libertà a cui tutti dovrebbero avere accesso: quella di potersi sbarazzare di un'identità univoca, casuale e imposta che ci rende tracciabili. Prima o poi avrei capito anch'io". Qualcuno le dà la caccia, qualcuno la nasconde, tutti si chiedono: chi è Judith?

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