Che la festa cominci
Risorsa locale

Ammaniti, Niccolò

Che la festa cominci

Abstract: Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. L'irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina. "Gli adepti abbassarono il capo. Il leader sollevò gli occhi al soffitto e allargò le braccia. - Chi è il vostro padre carismatico? - Tu! - dissero in coro le Belve. - Chi ha scritto le Tavole del Male? - Tu! - Chi vi ha insegnato la Liturgia delle Tenebre? - Tu! - Chi ha ordinato le pappardelle alla lepre? - fece il cameriere con una sfilza di piatti fumanti sulle braccia. - Io! - Saverio allungò una mano. - Non toccare che scottano".


Titolo e contributi: Che la festa cominci

Pubblicazione: Einaudi, 07/10/2010

EAN: 9788806191016

Data:07-10-2010

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 07-10-2010

Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il piú grande evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari, battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette, calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano, inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e scatenata commedia umana. L'irresistibile comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche virtú della nostra epoca. E nel sorriso che non ci abbandona nel corso di tutta la lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria rovina. "Gli adepti abbassarono il capo. Il leader sollevò gli occhi al soffitto e allargò le braccia. - Chi è il vostro padre carismatico? - Tu! - dissero in coro le Belve. - Chi ha scritto le Tavole del Male? - Tu! - Chi vi ha insegnato la Liturgia delle Tenebre? - Tu! - Chi ha ordinato le pappardelle alla lepre? - fece il cameriere con una sfilza di piatti fumanti sulle braccia. - Io! - Saverio allungò una mano. - Non toccare che scottano".

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