Didascalie per la lettura di un giornale
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Magrelli, Valerio

Didascalie per la lettura di un giornale

Abstract: Spesso la poesia di Magrelli si origina dalla suggestione del dato visivo, per distillarne, attraverso un sintetico percorso analitico-associativo, l'essenza, l'ossatura simbolica intuita dall'autore. In questa raccolta l'oggetto-emblema che fornisce i dati di partenza, nella loro molteplicità di rimandi, è il giornale, inteso nella sua veste di prodotto tipografico e di odierno vedemecum per l'interpretazione del mondo. Dalla prima pagina alla cronaca internazionale, dal reportage alle notizie meteorologiche, dall'oroscopo alla cronaca nera, Magrelli "descrive" un quotidiano in versi nello stesso tempo comici, meditativi e sospesi. Con questo libro piú disteso e faceto, ma non meno profondo, Magrelli ci offre, ancora una volta, un esempio di poesia come pratica insinuante per penetrare l'ovvia superficie delle cose, e come amo per far affiorare garbati paradossi.


Titolo e contributi: Didascalie per la lettura di un giornale

Pubblicazione: Einaudi, 24/09/2013

EAN: 9788806151485

Data:24-09-2013

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 24-09-2013

Spesso la poesia di Magrelli si origina dalla suggestione del dato visivo, per distillarne, attraverso un sintetico percorso analitico-associativo, l'essenza, l'ossatura simbolica intuita dall'autore. In questa raccolta l'oggetto-emblema che fornisce i dati di partenza, nella loro molteplicità di rimandi, è il giornale, inteso nella sua veste di prodotto tipografico e di odierno vedemecum per l'interpretazione del mondo. Dalla prima pagina alla cronaca internazionale, dal reportage alle notizie meteorologiche, dall'oroscopo alla cronaca nera, Magrelli "descrive" un quotidiano in versi nello stesso tempo comici, meditativi e sospesi. Con questo libro piú disteso e faceto, ma non meno profondo, Magrelli ci offre, ancora una volta, un esempio di poesia come pratica insinuante per penetrare l'ovvia superficie delle cose, e come amo per far affiorare garbati paradossi.

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