Il visibile e l'invisibile
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Merleau-Ponty, Maurice - Carbone, Mauro - Bonomi, Andrea

Il visibile e l'invisibile

Abstract: È l'ultima grande e incompiuta opera filosofica di Merleau-Ponty, uscita postuma nel 1964. Il testo si interrompe ma le "Note di lavoro" che lo arricchiscono (e che in questa edizione italiana si avvalgono di un prezioso indice tematico) ci permettono di cogliere un orizzonte filosofico che, con il passare degli anni, ha sempre più richiamato l'interesse degli studiosi, non solo del mondo filosofico, ma anche di tutti coloro che hanno a che fare con la visibilità e l'immagine. L'autore della Fenomenologia della percezione oltrepassa nettamente i confini della fenomenologia per disegnare un inedito pensiero dell'Essere inteso come il "darsi a vedere" delle cose. Una "visibilità" in cui è calato lo stesso occhio umano e che si presenta come gioco complesso tra visibile e invisibile, a tutti i livelli, a cominciare dalle parole del nostro linguaggio. Si apre — secondo Merleau-Ponty — un nuovo compito per il pensiero davanti al quale la filosofia tradizionale si trova impreparata. Certo, alcuni grandi pittori hanno "pensato" meglio dei filosofi questa "visibilità" del mondo…


Titolo e contributi: Il visibile e l'invisibile

Pubblicazione: Bompiani, 12/11/2014

EAN: 9788845254161

Data:12-11-2014

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 12-11-2014

È l'ultima grande e incompiuta opera filosofica di Merleau-Ponty, uscita postuma nel 1964. Il testo si interrompe ma le "Note di lavoro" che lo arricchiscono (e che in questa edizione italiana si avvalgono di un prezioso indice tematico) ci permettono di cogliere un orizzonte filosofico che, con il passare degli anni, ha sempre più richiamato l'interesse degli studiosi, non solo del mondo filosofico, ma anche di tutti coloro che hanno a che fare con la visibilità e l'immagine. L'autore della Fenomenologia della percezione oltrepassa nettamente i confini della fenomenologia per disegnare un inedito pensiero dell'Essere inteso come il "darsi a vedere" delle cose. Una "visibilità" in cui è calato lo stesso occhio umano e che si presenta come gioco complesso tra visibile e invisibile, a tutti i livelli, a cominciare dalle parole del nostro linguaggio. Si apre — secondo Merleau-Ponty — un nuovo compito per il pensiero davanti al quale la filosofia tradizionale si trova impreparata. Certo, alcuni grandi pittori hanno "pensato" meglio dei filosofi questa "visibilità" del mondo…

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