L'uomo dalla voce tonante
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Malatesta, Stefano

L'uomo dalla voce tonante

Abstract: Uno scrittore cileno dell'Ottocento ha detto una volta che gli europei in visita nell'America del Sud parlano sempre di vulcani, selve amazzoniche, tempeste di Capo Horn, poiché non possono fare a meno di celebrarne la natura selvaggia. Anche Malatesta parla della naturadel continente australe, ma i veri protagonisti di questo libro sono gli indios della Terra del Fuoco considerati da Darwin l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, mentre avevano un vocabolario con oltre cinquanta parole per dire "mangiare il pesce"; megalomani come Popper che, proclamatosi re e imperatore della Terra del Fuoco, batteva moneta d'oro con la sua effige; sindacalisti contadini che, come Facon Grande, lavoravano nelle grandi aziende della Patagonia e venivano passati per le armi dai militari argentini; scrittori come Francisco Coloane, grande cantore del mondo australe con i suoi personaggi: cercatori d'oro, allevatori di cavalli, briganti che danno la caccia agli indios per incassare la taglia messa sul loro capo.Malatesta è stato ovunque, con tutti i mezzi possibili e anche impossibili. Ma questo non è un libro semplicemente deambulatorio. I racconti che lo compongono cominciano semprecon un viaggio ma finiscono altrove: nella storia, nella geografia, nell'antropologia, nella letteratura. Il risultato è un corpus romanzesco estremamente compatto sotto l'apparente divisione dei capitoli. Un romanzo dell'America latina che si muove secondo una direzione sudnord, da Capo Horn fino al Messico, alternando momenti drammatici – quali i funerali di Pablo Neruda – e altri improntati alla Luxe, calme et volupté, per dirla con Matisse, come le ore trascorse in un bar all'Avana, a fumare interminabili cohiba, a bere innumerevoli daiquiri e a contemplare la mirada fuerte dei cubani nei confronti delle loro giovani donne, puntualmente accompagnata dai piropos, quei complimenti barocchi e ironici che piacciono tanto alle ragazze dell'Avana.L'Avana, coi suoi pittori surrealisti e i suoi grandi scrittori; Buenos Aires, più europea delle città europee; la Tierra del Fuego, coi suoi ghiacciai che s'insinuano nelle foreste e, in fondo, il mare tempestoso di Cabo de Hornos dove si incontrano l'Atlantico e il Pacifico: i luoghi magici dell'America del Sud narrati da un grande scrittore di viaggio."Malatesta sa raccontare con fascinazione sempre divertita e maliziosa". Panorama "Stefano Malatesta scava con la mente nel tempo, e lì ritrova la generosità di pensare e di esprimersi".L'Espresso STEFANO


Titolo e contributi: L'uomo dalla voce tonante

Pubblicazione: Neri Pozza, 09/01/2015

EAN: 9788854508903

Data:09-01-2015

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 09-01-2015

Uno scrittore cileno dell'Ottocento ha detto una volta che gli europei in visita nell'America del Sud parlano sempre di vulcani, selve amazzoniche, tempeste di Capo Horn, poiché non possono fare a meno di celebrarne la natura selvaggia. Anche Malatesta parla della naturadel continente australe, ma i veri protagonisti di questo libro sono gli indios della Terra del Fuoco considerati da Darwin l'anello mancante tra la scimmia e l'uomo, mentre avevano un vocabolario con oltre cinquanta parole per dire "mangiare il pesce"; megalomani come Popper che, proclamatosi re e imperatore della Terra del Fuoco, batteva moneta d'oro con la sua effige; sindacalisti contadini che, come Facon Grande, lavoravano nelle grandi aziende della Patagonia e venivano passati per le armi dai militari argentini; scrittori come Francisco Coloane, grande cantore del mondo australe con i suoi personaggi: cercatori d'oro, allevatori di cavalli, briganti che danno la caccia agli indios per incassare la taglia messa sul loro capo.Malatesta è stato ovunque, con tutti i mezzi possibili e anche impossibili. Ma questo non è un libro semplicemente deambulatorio. I racconti che lo compongono cominciano semprecon un viaggio ma finiscono altrove: nella storia, nella geografia, nell'antropologia, nella letteratura. Il risultato è un corpus romanzesco estremamente compatto sotto l'apparente divisione dei capitoli. Un romanzo dell'America latina che si muove secondo una direzione sudnord, da Capo Horn fino al Messico, alternando momenti drammatici – quali i funerali di Pablo Neruda – e altri improntati alla Luxe, calme et volupté, per dirla con Matisse, come le ore trascorse in un bar all'Avana, a fumare interminabili cohiba, a bere innumerevoli daiquiri e a contemplare la mirada fuerte dei cubani nei confronti delle loro giovani donne, puntualmente accompagnata dai piropos, quei complimenti barocchi e ironici che piacciono tanto alle ragazze dell'Avana.L'Avana, coi suoi pittori surrealisti e i suoi grandi scrittori; Buenos Aires, più europea delle città europee; la Tierra del Fuego, coi suoi ghiacciai che s'insinuano nelle foreste e, in fondo, il mare tempestoso di Cabo de Hornos dove si incontrano l'Atlantico e il Pacifico: i luoghi magici dell'America del Sud narrati da un grande scrittore di viaggio."Malatesta sa raccontare con fascinazione sempre divertita e maliziosa". Panorama "Stefano Malatesta scava con la mente nel tempo, e lì ritrova la generosità di pensare e di esprimersi".L'Espresso STEFANO

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