Il mio cuore messo a nudo
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Baudelaire, Charles

Il mio cuore messo a nudo

Abstract: Non si può dire che il moderno sia veramente nato finché Baudelaire non comincia ad annotare le stenografie del suo "cuore messo a nudo". Qui, perduta l'antica cornice del verso, parla solo una lingua dei nervi, ogni riga è un sussulto, un tremore della sensibilità e dell'intelligenza, mescolate senza rimedio. Poe e Joseph de Maistre furono i padrini metafisici di quella lingua, in una accorta commistione di satanico e di celeste. Ogni tasto che Baudelaire sfiora, e fosse anche per produrre il suono più stridente, è qualcosa che continua a toccare noi tutti, "ipocriti lettori", che abbiamo imparato a riconoscere in lui un "fratello". Queste pagine non sono un "diario intimo", che poggi sulla tranquilla convenzione di un Io. Il dandy e il teologo, il poeta assillato dai debiti, il cronista della bêtise, l'allegorista: sono questi i personaggi, tutti interni a Baudelaire, che qui, volta a volta, lanciano i loro "razzi", folgorazioni intermittenti che traversano il cielo fosco della grande città. Sono segnali rapidissimi, ma non si cancellano dalla memoria. Questo è il libro che, oggi come ieri, ogni sedicenne dovrebbe portare in tasca. Aprendolo, vi leggerebbe, per esempio: "Diffidiamo del popolo, del buonsenso, del cuore, dell'ispirazione, e dell'evidenza".


Titolo e contributi: Il mio cuore messo a nudo

Pubblicazione: Adelphi, 05/11/2015

EAN: 9788845905292

Data:05-11-2015

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 05-11-2015

Non si può dire che il moderno sia veramente nato finché Baudelaire non comincia ad annotare le stenografie del suo "cuore messo a nudo". Qui, perduta l'antica cornice del verso, parla solo una lingua dei nervi, ogni riga è un sussulto, un tremore della sensibilità e dell'intelligenza, mescolate senza rimedio. Poe e Joseph de Maistre furono i padrini metafisici di quella lingua, in una accorta commistione di satanico e di celeste. Ogni tasto che Baudelaire sfiora, e fosse anche per produrre il suono più stridente, è qualcosa che continua a toccare noi tutti, "ipocriti lettori", che abbiamo imparato a riconoscere in lui un "fratello". Queste pagine non sono un "diario intimo", che poggi sulla tranquilla convenzione di un Io. Il dandy e il teologo, il poeta assillato dai debiti, il cronista della bêtise, l'allegorista: sono questi i personaggi, tutti interni a Baudelaire, che qui, volta a volta, lanciano i loro "razzi", folgorazioni intermittenti che traversano il cielo fosco della grande città. Sono segnali rapidissimi, ma non si cancellano dalla memoria. Questo è il libro che, oggi come ieri, ogni sedicenne dovrebbe portare in tasca. Aprendolo, vi leggerebbe, per esempio: "Diffidiamo del popolo, del buonsenso, del cuore, dell'ispirazione, e dell'evidenza".

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