Il giornalino di Gian Burrasca
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Il giornalino di Gian Burrasca

Abstract: Il personaggio di Gian Burrasca, al secolo Giannino Stoppani, vede la luce sulle pagine del "Giornalino della Domenica", fondato da Vamba nel 1907. Il suo diario, tanto segreto quanto fittizio, intratterrà i giovani lettori per cinquantacinque puntate settimanali, poi raccolte in volume nel 1920. Ogni giorno Giannino, senza timor alcuno di verità, annota sul suo diario una lunga e ininterrotta messe di marachelle, insubordinazioni, disastri. Rinchiuso dai genitori in collegio nel tentativo di imbrigliare la sua indole ribelle, continuerà la sua opera di protesta, schierandosi senza mezzi termini contro il mondo dei "grandi". Lontano dai lacrimevoli intenti edificanti di Cuore e dall'ondivaga morale del conterraneo Collodi, Vamba regala al suo protagonista – e ai suoi lettori – la coscienza tranquilla di chi sa di non avere agito per malizia, ma solo per esuberanza o addirittura a fin di bene, sicché il motto di Gian Burrasca, dopo gli esiti catastrofici di ognuna delle tante sue burle, è sempre lo stesso: "Io vorrei sapere che gran male ho fatto alla fin fine".


Titolo e contributi: Il giornalino di Gian Burrasca

Pubblicazione: Garzanti Classici, 30/03/2017

EAN: 9788811811275

Data:30-03-2017

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: PDF/EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 30-03-2017

Il personaggio di Gian Burrasca, al secolo Giannino Stoppani, vede la luce sulle pagine del "Giornalino della Domenica", fondato da Vamba nel 1907. Il suo diario, tanto segreto quanto fittizio, intratterrà i giovani lettori per cinquantacinque puntate settimanali, poi raccolte in volume nel 1920. Ogni giorno Giannino, senza timor alcuno di verità, annota sul suo diario una lunga e ininterrotta messe di marachelle, insubordinazioni, disastri. Rinchiuso dai genitori in collegio nel tentativo di imbrigliare la sua indole ribelle, continuerà la sua opera di protesta, schierandosi senza mezzi termini contro il mondo dei "grandi". Lontano dai lacrimevoli intenti edificanti di Cuore e dall'ondivaga morale del conterraneo Collodi, Vamba regala al suo protagonista – e ai suoi lettori – la coscienza tranquilla di chi sa di non avere agito per malizia, ma solo per esuberanza o addirittura a fin di bene, sicché il motto di Gian Burrasca, dopo gli esiti catastrofici di ognuna delle tante sue burle, è sempre lo stesso: "Io vorrei sapere che gran male ho fatto alla fin fine".

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