Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d'Italia in poche parole
Risorsa locale

Merlo, Francesco

Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d'Italia in poche parole

Abstract: Ci sono parole come "rottamare", "torni a bordo, cazzo!", "comunismo", "lucciole" e "musulmano", che in un certo momento storico sono state al centro di tutto, "capitali" della vita italiana. L'Italia e il suo linguaggio sono i principali protagonisti della militanza di Francesco Merlo nel giornalismo, un mestiere "che si sta irrimediabilmente guastando". "Ho cominciato giovanissimo a raccontare il progetto politico delle convergenze parallele e ora sto qui a raccontare il progetto politico del vaffa", scrive di sé l'autore che prova a comporre la storia d'Italia dal dopoguerra a oggi associando parole invece di date e luoghi.Così la parola "terrone" esplora il Sud e si combina con "Unità", "briganti", "emozioni". "Casa" spiega il paesaggio e il potere, "tangente" la corruzione, "referendum" illumina la monarchia, l'aborto, il divorzio... e il "sì ma anche no". Questo libro non insegue i significati e le etimologie, e non è una difesa purista della lingua. È una narrazione di parole che decifrano Milano e Roma, il delitto Moro, la fine della Dc, lo stile Agnelli e la musica di Morricone. E sono parole i caratteri di un popolo: furbizia, doppiezza, trasformismo, peccato. E poi, nel paese delle parolacce e del chiasso, c'è il silenzio di quegli italiani che non sprecano parole. Questo sillabario propone un metodo e, alla fine, scopre che le parole non somigliano alle cose che nominano, e che dunque la storia d'Italia è una storia di malintesi.


Titolo e contributi: Sillabario dei malintesi. Storia sentimentale d'Italia in poche parole

Pubblicazione: MARSILIO, 25/05/2017

EAN: 9788831728119

Data:25-05-2017

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 25-05-2017

Ci sono parole come "rottamare", "torni a bordo, cazzo!", "comunismo", "lucciole" e "musulmano", che in un certo momento storico sono state al centro di tutto, "capitali" della vita italiana. L'Italia e il suo linguaggio sono i principali protagonisti della militanza di Francesco Merlo nel giornalismo, un mestiere "che si sta irrimediabilmente guastando". "Ho cominciato giovanissimo a raccontare il progetto politico delle convergenze parallele e ora sto qui a raccontare il progetto politico del vaffa", scrive di sé l'autore che prova a comporre la storia d'Italia dal dopoguerra a oggi associando parole invece di date e luoghi.Così la parola "terrone" esplora il Sud e si combina con "Unità", "briganti", "emozioni". "Casa" spiega il paesaggio e il potere, "tangente" la corruzione, "referendum" illumina la monarchia, l'aborto, il divorzio... e il "sì ma anche no". Questo libro non insegue i significati e le etimologie, e non è una difesa purista della lingua. È una narrazione di parole che decifrano Milano e Roma, il delitto Moro, la fine della Dc, lo stile Agnelli e la musica di Morricone. E sono parole i caratteri di un popolo: furbizia, doppiezza, trasformismo, peccato. E poi, nel paese delle parolacce e del chiasso, c'è il silenzio di quegli italiani che non sprecano parole. Questo sillabario propone un metodo e, alla fine, scopre che le parole non somigliano alle cose che nominano, e che dunque la storia d'Italia è una storia di malintesi.

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