Poesie
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Carducci, Giosuè - Spaggiari, William

Poesie

Abstract: L'antologia di poesie carducciane curata da William Spaggiari si ripromette di presentare al lettore il Carducci lirico nelle sue molte sfaccettature, senza intenzioni meramente celebrative o forzatamente attualizzanti, per cogliere i segnali di una sensibilità poetica spesso oscillante, nutrita di dottrina, polemicamente ancorata all'antico ma anche aperta al nuovo. Sono ovviamente raccolte alcune delle liriche più belle e meritatamente celebri, rappresentative di un gusto storicamente radicato e di una particolare poetica, in cui l'eloquenza si somma a una saldissima base retorica; ma anche poesie meno famose e meno lette che per varie ragioni presentano però motivo di interesse e novità. L'attenzione si concentra sulle sperimentazioni (anche metriche) giovanili; l'attenzione ai luoghi (Bologna, la Maremma) e ai grandi personaggi, che costituiscono una specie di pantheon delle glorie (soprattutto) italiche e un termine di paragone ineludibile (Dante, gli umanisti, Monti, Metastasio, Giordani); la dimensione memoriale e privata; il doppio rapporto con l'antico: la perfezione intangibile della grecità da una parte e dall'altra la romanità come termine di raffronto, aspramente polemico, con la decadenza del mondo moderno; la rievocazione del medioevo, inteso come austere virtù rurali e come dolente malinconia cavalleresca; la dimensione politica, in cui si risolve gran parte della sua personalità: le vicende risorgimentali, la storia presente, i suoi personaggi, la difesa della Rivoluzione francese, la polemica religiosa; infine l'ultimo Carducci, con le rime "alpine" e quelle per Annie Vivanti.


Titolo e contributi: Poesie

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 09/12/2020

EAN: 9788807903212

Data:09-12-2020

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 09-12-2020

L'antologia di poesie carducciane curata da William Spaggiari si ripromette di presentare al lettore il Carducci lirico nelle sue molte sfaccettature, senza intenzioni meramente celebrative o forzatamente attualizzanti, per cogliere i segnali di una sensibilità poetica spesso oscillante, nutrita di dottrina, polemicamente ancorata all'antico ma anche aperta al nuovo. Sono ovviamente raccolte alcune delle liriche più belle e meritatamente celebri, rappresentative di un gusto storicamente radicato e di una particolare poetica, in cui l'eloquenza si somma a una saldissima base retorica; ma anche poesie meno famose e meno lette che per varie ragioni presentano però motivo di interesse e novità. L'attenzione si concentra sulle sperimentazioni (anche metriche) giovanili; l'attenzione ai luoghi (Bologna, la Maremma) e ai grandi personaggi, che costituiscono una specie di pantheon delle glorie (soprattutto) italiche e un termine di paragone ineludibile (Dante, gli umanisti, Monti, Metastasio, Giordani); la dimensione memoriale e privata; il doppio rapporto con l'antico: la perfezione intangibile della grecità da una parte e dall'altra la romanità come termine di raffronto, aspramente polemico, con la decadenza del mondo moderno; la rievocazione del medioevo, inteso come austere virtù rurali e come dolente malinconia cavalleresca; la dimensione politica, in cui si risolve gran parte della sua personalità: le vicende risorgimentali, la storia presente, i suoi personaggi, la difesa della Rivoluzione francese, la polemica religiosa; infine l'ultimo Carducci, con le rime "alpine" e quelle per Annie Vivanti.

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