Dei miei vini estremi. Un ebbro viaggio in Italia
Risorsa locale

Langone, Camillo

Dei miei vini estremi. Un ebbro viaggio in Italia

Abstract: Agli occhi di un devoto eterodosso come Camillo Langone, il degustatore amatoriale di oggi ha come unico (dannoso) interesse la "trasparenza" delle etichette e l'"onestà" delle certificazioni biologiche. Continua ad accostarsi alla bevanda che mette in contatto Dio e gli uomini come un sonnambulo, inconsapevole di quali eredità stia dissipando tra i finti Bordeaux e le "spremute di legno" dei vini in barrique, gli onnipresenti Chardonnay e le inutili fiere dai nomi anglofoni. Contro l'appiattimento del palato e la pervasività di cru stranieri, in questo excursus tra i prodotti e protagonisti della più umana e nobile delle culture, Langone si inserisce nella tradizione di Soldati e Monelli, scrittori prestati al racconto della tradizione vinicola e del paesaggio italiano, raccontando la geografia del paese con il rispetto religioso dell'innamorato, insofferente al mito farlocco del dio Bio, nella consapevolezza che "l'unico vino naturale è l'aceto". Disegna così una geografia dell'Italia eccentrica e "peculiarista", in cui accanto ad alcune cantine famose si trovano storie di vini rarissimi e uomini esemplari, autoctoni fino al parossismo, dove la lingua concisa e tagliente dell'autore ridà senso al mondo dal sapore globalizzato dei wine instagrammer.


Titolo e contributi: Dei miei vini estremi. Un ebbro viaggio in Italia

Pubblicazione: Marsilio, 21/02/2019

EAN: 9788831787109

Data:21-02-2019

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 21-02-2019

Agli occhi di un devoto eterodosso come Camillo Langone, il degustatore amatoriale di oggi ha come unico (dannoso) interesse la "trasparenza" delle etichette e l'"onestà" delle certificazioni biologiche. Continua ad accostarsi alla bevanda che mette in contatto Dio e gli uomini come un sonnambulo, inconsapevole di quali eredità stia dissipando tra i finti Bordeaux e le "spremute di legno" dei vini in barrique, gli onnipresenti Chardonnay e le inutili fiere dai nomi anglofoni. Contro l'appiattimento del palato e la pervasività di cru stranieri, in questo excursus tra i prodotti e protagonisti della più umana e nobile delle culture, Langone si inserisce nella tradizione di Soldati e Monelli, scrittori prestati al racconto della tradizione vinicola e del paesaggio italiano, raccontando la geografia del paese con il rispetto religioso dell'innamorato, insofferente al mito farlocco del dio Bio, nella consapevolezza che "l'unico vino naturale è l'aceto". Disegna così una geografia dell'Italia eccentrica e "peculiarista", in cui accanto ad alcune cantine famose si trovano storie di vini rarissimi e uomini esemplari, autoctoni fino al parossismo, dove la lingua concisa e tagliente dell'autore ridà senso al mondo dal sapore globalizzato dei wine instagrammer.

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