Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"
Risorsa locale

Vivian, Camilla

Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"

Abstract: "Mio figlio sa di essere biologicamente maschio. Non mi ha mai detto 'Io sono una bambina' come invece so che fanno molti ragazzi simili a lui. Non ha mai affermato di appartenere all'altro genere. Lui dice di essere tutti e due. Quando però gli chiedo 'Ma se sei tutti e due allora ogni tanto puoi anche vestirti da maschio' lui salta su con un 'Che sei matta!? Non ci penso nemmeno!'Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane.La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man.E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipici dell'identità di genere, e Federico percorre la sua.Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale.Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere.È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere accordare il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.


Titolo e contributi: Mio figlio in rosa. "Ti senti maschio o femmina?" "Io mi sento io"

Pubblicazione: Manni, 28/11/2017

EAN: 9788862668026

Data:28-11-2017

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe oppure con Social DRM

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 28-11-2017

"Mio figlio sa di essere biologicamente maschio. Non mi ha mai detto 'Io sono una bambina' come invece so che fanno molti ragazzi simili a lui. Non ha mai affermato di appartenere all'altro genere. Lui dice di essere tutti e due. Quando però gli chiedo 'Ma se sei tutti e due allora ogni tanto puoi anche vestirti da maschio' lui salta su con un 'Che sei matta!? Non ci penso nemmeno!'Camilla ha 46 anni, vive con tre figli dai 14 agli 8 anni e un cane.La sua è una famiglia "normale", con la particolarità che Federico, il secondogenito, biologicamente maschio, fin da quando ha un anno e mezzo ha manifestato il desiderio e l'esigenza di essere (anche) una bambina: vuole indossare gonne e abiti rosa e sbrilluccichini, preferisce la compagnia di amiche femmine, nei giochi si identifica con le fatine e non con Spider-Man.E Camilla ha deciso di non ostacolarlo, di mettersi in ascolto, di assecondarlo. Perché così Federico è più felice.Ha iniziato a documentarsi, a leggere, a trovare in Internet delle storie simili alla sua. Ha scoperto che esiste la disforia di genere, ed esistono i bambini transgender, quelli gender fluid, quelli gender smoothie, i non binari, e altri ancora. Esistono insomma molte strade in cui si incanalano gli sviluppi atipici dell'identità di genere, e Federico percorre la sua.Con determinazione e delicatezza, e una buona dose di ironia, Camilla racconta la storia di Federico, 9 anni, bambino sereno e consapevole, con i capelli lunghi e lo smalto rosa.Racconta la quotidianità della sua famiglia, con la scuola e la piscina, la spesa dal salumiere, le festicciole di compleanno, le pressioni del contesto sociale.Racconta i propri dubbi e timori, il suo continuo interrogarsi e cercare di comprendere.È tutto alquanto complicato, ma di una cosa Camilla è certa: non è la persona non conforme che deve adeguarsi, non sono i genitori a dovere accordare il figlio per proteggerlo, ma sono gli altri che devono imparare a conoscere, capire e accogliere.

Vedi tutti

Ultime recensioni inserite

Nessuna recensione

Codice da incorporare

Copia e incolla sul tuo sito il codice HTML qui sotto.