Segni del tempo. Un lessico politicamente scorretto
Risorsa locale

Fabbri, Paolo

Segni del tempo. Un lessico politicamente scorretto

Abstract: Da Abiura a Zero, passando per Clandestino, Cosmopolitica, Disinformazione, Flessibilità, Futuro, Immunità, Parolacce, Riformista, Vergogna e numerose altre voci, il "lessico politicamente scorretto" che ci presenta Paolo Fabbri in Segni del tempo non vuole rinchiudere le parole che usiamo entro definizioni precise, ma attraversare con esse pratiche di senso, espressioni, azioni, passioni e ragioni del nostro vivere contemporaneo.In origine pubblicate singolarmente nella rubrica Parole, parole, parole del quotidiano "l'Unità", queste voci vogliono essere un organismo semiotico vivente e sperimentale, e sperano di attecchire in vari campi semantici. Perché il senso delle parole, secondo Fabbri, non è intrinseco, ma è definito dalla loro posizione nel discorso e continuamente negoziato nelle conversazioni e nei dibattiti.Anche i temi trattati – semiotica, arte, letteratura, scienza, media, politica, guerra – rispondono all'esigenza di una nuova alleanza tra discorsi, di un'etologia dell'enunciazione, delle pratiche di senso in scambio e conflitto perenne, politicamente scorrette e intessute di parole sempre penultime.


Titolo e contributi: Segni del tempo. Un lessico politicamente scorretto

Pubblicazione: Meltemi, 14/10/2022

EAN: 9788855196819

Data:14-10-2022

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 14-10-2022

Da Abiura a Zero, passando per Clandestino, Cosmopolitica, Disinformazione, Flessibilità, Futuro, Immunità, Parolacce, Riformista, Vergogna e numerose altre voci, il "lessico politicamente scorretto" che ci presenta Paolo Fabbri in Segni del tempo non vuole rinchiudere le parole che usiamo entro definizioni precise, ma attraversare con esse pratiche di senso, espressioni, azioni, passioni e ragioni del nostro vivere contemporaneo.In origine pubblicate singolarmente nella rubrica Parole, parole, parole del quotidiano "l'Unità", queste voci vogliono essere un organismo semiotico vivente e sperimentale, e sperano di attecchire in vari campi semantici. Perché il senso delle parole, secondo Fabbri, non è intrinseco, ma è definito dalla loro posizione nel discorso e continuamente negoziato nelle conversazioni e nei dibattiti.Anche i temi trattati – semiotica, arte, letteratura, scienza, media, politica, guerra – rispondono all'esigenza di una nuova alleanza tra discorsi, di un'etologia dell'enunciazione, delle pratiche di senso in scambio e conflitto perenne, politicamente scorrette e intessute di parole sempre penultime.

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