Abstract: In uno dei suoi post Mark Fisher elenca cinque autori che considera fondamentali: Kafka, Atwood, Spinoza, Ballard, Marcus. Una lista necessariamente ridotta all'osso – Fisher stava rispondendo a un "meme bibliografico" – che però rende l'idea della matrice estetica e politica che aveva caratterizzato la sua formazione. Critico culturale radicalmente "popolare", inteso nella miglior accezione del termine, Fisher è stato in grado di scorgere il comune denominatore sociopolitico che sottende voci, discipline e forme artistiche diversissime e di concentrare nella sua analisi letteratura, filosofia, economia e archeologia culturale, tracciando delle linee che convergono verso il nodo cruciale che ha dominato le sue riflessioni: la necessità di smascherare la fallacia di pensiero che da decenni condiziona tragicamente le nostre esistenze: quel "realismo capitalista" che ci induce a credere che, per quanto la situazione possa apparire disperata, non esiste un'alternativa. Nelle interviste, nelle riflessioni e negli scritti sulla letteratura contenuti in questo volume – il quarto e ultimo della raccolta che mette insieme i post del suo leggendario blog k-punk – Fisher analizza le migliori distopie e le peggiori utopie della nostra epoca, allargando poi il campo per mettere in luce la nostra ossessione nostalgica e la nostra incapacità di inventare il futuro, la burocratizzazione managerialista dell'istruzione, la deriva censoria della sinistra, la scomparsa della dialettica di classe dal discorso politico e la privatizzazione della depressione. Gli scritti di Mark Fisher – intelligentissimi, illuminanti, a tratti dolorosi – non smettono di sorprendere, e confermano quanto sia stato e sia ancora necessario il suo pensiero per comprendere il contemporaneo, e per provare a immaginare, quindi anche a cambiare, il tempo che ci attende.
Titolo e contributi: Non siamo qui per intrattenervi. Scritti sulla letteratura, interviste e riflessioni. K-punk
Pubblicazione: minimum fax, 17/11/2023
EAN: 9788833895086
Data:17-11-2023
In uno dei suoi post Mark Fisher elenca cinque autori che considera fondamentali: Kafka, Atwood, Spinoza, Ballard, Marcus. Una lista necessariamente ridotta all'osso – Fisher stava rispondendo a un "meme bibliografico" – che però rende l'idea della matrice estetica e politica che aveva caratterizzato la sua formazione. Critico culturale radicalmente "popolare", inteso nella miglior accezione del termine, Fisher è stato in grado di scorgere il comune denominatore sociopolitico che sottende voci, discipline e forme artistiche diversissime e di concentrare nella sua analisi letteratura, filosofia, economia e archeologia culturale, tracciando delle linee che convergono verso il nodo cruciale che ha dominato le sue riflessioni: la necessità di smascherare la fallacia di pensiero che da decenni condiziona tragicamente le nostre esistenze: quel "realismo capitalista" che ci induce a credere che, per quanto la situazione possa apparire disperata, non esiste un'alternativa. Nelle interviste, nelle riflessioni e negli scritti sulla letteratura contenuti in questo volume – il quarto e ultimo della raccolta che mette insieme i post del suo leggendario blog k-punk – Fisher analizza le migliori distopie e le peggiori utopie della nostra epoca, allargando poi il campo per mettere in luce la nostra ossessione nostalgica e la nostra incapacità di inventare il futuro, la burocratizzazione managerialista dell'istruzione, la deriva censoria della sinistra, la scomparsa della dialettica di classe dal discorso politico e la privatizzazione della depressione. Gli scritti di Mark Fisher – intelligentissimi, illuminanti, a tratti dolorosi – non smettono di sorprendere, e confermano quanto sia stato e sia ancora necessario il suo pensiero per comprendere il contemporaneo, e per provare a immaginare, quindi anche a cambiare, il tempo che ci attende.
Ultime recensioni inserite
Nessuna recensione
Clicca sulla mappa dove vuoi posizionare il tag