Il metodo di Maigret
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Sciascia, Leonardo

Il metodo di Maigret

Abstract: Nel 1961, quando ancora Simenon era confinato fra gli scrittori di serie B, Sciascia, dopo aver dichiarato che i suoi romanzi valevano ben più di quelli dell'"école du regard", aggiungeva: "... e forse anche qualcuna delle avventure del commissario Maigret ha più diritto di sopravvivenza di quanto ne abbiano certi romanzi che, a non averli letti, si rischia di sfigurare in un caffè o in un salotto letterario". Questione di chiaroveggenza, certo. E di perspicacia, come quando, sempre nel 1961, scriveva: "Maigret è l'elemento cui la realtà "reagisce": una specie di elemento chimico che rivela una città, un mondo, una poetica". Ma anche di passione per un genere – la letteratura poliziesca – da sempre frequentato: con una spiccata simpatia per il "modulo", scaturito da Poe, che del "giallo" fa un rigoroso cruciverba narrativo, un gioco ingegnoso. Quel che in questo libro scopriamo è che sin dai primi anni Cinquanta Sciascia ha anche costantemente indagato la letteratura gialla, quasi volesse chiarire a se stesso le ragioni della sua passione e costruire una sorta di mappa, una "genealogia" degli autori più amati – Chesterton, Agatha Christie, Erle Stanley Gardner, Rex Stout, Simenon, Geoffrey Holiday Hall e altri ancora. Offrendoci così trascinanti riflessioni e insieme gli indizi indispensabili per individuare le ascendenze dei protagonisti dei "suoi" gialli: dal capitano Bellodi del "Giorno della civetta" all'ispettore Rogas del "Contesto", al brigadiere Lagandara di "Una storia semplice".


Titolo e contributi: Il metodo di Maigret

Pubblicazione: Adelphi, 08/10/2024

EAN: 9788845932427

Data:08-10-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 08-10-2024

Nel 1961, quando ancora Simenon era confinato fra gli scrittori di serie B, Sciascia, dopo aver dichiarato che i suoi romanzi valevano ben più di quelli dell'"école du regard", aggiungeva: "... e forse anche qualcuna delle avventure del commissario Maigret ha più diritto di sopravvivenza di quanto ne abbiano certi romanzi che, a non averli letti, si rischia di sfigurare in un caffè o in un salotto letterario". Questione di chiaroveggenza, certo. E di perspicacia, come quando, sempre nel 1961, scriveva: "Maigret è l'elemento cui la realtà "reagisce": una specie di elemento chimico che rivela una città, un mondo, una poetica". Ma anche di passione per un genere – la letteratura poliziesca – da sempre frequentato: con una spiccata simpatia per il "modulo", scaturito da Poe, che del "giallo" fa un rigoroso cruciverba narrativo, un gioco ingegnoso. Quel che in questo libro scopriamo è che sin dai primi anni Cinquanta Sciascia ha anche costantemente indagato la letteratura gialla, quasi volesse chiarire a se stesso le ragioni della sua passione e costruire una sorta di mappa, una "genealogia" degli autori più amati – Chesterton, Agatha Christie, Erle Stanley Gardner, Rex Stout, Simenon, Geoffrey Holiday Hall e altri ancora. Offrendoci così trascinanti riflessioni e insieme gli indizi indispensabili per individuare le ascendenze dei protagonisti dei "suoi" gialli: dal capitano Bellodi del "Giorno della civetta" all'ispettore Rogas del "Contesto", al brigadiere Lagandara di "Una storia semplice".

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