LA FILOSOFIA GRECA RACCONTATA DAI MONTANARI POLACCHI
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Tischner, Józef

LA FILOSOFIA GRECA RACCONTATA DAI MONTANARI POLACCHI

Abstract: "In principio, ovunque erano montanari". Con questo inizio fulmi¬nante Józef Tischner apre La filosofia greca raccontata dai monta¬nari polacchi, un racconto apocrifo dei protagonisti della filosofia antica trasportati tra le montagne del Podhale, nel sud della Polonia. Infatti "i greci non erano greci, bensì montanari, che facevano finta di essere greci". Così scopriamo che Talete, il primo dei filosofi, in realtà si chiamava Staszek Nędza di Pardałówka e "per via della noia si mise a pensare. Fu così che di¬ventò un saputello". O che Aristotele (nato Tadek Pudzisz di Gronków) non si trovava mai quando serviva, perché amava sgattaiolare sulle rive del Dunajec a fare il pediluvio. Questi filosofi sono persone comuni – contadini, allevatori di pecore, taglialegna – che, come tutti gli esseri umani, dall'alba dei tempi sentono nella carne e nelle ossa le domande di senso, il richiamo all'assoluto: "Tu, uomo, non preferiresti essere tutto? Essere vento, acqua, abete, orso, sole, luna, erba, pino, montagne, vallate?". Un libro tenero e divertente, che però non si lascia liquidare con una risata: "Ciò che qui viene scritto non è una cosa leggera da essere ingerita, come acquavite dalla bottiglia. Si tratta di un seme, occorre tenerlo nel cuore e stare attenti a quando inizia a germogliare".


Titolo e contributi: LA FILOSOFIA GRECA RACCONTATA DAI MONTANARI POLACCHI

Pubblicazione: Castelvecchi, 11/11/2024

EAN: 9788869445149

Data:11-11-2024

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 11-11-2024

"In principio, ovunque erano montanari". Con questo inizio fulmi¬nante Józef Tischner apre La filosofia greca raccontata dai monta¬nari polacchi, un racconto apocrifo dei protagonisti della filosofia antica trasportati tra le montagne del Podhale, nel sud della Polonia. Infatti "i greci non erano greci, bensì montanari, che facevano finta di essere greci". Così scopriamo che Talete, il primo dei filosofi, in realtà si chiamava Staszek Nędza di Pardałówka e "per via della noia si mise a pensare. Fu così che di¬ventò un saputello". O che Aristotele (nato Tadek Pudzisz di Gronków) non si trovava mai quando serviva, perché amava sgattaiolare sulle rive del Dunajec a fare il pediluvio. Questi filosofi sono persone comuni – contadini, allevatori di pecore, taglialegna – che, come tutti gli esseri umani, dall'alba dei tempi sentono nella carne e nelle ossa le domande di senso, il richiamo all'assoluto: "Tu, uomo, non preferiresti essere tutto? Essere vento, acqua, abete, orso, sole, luna, erba, pino, montagne, vallate?". Un libro tenero e divertente, che però non si lascia liquidare con una risata: "Ciò che qui viene scritto non è una cosa leggera da essere ingerita, come acquavite dalla bottiglia. Si tratta di un seme, occorre tenerlo nel cuore e stare attenti a quando inizia a germogliare".

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