Abstract: "IL PRETE DEI RAPPER" TORNA A PARLARE DI GIOVANI E CRIMINALITÀ, DI PUNIZIONE E EDUCAZIONE, DI DISAGIO SOCIALE E PERCORSI DI REDENZIONE. PERCHÉ NESSUN RAGAZZO È PERDUTO SE C'È QUALCUNO A MOSTRARGLI LA STRADA DI CASA. "Siamo nel tempo delle baby gang e dei maranza, della generazione Z, dei ragazzi di seconda e terza generazione e dei minori stranieri non accompagnati: le etichette e le categorie sociali sono sempre state abili espedienti per non dover fare mai davvero i conti con la realtà e per non interrogarsi in profondità sulle nostre responsabilità adulte. Per me rimangono ancora ragazzi e basta. Da più di vent'anni li incontro nel carcere minorile Beccaria di Milano e nella comunità Kayròs di Vimodrone, dove risiedo: basta guardarli negli occhi per capire il loro smarrimento. Perduti nell'illimitata disponibilità di offerte, attratti dall'immensa e potente fabbrica del piacere, gli adolescenti di oggi sono schiacciati sull'immediato presente perché il futuro li terrorizza e lo avvertono come una promessa mancata. E così vivono più di bisogni che di desideri." A distanza di quindici anni dal successo del suo libro Non esistono ragazzi cattivi, don Claudio Burgio torna con un'analisi lucida e senza sconti della preoccupante deriva presa dalle nuove generazioni. Ragazzi "perduti ", inascoltati da un sistema che predilige la punizione all'educazione. Tuttavia, anche a distanza di anni, don Claudio continua a ritrovare nelle loro parole, nella musica e nei gesti violenti quella domanda di autenticità e di senso che appartiene all'uomo di ogni epoca. A cambiare sono stati, piuttosto, gli adulti, sempre più sordi e inclini a giudicare e criminalizzare. Queste pagine ci spronano ad assumere uno sguardo diverso, a metterci in cammino con i nostri giovani, a tendere loro una mano: spesso, è tutto ciò di cui hanno bisogno.
Titolo e contributi: Il mondo visto da qui. Riflessioni di un prete in carcere al tempo delle baby gang
Pubblicazione: EDIZIONI PIEMME, 22/10/2024
EAN: 9788856696868
Data:22-10-2024
"IL PRETE DEI RAPPER" TORNA A PARLARE DI GIOVANI E CRIMINALITÀ, DI PUNIZIONE E EDUCAZIONE, DI DISAGIO SOCIALE E PERCORSI DI REDENZIONE. PERCHÉ NESSUN RAGAZZO È PERDUTO SE C'È QUALCUNO A MOSTRARGLI LA STRADA DI CASA. "Siamo nel tempo delle baby gang e dei maranza, della generazione Z, dei ragazzi di seconda e terza generazione e dei minori stranieri non accompagnati: le etichette e le categorie sociali sono sempre state abili espedienti per non dover fare mai davvero i conti con la realtà e per non interrogarsi in profondità sulle nostre responsabilità adulte. Per me rimangono ancora ragazzi e basta. Da più di vent'anni li incontro nel carcere minorile Beccaria di Milano e nella comunità Kayròs di Vimodrone, dove risiedo: basta guardarli negli occhi per capire il loro smarrimento. Perduti nell'illimitata disponibilità di offerte, attratti dall'immensa e potente fabbrica del piacere, gli adolescenti di oggi sono schiacciati sull'immediato presente perché il futuro li terrorizza e lo avvertono come una promessa mancata. E così vivono più di bisogni che di desideri." A distanza di quindici anni dal successo del suo libro Non esistono ragazzi cattivi, don Claudio Burgio torna con un'analisi lucida e senza sconti della preoccupante deriva presa dalle nuove generazioni. Ragazzi "perduti ", inascoltati da un sistema che predilige la punizione all'educazione. Tuttavia, anche a distanza di anni, don Claudio continua a ritrovare nelle loro parole, nella musica e nei gesti violenti quella domanda di autenticità e di senso che appartiene all'uomo di ogni epoca. A cambiare sono stati, piuttosto, gli adulti, sempre più sordi e inclini a giudicare e criminalizzare. Queste pagine ci spronano ad assumere uno sguardo diverso, a metterci in cammino con i nostri giovani, a tendere loro una mano: spesso, è tutto ciò di cui hanno bisogno.
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