Abstract: "Una storia semplice che commuove e fa ridere, con parole affilate come colpi di zappa". Viola ArdoneMacaco vive da solo, chiacchiera con le sue gatte e non riesce a dimenticare la donna che ha amato. Con Bestemmia e lo Zitto, "amici da bullone", muove la terra a mano nel suolo duro della Valle d'Aosta. La domenica, quando la terra riposa, passa dai campi di patate a quelli da basket. "Tu non confondi le parole, tu confondi la vita", gli dice qualcuno. E per confondersi di meno, Macaco comincia a raccontare. Con una lingua viva, che ci fa commuovere e ridere nello stesso giro di frase. I suoi sono pensieri che arrivano al cuore delle cose, che emozionano, svelano, coinvolgono. Perché vengono dalla sua testa speciale e sono calati in un'epica contadina schietta, contemporanea, crudele e potente come la vita. In Macaco c'è un mondo che si potrebbe credere lontano e che invece è più vicino che mai: lo sa bene Simone Torino, che ha fatto il bracciante agricolo per anni. C'è la vita di uomini dalle poche parole ma scelte con cura. Ci sono i covoni di fieno vecchi, quelli che non si staccano, che somigliano a nuvole gialle. C'è la pietà per una gallina presa da un falco e mezza mangiata viva, nel volto di Macaco mentre cala l'accetta. E c'è Bestemmia, che beve come un animale e poi si mette a imparare la lingua dei segni per parlare con lo Zitto, che quando vuole comunicare "muove l'aria su e giù, con un ballo di dita e mani". Lavorando i campi insieme, Macaco, Bestemmia e lo Zitto si sono fatti fratelli. Bestemmia solca meglio del trattore, lo Zitto è maestro del diserbo e sa di dopobarba e sigarette, Macaco sembra sempre camminare in discesa. Ed è con questa vicinanza costruita più sulla presenza che sulle parole che affrontano ogni cosa. I problemi di Bestemmia, l'incidente dello Zitto, il rifiuto di una ragazza o i gesti eterni del raccolto. E poi la vicenda più grande di tutte: quella telefonata, prima dell'anno nuovo, con l'ordine di "concimare chimico, diserbare chimico, antiparassitare chimico". Loro tre sanno che la natura ci somiglia: a volte è accogliente come i solchi per le patate, altre volte meno, come un terreno pietroso. Ma ci guadagni che i covoni sono nuvole, che diventi "schiavo di naso" del vento, il teatro dei gatti nel sonno, e due amici, di quelli che ti sanno pensare.
Titolo e contributi: Macaco
Pubblicazione: EINAUDI, 11/03/2025
EAN: 9788806267698
Data:11-03-2025
"Una storia semplice che commuove e fa ridere, con parole affilate come colpi di zappa". Viola ArdoneMacaco vive da solo, chiacchiera con le sue gatte e non riesce a dimenticare la donna che ha amato. Con Bestemmia e lo Zitto, "amici da bullone", muove la terra a mano nel suolo duro della Valle d'Aosta. La domenica, quando la terra riposa, passa dai campi di patate a quelli da basket. "Tu non confondi le parole, tu confondi la vita", gli dice qualcuno. E per confondersi di meno, Macaco comincia a raccontare. Con una lingua viva, che ci fa commuovere e ridere nello stesso giro di frase. I suoi sono pensieri che arrivano al cuore delle cose, che emozionano, svelano, coinvolgono. Perché vengono dalla sua testa speciale e sono calati in un'epica contadina schietta, contemporanea, crudele e potente come la vita. In Macaco c'è un mondo che si potrebbe credere lontano e che invece è più vicino che mai: lo sa bene Simone Torino, che ha fatto il bracciante agricolo per anni. C'è la vita di uomini dalle poche parole ma scelte con cura. Ci sono i covoni di fieno vecchi, quelli che non si staccano, che somigliano a nuvole gialle. C'è la pietà per una gallina presa da un falco e mezza mangiata viva, nel volto di Macaco mentre cala l'accetta. E c'è Bestemmia, che beve come un animale e poi si mette a imparare la lingua dei segni per parlare con lo Zitto, che quando vuole comunicare "muove l'aria su e giù, con un ballo di dita e mani". Lavorando i campi insieme, Macaco, Bestemmia e lo Zitto si sono fatti fratelli. Bestemmia solca meglio del trattore, lo Zitto è maestro del diserbo e sa di dopobarba e sigarette, Macaco sembra sempre camminare in discesa. Ed è con questa vicinanza costruita più sulla presenza che sulle parole che affrontano ogni cosa. I problemi di Bestemmia, l'incidente dello Zitto, il rifiuto di una ragazza o i gesti eterni del raccolto. E poi la vicenda più grande di tutte: quella telefonata, prima dell'anno nuovo, con l'ordine di "concimare chimico, diserbare chimico, antiparassitare chimico". Loro tre sanno che la natura ci somiglia: a volte è accogliente come i solchi per le patate, altre volte meno, come un terreno pietroso. Ma ci guadagni che i covoni sono nuvole, che diventi "schiavo di naso" del vento, il teatro dei gatti nel sonno, e due amici, di quelli che ti sanno pensare.
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