Alfie e io. Quello che i rapaci sanno, quello che gli umani credono
Risorsa locale

Safina, Carl

Alfie e io. Quello che i rapaci sanno, quello che gli umani credono

Abstract: Nel giugno 2018 Carl Safina e la moglie Patricia trovano nel giardino di casa un "batuffolo sporco e arruffato di piccole piume, vivo per un soffio": un gufetto neonato che, scopriranno, è in realtà una femmina di assiolo americano orientale. Decidono di adottarla, per curarla e proteggerla finché non sarà in grado di badare a se stessa, e la chiamano Alfie. Occorrerà un anno e mezzo prima che Safina possa arrischiarsi ad aprire la porta della voliera senza timore di esporla a gravi rischi, ma da questa miracolosa convivenza scaturiranno un legame saldo e profondo, e un libro denso di rigorose osservazioni etologiche, intuizioni acute e riflessioni che varcano l'ambito strettamente scientifico. Da un lato, infatti, Safina dispiega le sue competenze di ecologo, offrendo un racconto esemplare dello sviluppo di Alfie e, più in generale, dei tratti morfologici e comportamentali della famiglia degli strigidi. Dall'altro, il rapporto di reciprocità che si instaura lo spinge ad avventurarsi altrove, e a interrogarsi sulla relazione tra l'uomo e gli altri animali, nonché su ciò che questi possono insegnarci circa il nostro posto nel mondo. Ridimensionando le arroganti pretese di unicità e centralità di "Homo sapiens", Safina ribadisce così la sostanziale unità della natura, dove "tutti gli esseri – passati, presenti e futuri – sono inclusi in una grande ragnatela relazionale".


Titolo e contributi: Alfie e io. Quello che i rapaci sanno, quello che gli umani credono

Pubblicazione: Adelphi, 11/03/2025

EAN: 9788845939709

Data:11-03-2025

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 11-03-2025

Nel giugno 2018 Carl Safina e la moglie Patricia trovano nel giardino di casa un "batuffolo sporco e arruffato di piccole piume, vivo per un soffio": un gufetto neonato che, scopriranno, è in realtà una femmina di assiolo americano orientale. Decidono di adottarla, per curarla e proteggerla finché non sarà in grado di badare a se stessa, e la chiamano Alfie. Occorrerà un anno e mezzo prima che Safina possa arrischiarsi ad aprire la porta della voliera senza timore di esporla a gravi rischi, ma da questa miracolosa convivenza scaturiranno un legame saldo e profondo, e un libro denso di rigorose osservazioni etologiche, intuizioni acute e riflessioni che varcano l'ambito strettamente scientifico. Da un lato, infatti, Safina dispiega le sue competenze di ecologo, offrendo un racconto esemplare dello sviluppo di Alfie e, più in generale, dei tratti morfologici e comportamentali della famiglia degli strigidi. Dall'altro, il rapporto di reciprocità che si instaura lo spinge ad avventurarsi altrove, e a interrogarsi sulla relazione tra l'uomo e gli altri animali, nonché su ciò che questi possono insegnarci circa il nostro posto nel mondo. Ridimensionando le arroganti pretese di unicità e centralità di "Homo sapiens", Safina ribadisce così la sostanziale unità della natura, dove "tutti gli esseri – passati, presenti e futuri – sono inclusi in una grande ragnatela relazionale".

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