Abstract: «Ravel è profondo proprio perché è superficiale: ed è il prototipo della profondità limpida, quella di Yermeer e di Ter-borch, che s’identifica completamente con la precisione, ed è il contrario della profondità dialettica. Profondo è il lago in cui s’immerge la meravigliosa Ondine, dice Roland-Manuel. Queste sono le apparenze che, oltre a mettere a nudo la falsa profondità, rivelano anche la profondità cristallina deH’ingenuità. [...] Ravel, l’artista più scaltro che mai sia esistito, fu anche la creatura più puerile che si possa immaginare, puerile come il principe Myskin di Dostoevskij; enigmatico, silenzioso e discreto come l’Incomprensi-bile di Musorgskij ; anima credula “piccolina, magrolina”, sembra sentirsi a suo agio soltanto in compagnia dei maggiolini, dei gatti e dei bambini. Anche Ravel è un piccolo usignolo, una solovuska, come la vergine Fevronija. In mezzo a tutte le monellerie più o meno sospette del dopoguerra, in mezzo a tutte le forme concertate e preordinate dell’infantilismo moderno, Maurice Ravel rappresenta l’innocenza. La sua morte ha segnato la fine della nostra innocenza».
Titolo e contributi: Ravel / Vladimir Jankélévitch ; traduzione di Laura Lovisetti Fuà
Pubblicazione: Milano : Abscondita, 2018
Descrizione fisica: 205 p. : ill. ; 23 cm
Serie: Aesthetica ; 51
EAN: 9788884167033
Data:2018
Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)
Paese: Italia
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| Biblioteca | Collocazione | Inventario | Stato | Prestabilità | Rientra |
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