Trovati 855335 documenti.
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Io Scrittore, 23/02/2012
Abstract: Nel 2001 Michelangelo Bartolo, un angiologo romano, parte per una missione in Mozambico con lo scopo di realizzare un programma sanitario per la prevenzione e la cura dell'Aids. Al suo arrivo, viene subito investito da non poche difficoltà: dalla diffidenza iniziale della gente, alla lentezza esasperante della burocrazia, alla dilagante corruzione dei politici locali, che si irradia in maniera tentacolare in ogni aspetto della vita quotidiana. Il tutto proiettato su uno scenario di povertà disarmante, fatto di bambini che vivono allo stremo delle forze, senza un sorriso, una carezza, e di adulti costretti a condizioni di lavoro disumane in un territorio martoriato dalla siccità. Perso in questo labirinto di frustrazione e di dolore, il medico rivela fin da subito la sua tenacia e il suo amore per gli altri diffondendo in pochi anni il programma di cura in dieci Paesi dell'Africa subsahariana, tra circa centomila persone. Il risultato va oltre ogni previsione: nascono migliaia di bambini sani da madri Hiv positive. In questi appunti di viaggio, scritti in maniera semplice e diretta ma alleggeriti da un tocco di ironia, ci vengono svelati i retroscena, gli aneddoti più curiosi e le scene di toccante umanità che hanno animato l'esperienza di Michelangelo Bartolo, facendola arrivare dritta fino al nostro cuore e alle nostre coscienze.
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Adelphi, 22/02/2012
Abstract: Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".
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Adelphi, 22/02/2012
Abstract: A un corso di Horowitz, a Salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. Due sono brillanti, promettenti. Ma il terzo è Glenn Gould: qualcuno che non brilla, non promette, perché è. Una magistrale variazione romanzesca sul tema della grazia e dell'invidia, di Mozart e Salieri, ma ancor più sul tema terribile del "non riuscire a essere".
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Garzanti, 23/02/2012
Abstract: "Il miglior romanzo di Clara Sánchez."El País""La voce invisibile del vento" è il suo miglior romanzo. Clara Sánchez non ha eguali: la sua voce narrativa è travolgente."El País"Clara Sánchez scrive con un candore e una profondità che fanno emozionare."El Mundo"Con questo romanzo Clara Sánchez fa un ulteriore passo in avanti: piacerà ai suoi lettori e gliene farà guadagnare di nuovi."ABC"Cosa succederebbe se perdessimo quello che abbiamo di più caro? Clara Sánchez ci insegna a sopravvivere, attraverso il perdono e la memoria."Que LeerSpagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l'attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa.Dopo l'incredibile successo del Profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, ancora nella classifica dei bestseller a un anno dall'uscita, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. La voce invisibile del vento racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.
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Guanda, 23/02/2012
Abstract: John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L'intoccabile "un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant'anni" per "la vastità, la ricchezza, il terribile riso"), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l'Irish Book Awards, l'European Literary Award, l'Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un'inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di "romanzi gialli" di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni '50, che hanno come protagonista l'anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. Dick Jewell, magnate dell'editoria nel fiore degli anni, è morto: il cadavere, orrendamente mutilato, giace riverso nell'ufficio sopra le scuderie nella sua tenuta di campagna, il fucile ancora stretto tra le mani. All'apparenza parrebbe un suicidio, ma qualcosa non torna: Diamond Dick, come lo chiamavano i suoi detrattori, non era proprio il tipo da commettere atti inconsulti e non ha lasciato neanche un messaggio di commiato. D'altro canto, nessuno tra famigliari, dipendenti, concittadini e rivali in affari sembra particolarmente affranto per la sua scomparsa. Per l'anatomopatologo Quirke e l'ispettore Hackett, strappato suo malgrado a un placido pomeriggio domenicale di pesca, il bandolo da dipanare è quantomai intricato, perché tutto ciò che ruota intorno a Jewell e alle sue presunte attività benefiche rivela, a uno sguardo più attento, un lato oscuro, corrotto. E coloro che ne hanno a vario titolo condiviso l'intimità appaiono avvinti in un'inestricabile spirale di odio, vendetta e senso di colpa. Un gorgo che arriverà a sfiorare persino Phoebe, la figlia di Quirke, ancora una volta sua involontaria e preziosa alleata nelle indagini; David Sinclair, lo schivo e ignaro assistente; e in cui rischierà di cadere lo stesso anatomopatologo, fatalmente attratto dall'algida e fascinosa moglie di Jewell, la misteriosa Françoise d'Aubigny. E la verità, inseguita fino a Cap Ferrat, in una Costa Azzurra abbacinata dal sole e vivida quanto un fondale dipinto, sarà per Quirke la conferma di un presentimento: di chi, pur sapendo, ha scelto di "passare dal lato della notte"."Lo stile di Banville è stupefacente."The Bookseller"Uno dei più importanti narratori di lingua inglese."The Guardian
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Guanda, 23/02/2012
Abstract: "Un romanzo di forte impegno etico e spirituale, come ne troviamo pochi nella narrativa italiana. Il senso dell'elefante è proprio questo: una resistenza tenace, l'istintiva impossibilità dei genitori di venir meno alla devozione verso coloro che hanno messo al mondo."Il Sole 24 Ore - Roberto Carnero"Per fortuna ci sono scrittori come Marco Missiroli che possiedono il talento di una narrazione misurata, anche se mettono in campo storie-limite come in questa."L'Espresso - Marco Belpoliti"Un affondo senza indulgenze nel groviglio del cuore, nelle sue irriducibili ambiguità."ttL – La Stampa - Lorenzo Mondo"Un romanzo che all'universo crudele per colpa degli uomini sostituisce un universo in cui crudele è semmai il destino. E dove spetta all'uomo il coraggio di compiere il gesto d'amore."Corriere della Sera - Ermanno PaccagniniLa devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell'elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all'improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c'è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all'origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l'amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l'altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami?
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Guanda, 23/02/2012
Abstract: "Una scrittura emozionante, che tocca le corde più recondite dei sentimenti coniugando tradizione e modernità. "la RepubblicaStazione ferroviaria di Bangalore, India. Akhila, single quarantacinquenne da sempre confinata nel ruolo di figlia, sorella, zia, è a un passo dal realizzare il suo grande sogno: salire su un treno gloriosamente sola, sistemarsi in una delle cuccette riservate alle signore e partire alla volta di una meta lontana, il paesino in riva al mare di Kanyakumari. Con le cinque donne del suo scompartimento - Janaki, moglie viziata e madre confusa; Margaret Shanti, insegnante di chimica sposata con un insensibile tiranno; Prabha Devi, la perfetta donna di casa; Sheela, quattordici anni e la capacità di capire ciò che le altre non possono; Marikolanthu, la cui innocenza è stata distrutta da una notte di lussuria - si crea subito una profonda intimità. Nelle confidenze sussurrate durante la lunga notte Akhila cerca una risposta alle domande che la turbano da quando era bambina, gli stessi dilemmi che caratterizzano il viaggio intrapreso da ogni donna nella vita.
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Bollati Boringhieri, 23/02/2012
Abstract: Secondo alcuni grandi modelli teorici, l'agire politico sarebbe un'interazione tra individui razionali guidata da procedure condivise di comunicazione e decisione. La prassi osservabile però smentisce tale paradigma, forse ideato per un mondo possibile, ma certo con scarsi riscontri in quello esistente. La storia del Novecento e la politica contemporanea offrono infatti esempi eloquenti del peso che l'elemento a-razionale esercita sull'azione collettiva. Simboli e miti appartengono a questa dimensione, ne sono anzi la sostanza stessa, anche se nelle società democratiche la loro dinamica talvolta è meno appariscente che nelle liturgie totalitarie o nelle ritualità delle comunità tradizionali a dominante religiosa. Al mito, in particolare, va riconosciuta una insostituibile centralità: potenza mobilitante che opera attraverso simboli, è l'oggetto privilegiato di schiere di studiosi, tanto da diventare – sostiene uno di loro – una sorta di specchio magico in cui ciascuno trova ciò che gli è più familiare, i linguisti un mondo di segni, gli psicologi il precipitato dell'inconscio, gli antropologi una narrazione atavica, i filosofi l'opposto del pensiero o la sua forma primitiva. Se una simile, specialistica proiettività ha alimentato una letteratura sconfinata, poco di rilevante è stato detto finora sul mito politico in sé. Chiara Bottici lo ripercorre dall'antichità a oggi e, all'interno del quadro sistematico del suo sviluppo, per la prima volta ne elabora una teoria non sussidiaria di altre discipline, oltrepassando la vecchia, e ormai inutilizzabile, opposizione tra bando illuministico e riabilitazione romantica. Nel bene e nel male, la politica non può fare a meno del mito, perché è il prodotto e il produttore di identità collettive. Si tratta allora di conoscerlo a fondo, per metterne a frutto la ricca significatività ed evitarne le sottili insidie.
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Bollati Boringhieri, 23/02/2012
Abstract: Nel 1665 Londra viene colpita da una pestilenza che si porta via un quinto dei suoi abitanti. L'anno successivo un incendio devastante fa quasi altrettante vittime. Proprio in quei due anni Isaac Newton, un giovane scontroso, magro e allampanato, inventa il calcolo infinitesimale e calcola la forza di gravità della Luna, prima pedina della legge di gravitazione universale. Negli stessi, pochi anni, altri uomini, riuniti attorno alla neonata Royal Society, fanno scoperte che rivoluzioneranno per sempre le nostre vite. L'universo meccanico è la storia vera di quel pugno di uomini geniali, bizzarri e tormentati, che ha inventato il mondo moderno. Per metà narrazione e per metà divulgazione scientifica, è un ritratto di gruppo di alcune delle più grandi menti che siano mai vissute, alle prese con alcuni dei misteri più profondi della natura. Il mondo nel quale erano immersi Newton, Leibniz, Galileo e gli altri era fatto di incendi, guerre, malattie e sporcizia; ogni avversità era interpretata come un atto di punizione divina e la superstizione regnava sovrana. Eppure queste menti sognatrici e brillanti in pochi decenni hanno descritto un universo ordinato come un orologio, regolato da leggi matematiche precise, nel quale pianeti e atomi si muovevano seguendo percorsi prevedibili e meccanici. Sorprendentemente, avevano ragione.
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Coltiviamo la città. Orti da balcone e giardini urbani per contadini senza terra
Ponte alle Grazie, 23/02/2012
Abstract: Un manuale per chi vuole dare il primo colpo di rastrello della sua vita. Un libro semplice e prezioso perché porta la campagna in città e insegna davvero il come fare anche a chi non ha mai visto un seme, una zappa o un annaffiatoio in vita sua. Troverete le ricette per imparare a coltivare ortaggi, frutta e fiori nei fazzoletti di terra urbani: balconi, davanzali, cortili, giardini condominiali, orti urbani. E ancora: il valore sociale, alimentare, educativo e terapeutico che cresce negli orti di comunità, condivisi o in adozione, negli orti scolastici o con il guerrilla gardening.
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Chiarelettere, 23/02/2012
Abstract: Possiamo battere la crisi? Non sarà facile, ma la risposta è sì. Se sapremo guardare l'Italia con occhi diversi da quelli delle agenzie di rating, con l'affetto e la curiosità necessari a cogliere i nostri tanti talenti. Ermete Realacci prova a farlo. Racconta, dal Nord al Sud, storie di un'alleanza tra imprese e comunità, tra ambiente e nuovi modi di vivere che possono traghettarci verso un paese più desiderabile e più competitivo. È Green Italy. Dove la green economy sposa le vocazioni nazionali, tiene insieme le tradizioni con l'elettronica e la meccanica di precisione. Punta su qualità, ricerca e conoscenza per produrre un'economia più sostenibile e innovativa. Si apre ai mercati globali e rinsalda i legami con il territorio, facendosi forte della coesione sociale e del capitale umano. È la via di un patriottismo dolce che può cambiare l'Italia. Un'idea di futuro per l'economia, la società, la politica. Ermete Realacci, ambientalista e parlamentare, è presidente onorario di Legambiente. Ha promosso e presiede Symbola, la Fondazione per le Qualità italiane. Ha scritto con Antonio Cianciullo il libro SOFT ECONOMY (Bur, 2005).
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Corbaccio, 23/02/2012
Abstract: "Come ogni cosa importante nella vita, tutto cominciò con un viaggio: un viaggio verso Londra, a essere precisi, la mia prima escursione nella più affascinante e sordida delle città." Estate 1553: la monarchia inglese è in pericolo. Sul trono siede il figlio adolescente di Enrico VIII, Edoardo VI, malato e succube del potente Lord Dudley, primo duca di Northumberland, che lo spinge a cambiare testamento escludendo dalla successione le sue due sorellastre: Maria, figlia di Caterina d'Aragona, ed Elisabetta, figlia di Anna Bolena. Brendan Prescott, un giovane orfano allevato dalla famiglia dei duchi di Northumberland, viene inviato a Londra per servire il figlio di Lord Dudley. Brendan non ha scelta e inoltre spera di approfittare dell'occasione per far luce sulle proprie origini che sono avvolte nel mistero: questa, almeno, è la promessa che gli ha fatto William Cecil, Segretario di Stato, segretamente avverso a Lord Dudley, chiedendogli in cambio di riferire le mosse dei Northumberland a corte. Contemporaneamente al servizio dei personaggi più influenti e pericolosi del momento, Brendan si trova così coinvolto in una ragnatela di spionaggio, azioni spietate, omicidi efferati e tentati omicidi che mettono a repentaglio tanto il sovrano quanto lui stesso, nonché la donna di cui nel frattempo si è innamorato... Nell'Artiglio del leone storia e fantasia si fondono perfettamente dando vita, sotto la penna letteraria e vivace al tempo stesso di Christopher Gortner, al perfetto romanzo di avventura.
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Guanda, 23/02/2012
Abstract: Umberto Bossi è il politico dei gesti: il dito medio, le corna, il pugno e l'avambraccio, la pernacchia, o la famosa canottiera sfoggiata su una spiaggia della Sardegna nel 1994, e più volte indossata in luoghi pubblici. Marco Belpoliti si chiede perché il capo leghista esibisca comportamenti tanto provocatori, rompendo una tradizione di stile misurato dei politici italiani della Prima Repubblica. Perché Bossi è un "vitellone", come Alberto, il personaggio del celeberrimo film di Fellini. Il leader leghista, futuro capo di partito e ministro, non ha terminato gli studi né ha rivelato particolari attitudini, salvo poi diventare, nelle opinioni di seguaci ed elettori, e persino uomini di cultura, un genio della politica. Com'è stata possibile una tale trasformazione? L'autore rilegge Bossi attraverso i suoi gesti, esplorandone l'origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere. Da queste pagine viene fuori più un cantante rock che un capo di partito, più un predicatore scomposto che un sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava "l'eterno Fascismo italiano", acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata; fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso. Attraverso la "fenomenologia di un capo", Belpoliti ci fa ancora una volta il racconto dell'identità cruda del Bel Paese.
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Casa Editrice Nord, 23/02/2012
Abstract: LA SAGA CHE HA ISPIRATO THE WITCHERLA SERIE EVENTO DI NETFLIX"Geralt di Rivia è il Witcher creato dalla penna raffinata di Andrzej Sapkowski, autore polacco di una delle saghe fantasy di maggior successo."Il Venerdì la Repubblica - Matteo Strukul"Un mondo fantasy che gareggia per dimensioni e importanza con quello del Trono di Spade."la Repubblica"Uno dei migliori esempi di fantasy moderno."Wired"La saga completa di The Witcher è una delle pietre angolari di ogni collezione del fantastico che si rispetti. "tuttolibri – la Stampa - Pierdomenico Baccalario "Un vero fenomeno letterario."Livres Hebdo"La serie di romanzi di Andrzej Sapkowski ritorna (finalmente) ad essere un caso letterario."Mondo Fox"Leggere Sapkowski è come farsi ammaliare da un potente incantesimo."TimeScopri il sito dedicato al mondo di Andrzej SapkowskiIl regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato…Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per Ellander, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos…
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Vallardi, 01/01/2012
Abstract: La separazione è una prova dolorosa sia per la coppia sia per i figli. Affrontarla nel modo giusto, trovare le parole adeguate, rassicurare il proprio figlio non è sempre facile quando noi stessi siamo oppressi dal dolore o dal senso di colpa. Molte sono le domande che assillano i genitori:. Devo dire a mia figlia che non amo più suo padre?. Come deve comportarsi con mio figlio la mia nuova compagna?. Quali sono le soluzioni migliori per l'affido congiunto?A domande precise e dirette dei genitori, questo volume offre risposte semplici da parte degli specialisti, che aiutano ad affrontare serenamente tutte le grandi questioni sollevate dalla separazione e dalla nascita di una nuova famiglia.
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Garzanti Classici, 23/02/2012
Abstract: La tendenza di Seneca a una scrittura mossa, anticlassica, se già caratterizza le sue pagine di prosa, raggiunge il culmine nelle tragedie: in esse lo stile drammatico "dell'anima umana che è in guerra con se stessa" si plasma a esprimere le passioni dei personaggi, le loro intime lacerazioni, l'urto violento degli istinti contro la ragione. Il sapiente contrasto delle antitesi, gli abili giochi di parole, le preziose immagini barocche non sono solo il frutto di una retorica sapientemente dosata, ma aderiscono perfettamente alla psicologia tormentata dei personaggi, generando pagine di vibrante poesia e di profonda umanità.
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Adelphi, 27/02/2012
Abstract: C'era in lei un'umiltà esagerata. I suoi occhi cerchiati, il suo modo di muoversi senza far rumore, senza sfiorare le cose, quel suo fremere d'inquietudine alla minima parola, corrispondevano abbastanza all'idea che ci si fa della serva abituata a ogni durezza. Sotto quelle apparenze si sentivano però come dei sussulti di orgoglio, che lei si sforzava di non lasciar trasparire. "Era anemica. Il suo seno piatto non era fatto per risvegliare i sensi. Eppure c'era qualcosa di attraente in lei, qualcosa di torbido, di avvilito, di vagamente morboso". (Le inchieste di Maigret 6 di 75)
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Adelphi, 27/02/2012
Abstract: "Vuole un buon consiglio, commissario?". Radek aveva abbassato la voce e si era chinato verso il suo interlocutore. "Guardi che so perfettamente quello che lei penserà... E del resto, poco me ne importa!... Ma le do lo stesso il mio parere o, se preferisce, il mio consiglio... Lasci perdere!... Si sta mettendo in un terribile pasticcio...". Maigret era immobile, con lo sguardo fisso. "E prenderà un granchio dopo l'altro, perché non ci capisce niente...". Il cecoslovacco si animava a poco a poco, ma in maniera contenuta, molto particolare. Maigret notò le sue mani, che erano lunghe, di una bianchezza straordinaria e picchiettate di lentiggini. Sembravano tendersi, partecipare a modo loro alla conversazione. "Guardi che non sto mettendo in dubbio la sua competenza professionale! Se non ci capisce niente, ma proprio niente, è perché fin dall'inizio lei si è mosso in base a elementi falsati. Di conseguenza tutto è falso, non le pare?... E tutto quello che scoprirà sarà falso dal principio alla fine...".(Le inchieste di Maigret 8 di 75)
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Adelphi, 27/02/2012
Abstract: "Una notte... Saranno state più o meno le tre... Camminavamo in rue... No, il nome della via neanche glielo dico... Una strada qualsiasi. Da lontano vediamo una porta che si apre... C'era una macchina accostata al marciapiede... Un tizio esce spingendone un altro... Anzi no, non è che lo spinga... Immagini uno che si porta a spasso un manichino e vuole farlo camminare come se fosse un vecchio amico!... Lo ficca in macchina, si siede al volante... Il mio socio mi lancia un'occhiata e siamo già sul paraurti posteriore... Non per niente allora mi chiamavano il Gatto!... Giriamo per un sacco di strade... Il tizio che guida ha l'aria di cercare qualcosa, di essersi sbagliato... Alla fine arriva al canale Saint-Martin, e allora capiamo cosa cerca... Ha indovinato anche lei, eh?... Il tempo di aprire e richiudere la portiera, e il corpo era già a mollo...".(Le inchieste di Maigret 9 di 75)
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Adelphi, 27/02/2012
Abstract: "Guardi..." mormorò Duclos indicando il paesaggio intorno a loro, il paesino pulitissimo dove tutto era in ordine come nella credenza di una brava massaia, il porto troppo piccolo per riuscire a turbare quell'atmosfera tranquilla e le facce serene della gente con i grossi zoccoli gialli infilati ai piedi. E continuò: "Qui tutti si guadagnano da vivere... Tutti sono felici, o quasi... E, quel che è più importante, tutti controllano i propri istinti, perché questa è la regola, è un dovere se si vuole vivere in una collettività... Pijpekamp può confermarle che i furti sono rarissimi... È vero che, se uno ruba due libbre di pane, non se la cava con meno di qualche settimana di prigione... Nota qualcosa che non va?... Qui non ci sono vagabondi!... Non ci sono mendicanti... È l'ordine istituzionalizzato...".(Le inchieste di Maigret 10 di 75)