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Cavour
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Dell'Arti, Giorgio

Cavour

Marsilio, 13/10/2011

Abstract: Questo libro nasce dalla volontà di restituire il senso della vicenda umana e politica di un uomo molto citato, ma pochissimo conosciuto, e oggi tirato in ballo da più parti senza ritegno. Sotto forma di dialogo, Giorgio Dell'Arti ripercorre la vita del geniale e visionario primo ministro di Casa Savoia portandone alla luce gli aspetti più curiosi e meno noti. La diplomazia, l'arte di governo, ma anche i vizi, gli amori, gli affari e l'atmosfera della società dell'Ottocento. In filigrana un ritratto dell'Italia, in bianco e nero, ma ancora attualissimo. Soprattutto, a emergere è la vocazione patriottica di Cavour, il filo rosso che attraversa tutta la sua vita, da rileggere in questi tempi in cui - scrive Dell'Arti - "è bene rendersi conto che si può essere italiani e avere senso dello stato".

Il terzo paradiso
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Pistoletto, Michelangelo

Il terzo paradiso

Marsilio, 23/05/2011

Abstract: Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l'artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l'arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra. Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. Il Terzo Paradiso è il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale. Con il Nuovo Segno d'Infinito si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso. Il Terzo Paradiso è un passaggio evolutivo nel quale l'intelligenza umana trova i modi per convivere con l'intelligenza della natura.Il Terzo Paradiso è stato presentato alla 51. Biennale di Venezia, come opera collettiva di Cittadellarte, in una mostra intitolata "L'isola interiore: l'arte della sopravvivenza", curata da Achille Bonito Oliva.

Iliade
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Omero - Ciani, Maria Grazia - Avezzù, Elisa

Iliade

Marsilio, 21/07/2014

Abstract: Un mondo in cui la morte è evento dominante viene inondato di luce metafisica e fissato nell'immagine crudele di una forma perfetta e priva d'ombra. È il mondo perduto degli eroi, la privilegiata arena dei campioni, l'universo aristocratico dei pricipi: murato nelle sue leggi inesorabili, segnato da un tempo limpido e breve, bruciato dall'eccesso di splendore. Roberto Calasso lo ha paragonato a un' "immane masso abbandonato nella pianura"; un masso che pesa su tutto l'immaginario greco, un universo pietrificato che proietta sull'Occidente innumerevoli figure carismatiche – Elena e Achille, Ettore e Andromaca, Priamo ed Ecuba, Patroclo, Paride, Odisseo, Aiace, Agamennone, Diomede –: spesso richiamate dal loro poetico Valhalla per diventare materia di dissertazione di aneddoto di dramma di leggenda; ma pronte a rientrare nel loro ambito di privilegio e preclusione per riassumere, insieme al ruolo archetipo ed emblematico, il duplice volto dell'enigma. Nulla prima dell'Iliade, tutto dopo l'Iliade. Leggere questo poema significa ritrovare chiavi segrete, spesso dimenticate, che aprono mille porte: tutti gli aspetti di una grande civiltà hanno qui - e qui soltanto - le loro radici profonde.

Lo spregio
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Zaccuri, Alessandro

Lo spregio

Marsilio, 15/09/2016

Abstract: Siamo negli anni Novanta, tra i monti al confine con la Svizzera. Franco Morelli detto il Moro ha ereditato dal padre la Trattoria dell'Angelo, e la fa fruttare come si deve: ma i soldi, quelli veri, li guadagna trafficando con prostitute e spalloni - e forse grazie ad altri affari ancora più oscuri e pericolosi. È un uomo chiuso, determinato: del tutto amorale. Ha un figlio - in realtà un trovatello, ma nessuno lo sa - che lo adora come un dio; e una moglie timida e servile - la cuoca - che gli serve solo per giustificare al mondo l'esistenza del piccolo Angelo. Ma Angelo, crescendo, scopre che cos'è in realtà suo padre; e anziché ripudiarlo decide di voler essere come lui, più di lui. Si lega d'amicizia con Salvo, rampollo spendaccione ma non sciocco di una famiglia del Sud in soggiorno obbligato. Ben presto però anche questa amicizia diventa competizione, e Angelo commette l'errore fatale: vuole essere come il suo amico Salvo, di più del suo amico Salvo.La punizione dello "spregio" sarà terribile; e terribili le conseguenze.In questa narrazione breve, spedita e secca come il racconto del peccato originale, Alessandro Zaccuri torna al tema del suo primo, potentissimo romanzo: il legame, la competizione, la lotta tra figli e padri.

Altri canti di Marte
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Isotta, Paolo

Altri canti di Marte

Marsilio, 22/10/2015

Abstract: Questo libro era nato come continuazione de La virtù dell'elefante, che di nuovo ha fatto conoscere Paolo Isotta storico della musica e lo ha rivelato protagonista della letteratura italiana. Isotta avrebbe dovuto fare qualche correzione, parlare di qualche amico vecchio e nuovo, di qualche altro libro letto, di qualche film visto, di musica ascoltata. Però quando ha incominciato a scrivere non immaginava che quest'opera possedesse una volontà propria e, nel breve giro della stesura (da gennaio a luglio del 2015), la affermasse progressivamente. Così Altri canti di Marte è la serie di aggiunte e correzioni promessa; ma contiene anche le più profonde riflessioni dell'autore sulla musica: scritte adesso ed ex novo. Vi sono le pagine sui prediletti Alessandro Scarlatti, Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Ciaikovskij, Verdi; e una "lettura" del Parsifal di Wagner che apporta nuova luce sul capolavoro. Ma l'indagine di Isotta si è rivolta particolarmente al Novecento musicale: i capitoli più densi sono quelli su George Enescu, Karol Szymanowski, Franco Alfano, Ottorino Respighi e Gino Marinuzzi, che fin qui nessuno aveva considerato addirittura come fra i sommi compositori del Novecento. Dopo questo libro la storia musicale del Ventesimo secolo dovrà essere riscritta. Il titolo Altri canti di Marte viene dall'omonimo Sonetto di Giovan Battista Marino. "Canti" è un congiuntivo esortativo: il poeta invita altri a cantare le imprese guerresche e "i trionfi di Morte orrida e fera": egli canterà l'amore. E questo libro è un canto d'amore per la musica e per la vita.

L'albero di stanze
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Lupo, Giuseppe

L'albero di stanze

Marsilio, 01/10/2015

Abstract: "A conclusione di una serie di romanzi che hanno disegnato in questi quindici anni il destino delle genti di Lucania durante il lungo e drammatico attraversamento di un tempo a lungo sospeso tra il nuovo e l'antico, la fervida e generosa immaginazione di Giuseppe Lupo si condensa in un'unica, inarrestabile ascesa nel silenzio solitario degli uomini e nel racconto che i muri evocano delle generazioni durante tutto il secolo che ormai sta per chiudersi insieme al secondo millennio dopo la nascita di Cristo.Non è una saga questa di una Lucania diventata Lupania e neppure una mitica leggenda, piuttosto un paziente e amoroso rendiconto di una conquista, stanza sopra stanza, piano dopo piano, poi abbandonata per rivolgersi a nuove mete, in un altrove lontano; un bilancio tra storia e memoria dove i conti debbono in ogni caso quadrare, perché ormai vanno chiusi, e anche in fretta, con la vendita di tutta la "casa verticale", ricorrendo a ogni forza ci venga dal riemergere dei ricordi, mentre le parole svaniscono in un definitivo silenzio.Lupo traccia un bilancio esistenziale e morale che va oltre il rimpianto, sfidando il futuro con l'entusiasmo del sogno e la concretezza del gesto: certo, molto intanto si è perso, scomparso nei tempi che sono stati, ma altro ci aspetta e la memoria così raddoppia la forza e lo slancio; in fondo il meglio ha radici nel passato da dove veniamo, ma le nuove foglie che crescono a primavera sono protese in avanti, alla ricerca della luce del sole.La lingua di Lupo, ogni volta sorprendente e improvvisa, si accende nell'invenzione metaforica e si rinnova tra storia e memoria, tra ragione e sentimento, tra fede e convinzione: la civiltà della tradizione, che pure scomparve nel millennio che è stato, resiste caparbia nella sete di vita dei suoi avventurosi nipoti e, quindi, ci possiede e ci appartiene persino oltre se stessa.Di questa epopea Lupo, con L'albero di stanze, si conferma appassionato e sincero testimone, autentico e luminoso cantore, in un romanzo che segna con dolente e sofferta coscienza la conquista di una vita nuova." (Cesare De Michelis)

Fabrizio Lupo
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Coccioli, Carlo - Siti, Walter

Fabrizio Lupo

Marsilio, 11/02/2015

Abstract: Il 3 gennaio 1951, a Firenze, un giovane pittore qui chiamato Fabrizio Lupo andò a trovare Carlo Coccioli, di cui aveva letto "La difficile speranza" e "Il cielo e la terra". Fu il primo di una serie di incontri che, nel 1952 e in francese, portarono alla pubblicazione di un libro intitolato, appunto, "Fabrizio Lupo" (scritto originariamente in italiano). Un grande affresco: la rappresentazione, in tutti i suoi aspetti, di un caso di omosessualità interpretato come una forma dell'amore, omosessualità come Amore con la maiuscola. In Francia, il romanzo provocò un tale frastuono di reazioni che Coccioli, che ricevette migliaia di lettere si trasferì in Messico. Ma, quasi immediatamente, il libro veniva pubblicato in spagnolo nella capitale messicana, con conseguenze non dissimili da quelle francesi."Eppure, nonostante le difese e le astuzie, nonostante le schermaglie formali e i sotterfugi, è chiarissimo che in questo libro Coccioli si gioca tutta intera la propria sincerità; che le pagine sono carne viva e che riuscire a scriverlo era per lui questione di vita o di morte, quali che ne fossero le conseguenze" (Walter Siti)

Il prato in fondo al mare
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Nievo, Stanislao - Bugaro, Romolo

Il prato in fondo al mare

Marsilio, 11/02/2015

Abstract: "Il prato in fondo al mare è un racconto-labirinto e nello stesso tempo un itinerario magico, un'inquietante metafora che prende l'aspetto di un giallo, di un racconto di mare, di un'inchiesta giornalistica" (Cesare Garboli)4 marzo 1861: parte da Palermo il battello a vapore Ercole, con a bordo Ippolito Nievo, in viaggio verso Napoli per riportare i documenti della spedizione garibaldina dei Mille cui aveva preso parte. Ma la nave Ercole nel corso di una violenta tempesta scompare nel nulla. Nessun superstite, nessuna traccia, nessuna inchiesta che riesca a capire cosa è accaduto.5 marzo 1961: in occasione del centenario della scomparsa di Ippolito Nievo, Stanislao, suo pronipote, viene abbagliato da un flash, che interpreta come un invito a riaprire le indagini su quella morte misteriosa. Stanislao Nievo dedica dieci anni della sua vita a raccogliere i materiali utili per ricostruire le fila di questo capitolo di storia patria. Così la vicenda di Nievo si sdoppia e si aggroviglia in tante storie diverse, e le ricerche non sono meno avventurose e romanzesche della fine leggendaria del vascello Ercole. Pubblicato nel 1974, il romanzo è il Premio Campiello 1975.

Il mondo dell'arte
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Djagilev, Sergej - Strada, Olga

Il mondo dell'arte

Marsilio, 22/10/2014

Abstract: "Il mondo dell'arte" (Мир искусства, Mir iskusstva) è un'innovativa rivista dell'avanguardia russa d'inizio Novecento. Il volume raccoglie i quattro saggi che Djagilev scrive nel periodico, veri e propri manifesti di un nuovo sentire artistico. Con grande acume critico l'autore difende la nuova arte, da molti considerata "decadente", e si espone a favore dell'autonomia di questa, nonché della libertà dell'artista. Djagilev auspica la nascita di un rinnovamento che interessi ogni ambito della produzione artistica.

La carovana Zanardelli
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Lupo, Giuseppe

La carovana Zanardelli

Marsilio, 07/11/2014

Abstract: Nel settembre del 1902 il Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli parte da Roma per un avventuroso viaggio in Basilicata. A capo di un corteo di politici, giornalisti, medici, orchestrali e maggiordomi, visita paesi e contrade in miseria, recita discorsi, stringe la mano di sottoprefetti, sindaci, galantuomini e gente comune, andando così incontro a un'inaspettata popolarità. Lo statista diventa eroe leggendario di un mondo decrepito e visionario, abituato a patire le ingiustizie della storia, ma desideroso di mostrare un volto festoso e scanzonato.E mentre la carovana si inerpica a bordo di treni e diligenze sui monti di una Lucania che attende il suo passaggio a suon di bande e fuochi pirotecnici, pronta ad affrontare con entusiasmo l'avventura della modernità, un fotografo raccoglie con la sua arte magica pericolosi segnali di complotto: l'intrusione di misteriosi turisti inglesi, le esibizioni di un enigmatico funambolo americano, le ambigue manovre di un'associazione anarchica e di un produttore di liquori che si contorna di insospettabili spioni.Tra epopea storica e picaresca, Giuseppe Lupo dà vita a un romanzo dove verità e finzione si mescolano e la Grande Storia si intreccia alle sorti degli umili. Seguendo le cadenze dell'epica e della cronaca, racconta un evento cruciale per il destino del Mezzogiorno, rappresentato non soltanto come luogo di dolore, ma palcoscenico di sogni, tragicomico orizzonte di contraddizioni, scenario di velleitari progetti e scontri drammatici.

Il terzo cervello
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Oughourlian, Jean-Michel - Folin, Alberto

Il terzo cervello

MARSILIO, 22/10/2014

Abstract: L'autore, noto in Italia per "Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo" scritto con il filosofo René Girard, partendo dalla teoria del desiderio mimetico, convalidata dalla scoperta dei neuroni specchio, dimostra l'esistenza di un terzo cervello. Al cervello cognitivo e a quello emotivo si aggiunge il cervello mimetico, persino il più importante dei tre, che ci fa vedere nell'"altro" un modello, un rivale o un ostacolo generando forme di nevrosi o psicosi. Questa teoria sconvolge la conoscenza di noi stessi e le psicoterapie e invita a una nuova visione dell'essere umano.

Di[zion]ario erotico
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Fini, Massimo

Di[zion]ario erotico

Marsilio, 26/02/2014

Abstract: Più di centocinquanta voci inerenti l'universo erotico femminile. Così come lo vedono gli uomini. A uno sguardo superficiale potrebbe sembrare l'opera di un maschilista spudorato, ma scorrendo l'indice di questo audace dizionario-diario, accanto ad alcune voci prevedibili (ma non altrettanto prevedibile è il modo in cui vengono affrontate), troviamo inediti spunti filosofici, osservazioni, irriverenti o amare, sull'evoluzione (dal punto di vista dell'autore sarebbe più corretto dire involuzione) della femminilità. Questa guida all'eros vista dal maschio, antifemminista ma non antifemminile, riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di[zion]ario è anche un'intelligente analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna.

Visitare Auschwitz
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Saletti, Carlo - Sessi, Frediano

Visitare Auschwitz

Marsilio, 25/01/2014

Abstract: Visitare Auschwitz è una guida ricca di informazioni, fotografie e mappe, di suggerimenti puntuali per aiutare a comprendere ciò che resta oggi di questo terribile passato, un utile strumento per cominciare a ricostruire la storia e a rivivere con l'immaginazione i frammenti di vita quotidiana dei deportati che vissero in questo luogo i loro ultimi giorni.Chi si reca a Oswiecim (Polonia) e visita il Lager di Auschwitz, che ha sede nel campo base, e poi raggiunge Birkenau, il campo di sterminio poco distante, spesso non riesce a capire come funzionava questo immenso centro di sterminio e di afflizione. Intorno a questo luogo memoriale immerso in un grande e profondo silenzio che lascia esterrefatti, la vita scorre e la città come i suoi abitanti cercano di mostrarsi per quello che sono oggi, senza riuscire a risolvere (ma si potrà mai?) il conflitto tra il presente e un passato che non passa. Per capire occorre arrivare a Oswiecim preparati e informati, ma poi sul luogo che tra il 1940 e il 1945 vide morire più di un milione di ebrei e fu il Lager del martirio di un'Europa soggiogata dalla scure nazista, gli occhi guardano ciò che rimane senza troppo comprendere.Ogni anno, dall'Italia, più di 60.000 visitatori raggiungono il Lager di Auschwitz; per lo più gruppi di studenti e di insegnanti, ma anche famiglie e singole persone. Dal 1959 il loro numero cresce continuamente, nonostante sia trascorso ormai più di mezzo secolo dalla sua liberazione.

Filosofia perenne e mente naturale
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Zolla, Elémire - Marchianò, Grazia

Filosofia perenne e mente naturale

Marsilio, 28/06/2013

Abstract: Questo libro accoglie in un volume unico due opere contigue di Zolla che videro la luce negli anni Novanta del secolo scorso: La nube del telaio. Ragione e irrazionalità tra Oriente e Occidente (1996) e La filosofia perenne. L'incontro fra le tradizioni d'Oriente e Occidente (1999). I due testi accostati nella loro sequenza originale gettano piena luce sulla visione filosofica maturata da Zolla nell'ultima fase della vita, dopo aver esplorato ne La nube del telaio il vario peso che la dicotomia 'ragione' e 'irrazionalità' ha avuto nella storia delle idee filosofiche e religiose fino al XX secolo. Il salto da una ragione calcolante ostaggio del cozzo fra gli opposti, a una mente capace di riconoscersi nell'unità profonda di 'io' e 'universo', è l'approdo ?cui Zolla giungeva ne La filosofia perenne, additando una visione della realtà in cui fisica e metafisica sono congiunte. Nella Parte III, un formidabile cambio di registro ci fa partecipi degli incontri 'fatali' di Zolla con un terzetto irresistibile di personaggi dell'altro ieri e di ieri: il Marchese di Sade, di cui da giovane curò le Opere, la scrittrice statunitense Djuna Barnes che incontrò al Greenwich Village nel 1968, e il geniale storico delle religioni rumeno I.P. Culianu assassinato a Chicago nel 1991. Zolla che gli fu amico, ne traccia un ritratto memorabile."Occorre rammentare che lo stato di liberazione può essere accostato in vasta o minima misura, finché vita perduri; un'esistenza volta ad essa sarà sempre sul punto di attingere lo scopo, anche se può darsi che fino all'ultimo respiro l'accesso sia in parte inibito" Elémire Zolla

Il Grand Tour dei Cavalieri dell'Apocalisse
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Alfani, Guido

Il Grand Tour dei Cavalieri dell'Apocalisse

Marsilio, 24/02/2011

Abstract: Un quadro innovativo dei complessi legami tra calamità, popolazione ed economia nel "lungo Cinquecento".Il "lungo Cinquecento", compreso tra il 1494 (discesa di Carlo VIII) e il 1629 data della terribile peste è considerato l'inesorabile preludio al declino dell'Italia. Se è vero che i "Cavalieri dell'Apocalisse" (Guerra, Carestia, Peste, Morte) causarono gravi danni, una lettura totalmente negativa di quel periodo storico non è l'unica possibile: per Fernand Braudel, ad esempio, le Guerre d'Italia non ebbero conseguenze così terribili.Guido Alfani si inserisce in questo dibattito avanzando una nuova interpretazione complessiva del Cinquecento italiano.

Ho visto morire il comunismo
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Foa, Renzo - Scaraffia, Lucetta

Ho visto morire il comunismo

Marsilio, 12/05/2011

Abstract: Renzo Foa è stato un lucido osservatore della realtà impegnato nella costante ricerca della verità. Una ricerca che lo ha condotto gradatamente dalla critica – maturata attraverso l'esperienza di corrispondente dai paesi del "comunismo reale" – alla rottura con "l'Unità" e al distacco totale nei confronti del partito e dell'ideologia, fino a quella "traversata nel deserto" che è stata la sua vicenda umana e professionale degli ultimi anni. Ho visto morire il comunismo raccoglie alcuni scritti che segnano le tappe fondamentali del percorso di Foa: le riflessioni sul Vietnam e la Cambogia, dopo gli anni dei grandi reportage in Estremo Oriente, quando la politica estera era divenuta per lui mestiere e passione; gli incontri con Gorbaciov, Dubcek, Jaruzelski e Mario Chanes; i ritratti delle sue "cattive compagnie": Patrice Lumumba e Margarete Buber-Neumann, Viktor Krav?enko e Arthur Koestler, Ronald Reagan e Karol Wojtyla, personalità molto diverse tra loro ma accomunate dalla ribellione al conformismo e dall'attaccamento alla libertà. Queste pagine di storia, raccontate con una rara onestà intellettuale, ci restituiscono l'essenza della ricerca di Renzo Foa, "un uomo del suo tempo – lo definisce Lucetta Scaraffia nell'introduzione –, uno di quei giovani che hanno creduto che con la politica si potesse risolvere tutto; per questo si può considerare la sua vita come emblematica, attraversata com'è dal dramma delle ideologie del Novecento".

Il paesaggio e il silenzio
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Turri, Eugenio

Il paesaggio e il silenzio

Marsilio, 25/02/2011

Abstract: Questo libro è la raccolta di brevi saggi di Eugenio Turri, nei quali si analizza il paesaggio non dimenticando il ritmo che ne scandisce la formazione e il mutamento continuo. Un modo di guardare al paesaggio che rimanda ai comportamenti archetipi dell'uomo nella natura, venati dal senso religioso dell'agire umano, acquistando un senso diverso alla luce di quelle verità che il frastuono del nostro tempo sembra obliterare. Si riscoprono condizioni dimenticate e si fa una semiologia che serve a tutti coloro che progettano paesaggi, urbanisti, naturalisti, studiosi del campo fisico e umanistico, spesso dimentichi dei percorsi da cui derivano i paesaggi che abbiamo davanti; della caducità del nostro affannarci tra i fragori devastanti del vivere d'oggi, per alimentare un'etica e una diversa consapevolezza del nostro rapporto con la natura.La nostra società non pratica molto il silenzio. Viviamo nel rumore, assediati da fragori, sollecitati da ritmi di vita assordanti, come se ciò fosse un modo di dimenticare la nostra condizione umana. Ma se poi ci immergiamo, anche per brevi pause, nel silenzio, isolandoci in montagna o nei luoghi di natura che stanno fuori dagli spazi del rumore, astraendoci in certo modo dal presente, dal quotidiano, scopriamo che il mondo che ci circonda vive secondo il ritmo universale che riconduce ai misteri dello spazio e del tempo. E il paesaggio allora ci appare diverso da come lo si guarda nella luce cruda del quotidiano: tutto ci racconta che ciò che abbiamo davanti è il risultato di una sommersione continua di paesaggi anteriori, e che ogni loro forma assume una carica semiotica che ne fa un'orma, un ricordo del passato.

Nietzsche
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Fini, Massimo

Nietzsche

Marsilio, 18/10/2010

Abstract: "Nietzsche non è alle nostre spalle, ci è accanto e, per molti aspetti, ancora davanti"Esiste una sterminata bibliografia dell'opera di Friedrich Nietzsche, ma la sua vicenda umana è rimasta molto più in ombra.Fini segue la vita di questo piccolo borghese, condizionata da una misteriosa malattia e dalla semicecità, attraverso gli intrecci con Richard Wagner, la fredda Cosima, l'irresponsabile e spietata Lou Salomé, le incomprensioni con la madre e la sorella: di crisi in crisi, la vita di Nietzsche vira verso una disperata e allo stesso tempo esaltata, feconda solitudine, fino alla drammatica esplosione della follia, che porta al lento e straziante dissolversi, per undici anni, di una mente straordinaria.Con l'approccio e la personalità del grande giornalista, Massimo Fini ci restituisce con uno stile godibilissimo, in un'opera saldamente appoggiata alle fonti e ai documenti, il Nietzsche uomo, con la sua fragilità, la sua quasi incredibile ingenuità e, naturalmente, la sua lucida e dolorosa intelligenza. Una fragilità esistenziale che fa di Nietzsche il sensibilissimo sismografo della crisi di un'epoca e di una cultura, quella occidentale, che arriva a maturazione proprio oggi.

Ragazzo. Storia di una vecchiaia
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Fini, Massimo

Ragazzo. Storia di una vecchiaia

Marsilio, 17/09/2020

Abstract: Una spietata analisi, senza infingimenti, senza autoillusioni, senza autoinganni sulla vecchiaia, al di là delle ipocrisie e della retorica con cui oggi cerchiamo di abbellire ed edulcorare quella che chiamiamo eufemisticamente "terza età" rendendola così, se possibile, ancor più crudele e beffarda. E, insieme, in un gioco di rimbalzi e di controspecchi, un appassionato inno alla giovinezza, "quella irripetibile età in cui ci chiamavano "ragazzi"". Animato da ricordi ed esperienze personali, Ragazzo è anche una sorta di singolare autobiografia giocata sul filo del rapporto giovinezza/vecchiaia, sul cui sfondo domina, enigmatico e incontrastabile, il vero protagonista del libro: il Tempo.

Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'antimodernità
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Fini, Massimo

Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'antimodernità

Marsilio, 16/10/2010

Abstract: L'11 settembre ha inaugurato una nuova era, quella del "terrorismo globale", conseguenza logica, e prevedibile, della pretesa dell'Occidente di ridurre a sè l'intero esistente.Ma il "migliore dei mondi possibili" si rivela un modello paranoico, basato sull'ossessiva proiezione nel futuro, dove l'individuo non può mai trovare un punto di equilibrio e di pace. Nella ricerca inesausta del Bene, anzi del Meglio, l'uomo occidentale si è creato il meccanismo perfetto e infallibile dell'infelicità. E lo sta esportando ovunque. Il "terrorismo globale" non farà che confermare e rafforzare il delirio occidentale dell'unico modello mondiale, il suo. E lo scontro del futuro non sarà più fra destra e sinistra, fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente — due facce in realtà della stessa medaglia — ma fra le leadership, politiche, economiche, intellettuali, schierate a favore della Modernità e le folle, deluse, frustrate, esasperate e violente, di ogni mondo, che avranno smesso di crederci.