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La fine dell'alchimia
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King, Mervyn

La fine dell'alchimia

Il Saggiatore, 16/03/2017

Abstract: Gli ultimi vent'anni sono la storia di due epoche: prima abbiamo avuto crescita e stabilità, poi la peggiore crisi bancaria che il mondo industrializzato abbia mai conosciuto. Nell'arco di poco più di un anno, tra l'agosto del 2007 e l'ottobre del 2008, l'economia è crollata, e insieme a essa la fede nel capitalismo. Com'è potuto accadere? A fallire sono state le persone, le istituzioni o le idee?Quasi tutte le ricostruzioni, nel tentare di capire che cosa sia andato storto, si concentrano sui sintomi anziché sulle cause. Invece Mervyn King, governatore della Banca d'Inghilterra proprio quando la crisi è scoppiata e protagonista della sua gestione a livello internazionale, va dritto alla radice del problema: questa non è una crisi delle banche o delle politiche – nonostante il sistema bancario debba essere ristrutturato e di certo la politica (economica e non) abbia fatto molti errori – bensì una crisi delle idee. Quegli eventi così ben impressi nella nostra memoria non sono che l'ultima di una lunga serie di crisi finanziarie succedutesi dal Settecento in poi, da quando cioè, con la Rivoluzione industriale, il sistema monetario e bancario è diventato il pilastro del capitalismo moderno. Allora banche e denaro sono stati gli elementi che come per magia ci hanno liberato dalla palude stagnante del sistema feudale; poi si sono trasformati in ingredienti di un miscuglio che ha avvelenato l'economia globale.Con La fine dell'alchimia Mervyn King segna un punto di svolta: è proprio la terra bruciata da un incendio quella più fertile e adatta ai nuovi germogli. Attraverso le riforme che King propone si può uscire dalla stagnazione, tornare alla crescita, diffondere ricchezza e benessere. Si può e si deve immaginare un futuro migliore per l'economia globale.

I demoni e la pasta sfoglia
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Mari, Michele

I demoni e la pasta sfoglia

Il Saggiatore, 23/03/2017

Abstract: La letteratura è ossessione. È un demone polimorfo che può assumere le bianche fattezze di Moby Dick o l'aspetto mostruoso dei crostacei di Wells, che può abitare tra le nevi di London, sulle aspre montagne della follia di Lovecraft o nel condominio suburbano di Ballard. È nella luna precipitata in un camino di Landolfi, nell'occhio cieco del gatto di Poe, nei topi di Steinbeck. Si insedia tra le ecolalie di Gombrowicz come nello sdegno con cui l'ingegner Gadda oppone titanicamente un principio d'ordine al grottesco, alla vigliaccheria, all'ingiustizia del reale. L'ossessione è destino e forma, nevrosi e scrittura, e scrivere significa "consegnarsi inermi agli artigli dei demoni".I demoni e la pasta sfoglia è il libro in cui Michele Mari affida alla forma-saggio quel rapporto inquieto e vitale con la tradizione che altrove ha esplorato attraverso il racconto, il romanzo, la poesia. Testi che compongono un'indispensabile cartografia letteraria, seguendo punti di fuga inediti e rintracciando parentele inaspettate: il sadismo di Stephen King e quello di Collodi, la misantropia di Céline e la bibliolatria di Kien in Auto da fé, il riemergere del lupo in Buck nel Richiamo della foresta e la voluttà con cui Gregor Samsa si abbandona alla nuova identità di insetto. E poi gli innumerevoli mostri e le infinite stilizzazioni con cui ogni grande scrittore non fa altro che parlare di se stesso, dei propri desideri e delle proprie ferite.Accettando sfide spesso eluse della critica, Mari finisce per modellare le sembianze di un nuovo canone, che attinge tanto alla letteratura goticofantastica quanto a forme di scrittura come manierismi e pastiche che, grazie alla loro "natura esibitoria", rivelano la propria paradossale autenticità, il proprio osceno realismo. Ma I demoni e la pasta sfoglia è soprattutto una dichiarazione di poetica in controluce, in cui lo scrittore di Fantasmagonia e Tu, sanguinosa infanzia mostra il suo rapporto vampiresco con una tradizione eletta a dimora, in una dialettica serrata tra mostruosità e stile, morte e scrittura, persistenza dell'infanzia e attrazione per l'abisso.

Sabbie bianche
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Dyer, Geoff

Sabbie bianche

Il Saggiatore, 23/03/2017

Abstract: Ci sono, nel mondo, città, fiumi, vulcani, deserti che pulsano di un'energia arcana, di un magnetismo misterioso che attrae gli sguardi e i passi, i sogni e i desideri. Ci sono regge, strade, foreste che risuonano di parole: le parole di Goethe quando scorge per la prima volta il mare a Venezia, le parole di Kerouac mentre disegna il profilo dell'America con le ruote di una Cadillac, le parole di Joyce per smarrirsi e ritrovarsi a Dublino, le parole di Hemingway per inseguire il sole da Parigi a Pamplona. Parole che guidano, parole cicerone, calamite, fari: parole che ci fanno vedere il mondo come altrimenti non potremmo mai fare. A queste parole si aggiungono oggi quelle di Geoff Dyer, stralunato viaggiatore, favoleggiatore babelico, flâneur della letteratura, incantatore della sabbia, che sa animare per plasmarla in forme sempre nuove, un ammaliamento che non conosce fine: sabbia bianca dei deserti americani, sabbia bianca fra le strade della Città Proibita, sabbia bianca di neve sotto il cielo di una notte alle Svalbard, sabbia bianca in riva al mare di Tahiti, sabbia sospesa nel vento, sabbia che scorre dalle dita chiuse a pugno, sabbia in perpetuo, inarrestabile movimento. Come Geoff Dyer, come noi. Sabbie bianche non è un romanzo, né un reportage, non è una raccolta di racconti e nemmeno un diario di viaggio: è tutte queste cose e si ostina a non esserne nessuna; è lo "spazio vuoto sulla cartina" del suo autore. È, soprattutto, la conferma dell'incredibile dono di Geoff Dyer di mescere arte e vita, immagini del reale e fantasmi dell'immaginazione: geodeta della parola, Dyer deposita nel deserto abbacinante della pagina i semi di un'affabulazione inesauribile, come inesauribile è la sua e nostra tensione, umana troppo umana, a trovare un posto nel mondo, un senso, un amore. Alla perenne ricerca di qualcosa, ci smarriamo allora fra dune di sabbia, destinati a non giungere mai all'oasi cui aneliamo. Ma non importa, suggerisce Geoff Dyer, la vita è questo, quello che succede quando non troviamo ciò che cerchiamo.

The Rolling Stones 1961-2016. La storia, i dischi e i grandi live
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Bonanno, Massimo

The Rolling Stones 1961-2016. La storia, i dischi e i grandi live

Vololibero, 01/10/2019

Abstract: Partiti dagli scantinati di Londra, i Rolling Stones sono diventati icone mondiali: colonna sonora di intere generazioni che hanno sognato, amato, pianto e riso con i loro indimenticabili riff.Grazie a un rapporto diretto con Andrew Loog Oldham, primo produttore del gruppo, e con Philip Townsend, lo storico fotografo dei primi anni Sessanta, Bonanno ha ricostruito, con precisione e cura dei dettagli, la vita della band. Dai primi anni, in cui gli Stones crearono il loro mito, ad oggi con i giorni dei tour mondiali faraonici e del business più estremo.In questo volume Massimo Bonanno racconta i Rolling Stones, dagli esordi ai giorni nostri, senza tralasciare nulla: demo, concerti, album, bootleg, scandali, rumors, curiosità, arresti, business, rarità per collezionisti e trasgressioni.

50 modi per vincere la fame nervosa
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Albers, Susan

50 modi per vincere la fame nervosa

Macro, 17/03/2017

Abstract: Sgranocchiare mi fa sentire bene: è gioia istantanea. Dimentico tutti i miei impegni e lo stress. Perché mangiare mi fa sentire così bene sul momento, ma poi mi sento molto peggio di prima?Questa frase ti suona familiare? Allora questo è il libro che fa per te! Mangiare ha un potere sorprendentemente contraddittorio: può rilassare e calmare i nervi e, allo stesso tempo, fare diventare matti a furia di sensi di colpa. Mangiare per trovare conforto è generalmente ciò che si definisce fame nervosa o fame da stress.In queste pagine analizzerete ogni aspetto della vostra fame nervosa allo scopo di dominarla. Imparerete anche alcune soluzioni pratiche. Il libro presenta oltre cinquanta tecniche e consigli per vincere la fame nervosa distogliendo l'attenzione dal cibo per calmarsi: trovare nuove opportunità, socializzare, scrivere su se stessi, meditare, rilassarsi, cambiare modo di pensare ecc.E tu? Cerchi conforto col cibo?L'autrice ci propone alcuni esempi di autoconforto col cibo. Questo elenco può aiutarti a identificare i modi in cui usi il cibo per elaborare i tuoi sentimenti. Non si tratta di un elenco esaustivo, ma solo di alcuni esempi comuni di comportamento messi in atto quando si usa il cibo per affrontare lo stress. Leggilo con attenzione, potresti inaspettatamente riconsocerti in alcune di queste modalità.Mangiare ti fa cadere in una specie di trance o ti fa smettere di provare sentimenti.La voglia smodata di cibo inizia da un'emozione, che sia positiva o negativa.Continuare a mangiare perché non si riesce a decidere o a trovare ciò che si vuole mangiare.Continuare a mangiare anche quando sembra che non sarà mai abbastanza.Provare un grande senso di sollievo mentre si mangia.Sentire un forte bisogno di avere in bocca qualcosa dal sapore buono.Mangiare per rilassarsi.Mangiare immediatamente dopo un evento stressante o quando si è nervosi.Mangiare cibi anche se non piacciono per il solo fatto che sono lì e che si ha bisogno di conforto.Mangiare per non annoiarsi.Sentirsi quasi sempre emotivamente vuoti pur essendo fisicamente ben nutriti.Cercare un particolare tipo di cibo, ad esempio il cioccolato, perché sembra che influisca sull'umore.Mangiare fa venire sensi di colpa quando lo si fa per cercare sollievo, non per saziare davvero la fame.Ti sei ritrovato in alcuni esempi? Non c'è da disperare. L'autrice di 50 modi per vincere la fame nervosa propone più di 50 tecniche molto efficaci per sconfiggere la fame nervosa e ritrovare benessere e forma fisica senza troppe difficoltà, basterà seguire i suoi consigli passo passo.Ecco alcune delle tecniche che imparerai:tecniche di meditazione consapevole (mindfulness meditation);cambiare i pensieri, cambiare le abitudini alimentari;calmare e rilassare il corpo con sensazioni di autoconforto;utilizzare la distrazione consapevole;cercare un supporto sociale confortante;fare tanta pratica delle tecniche apprese;affrontare il problema interiore che causa fame nervosa senza ostinarsi a cacciarlo dai propri pensieri.L'autriceSusan Albers è psicologa specializzata in disturbi alimentari e alimentazione consapevole.Susan è autrice di numerosi libri sull'alimentazione consapevole che sono diventati dei best seller in America.Conduce inoltre laboratori internazionali di consapevolezza alimentare.

Il metodo Bates per una vista perfetta senza occhiali
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Bates, William Horatio

Il metodo Bates per una vista perfetta senza occhiali

Macro, 20/03/2017

Abstract: Dagli studi, dalla ricerche approfondite e dalle geniali intuizioni del medico e scienziato William H. Bates, nasce questa straordinaria opera.Leggendola potrai finalmente aprire gli occhi sul modo corretto di vedere: quello secondo natura.Questo libro è la traduzione fedele della versione originale e integrale dell'opera più importante del vero pioniere dell'educazione visiva.Ti potrà sembrare strano pensare ai principi di un'opera datata come alla soluzione dei problemi visivi. Tuttavia, attraverso la lettura approfondita, potrai renderti conto della portata rivoluzionaria delle scoperte dell'autore.Ancora oggi l'oftalmologia moderna, infatti, si basa su scoperte effettuate entro i primi decenni dell'Ottocento, o ancora prima.Le moderne terapie riconosciute, non sempre rappresentano una soluzione reale ai problemi visivi. Vedere bene, secondo Bates, non dipende solamente dalla mera capacità di leggere una tabella di prova, da vicino o da lontano, ma da una serie di capacità molto più complesse e determinate da molteplici fattori.In queste pagine l'autore ci svela le basi della suo metodo che sta cambiando la vita di migliaia di persone in tutto il mondo.L'autoreWilliam Horatio Bates, laureato in medicina e chirurgia, cominciò a praticare nella città di New York e prestò servizio per un certo periodo, in qualità di assistente clinico, all'ospedale oftalmico-acustico di Manhattan. Divenne poi insegnante di oftalmologia nella scuola medica per laureati e nell'ospedale di New York.Nel corso delle sue ricerche, Bates dimostrò in maniera sperimentale che la fissazione normale dell'occhio è centrale ma mai stazionaria, e la tecnica sviluppata da lui per il trattamento della vista imperfetta senza ricorrere agli occhiali è basata su questo principio. Il suo metodo sviluppa la fissazione centrale educando il paziente nella doppia arte di rilassare e concentrare la vista.

Il gioco indiscreto di Xuan
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Vu Trong, Phung - Thuy, Hien Le

Il gioco indiscreto di Xuan

O barra O, 28/03/2017

Abstract: Pubblicato nel 1936, ma censurato dalle autorità vietnamite fino al 1986, questo romanzo è considerato uno dei capolavori letterari del Vietnam del XX secolo. Una satira dissacrante e ricca di humour che mette a nudo gli effetti della modernizzazione di stampo francese sulla nuova borghesia di Hanoi negli anni Trenta. Giocando audacemente con le contraddizioni insite nel processo di occidentalizzazione, Xuan Capelli Rossi, semi-analfabeta figlio del popolo ma dotato di grande ascendente sulle donne, realizza una folgorante scalata sociale: da umile raccattapalle nei circoli del tennis ad autorità indiscussa nel campo della moda, della medicina, della poesia, dello sport fino a essere proclamato eroe nazionale. Una sarabanda di vicende equivoche che smaschera le ipocrisie dello stile di vita acquisito e sbeffeggia i vietnamiti che si atteggiano a europei. Il libro rappresenta un esempio di critica all'occidentalizzazione vista con gli occhi di un "colonizzato".

Grande Era Onirica
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Zura-Puntaroni, Marta

Grande Era Onirica

minimum fax, 30/03/2017

Abstract: La vita della giovane Marta è un viaggio impaziente tra i viali di Parigi, le piazze di Siena e i boschi delle Marche. È un viaggio tramato da amori assoluti e assolutamente sbagliati, cosparso di farmaci e rituali per tenere a bada l'ansia, nell'attesa testarda della felicità. Marta sa di aver estratto una buona carta alla ruota dei destini, tutto è stato preparato perché le cose vadano nel verso giusto per lei, ma lo stare bene è la superficie levigata e illusoria di un lago ghiacciato. Marta si muove verso il centro, dove la crosta è più sottile e il pericolo non si percepisce e a volte sprofondare è inevitabile. Ma lei non si rassegna, risale ostinata tra le onde dei sogni e delle sostanze, della storia familiare e della passione fatale per un uomo molto più grande di lei. Grande Era Onirica è un romanzo poco educato, coraggiosamente sincero e commovente, sostenuto da una scrittura virtuosa, lucida e sognante.

René Leys
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Segalen, Victor - Giarda, Alessandro

René Leys

O barra O, 28/03/2017

Abstract: Pechino, 1911. Durante gli ultimi giorni della dinastia Qing, alla vigilia della Rivoluzione che porrà fine a un impero con oltre duemila anni di storia, il giovane professore belga René Leys, personaggio sfuggente e misterioso, sembra essere testimone delle vicende e degli intrighi che avvengono nelle stanze inaccessibili della Città Proibita. Confidente del defunto Imperatore Guangxu, amico dell'attuale Reggente, agente della polizia segreta e, per di più, amante dell'Imperatrice vedova, la figura di René Leys e i suoi straordinari racconti offrono a Victor Segalen la possibilità di mettere in scena un serrato confronto tra Reale e Immaginario e di esprimere il suo personale concetto di esotismo, il cui "potere di concepire l'altro" è la chiave per penetrare nel cuore della Cina. Un'opera venata di ironia e leggerezza, che oscilla tra il romanzo storico, il poliziesco, lo scritto autobiografico e costituisce una delle prove più enigmatiche e raffinate del primo Novecento.

Scompartimento per lettori e taciturni. Articoli, ritratti, interviste
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Cherchi, Grazia

Scompartimento per lettori e taciturni. Articoli, ritratti, interviste

minimum fax, 30/03/2017

Abstract: Recensioni e interviste, premi letterari, la vita di tutti i giorni nei libri e i libri dentro la vita di tutti i giorni: Scompartimento per lettori e taciturni è tutto questo. Grazia Cherchi visse per la letteratura incarnando una voce autorevole e libera, cercando di proporre al pubblico e alle case editrici un nuovo filtro critico. Collaboratrice editoriale e scout – tra le sue scoperte, Stefano Benni, Alessandro Baricco e Massimo Carlotto – rifiutò sempre di figurare nelle giurie di premi letterari, verso i quali non nutriva alcuna fiducia, restando invece un'accesa sostenitrice del giudizio dei lettori. Dai suoi articoli emerge la personalità di una grande donna prima che di una grande giornalista, una lettrice militante con un'unica missione: far scoprire il piacere della lettura a tutti senza distinzioni.

Sono un ottimista globale
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Gates, Bill - Franco, Massimo - Franco, Massimo

Sono un ottimista globale

Il Saggiatore, 30/03/2017

Abstract: Ottimista globale, utopista impaziente, riluttante imperatore contemporaneo – per censo e per influenza –, Bill Gates dedica ormai da anni le sue risorse, economiche e intellettuali, a cercare di risolvere i problemi del mondo. Il padre di Microsoft Corporation si racconta in questa conversazione con Massimo Franco, ripercorrendo le tappe significative della sua vita e tratteggiando la sua filosofia di intellettuale organico della globalizazzione. Gates è il figlio naturale di quella Silicon Valley estesa fino a Seattle, vera costola della nostra modernità e della ricchezza americana: una realtà che ostenta una posa minimalista ma che è in grado di forgiare lo stile di vita, i modelli di lavoro e il modo di pensare di miliardi di persone.Durante la lunga intervista Bill Gates non smette mai di dondolarsi sulla sedia in velluto del Four Seasons di Parigi: è il suo modo personalissimo di concentrarsi, da quando era bambino. E con la sua voce nasale, quasi metallica, analizza le sfide dirimenti dei prossimi anni: dalle migrazioni alle crisi finanziarie, dalle guerre alle grandi emergenze umanitarie. Delinea le ragioni profonde delle sue numerose imprese, come la creazione della Bill & Melinda Gates Foundation e poi del Global Fund, una rete di miliardari mossi dalla determinazione a migliorare le sorti delle zone più svantaggiate del pianeta. Con le loro generose e a volte anche controverse iniziative vantano di aver salvato venti milioni di vite in quindici anni, scongiurando centinaia di migliaia di nuove infezioni e coinvolgendo governi e istituzioni sovranazionali.Sono un ottimista globale tocca questioni di assoluta rilevanza. Affronta problemi ineludibili. Interpreta i segni della contemporaneità e tenta di delineare le sfide strategiche dell'Occidente attraverso le riflessioni di uno dei personaggi più influenti del nostro tempo: un visionario dell'era digitale e un fuoriclasse del software che, con sforzi anche economici straordinari, sta provando a riprogrammare il destino del mondo.

Vertigine
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Green, Julien

Vertigine

Nutrimenti, 27/05/2017

Abstract: Venti storie del maestro francese del mistero e del fantastico. I racconti, inediti in Italia, dell'autore di Viaggiatore in terra, una delle voci più originali della letteratura contemporanea, amato da grandi scrittori come Borges, Cocteau, Gide, Hesse, Landolfi. Prose che attraversano tutto il periodo d'oro dello scrittore francese, composte tra il 1920 e il 1956 e raccolte in volume nel 1984. Molte di queste storie hanno in comune, come suggerisce il titolo della raccolta, quell'istante di vertigine capace di scuotere una vita e cambiare un destino: un improvviso turbine di follia, che può manifestarsi sotto forma di audacia o ritrosia, di fuga in avanti o di fuga tout court. Serpeggia per i racconti una sessualità disorientata e febbrile che, agita o repressa, fa quasi immancabilmente il male di chi ne è portatore (o, altrimenti, dell'essere indifeso che la subisce).

BLOCK 46
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Gustawsson, Johana - Pazzi, Valeria

BLOCK 46

La Corte Editore, 03/04/2017

Abstract: Falkenberg, in Svezia. La sovrintendente Bergström ritrova il corpo nudo e congelato di una donna sulla spiaggia di Olofsbo. Nel frattempo, a Londra, una nota profiler, la taciturna Emily Roy, indaga su una serie di omicidi di bambini i cui corpi sono stati selvaggiamente mutilati e che presentano le stesse ferite della vittima svedese: la gola squarciata, gli occhi rimossi e una misteriosa Y incisa sul braccio. Ma è strano per un serial killer cambiare sia preda che terreno di caccia. È quindi uno solo o ci sono più psicopatici al lavoro? Un thriller mozzafiato, una corsa contro il tempo che porterà queste due donne fino alle atrocità commesse a Buchenwald nel 1944.

La bambina che amava Stephen King
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Dumont, Claudine

La bambina che amava Stephen King

La Corte Editore, 03/04/2017

Abstract: Emilie è una bambina autistica che vive in un mondo tutto suo e ama divorare i libri di Stephen King, il suo autore preferito. Emilie è quindi sempre stata diversa. Ma adesso quell'essere "diversa" è cambiato. Un incidente l'ha trasformata in qualcosa che non ci si riesce a spiegare, che non si riesce a tollerare e che sembra non farle più avere bisogno di Julie, sua sorella, l'unica che sa accedere al "suo" mondo e con la quale ha sempre avuto un rapporto speciale. Julie quindi farà di tutto, comprese alcune decisioni impossibili e atti senza senso, per capire cosa stia succedendo veramente e trovare una soluzione per riportare indietro la sua sorellina. Un horror psicologico che mescola il quotidiano della vita reale a un'alta suspense emotiva in una miscela esplosiva e dal frenetico ritmo che vi terranno svegli per tutta la notte.

Delitti di lago
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Sampietro, Ambretta

Delitti di lago

Morellini Editore, 30/03/2017

Abstract: Dopo le due fortunate edizioni precedenti, tornano i Delitti di lago: misteri avvincenti sullo sfondo di paesaggi magnifici e autori dediti a celebrare la bellezza e la magia del territorio. Venti racconti gialli ambientati sulle sponde dei laghi più belli del Nord Italia, dal Lago Maggiore al Lago di Garda, a quello di Como, di Varese, d'Orta, Ceresio e d'Iseo.Come uscirà dal doloroso triangolo amoroso di cui è vittima la serva di Villa del Balbianello? Quale sarà il dettaglio che permetterà al commissario di risolvere il caso della tragedia familiare compiutasi sul Lago di Varese? E la placida Valsolda ritroverà la pace dopo il terribile incidente che ha sconvolto i suoi abitanti? La vicina del commissario Montefoschi è davvero caduta dalle scale? E perché a Levo c'è una casa dalle luci perennemente accese? Chi è la donna trovata morta sul lungolago di Stresa? E il cadavere senza testa rinvenuto nel Lago d'Iseo? Che ne è stato di Elisa, di Giovanni Brignoli e della donna fantasma che nessuno riesce più a ritrovare? Come può la piccola Matilde aiutare il commissario Pacone nelle sue indagini?Queste e altre domande si perdono nelle misteriose acque lacustri, e lasciano al lettore il piacere di trovare una risposta.Gli autori dei racconti: Erica Arosio, Giuseppe Battarino, Emiliano Bezzon, Angela Borghi, Mercedes Bresso, Sonia Carli, Emilia Covini. Andrea Dallapina, M.A. Della Morte Conte, Simone Falcone, Massimiliano Govoni, Daniele Grillo, Alessandra Guzzonato, Aldo Lado, Sara Magnoli, Giorgio Maimone, Duilio Parietti, Alberto Pizzi, Alice Stocco Donadello, Laura Veroni.

Dello spirito libero
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Tronti, Mario

Dello spirito libero

Il Saggiatore, 30/07/2015

Abstract: Si dice che le categorie del Novecento non siano in grado di capire il presente. Falso. Solo il Novecento ci fa capire il dopo; solo chi lo ha attraversato e sofferto, tutto intero, può interpretare il presente con strumenti affilati. Mario Tronti, che il xx secolo l'ha vissuto da protagonista intellettuale – da marxista eretico – e ne è uscito sconfitto, non ha rinunciato all'esigenza, e al dovere, di capire. Oggi la libertà di pensiero è garantita, ma non è concesso un pensiero di libertà: il capitale ha conquistato tutto il mondo, e così è arrivato a conquistare anche tutto l'uomo. Non solo trattato di filosofia politica, Dello spirito libero è anche e soprattutto un capolavoro di resistenza: un'opera composta di frammenti, perché "non si può ormai pensare e scrivere che per frammenti, essendo esploso il mondo di ieri in mille pezzi". Un libro matto e disperatissimo, profondamente autentico. Scegliendo il procedimento analogico e lo stile metaforico, senza mai cedere all'autobiografia o alla confessione, Tronti richiama e contempla tragicamente i grandi temi della storia e dell'uomo: il Moderno occupato dal capitalismo e la concezione borghese della vita, la Rivoluzione d'ottobre e l'errore del socialismo subìto, il crollo del comunismo e la fine della storia; la memoria, le classi, il feticcio della merce, la critica della democrazia, l'autonomia della politica. Nelle riflessioni su libertà, destino e profezia risuonano le parole di Marx, Tocqueville, Smith; Montaigne, Hegel, Nietzsche; Musil, Kafka, Benjamin. Ma anche san Paolo, i vangeli, la Bhagavadg?t? : essere dentro il proprio tempo senza appartenere al proprio tempo è possibile solo riscoprendo la dimensione spirituale del vivere, nella convinzione che contrapporre due orizzonti grandemente umani come cristianesimo e comunismo è stata una sciagura per la modernità. Dello spirito libero è un esercizio ascetico di pensiero complesso – come deve esserlo il pensiero che sfida se stesso – mai artificiosamente difficile, mai falso. Tronti è un autore che si mette in gioco fino in fondo. E al suo lettore non può chiedere di meno.

Il principe della zolla
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Brera, Gianni

Il principe della zolla

Il Saggiatore, 14/09/2015

Abstract: Di Stefano e Pelé, i più grandi. Italia-Germania 4-3. L'abatino Rivera e Gigi Riva, Rombo di tuono. Nereo Rocco, pragmatico sincero. Il giovane Coppi e gli inverni dell'Alessandrino. Il fi ero Gimondi, cannibalizzato da Merckx. Don Lisander Manzoni, che in Don Abbondio dipinge se stesso. Quasimodo e Gadda. Fiumi, laghi, risaie e vigneti padani. Salami e capponi, carpe e storioni, barbera e barbacarlo. Il mondo di Gianni Brera, grande come il mondo intero. Il principe della zolla custodisce le cento storie di uno scrittore che passava per giornalista sportivo. "Un grande fiume senza mai problemi di siccità", secondo Gianni Mura, che qui ha raccolto i migliori articoli di Brera – battuti a caldo e dettati a braccio a indefessi dimafonisti – unendoli alle pagine più meditate dei suoi romanzi. Un'antologia che si trasforma in un unico grande racconto, curata con il rispetto di un allievo consapevole dell'inimitabilità del maestro; con l'affettuosa nostalgia di lunghe notti avvolte nel fumo di sigari e pipe, trascorse parlando di calciatori e poeti, vini e ciclisti, politici e discoboli. L'Arcimatto Brera, sempre generoso e tagliente, ha celebrato il lato epico del calcio e la fatica del calciatore, i campioni intramontabili e l'italianissimo catenaccio. Ha saputo restituire la meraviglia del gesto atletico, il gusto del virtuosismo tecnico, la sublimazione del sacrificio. Nel calore della passione ha forgiato un linguaggio nuovo, verso il quale il giornalismo sportivo italiano, e persino internazionale, sarà sempre debitore. Ha cantato la terra e la lingua di Lombardia, e insieme le terre e le lingue incontrate girovagando per mondi sportivi, reali, letterari. In queste pagine rivive la sua vita, bella e intensa come un Giro d'Italia.

Il sugo della vita
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Camporesi, Piero

Il sugo della vita

Il Saggiatore, 07/04/2017

Abstract: Santa Maria Maddalena de' Pazzi è preda di visioni in cui implora Gesù crocifisso stillante sangue dalle piaghe di irrorarla con il sacro liquido, in un bagno di "concupiscenzia siziente e saziante" che le avrebbe fatto raggiungere la beatitudine. In Spagna cuochi e pasticcieri non di rado utilizzano le carni degli squartati e i frammenti dei suppliziati per preparare sanguinolenti vol-au-vent. All'assassino del principe d'Orange, atrocemente torturato per quattro giorni prima di spirare dal dolore, il carnefice pratica una laparatomia sulla pubblica piazza, incanalando in catartico teatro di massa l'antico, inestirpabile istinto di Caino.È nel sangue, sul filo rosso fra puro e impuro, che si rappresenta l'inesausto dramma tra sacro e profano, tra storia del divino e storia di quell'umano che dell'umanità vuol disfarsi. Nel Sugo della vita Piero Camporesi prende in carico la narrazione di questa storia: con maestria racconta la potente carica metaforica del sangue che, rosso e dolciastro, cola sull'immaginario prescientifico a coagulare simboli ora terrifici ora salvifici, connessi alla dissoluzione e alla morte o alla rigenerazione e alla vita. Così il sangue di Cristo acquista la preziosità taumaturgica di un magico unguento che annichilisce i miasmi della malignità: il più squisito distillato, uscito non dalla bottega di un qualsiasi speziale ma dalla grotta meravigliosa del costato del Protomedico che ha sconfitto la morte. Viceversa, per strada le compagnie dei flagellanti si autopuniscono ferocemente salassandosi a staffilate: carnevali di afflizione, riti di violenza sacra, esorcismi collettivi per neutralizzare l'empietà che irrora il tessuto sociale.Poi l'antico enigma del sangue si è dissolto; la società postindustriale – asettica, anemica, emofobica – effonde solo il sangue altrui, nelle fiumane cruente della guerra. Il Saggiatore continua la ripubblicazione del corpus delle opere di Camporesi – avviato con Il pane selvaggio e proseguito con Le belle contrade – e rende al pubblico quest'altra magnifica tavola dell'opulento polittico in cui Camporesi ha ritratto l'umanità nella transizione dal premoderno al contemporaneo.

Riccardin dal ciuffo
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Nothomb, Amélie - Mattazzi, Isabella

Riccardin dal ciuffo

Voland, 07/04/2017

Abstract: "…in quella guerra sanguinosa e piena di pericoli che è l'amore a volte è possibile anche assaporare un trionfo."Due esistenze sembrano condannate alla solitudine, fin quando per caso il destino non le farà incontrare: il famoso ornitologo Deodato ha un aspetto repellente ma è provvisto di un'intelligenza fuori dal comune. Altea, al contrario, stupisce chiunque per la sua incantevole bellezza, che però sembra unirsi a un ingegno limitato e a una totale mancanza di interessi… Amélie Nothomb gioca ancora una volta con la fiaba popolare, come già in Attentato e Barbablù, offrendo al lettore un romanzo sui misteri dell'amore e della natura umana.

Com'è trascorsa la notte
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Tuena, Filippo

Com'è trascorsa la notte

Il Saggiatore, 13/04/2017

Abstract: Una notte trepida e incantata, interminabile, una notte animata da fate e folletti, da innamorati resi ciechi dai volubili capricci della passione, da attori che sfuggono al loro copione. È il Sogno di una notte di mezza estate, che Filippo Tuena rievoca esplorandone le profondità più nascoste, impadronendosi del testo shakespeariano e lasciandosene possedere, per dare vita a un romanzo che è, insieme, un atto d'amore nei confronti della letteratura.E di una donna misteriosa, sfuggente come una princesse lointaine della tradizione cortese, a cui uno scrittore senza nome rivolge un lungo canto, convocando i personaggi di William Shakespeare – Ermia e Lisandro, Teseo e Ippolita, Titania e Oberon, Bottom con la sua testa d'asino e il beffardo Puck – perché intessano una volta di più le loro trame e, così facendo, lo aiutino a riconquistare l'amata. Paradigmi di una fenomenologia dell'amore sensuale, effimero, gioioso o incomunicabile, destinato alla sconfitta eppure irreprimibile, questi personaggi diventano – in Com'è trascorsa la notte – emblemi di una condizione universale, trasfigurata, nelle ultime pagine, in visioni del cosmo in cui corpi celesti e corpi umani sembrano soggetti alle stesse forze di attrazione e ripulsa.L'esito è una sinfonia di riprese, contrappunti e variazioni, il cui inestricabile fil rouge è il magico distillato di viola del pensiero che, versato sulle palpebre degli addormentati dal folletto Puck, fa cadere chiunque nell'incantesimo d'amore, o funge da narcotico per lenire l'amarezza che sorge insostenibile quando ci si rende conto che il domani sarà doloroso e l'amato perduto per sempre. Seguendo la scia di questo distillato portentoso, Filippo Tuena compone un romanzo immaginifico in cui saggio e narrazione si fondono in un'armonia gioiosa e perturbante, intima e fiabesca. E trascina il lettore, pagina dopo pagina, a un finale inatteso e spiazzante, in cui amore e morte giungono a coincidere in un ultimo atto, in un ultimo attimo di sogno.