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Una foresta ricamata. Parole scucite tra selve e silenzi
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Fratus, Tiziano

Una foresta ricamata. Parole scucite tra selve e silenzi

Mimesis Edizioni, 19/06/2025

Abstract: Una foresta ricamata è quasi un album di famiglia, si tratta di minimi atti di meditazione sotto forma di segni d'inchiostro. Tiziano Fratus, homo radix / dendrosofo / cercatore di alberi secolari / autore di boschi miniati nonché buddista silvestre, rilegge le sue poesie e le sue invenzioni più intimamente legate alla natura e tiene un bilancio, a cinquant'anni, di quel che resta dopo la scomparsa del padre, la scorsa estate, e degli echi di una nonmadre oramai irraggiungibile. Selve reali e selve memoriali, selve scritte e selve silenziose. Una foresta ricamata abbraccia Teatro Bosco Fosco, canto d'amore e fantasticheria alla natura, opera da rivivere possibilmente in una selva; Poesie della nonmadre, preghiera alla e della solitudine di quella che è stata a suo modo la povera, fragile, madre naturale; Inventare un padre è un urlo, uno schianto, un dolore graffiato sulle pagine, sbocciato durante e dopo la scomparsa del padre; Confessione all'albero e Concerto al principio del mondo sono infine ipotesi, forse intuizioni, epifanie.

Il male in persona. Nomi immagini e simboli del diavolo
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Brescia, Teodoro

Il male in persona. Nomi immagini e simboli del diavolo

Mimesis Edizioni, 19/06/2025

Abstract: Chi ha inventato l'immagine del Diavolo e i suoi simboli? Quando e perché?Se fosse solo uno strumento di morte, la Croce potrebbe essere un simbolo sacro?Perché il cattolicesimo è l'unica delle antiche religioni che ha demonizzato l'astrologia, la prima arte dei Magi? Come mai ha poi santificato i tre re Magi e conservato il segno astrologico della "stella cometa"?Possibile che i Magi – com'è scritto in un vangelo apocrifo – videro la stella al concepimento di Gesù e non alla sua nascita?Sapevate che Bue, Asinello, Mangiatoia... sono tutti antichi nomi di elementi astronomici?

Terra di fichi d'India
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Khalifa, Sahar

Terra di fichi d'India

Jouvence, 19/06/2025

Abstract: Nella Palestina occupata, Nablus diventa un palcoscenico per le vite di Usama e Adel, cugini che rappresentano le sfumature di un'identità collettiva segnata dalla sofferenza. Usama, tornato da un lungo viaggio, incarna un idealismo ardente e la lotta per la propria terra, mentre Adel, con le cicatrici della prigionia, vive un pragmatismo forzato. Questo incontro, tra contrasti apparenti di fanatismo e moderazione, consente un'analisi profonda delle scelte che una comunità deve affrontare nella quotidiana lotta per la dignità e la libertà. Sahar Khalifa, attraverso una narrazione incisiva, evidenzia le contraddizioni umane e la necessità di compromessi per raggiungere una pace auspicata, rendendo quest'opera immancabile per chi desidera comprendere le complessità della condizione palestinese.

Akira Kurosawa. Visioni, tradizione e innovazione nel cinema giapponese
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Antoniazzi, Riccardo

Akira Kurosawa. Visioni, tradizione e innovazione nel cinema giapponese

Edizioni NPE, 19/06/2025

Abstract: Akira Kurosawa (1910-1998) è una figura centrale del cinema mondiale, capace di fondere tradizione giapponese e influenze occidentali in uno stile unico. Dai racconti epici come I sette samurai ai drammi esistenziali come Vivere, ogni suo film è un capolavoro di narrazione visiva. Questo libro esplora il suo metodo innovativo, l'impatto sulle generazioni successive e il significato culturale delle sue opere, offrendo un ritratto approfondito di un maestro senza tempo.

A scuola. L'arte di educare
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Mortari, Luigina

A scuola. L'arte di educare

Mimesis Edizioni, 19/06/2025

Abstract: Senza un investimento sull'educazione il tessuto sociale e culturale di una collettività si inaridisce. Ma come superare la crisi sempre più profonda che sta colpendo la scuola italiana negli ultimi anni? Secondo Luigina Mortari occorre ripensare l'offerta formativa e uscire dal paradigma di una scuola orientata esclusivamente alla professionalizzazione degli studenti. Nella prospettiva di un nuovo umanesimo servono scuole in grado di farsi cantieri di esperienze feconde e laboratori di umanità. Ecco alcune soluzioni per ripartire.

Le sorgenti esoteriche della filosofia. Ex Oriente lux
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Di Bernardo, Giuliano - Thomas, John Martin - Thomas, H.H. Sir John Martin

Le sorgenti esoteriche della filosofia. Ex Oriente lux

Jouvence, 19/06/2025

Abstract: Quali sono le vere origini del pensiero filosofico? Scopo di questo libro è ripercorrere la sua storia mettendo in luce il ruolo centrale della tradizione esoterica, un filo invisibile che unisce le antiche civiltà di India, Cina, Iran, Egitto e Grecia. Partendo dalle trasformazioni climatiche avvenute dopo l'ultima era glaciale, l'autore esplora il legame tra l'evoluzione delle società umane e la nascita della filosofia, influenzata dalla pastorizia nomade e dall'agricoltura.Mentre nelle culture orientali il sapere era tramandato in contesti riservati agli iniziati, nella Grecia del VI secolo a.C. la democrazia trasforma la filosofia in un sapere pubblico, minando la dimensione esoterica che l'aveva caratterizzata per millenni. Tuttavia, figure come Pitagora e Socrate rimangono fedeli a una trasmissione del sapere ristretta a pochi eletti, scontrandosi con un mondo che non accetta scuole chiuse.Il libro si conclude con un interrogativo attuale: gli ordini esoterici hanno ancora un senso nella società contemporanea o appartengono a un passato ormai scomparso?

Scene della guerra antifascista
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Davidson, Basil

Scene della guerra antifascista

Res Gestae, 19/06/2025

Abstract: Nel suo memoir coinvolgente e istruttivo, Basil Davidson esplora la Resistenza antifascista in Italia e Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale, gettando luce su un capitolo spesso trascurato della storia europea. In qualità di rappresentante dello Special Operations Executive (SOE) britannico, Davidson racconta la determinazione dei partigiani rivoluzionari e la loro speranza che i sacrifici portassero a una nuova società. Questo libro descrive il conflitto mondiale come un'esperienza politica, mirata non solo a liberarsi dall'occupazione tedesca, ma anche a ristrutturare le società che avevano alimentato il fascismo. Una testimonianza fondamentale per riaffermare la memoria di coloro che hanno combattuto per il cambiamento.

Terra incognita. Una breve storia dell'ignoranza
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Corbin, Alain

Terra incognita. Una breve storia dell'ignoranza

Touring Editore, 09/07/2025

Abstract: La storia della conoscenza non è lineare, avanza come una marea, oscillando tra intuizioni e lacune, conquiste e misteri irrisolti.Sapere di non sapere può essere un viaggio entusiasmante. Quella dell'ignoranza è un'avventura coinvolgente, fatta di intuizioni folgoranti e spettacolari malintesi, perché la visione di un'epoca si forma nelle zone d'ombra più che nei saperi già acquisiti, nei vuoti, nelle incertezze, nelle possibilità lasciate aperte dall'ignoto.Il terremoto di Lisbona del 1755 segna una frattura profonda nella rappresentazione del mondo. Scardina l'idea di un ordine naturale perpetuo e divino, aprendo la strada a nuove ipotesi, più disincantate ma ancora incerte, sull'origine dei fenomeni naturali. Tra fine Settecento e primo Ottocento le nozioni sulla crosta terrestre, sui vulcani, sui ghiacciai, sui meteoriti e sull'atmosfera restano frammentarie, spesso basate su osservazioni isolate o interpretazioni errate. La Terra è al centro di un'intensa attività speculativa, ma i dati concreti sono pochi e spesso contraddittori. Ancora all'alba del Novecento molte aree del pianeta – dai fondali oceanici ai ghiacci polari, fino al sottosuolo – restano largamente inesplorate e circondate da congetture. L'ignoto domina, e spesso sorprende più del noto.La storia dell'ignoranza è fatta di errori, abbagli clamorosi, ipotesi ardite o stravaganti, ma capaci di suscitare stupore. Quello descritto da Alain Corbin è uno scenario dove il non sapere diventa il formidabile motore della curiosità umana, in grado di risvegliare la sete di conoscenza e trasformare le visioni del mondo più radicate.Alain Corbin è tra i più grandi storici contemporanei, pioniere nella storia sociale e culturale dei secoli XVIII e XIX. In Italia sono stati pubblicati, tra gli altri: Storia sociale degli odori (1986), L'invenzione del mare (1990), Breve storia della pioggia (2021).

Al tempo dei giardini. Sogni, simboli e miti d'acqua
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Belmonte, María

Al tempo dei giardini. Sogni, simboli e miti d'acqua

Touring Editore, 10/07/2025

Abstract: "Col tempo ho scoperto che le fonti d'acqua sono luoghi magici a cui bisogna accedere senza fretta, come se si andasse a fare visita a un amico."Un viaggio attraverso i secoli che svela il fascino di sorgenti e fontane, straordinario bacino di sogni, fantasie e visioni del mondo. Da sempre mitologia, arte e letteratura attingono all'acqua per indagare i misteri dell'esistenza: immergersi nella trasparenza significa varcare una soglia, entrare in un dominio mistico dove regnano leggi primordiali che alterano il flusso del tempo e stimolano i cinque sensi. Ogni suono, riflesso e movimento sembra suggerire qualcosa che sfugge al razionale, risuonando profondamente nel nostro essere. Dalle ninfe dell'antica Grecia agli incantevoli giardini rinascimentali, forse è proprio tra sorgenti e giochi d'acqua che possiamo ritrovare un frammento della nostra natura perduta, una parte di noi che resta nascosta, ma scorre impetuosa in attesa di essere riscoperta.María Belmonte ha studiato Storia a Bilbao e Antropologia a Barcellona. Ha conseguito un dottorato in Antropologia sociale all'Università dei Paesi Baschi. Autrice di diversi libri su cammini, viaggi e pellegrinaggi dall'antichità a oggi, Al tempo dei giardini è la sua prima opera pubblicata in Italia.

Lo stretto indispensabile. Storie e geografie di un tratto di mare limitato
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La Cecla, Franco - Zanini, Piero

Lo stretto indispensabile. Storie e geografie di un tratto di mare limitato

Touring Editore, 20/07/2025

Abstract: Ci sono luoghi del mondo che sono sospesi tra reale e immaginario. Come le metafore.Gli stretti di mare sono una forma del pensiero: obbligano a misurarsi col limite, l'attrito, la necessità di mediazione. Crocevia di scontri e timori, sono dispositivi geografici attraversati da forze contrapposte, e non c'è potere che non abbia provato a controllarli, domarli, militarizzarli. Eppure in essi si cela anche la speranza dell'incontro e del ricongiungimento, dell'ibridazione, del racconto condiviso. Tra i migranti di Gibilterra e le navi mercantili di Suez, nello stretto di Messina come in quello di Bering, le correnti rimescolano le leggi della storia e dell'economia, traghettando di sponda in sponda paure, passioni e desideri. Compiere l'attraversamento significa confrontarsi con un intreccio di rotte, memorie e visioni reali o immaginarie che risuonano nella letteratura di ogni epoca: dal travagliato transito di Ulisse tra Scilla e Cariddi alla Istanbul di Pamuk, passando per le pagine di scrittori-navigatori come Stevenson e Conrad.Gli stretti continuano a porre domande più che offrire risposte. Nei loro passaggi obbligati si riflette la geografia instabile del nostro tempo, che Franco La Cecla e Piero Zanini percorrono seguendo le tracce di infinite suggestioni, tensioni, rotture e possibili connessioni.Franco La Cecla insegna Antropologia culturale alla NABA e allo IULM, a Milano. In passato ha insegnato a Berkeley, Parigi, Barcellona, Venezia, Palermo. Nei suoi lavori ha affrontato spesso il tema dell'organizzazione dello spazio contemporaneo tra localismo e globalizzazione. Tra le sue pubblicazioni, Il malinteso (1997), Contro l'architettura (2008), Addomesticare l'architettura (2024).Piero Zanini è ricercatore al Laboratoire Architecture Anthropologie de l'École Nationale Supérieure d'Architecture de Paris-la-Villette, dove insegna Antropologia urbana. Le sue ricerche esplorano i modi, le forme e le temporalità che strutturano il rapporto mutevole tra le persone e i luoghi che abitano. Tra le sue pubblicazioni, Significati del confine (1997) e, con Franco La Cecla, Una morale per la vita di tutti i giorni (2025).

Le stagioni della verità. I Monteleone
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Ingrosso, Lucia Tilde

Le stagioni della verità. I Monteleone

Baldini+Castoldi, 20/06/2025

Abstract: Milano, giorni nostri, dicembre. La dorata routine della famiglia Monteleone è sconvolta dalla morte misteriosa e violenta di uno dei suoi esponenti più in vista. Chi è la vittima? Lo scopriamo riavvolgendo il nastro fino all'inizio dell'anno. In dodici mesi, a casa Monteleone, insieme alle stagioni si susseguono passioni, intrighi, amori e rivalità, mentre il passato riemerge ingombrante e minaccioso. La famiglia si allarga, si strappa e poi si ricuce, accoglie nuovi membri e rivendica il suo prestigio. C'è chi flirta con l'azzardo e chi guida auto di lusso, chi addenta la vita e chi "a dieci anni già sapeva odiare", chi insegue l'amore e chi è "contento, sì, ma felice è diverso". Sullo sfondo, ma protagonista essa stessa, Milano con i suoi luoghi simbolo: le dimore lussuose del centro, il Teatro alla Scala e lo stadio di San Siro. La città lombarda è il fulcro, il punto di partenza e di arrivo di una storia che si dipana tra Firenze e i laghi del Nord, fino ad arrivare a Valencia e Lanzarote. In un susseguirsi di prove d'amore e inganni, indagini e colpi di scena, Lucia Tilde Ingrosso arricchisce di pagine uniche un album già colmo di raffinati dettagli, mostrandoci uno spaccato dell'Italia contemporanea, ma anche un ritratto – beffardo e tenerissimo – di ciascuno di noi.

Anche i ricchi piangono. La crisi del modello Milano e delle global cities
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Centemero, Giulio

Anche i ricchi piangono. La crisi del modello Milano e delle global cities

Baldini+Castoldi, 20/06/2025

Abstract: Milano è la global city italiana per antonomasia, la più ricca, ma, all'ombra della Madonnina, i milanesi si scoprono poveri. O meglio, finti ricchi. Che cosa sta succedendo? In questa inchiesta, Giulio Centemero percorre in rassegna una serie di fenomeni che ne intercettano uno più silente e nascosto: la metamorfosi delle città, tra opportunità, conflitti e contraddizioni. Perché Milano non è un fatto locale, quanto invece un paradigma che consente di comprendere le dinamiche più estese e universali delle global city, davanti alle quali non ci si può permettere di sopravvivere soltanto. Il presente ci chiede di comprendere e raccogliere le sfide che arrivano dalle nuove tecnologie e dai mutamenti antropologici e sociali, rivendicando per i nostri centri urbani un ruolo di guida e di ottimismo. Prendendo in esame cinque diversi ambiti – affitti brevi, istruzione, turismo, giovani e "Cantillon effect" – Anche i ricchi piangono scava nelle dinamiche che oggi caratterizzano la vita della metropoli lombarda. La diffusione dello smart working e il neo nomadismo digitale hanno fatto crollare sicurezze e prospettive, al punto che anche la casa non è più percepita come un diritto. Ma è tutta colpa di Airbnb oppure il fenomeno degli affitti brevi, incrementato dal turismo di massa, rivela invece uno stile di vita che sta evolvendo rapidamente verso esiti sconosciuti? Per non parlare della scuola: si mandano i bambini nelle scuole private per scelta o per necessità? Che cause ha e che conseguenze innesca lo spopolamento allarmante dei centri storici? Come può Milano oggi proporre un nuovo esempio di sviluppo e comunità, per farsi ancora città-catalizzatore di un ritorno dei giovani che fuggono all'estero o delle famiglie che si spostano nelle aree suburbane? Trovare risposte a queste domande – attraverso una riflessione approfondita, supportata dai dati scientifici – significa trovare un modo per trainare le nostre città verso il futuro.

Luminose cose morte. Testo inglese a fronte
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Limón, Ada

Luminose cose morte. Testo inglese a fronte

La nave di Teseo, 20/06/2025

Abstract: L'identità, la perdita, la memoria e il cambiamento sono i fili, a volte tangibili a volte più impalpabili, che legano il corpus di poesie di Luminose cose morte di Ada Limón, finalista al National Book Award nel 2015. Suddivisa in quattro parti, la raccolta traccia il percorso biografico ed emotivo dell'autrice, ancorandolo a eventi e trasformazioni che brillano lungo le pagine come punti cardinali mischiati alla rinfusa, eppure in grado di orientarci in quella mappa instabile che è il divenire della vita. La morte di un genitore, il trasferimento in un luogo rurale e selvatico, il congedo dalla vita giovane, l'amore e la prepotenza della natura sono alcuni dei temi che scandiscono la ricerca espressiva e lessicale di Ada Limón. Una ricerca tesa in avanti, che si fa affilata e straziante come una freccia, oppure armonica, spavalda e generosa come un cavallo, capace di trovare un palpitante equilibrio tra introspezione e osservazione, tra sofferenza e desiderio, tra ironia e lucidità. Affine ad autori come Frank O'Hara, Philip Levine, Pablo Neruda, l'opera di Ada Limón, nominata Poeta Laureata degli Stati Uniti nel 2022, è un caldo e arreso abbraccio allo stupore del presente, un abbraccio che accoglie e districa tutta la complessa e fitta rete di rispondenze tra sé e il mondo, tra sé e il dolore, tra sé e le possibilità.

Lo scialle
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Ozick, Cynthia

Lo scialle

La nave di Teseo, 20/06/2025

Abstract: Nel mezzo di un inverno terribile Rosa marcia, debole e affamata, verso un campo di concentramento nazista. Al petto stringe la figlia Magda, avvolta in uno scialle. La stoffa sembra proteggere e nascondere la bambina, finché Rosa non sarà costretta a utilizzare proprio quello scialle per tapparsi la bocca ed evitare di urlare di fronte all'orrore. Trent'anni dopo Rosa è in una Miami dove pare esserci un'unica stagione: un'estate perenne e soffocante. La sua rabbia e il suo dolore si sono trasformati in follia e il suo sostentamento si basa sui pochi aiuti che riceve dalla nipote rimasta a New York. Anche in quella situazione, così diversa, sarà lo scialle a riportarla al suo doloroso passato. Un classico moderno e un capolavoro in entrambi gli atti, Lo scialle riesce a raccontare l'inimmaginabile: l'orrore dell'olocausto, ma anche il dolore e il vuoto che i sopravvissuti hanno dovuto affrontare come ulteriore, terribile, conseguenza.

Volere valore. Ma non chiamatemi Mr. Bulgari
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Trapani, Francesco

Volere valore. Ma non chiamatemi Mr. Bulgari

Baldini+Castoldi, 20/06/2025

Abstract: Questa non è la solita biografia del manager di successo: in queste pagine Francesco Trapani prova, invece, a raccontare le stagioni di una vita che ha avuto la fortuna e la sorte (familiare) di incrociare la storia di un grande nome, Bulgari, fulgido emblema dello stile italiano; e le epoche del mondo che, a una velocità incredibile, si sono susseguite nel giro di pochi decenni. Dalla Napoli lasciata appena laureato, alla fine degli anni Settanta, alla New York veloce del futuro, per poi tornare a Roma, dove c'è l'azienda di famiglia: Bulgari, amarcord della "dolce vita", fascino senza tempo, che riesce a splendere anche in quegli opachi anni Ottanta, quando sta per scappare, ma il destino spariglia le carte, e si ritrova amministratore delegato, ad appena 27 anni. La "Cura Trapani" porterà la già prestigiosa storia della Maison in tutto il mondo. Fino a quando gli imprevedibili colpi del nuovo millennio imporranno di assicurare un futuro al marchio, al di là della famiglia, e il testimone passerà al grande gruppo francese di Bernard Arnault. Trapani non si ferma. In questo mondo che vende sogni, è una "macchina da guerra": ma garbato, riservato e sempre lontano dal glamour. Collabora con Arnault, trova nuove soddisfazioni nel mondo del private equity, e tenta anche un'avventura americana con Tiffany. Francesco Trapani ha navigato con una buona dose di sicurezza e di fortuna il mare ampio del successo e del lavoro, cercando, sempre, di costruire valore.

Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti
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Guerri, Giordano Bruno

Povera santa, povero assassino. La vera storia di Maria Goretti

La nave di Teseo, 27/06/2025

Abstract: Maria Goretti era una bambina di appena undici anni resa ancora più piccola, nel fisico e nella mente, dalle spaventose condizioni di povertà e ignoranza in cui viveva, nelle Paludi Pontine, agli inizi del Novecento. Il suo assassino, Alessandro Serenelli, era un ragazzo di nemmeno vent'anni che non riuscì a violentarla e la uccise per pazzia o per sfuggire, con la prigione, alla vita bestiale nella palude. Sulla base dei documenti del processo penale e della causa di canonizzazione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce la vicenda di Maria Goretti, una storia di santità sollecitata prima dalla reazione ultracattolica, poi favorita da Mussolini per dare una santa locale alle paludi bonificate, infine decisa da Pio XII per fornire un esempio di virtù in un "secolo corrotto e corruttore". Questo saggio, che ha scatenato all'uscita grandi polemiche e clamorose reazioni del Vaticano, è un'inchiesta sui meccanismi terreni che presiedono le cause dei santi. In questa edizione aggiornata, Guerri ripercorre la "politica dei santi" da Giovanni Paolo II a Francesco, fino all'elezione di Leone XIV, raccontando così in modo documentato i passaggi cruciali che uniscono, tra conflitti e complicità, la Chiesa e la società italiana.

Le metamorfosi degli imperi
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Portinaro, Pier Paolo

Le metamorfosi degli imperi

Solferino, 20/06/2025

Abstract: Parlare di imperi significa alludere, tradizionalmente, a potenze che dispongono di grandi estensioni territoriali, ne controllano le risorse e tendono a considerare i loro confini inviolabili verso l'interno ma sempre espandibili verso l'esterno, in forza di qualche missione culturale da compiere. La storia globale è storia di imperi e al suo interno il protagonismo degli stati nazionali, sorti in età moderna e oggi in evidente declino, non rappresenta che una parentesi nella storia universale. Per analizzare il cambio d'epoca che ci sta travolgendo, Pier Paolo Portinaro legge i recenti accadimenti attraverso questa interpretazione e propone una lettura dei fatti politici e bellici in chiave di filosofia della storia. Ne nasce così una lucida riflessione sul tema della guerra e del diritto, che evidenzia quanto i conflitti in corso stiano mettendo a repentaglio i principi fondativi del diritto internazionale umanitario, sfidato in modo radicale dalle nuove dislocazioni di potenza.Una deriva irreversibile, quella che il mondo contemporaneo sembra aver preso? No, se è vero che i rapporti internazionali, come tutte le cose che stanno nella storia, non sono condannati alla fissità e alla cristallizzazione ma esposti a lenti eppur inesorabili cambiamenti. Dove manca il coraggio del nuovo prende piede la regressione, dove falliscono le riforme dell'ordine internazionale trionfa il revisionismo delle potenze imperiali, e nondimeno l'esperienza storica mostra che anche le autocrazie sono esposte alle crisi e al declino. Proprio qui si colloca la sfida che l'Europa è chiamata ad affrontare: dar vita a un impero democratico, un nuovo impero del diritto, per favorire la transizione dall'attuale disordine pandemico a un ordine multipolare riequilibrato.

Perché moriamo. La nuova scienza dell'invecchiamento e la ricerca dell'immortalità
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Ramakrishnan, Venki

Perché moriamo. La nuova scienza dell'invecchiamento e la ricerca dell'immortalità

Adelphi, 20/06/2025

Abstract: La consapevolezza della caducità dell'esistenza è una caratteristica esclusivamente umana, così come la capacità di elaborare strategie che affranchino dal pensiero ossessivo della morte. Quelle concepite sinora – la resurrezione, il paradiso, la reincarnazione –, tuttavia, oggi non ci bastano più, né ci basta il pensiero di continuare a vivere attraverso la nostra discendenza biologica o le opere che lasciamo dietro di noi. Resta un'unica opzione, un'idea folle che si sta trasformando in un preciso disegno: la conquista dell'immortalità grazie alla scienza. Solo nell'ultimo decennio sono apparsi più di trecentomila articoli sull'invecchiamento e l'estensione della vita, e oltre settecento aziende emergenti hanno investito complessivamente decine di miliardi di dollari nell'impresa. Ma quanto è realistico tale mirabolante sogno? Quali sarebbero le implicazioni etiche di trattamenti o manipolazioni volti ad aumentare indefinitamente la durata della vita? E quali le conseguenze sociali, economiche e politiche? Domande incalzanti, e capitali – ora che la risonanza di queste ricerche e le aspettative, spesso illusorie, da esse suscitate sono al culmine –, alle quali Ramakrishnan cerca di rispondere attraverso un'analisi approfondita della fisiologia dell'invecchiamento e delle tecniche allo studio per contrastarlo, gettando luce nel contempo sulla realizzabilità della più avveniristica delle sfide: far sì che "tutti muoiano giovani – dopo molto, molto tempo".

E io ti querelo. Una storia della libertà di espressione in dieci processi
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Malavenda, Caterina

E io ti querelo. Una storia della libertà di espressione in dieci processi

Marsilio, 20/06/2025

Abstract: "Buongiorno avvocato, sono Oriana Fallaci. Sono stata querelata per diffamazione e dal "Corriere" mi hanno detto di rivolgermi a lei". È l'esordio di una giornata tra le tante nella vita che Caterina Malavenda conduce da quando, nella Milano degli anni ottanta, dove si è trasferita dal Sud, ha cominciato la sua attività. Allora non immaginava che avrebbe incontrato sul suo cammino maestri dell'inchiesta come Fabrizio Gatti, volti che hanno fatto la storia della tv come Michele Santoro, che avrebbe assistito direttori come Ferruccio de Bortoli e personaggi come Oliviero Toscani, o "incrociato i codici" con gli avvocati di Silvio Berlusconi. Né che sarebbe arrivata a difendere in tribunale alcune tra le principali testate giornalistiche. Tra esaltanti vittorie e cocenti delusioni, racconta dieci casi fra i più significativi che ha affrontato, per dare conto di come si può tentare di bloccare inchieste scomode e intimidire chi con il suo lavoro risulta fastidioso. Il processo per diffamazione è infatti "una trappola da cui per un giornalista è difficile uscire indenne, anche se ha svolto un lavoro egregio e ha raccontato la verità". Ogni udienza ha il suo corso, ogni teste le sue asperità, ogni documento almeno una doppia lettura e ogni protagonista la sua strada: chi si è affidato a un taccuino e chi si è infiltrato in un centro per stranieri; chi ha parlato da maestro dell'eloquio e chi ha saputo ribaltare una situazione impossibile; chi ha creduto di poter cambiare il mondo e chi sarà ricordato per uno scoop. Sullo sfondo, uno spaccato di cronaca – giudiziaria e non – del nostro paese, un'impietosa analisi sullo stato di salute della nostra democrazia, su cui queste vicende dicono molto. Non a caso l'autrice ha scelto oggi di "condividerle con chiunque pensi che, è vero, hanno tanti difetti, ma come faremmo senza giornalisti?"

La ghenga degli storti
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Luna Romero, Fulvio

La ghenga degli storti

Marsilio, 20/06/2025

Abstract: Nel 2024 Andrea Rasic vive a Gorizia. All'apparenza è un uomo come tanti: abita in un condominio poco distante dal confine sloveno, guida un'utilitaria e spende il suo tempo tra un posto da coordinatore della distribuzione presso un supermercato e la gestione dei pacchi in arrivo e in partenza per uno spedizioniere. È però la sua terza occupazione, quella come tuttofare di un antiquario, ad aprire uno squarcio su un passato che nessuno, vedendolo oggi, sospetterebbe. Un passato che emerge in tutta la sua prepotenza quando l'uomo, rincasando al fianco di Susanna, la donna con la quale convive, cade vittima di un'imboscata da parte di due sgherri armati: lasciando di stucco la compagna, Rasic sventa l'attacco freddando entrambi con un'abilità sorprendente, per poi battere in ritirata. La sua fuga disperata diventa allora un basso continuo che rievoca un'altra storia, quella riguardante la sua "vita di prima", quando, tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, il suo nome era Husky e le sue giornate gravitavano intorno a Lele, Weekend, lo Zingaro e Milady, che insieme a lui, a Valle dei Mulini – un paesino dimenticato da dio tra Venezia e Treviso –, costituirono "la ghenga degli storti". Braccato dal passato, e affamato di futuro, Rasic si pone solo due domande: chi è a volerlo morto? e soprattutto perché?Attraverso il racconto di un sodalizio votato al guadagno facile e alimentato da una sete di potere e riscatto, Fulvio Luna Romero ha dato forma al suo romanzo più ambizioso, tessendo il controcanto di quarant'anni di storia italiana, ma soprattutto restituendo in maniera vivida e indimenticabile un Veneto fatto di capannoni, armi e cocaina, dedizione al lavoro e al profitto, benessere, fatica e sopraffazione.