Trovati 2751 documenti.
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Ubiliber, 27/02/2026
Abstract: Non è sempre facile cercare di comprendere chi siamo in questo mondo in costante mutamento. In questo incantevole libro, l'autore, Rupert Spira, ci guida in un viaggio di scoperta, attraverso un paesaggio di pensieri, sentimenti, e circostanze, fino all'essenza di chi siamo. Attraverso le preziose immagini della pluripremiata illustratrice Zuzanna Celej, questa storia, apparentemente semplice, rivela ai lettori di ogni età che sotto i nostri vorticosi pensieri e mutevoli emozioni, possiamo trovare un'incrollabile pace e una silenziosa gioia."Sono sempre io" non è solo un libro che fa innamorare, è anche una guida per innamorarsi del nostro vero sé.
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Ingegnerizzare la crescita. Come costruire imprese scalabili e resilienti
Egea, 27/02/2026
Abstract: La crescita oggi non è più solo un obiettivo condiviso da tutte le imprese, ma il risultato dell'applicazione di una disciplina manageriale che, in un contesto economico instabile, frammentato e ad alta complessità come quello attuale, non può più essere affidata all'intuizione o alla replica di modelli pensati altrove. A partire da questa premessa, il libro propone un approccio strutturato, rigoroso e concreto per progettare e governare lo sviluppo delle aziende nel tempo, trasformando la crescita da aspirazione a capacità organizzativa. Attraverso il modello dell'Integrative Growth Compass gli autori mostrano come la scalabilità e la resilienza nascano dall'integrazione equilibrata di visione ed esecuzione, strategia e operatività, tecnologia e persone. La crescita viene letta come un fenomeno multilivello che attraversa l'ecosistema competitivo, la complessità dell'impresa e la sua dimensione umana, superando le scorciatoie e le semplificazioni che spesso ne compromettono la sostenibilità. Il volume è costruito intorno a tanti esempi e casi reali analizzati in profondità, che raccontano traiettorie di crescita persistenti, innovative e responsabili: da player "storici" come Olivetti, Ford e IBM, ai protagonisti di oggi, come Ferrari ed Enel, Luxottica e Brembo, Leonardo e Prysmian, fino a realtà innovative come Weco, eFM, Fitprime e Roboze. Storie diverse per settore e dimensione, accomunate da un metodo chiaro e da scelte strategiche coerenti nel tempo. Pensato per imprenditori, manager e professionisti, Ingegnerizzare la crescita non offre formule universali, ma un modello adattabile alle specificità strutturali, culturali e organizzative delle imprese italiane. Un libro che restituisce alla crescita la sua complessità, senza rinunciare all'azione, e che invita a costruire imprese capaci di durare, evolvere e generare valore nel lungo periodo.
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L'abbraccio che libera. Sette passi per trasformare la tua vita
Edizioni Messaggero Padova, 27/02/2026
Abstract: Attraverso la parabola del Figliol Prodigo e la testimonianza di san Francesco, l'autore accompagna in un percorso di 7 passi di libertà dalla solitudine alla rinascita.
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Broken whispers. Perfettamente imperfetti
Queen Edizioni, 28/02/2026
Abstract: Un matrimonio per fermare una guerra. Ma tra loro, è solo l'inizio di un incendio.MikhailLa mafia russa e quella italiana sono in guerra.Una guerra feroce, fatta di sangue, potere e vendetta.Entrambe le fazioni sono spietate, inflessibili, incapaci di perdonare.Ma quando viene deciso di unire i nostri mondi con un matrimonio,mi ritrovo di fronte la donna più bella del clan nemico…e il destino spinge tra le mie braccia quello che ho sempre desiderato.L'ho amata da lontano per troppo tempo.Ora, posso averla.Ma cosa accadrà quando scoprirà chi è davvero l'uomo che ha sposato?BiancaPer mia sorella farei qualsiasi cosa.Anche legare la mia vita a quella di un uomo della Bratva pur di tenerla al sicuro.Mi aspettavo un mostro freddo e crudele, invece mi trovo davanti a un uomo diverso.Un uomo segnato, sì, ma anche capace di una dolcezza che non credevo possibile.Più lo conosco, più la paura lascia spazio al desiderio.Ora tocca a me abbattere i suoi muri e sussurrare tra le nostre ferite fino a farle smettere di sanguinare.Mafia romance autoconclusivoArranged Marriage-Damaged Hero-Beauty And The Beast-Age Gap
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EDIZIONI PIEMME, 05/03/2026
Abstract: L'hockey romance che ha conquistato il Booktok! Quando la diciassettenne Violet si ritrova con il cuore spezzato dal capitano della squadra di hockey della sua nuova scuola, giura a se stessa di non cedere mai più al fascino di uno sportivo arrogante. Ferita e arrabbiata, per dimostrare al suo ex di aver voltato pagina, però, si trova a chiedere un favore alla persona più improbabile e sbagliata che ci sia: Reed Darling, famigerato capitano dei Ransom Devils, acerrimo rivale del suo ex. Reed è splendido, misterioso e arrogante, dentro e fuori dal campo. Le voci sul suo conto sono tutte uguali: straordinario giocatore di hockey, eccezionale reputazione da bad boy. Chi meglio di lui per interpretare il finto fidanzato di Violet e dare una lezione al suo ex? Tra scontri, battute taglienti e un'attrazione innegabile, Violet cercherà di resistergli... ma mentre lei si impegna a gestire la loro "relazione" con una lista di regole ferree, Reed è deciso a dimostrarle di essere molto di più di quanto tutti pensino.
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Leave me behind. Ediz. italiana
SPERLING & KUPFER, 05/03/2026
Abstract: Nell Gallows è l'unica sopravvissuta della Riøt, la squadra d'élite delle Forze Oscure sterminata due anni prima in una missione in Patagonia. Dopo aver trascorso ogni istante a combattere il senso di colpa e il trauma, ora è pronta a tornare in campo, ma viene assegnata alla Malum, la squadra più spietata e letale. Quella che va dove nessun altro osa. Quella che, per una tragica ironia della sorte, accusa proprio la Riøt della morte del suo soldato più prezioso. Accolta con odio e sospetto, Nell sa che per la Malum è solo un capro espiatorio. E l'ostilità più feroce arriva proprio da lui: Bones. L'implacabile, glaciale e crudele comandante. Il diavolo in carne e ossa. Il soldato che avrebbe dovuto essere il suo nemico. E l'uomo con cui Nell ha passato una notte di fuoco, ignara della sua identità, in una parentesi di libertà prima di affrontare l'inferno. Quando una missione finisce nel caos e Bones resta indietro, Nell si trova a dover scegliere se abbandonarlo o restare. Così resta. Con i demoni e i segreti che lui custodisce. In trappola e in territorio nemico, possono contare solo l'uno sull'altra per non crollare. Perché in un mondo di oscurità, tradimenti e sangue, anche un demone può diventare l'unico rifugio. E l'amore, quando nasce in guerra, può essere l'arma più pericolosa. E la condanna più dolce.
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Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi
EDIZIONI PIEMME, 05/03/2026
Abstract: Da Gaza all'Ucraina: storie, voci e immagini delle bambine e dei bambini colpiti dalle guerre. Sono più di cinquanta i conflitti in atto nel mondo. I bambini interessati direttamente da situazioni di guerra sono più di 500 milioni. Questo libro raccoglie le testimonianze di alcuni di loro ed è parte di un'iniziativa più grande: un movimento di resistenza apolitico che non si fermerà finché non cesseranno le guerre in tutto il mondo.Con materiali e approfondimenti dedicati a educatori e insegnanti!
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La provincia aggiunta. La Ciociaria, il Nord del Sud
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "Inizialmente associata all'immagine bucolica di una "campagna felice", la Ciociaria è stata nel corso del tempo stravolta da dinamiche politiche e di sviluppo economico, soprattutto nel Novecento, attraverso gli investimenti della Cassa per il Mezzogiorno. Gli effetti di queste iniziative, originariamente pensate per riequilibrare il rapporto con la capitale, non hanno fatto altro che esacerbare il sentimento di subalternità e sfruttamento rispetto alla vicina area metropolitana romana e consolidare al contempo l'immagine di questo territorio come quello di un "Nord del Sud"".Una leggenda locale narra della fuga di Saturno, cacciato dall'Olimpo e approdato in Ciociaria, dove avrebbe insegnato agli uomini la tecnica e avviato l'Età dell'oro. Testimonianze di questo lascito sarebbero le sette città dalle mura megalitiche, fondate dallo stesso dio. Questo storico policentrismo, intrecciato a confini amministrativi e rapporti geopolitici complessi, è stato progressivamente sovrapposto da dinamiche esterne. Le riforme borboniche, le industrie belliche e, più tardi, le politiche della Cassa per il Mezzogiorno hanno lasciato segni profondi, operando secondo una logica estrattiva che non ha generato assetti produttivi duraturi, ma una condizione di inerzia, un equilibrio instabile tra innovazione e immobilismo. La Ciociaria rappresenta non solo un caso emblematico delle dinamiche territoriali tipiche dell'Italia di mezzo, ma anche unico, perché prossima a un polo metropolitano così attrattivo come quello di Roma. In questa prospettiva, con un richiamo all'antica denominazione di Latium adiectum, il territorio viene interpretato come una "provincia aggiunta", a cavallo tra frange metropolitane e i contesti urbano-rurali, sempre nell'orbita di Roma, in una tensione continua tra appartenenza e marginalità, tra funzione servente e autonomia mancata. Tutto ciò si riflette in un territorio dagli equilibri fragili, dove antichi nuclei storici convivono con forme disordinate di urbanizzazione, aree industriali dismesse con nuovi poli logistici nati dalla riconversione produttiva. Eppure, accanto a grandi infrastrutture pesanti, permangono trame rurali resistenti, memorie collettive, occasioni di riscatto, mentre il paesaggio alterna condizioni di degrado ambientale e valori naturalistici diffusi. Questa compresenza irrisolta tra modernità incompiuta e tracce storiche fa della Ciociaria un territorio di forti contrasti, dove il passato persiste e il futuro fatica a delinearsi in un'identità concreta.
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Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026)
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: Ottant'anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno "costitutivi" gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del "miracolo economico", la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della "strategia della tensione" e degli "anni di piombo") o l'ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l'importanza di uno sguardo d'insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l'affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la "democrazia dei partiti" era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.
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La città-lago. L'arcipelago urbano del Cusio
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "In questo libro, con un esercizio di immaginazione che interpreta i più recenti mutamenti e si interroga sui futuri possibili, proponiamo la "città lago" come una potenziale rappresentazione geografica per parlare dei territori del Cusio: una città media estesa e policentrica, con oltre 70000 abitanti, che integra le attrezzature e infrastrutture sociali, culturali e ambientali, offrendo ambienti di vita quotidiana, opportunità di lavoro e scelte residenziali diversificate. La città lago richiama un'immagine sovralocale di integrazione urbana e di connessione multipolare e rimanda a una possibile città paesaggio, in una visione che introduce un modo di pensare relazionale: non una scena davanti ai nostri occhi, ma un ambiente che ci avvolge e che costituisce un tutt'uno con il nostro vivere. Una metafora per immaginare diversamente le traiettorie economiche e territoriali della provincia italiana, mettendo tutti gli agenti in campo in stretto rapporto con l'ambiente fisico, sociale e culturale entro cui operano".Il Lago d'Orta, il più occidentale dei grandi laghi prealpini, è stato a lungo simbolo di trasformazione produttiva e insieme fragilità ambientale. Nel corso del Novecento, il distretto del casalingo a Nord, quello della rubinetteria e un'importante industria tessile a Sud hanno scritto una storia di innovazione e riscatto socioeconomico, ma anche di contaminazione e costi ambientali. Un lago morto, come lo descriveva negli anni settanta Gianni Rodari in C'era due volte il barone Lamberto, percorrendo i luoghi della sua infanzia. Cinquant'anni dopo, il paesaggio del Cusio è attraversato da dinamiche contrastanti. Accanto alle manifatture dismesse, convivono aziende internazionalizzate e altamente specializzate, ora in armonia con il paesaggio, ora in un contrasto irrisolto. Nel frattempo, il lago è stato bonificato, dando vita a una nuova stagione turistica fatta di percorsi lenti ed esperienziali, eventi culturali e sportivi, con un'urbanità che non si limita più alla villeggiatura o al pendolarismo, ma conosce una residenzialità diffusa e multi-locale, tra città, lago e montagna. Il libro offre un'esplorazione dei territori del Cusio, ridefinendone l'identità al di là delle categorie convenzionali di urbano e rurale. Al centro di questo ritratto si pone il concetto di "città lago": un'entità territoriale non definita da un nucleo urbano tradizionale, ma da un paesaggio che funge da fulcro per un articolato sistema di insediamenti, forme dell'abitare e del lavoro, modi di muoversi nel territorio. È una città media estesa, nelle forme e nei funzionamenti, dove gli elementi naturali – il lago, i fiumi, i boschi e le montagne – assumono il ruolo di protagonisti, osservati attraverso una lente relazionale che ne coglie i legami e le interazioni. Per consolidare questa nuova urbanità è necessario uno sguardo e una capacità di azione sovra-municipale e a lungo termine in grado di confrontarsi con un territorio post-distrettuale, progettando la convivenza tra manifattura, turismo e nuove residenzialità.
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La pianura irrigua. La Lomellina tra marginalità e risorse latenti
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "La Lomellina che osserviamo oggi è il risultato di traiettorie lunghe che possono essere ulteriormente riorientate: è un territorio in transizione, in cui la crisi demografica, l'obsolescenza del patrimonio abitativo e produttivo, la fragilità sociale, la pressione su suolo e risorse, i processi di emigrazione strutturale e la periferizzazione del sistema agricolo e insediativo si intrecciano con forti potenzialità ambientali, produttive e culturali. Il territorio possiede ancora i suoi asset primari: un'agricoltura potente, una matrice irrigua storica e una posizione baricentrica rispetto a più sistemi urbani e logistici. La possibilità di valorizzare queste risorse dipende dalla capacità di saldarle a un progetto territoriale comune. Dove oggi prevalgono frammentazione e somma di interventi puntuali, occorre una regia che allinei servizi, acqua, suolo e lavoro a obiettivi condivisi di abitabilità, giustizia territoriale e qualità ambientale".La Lomellina è un territorio rurale e di confine, attraversato da trasformazioni profonde che intrecciano passato e presente. Terra di risaie, canali e cascine, modellata nei secoli da grandi proprietà fondiarie e da un'economia agraria altamente specializzata, è oggi segnata da una crisi composita: rarefazione insediativa, invecchiamento, perdita di servizi essenziali, pressione ambientale crescente. La modernizzazione agricola, la meccanizzazione e la concentrazione fondiaria hanno ridotto manodopera e funzioni diffuse del paesaggio rurale, lasciando un'eredità di corpi di fabbrica dismessi e di relazioni locali indebolite. Nel frattempo, isole industriali e piattaforme logistiche si sono innestate in un contesto a bassa densità, generando un mosaico produttivo disomogeneo e nuove forme estrattive che mettono in tensione uso del suolo, acqua e qualità paesaggistica. Il territorio manifesta inoltre segni evidenti di vulnerabilità: abitazioni vacanti e valori immobiliari in caduta, centri storici svuotati, fragilità sociali, pendolarismi forzati verso poli esterni, servizi scolastici e sanitari sempre più distanti. La crisi idrica, resa acuta dai cambiamenti climatici, espone la risicoltura a rischi crescenti e ripropone la necessità di una gestione di bacino capace di superare i confini amministrativi. Eppure, la Lomellina non è senza risorse: custodisce una matrice irrigua storica unica, paesaggi agrari di grande valore, patrimonio costruito diffuso rurale e produttivo e nuclei storici, ma anche alcune timide esperienze che provano a costruire forme di sviluppo più eque e sostenibili. Il volume restituisce la complessità di questa condizione intermedia, in cui si intrecciano crisi e risorse latenti. Mettendo in dialogo lungo periodo e fenomeni contemporanei, offre una lettura critica della Lomellina come laboratorio di alcune sfide che attraversano anche altre parti dell'Italia di mezzo: tensioni tra produzione e cura, marginalità e interdipendenza, estrazione e rigenerazione. Un invito a ripensare un territorio fragile, la cui abitabilità futura dipenderà dalla capacità di costruire alleanze, visioni condivise e un progetto sovralocale all'altezza delle trasformazioni in corso.
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Artisti e architetti alla prova dello spazio
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: Il volume indaga, attraverso focus parziali su temi, problemi, opere e protagonisti, soluzioni originali alla annosa diatriba tra artisti e architetti. Con alcune premesse irrinunciabili: l'individuazione delle prerogative delle singole discipline, la salvaguardia delle loro differenze, il rifiuto di un'accezione di sintesi come sacrificio reciproco. L'architettura non è mera funzione, come molti artisti pensano, e l'arte non è mera decorazione, come molti architetti sperano. I confini sono netti: quando gli artisti s'improvvisano architetti, si limitano spesso a dilatare le dimensioni dell'opera d'arte, incuranti delle valenze spaziali che il salto di scala comporta. Quando gli architetti gareggiano con gli artisti per liberarsi da ossessioni funzional-razionaliste, si riducono a decorare e abbellire facciate e involucri anonimi. È possibile allora una "sintesi delle arti" dove nessuna domini o mortifichi l'altra ed entrambe rispettino i relativi ambiti poetici ed etici? Questo l'interrogativo che ci consegnano queste pagine incalzanti e appassionate, nient'affatto neutrali: indagano infatti lo scontro tra titani, il corpo a corpo tra artisti e architetti negli spazi deputati, in quelli anomali e in quelli pubblici, il ruolo dell'allestimento come mediazione critica, la rivoluzione dell'anarchitettura e quella della frugalità, sempre sullo sfondo di quanto si agita nella società e adottando un punto di vista di "modernità critica", contro ogni citazionismo, anacronismo, classicismo.
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Postmodernismo. Ovvero la logica culturale del tardo capitalismo
EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: "Fredric Jameson non è stato solo un gigante intellettuale, l'ultimo vero genio del pensiero contemporaneo. È stato il massimo esempio di marxista occidentale, uno che ha saputo attraversare con coraggio gli opposti che definiscono il nostro spazio ideologico" (Slavoj Zizek, "Internazionale") Il postmodernismo è finito, è l'etichetta appiccicata a una stagione ormai conclusa e riposta su uno scaffale accanto a tanti altri "ismi" del Novecento? Oppure ci muoviamo ancora nella sua ombra e piú pensiamo di averlo superato piú sprofondiamo in esso? Dominante culturale di un'epoca che possiamo guardare da fuori e storicizzare, o labirinto di specchi da cui non siamo piú in grado di uscire? Forse il postmodernismo è entrambe le cose e una terza ancora (e una quarta, una quinta...): scherzi della dialettica. Quel che è certo è che per capirci qualcosa dobbiamo tornare al testo fondamentale sul tema, quel Postmodernismo ovvero La logica culturale del tardo capitalismo di Fredric Jameson che fin dalla sua comparsa nel 1991 si è imposto in maniera quasi autoevidente come ultimo grande classico del pensiero teorico del XX secolo. Trionfo e campana a morto dell'idea di "un sistema" che riesce a farsi immagine del mondo, Jameson piú di trent'anni fa ha scritto un libro che parla al presente: che parla di totalità, prima che il digitale la ricreasse attraverso la rete; di sublime tecnologico, prima di Big Data e Ai; di capitalismo e produzione culturale, prima che... be', guardatevi attorno. La presente edizione è arricchita da una nuova prefazione di Daniele Giglioli.
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EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: In Luci e eclissi Alessandro Fo attraversa il tempo della vita con uno sguardo insieme partecipe e vigile, capace di posarsi sulle grandi ferite del presente e sui minimi accadimenti quotidiani. Nascita e perdita, memoria privata e dolore collettivo, amicizia, carcere, malattia, guerra, vecchiaia: ogni esperienza è colta come una zona di passaggio, in cui la luce non cancella l'ombra ma la interroga, la attraversa, la rende pensabile. Queste poesie nascono spesso da incontri reali, da voci ascoltate, da immagini trattenute per un istante prima di svanire. Il verso, sempre mosso, limpido e discorsivo, accoglie il racconto senza rinunciare alla densità lirica, facendo della poesia uno spazio di responsabilità e di cura: un luogo in cui ciò che rischia di eclissarsi - persone, vite marginali, piccoli gesti, affetti perduti - trova ancora parola e memoria. Un libro civile e intimo insieme, sorretto da una profonda fedeltà all'umano, aperto senza difese al presente. Un'opera che non cerca consolazioni facili, e proprio per questo sa offrire, a chi legge, una forma rara e necessaria di luce.
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EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: Se non fosse arrivato l'Homo sapiens, "il bullo interglaciale", a plasmare il mondo in cui viviamo, saremmo tutti dei Neanderthal felici. Sensibili, sognatori e felici. Questo almeno è ciò che pensano i Moulinard nella loro comune anarchica, anticapitalista e antimoderna. Ci vuole una professionista per impedire che il loro ingenuo idealismo disturbi le manovre delle multinazionali nel sudovest della Francia. Il suo nome (falso) è Sadie Smith, la sua specialità infiltrarsi nelle organizzazioni antagoniste e farle implodere (o esplodere). Ma non sempre tutto va come previsto. "Mi ha travolto e ammaliato. Il lago della creazione è un noir dalla trama avvincente e dal ritmo serrato che al contempo non rinuncia alla profondità delle idee. Rachel Kushner è l'autrice piú entusiasmante della sua generazione".Bret Easton Ellis "Sadie Smith", la protagonista di questo libro, non si chiama veramente Sadie Smith. Il suo vero nome non lo sapremo mai, ma quel che sappiamo è che Sadie è una giovane spia, un'ex agente dell'Fbi incaricata da non meglio precisati "contatti" di indagare su un gruppo di anarchici, i Moulinard, insediati in una comune agricola nel sudovest della Francia. I Moulinard, in lotta contro il progetto di un gigantesco bacino idrico agroindustriale che rischia di dissestare l'ecosistema della valle e spazzare via i contadini locali, si ispirano agli insegnamenti di Bruno Lacombe, un eccentrico maître à penser postsituazionista, ex sodale di Guy Debord, che si è ritirato a vivere in assoluto isolamento nelle grotte della regione, da cui esce solo per inviare ai suoi accoliti e-mail in cui espone una visione del mondo radicalmente anticapitalista e antimoderna. Come sarebbero andate le cose, si domanda Lacombe, se ad avere la meglio nella lotta evolutiva per la sopravvivenza non fosse stato l'Homo sapiens, "il bullo interglaciale che ha plasmato il mondo in cui siamo intrappolati", ma l'uomo di Neanderthal, ben piú capace di contemplare le stelle e di sognare, ovvero di "rendere visibile l'invisibile"? La missione di Sadie è dimostrare che i Moulinard sono responsabili di atti di sabotaggio e azioni violente, o se necessario spingerli in quella direzione infiltrandosi tra loro, il che non è un problema per la cinica e scafata spia statunitense, che disprezza quello che considera l'ingenuo idealismo dei gauchiste, coglie impietosamente le loro contraddizioni ed è disgustata dalla scarsa virilità del mellifluo Lucien. Piú difficile per lei è restare indifferente al fascino sovversivo di Bruno Lacombe, con cui condivide la fiera durezza di carattere e una profonda solitudine esistenziale. Sadie finirà cosí per imparare da Lacombe a scrutare nel buio, e a "salutare e guardare scomparire" i fardelli che per tutta la vita si è portata dietro. Ispirato ad alcune vicende reali di infiltrazione poliziesca e persecuzione giudiziaria contro l'attivismo ecologista, l'ultimo romanzo di Rachel Kushner, da sempre interessata alla storia della controcultura e dell'antagonismo politico, ci regala una prospettiva inedita da cui contemplare i conflitti del nostro tempo: lo sguardo algido e malinconico, alienato eppure struggente, di una nemica, e ci spinge a domandarci: e se fosse il nostro stesso sguardo? "Kushner abita la prospettiva della spia con una finezza cosí inquietante che si percepisce quanto si stia divertendo. Il vero agente segreto è lei"."The Washington Post"
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Bandiera nera. Forma tragica e guerra civile
EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: Ai tempi di Shakespeare, sul tetto del Globe Theatre sorgeva una torretta con sopra un'asta. Quando si dava una commedia, vi veniva issata una bandiera bianca; un dramma storico, bandiera rossa; una tragedia, bandiera nera. La tragedia è, per Franco Moretti, il dispositivo con cui l'Occidente ha dato forma al conflitto piú intimo e distruttivo: la guerra fra simili, quella che divide famiglie, città, Stati e coscienze. Non solo. La tragedia rappresenta anche un intreccio etico-estetico fra i piú complessi e vertiginosi: mettere in scena il massimo orrore umano - il dare la morte - usando "parole tra le piú belle mai scritte". Il saggio segue le trasformazioni della forma tragica - dalla vendetta arcaica alla riflessione politica, dal tiranno barocco all'ideologo rivoluzionario - mostrando come essa sia sempre tornata a interrogare la violenza interna alla civiltà, il rapporto fra legge e sangue, parola e potere, destino e libertà. "Nella misura in cui le tragedie che effettivamente esistono (e non quelle che dovrebbero esistere) ci dicono qualcosa sul corso della storia, a me pare sia questo: che le crisi radicali e gli scontri a morte che costellano la storia umana hanno esiti diversissimi e imprevedibili. Dal conflitto tragico può risultare un inasprimento del potere esistente, il suo crollo, la sua celebrazione, un compromesso di qualche tipo, e persino, di rado, una grande trasformazione. La densità delle odi di Eschilo, e la nettezza della sticomitia di Sofocle; lo squilibrio di Shakespeare, e la simmetria di Racine; la luminosità di Calderón, e il disorientamento di Büchner; tanta difformità morfologica è il segno dell'intrinseca mancanza di direzione dei conflitti rappresentati dalla tragedia. Sul destino del divenire storico, essa non prende partito. Mostra l'odio e la sofferenza e la lotta e la distruzione: dove portino - "che passino nella barbarie o in una struttura nuova", per dare l'ultima parola a Hölderlin - viene deciso volta per volta. E, si direbbe, senza una logica particolare".
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L'Italia e il lodo Moro. Diplomazia segreta negli anni della guerra fredda
EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: Un accordo segreto, una linea rossa tracciata nell'ombra. Un patto che ha cambiato la storia d'Italia senza mai essere stato scritto. Aldo Moro ne fu l'architetto silenzioso: nel pieno delle tensioni mediorientali, intuí che la sicurezza del Paese passava anche attraverso canali paralleli, contatti discreti, intese non dichiarate. Cosí nacque quello che sarebbe stato chiamato "Lodo Moro": un accordo informale con le fazioni palestinesi, basato su un principio apparentemente semplice - niente attentati in Italia, in cambio di tolleranza e libertà di movimento. Un equilibrio fragile, sotterraneo, gestito fra ambasciate, servizi segreti, emissari libici e pressioni americane. Ma cosa c'era davvero dietro quel patto? Chi trattava con chi? Chi lo sostenne, chi lo temette, chi cercò di sabotarlo? Quanto si è taciuto - o scelto di non vedere - in nome della stabilità e della ragion di Stato? Attraverso centinaia di documenti desecretati e testimonianze inedite, Giacomo Pacini ricostruisce con rigore e tensione narrativa una vicenda reale che ha il passo del grande romanzo politico: una storia di potere e ambiguità, di diplomazie parallele, di intese salvifiche e compromessi pericolosi. Una storia che ancora oggi ci obbliga a confrontarci con le zone d'ombra della nostra Repubblica. Il 17 dicembre 1972, da un anonimo ufficio all'interno dell'ambasciata italiana a Beirut, partí un appunto che sarebbe rimasto occultato per decenni negli archivi dei servizi segreti italiani. Lo firmava il colonnello Stefano Giovannone, capo del Centro Sid (Servizio informazioni difesa) nella capitale libanese e figura chiave della diplomazia segreta che l'Italia aveva attivato in una delle aree piú instabili del mondo. Poche righe, asciutte e burocratiche, che segnavano l'inizio di una strategia che avrebbe riscritto le regole del rapporto tra l'Italia e il terrorismo internazionale. Questo appunto costituisce oggi il primo documento accessibile che attesti l'esistenza di un dialogo sotterraneo tra lo Stato italiano e alcune formazioni armate riconducibili all'Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina). Un'intesa informale, destinata a evolversi e ampliarsi nel tempo e che sarebbe passata alla storia con il nome convenzionale di "lodo Moro". L'accordo consentiva ai miliziani di muoversi liberamente in Italia e, anche se arrestati con armi o esplosivi, ne favoriva il rapido rilascio. In cambio, le formazioni coinvolte si impegnavano a non colpire obiettivi italiani, mentre il nostro Paese si faceva carico di promuovere il riconoscimento diplomatico dell'Olp come unico legittimo rappresentante del popolo palestinese. Giacomo Pacini, avvalendosi di documenti recentemente desecretati, scrive un libro di grande importanza, uno studio finalmente organico su una questione molto scottante per l'Italia della seconda metà del Novecento.
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EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: Con un linguaggio poetico e brutale, Carr scava nelle rovine dell'umano e interroga il limite fra vendetta e giustizia, trasformando la tragedia antica in un atto teatrale di sconvolgente attualità. Un testo essenziale e feroce, che mette a nudo l'orrore della storia e la forza irriducibile della voce femminile. Marina Carr è una delle autrici piú significative e originali della drammaturgia contemporanea. In iGirl, una voce che si fa molteplice - furiosa, lirica, sacrilega e compassionevole - attraversa la storia dell'umanità e dei suoi miti. Una Ragazza parla dal margine del tempo: è Antigone, Edipo, è Giovanna d'Arco, Persefone, testimone di una specie che ha fondato la propria sopravvivenza sulla violenza e sull'oblio. Muovendosi tra preistoria e presente, mito e autobiografia, il testo interroga l'eredità della nostra umanità: la violenza, la fame di dominio, ma anche la capacità di cantare, amare e ricordare. Con una lingua visionaria e implacabile, Carr compone un lamento e un atto d'accusa, chiedendo al teatro di farsi spazio originario della parola e della memoria. Ecuba riscrive radicalmente la tragedia euripidea, spostando l'attenzione dalla guerra alla sopravvivenza dopo la catastrofe. La regina di Troia non è piú solo madre dolente, diventa figura complessa e tridimensionale, di resistenza, furia, sensualità, generosità e parola estrema, incarnazione di un dolore che si fa accusa contro la guerra, il potere e la violenza patriarcale.
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Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente
EINAUDI, 05/03/2026
Abstract: A ottant'anni da questo momento di svolta, Mario Avagliano e Marco Palmieri ci accompagnano attraverso un lungo viaggio, che viene ripercorso per mezzo di diari, lettere, memorie e altri documenti, dall'Unità d'Italia senza madri fino alle madri costituenti del 1946. Il primo voto delle donne italiane avvenne il 2 giugno 1946, dopo la guerra e il fascismo. Ma la battaglia per i diritti e l'emancipazione femminile in Italia ha alle spalle una storia lunga e avvincente, dalle appassionate patriote del Risorgimento alle battagliere femministe di fine Ottocento che rompono gli atavici vincoli della cultura patriarcale del tempo, dalla mobilitazione nella prima e nella seconda guerra mondiale alla Resistenza e al referendum tra monarchia e repubblica.
Risorsa locale
Pelle digitale. Come l'intelligenza invisibile sta riscrivendo la realtà, il corpo e la società
Egea, 05/03/2026
Abstract: La rivoluzione digitale non arriva più sotto forma di schermi: si deposita sul mondo e sul corpo, fino a diventare una "pelle" che abitiamo. Alimentata dalla convergenza tra intelligenza artificiale, wearable, IoT e ambient intelligence, questa infrastruttura percettiva rende case, città e oggetti interfacce persistenti e contestuali, spesso invisibili eppure decisive nelle nostre scelte.Quando il computer scompare sullo sfondo, dai click si passa ai contesti: l'interfaccia coincide con l'ambiente e la domanda diventa inevitabile: chi la controlla?Muovendosi tra teoria, casi e scenari, il volume ricostruisce la genesi di questa "pelle digitale" e ne misura le implicazioni politiche e culturali: la promessa di capacità amplificate e di servizi più inclusivi, ma anche l'ombra di opacità algoritmica, sorveglianza diffusa e delega cognitiva. Il percorso culmina in un Manifesto per un "umanesimo aumentato": una bussola operativa per progettare interfacce e sistemi verificabili, responsabili e orientati alla fioritura umana, perché l'innovazione resti un alleato e non diventi un ambiente che ci governa.